Angola KO, ora iniziano i test importanti
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La marcia di Team USA verso la qualificazione alla fase finale delle Olimpiadi di Pechino 2008 oggi passa attraverso l’Angola squadra che, per la quarta volta consecutiva (dopo Barcellona ‘92, Atlanta ‘96, Sydney ‘00 e Atene ‘04), viene messa KO senza troppe difficoltà. I Ragazzi di Coach K hanno immediatamente preso il controllo della partita grazie alla difesa di James e Howard, adibiti a pattugliare il verniciato, ed il primo quarto si è conclusa sul 20-18. L’innalzamento della pressione difensiva, come già visto con la Cina, ha innescato una serie di palle perse per l’Angola (in tutto 25) che si sono tramutate in schiacciate degne dell’All Star Game (Bryant, ad esempio, ha regalato anche un 360° volante). Finito il terzo parziale sul 81-53 (+28) nell’ultima frazione di gioco gli Stati Uniti, con il risultato finale ormai deciso, non hanno più spinto sull’acceleratore lasciando rimontare gli avversari i quali hanno concluso sul 97-76 (-21).
La decisione di risparmiare energie nell’ultimo quarto, più che un gesto di sportività, potrebbe essere la prima mossa tattica in vista del match di giovedì. Fra due giorni infatti per Team USA ci sarà il primo vero test importante ovvero la sfida con la Grecia che due anni fa ai mondiale di Giappone 2006 eliminò James e soci (101-95) alle porte delle finali. L’oro del mondiale venne poi vinto dalla Spagna che sarà l’avversario di Team USA dopo la Grecia.
Ricapitolando i ragazzi di Coach K si apprestano a due test davvero importanti , nonchè decisivi per la qualificazione, il primo, fra due giorni, contro la Grecia ed il secondo, fra quattro giorni, contro i campioni del mondo della Spagna.
Ritornando alla sfida con l’Angola il miglior realizzatore si è confermato Dwyane Wade con 19 punti e 5 rimbalzi in circa 16 minuti. Raggiungono la doppia cifra anche LeBron James (12 punti, 5 assists, 3 recuperi, 2 stoppate), ‘Melo Anthony (12 punti, 5 rimbalzi) e Dwight Howard (14 punti, 2 stoppate, 3 rimbalzi). Bryant si ferma a quota 8 anche per via di una mano a dir poco ghiacciata da oltre l’arco (0/8).
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