Bargnani nella storia, prima scelta!


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Nella notte tra il 28 e il 29 giugno un pezzo di storia del basket, italiano ed NBA, è stato scritto. David Stern sale sul palco e con voce calma, tra il brusio crescente del pubblico del Madison Square Garden, annuncia “With the first pick of 2006 NBA Draft Toronto Raptors selected Andrea Bargnani“. Ed è storia, qui in Italia forse leggenda! Solo 3 italiani sono stati scelti al draft ma in posizione infime e senza mai vedere il basket d’oltreoceano (tranne Rusconi ed Esposito, ma per brevissimi periodi). E solo un giocatore di scuola non americana (Yao Ming) è stato scelto al numero 1. Così Bargnani, ala di 2.11 per 105 chili, entra in NBA, e ci entra dalla paorta principale, al termine di una stagione in cui ha vinto lo scudetto da protagonista contro Treviso, mettendo in mostra sprazzi del suo abbaggliante talento. Finisce così a far compagnia a Chris Bosh a Toronto, dopo poco viene scambiato Charlie Villanueva per TJ Ford liberando minuti per il Mago (soprannome coniato da Riccardo Pittis). Nemmeno lui sapeva di essere il numero 1, i Raptors hanno tenuto il tutto segretissimo fino all’ultimo. Ma ora l’Italia ha un motivo di più per appassioanrsi al basket: questo 20enne romano, speranza e futuro del nostro movimento cestistico.

Col 2 quindi Chicago sceglie il lungo Lamarcus Alridge, scambiandolo subito con Tyrus Thomas scelto dei Blazers alla 4, altri 2 dei candidati alla numero 1 quindi. Col 3 Charlotte va su colui che voleva, il cecchino Adam Morrison, miglior marcatore NCAA e a detta di tutti subito pronto a segnare valanghe di punti come ala piccola dei Bobcats. Alla 5 per una volta Atlanta non va ancora a ingolfare il reparto ali piccole e chiama Shelden Williams, centro undersized ma gran combattente e molto esperto, ex-Duke. Dalla 6 ricominciano gli scambi: Brandon Roy, guardia fisica e alta, viene scelto da Minnesota ma mandato a Portland per Foye (alla 7, presa dai Celtics per Telfair e Ratliff, ricevendo anche LaFrentz). Houston va su Rudy Gay, scambiandolo (ma questo non è ancora ufficiale) con Battier dei Grizzlies. Alla 9 O’Bryant, altro centro poco atletico che sembra i Warriors stiano collezionando… Alla 10 Seattle lascia perplessi prendendo il senegalese Sene (riserva in Belgio), JJ Redick, terrificante tiratore di Duke trova la 11 a Orlando.

Finita la lotteria da segnalare Marcus Williams che scende alla 22 ai Nets (workout pessimi? all’inizio era dato anche alla 5…), e i Suns che con le 2 scelte prendono i play Rodriguez e Rondo ma li scambiano subito a Portland e Boston: strano visto che erano in cerca del backup di Nash ed entrambi erano “buoni”… Possibile steal of the draft anche Farmar alla 26 per i Lakers (che prendono anche l’ex Treviso Evans per nulla praticamente da Detroit), in fin dei conti ha guidato UCLA alla finale NCAA. DA segnalare anche lo svizzero (dell’Angelico Biella) Sepholosa ai Bulls a fare il cambio di guardie e ali piccole.

Altro Draft “international” con 16 chiamate non americane, ma come diceva Don Nelson per la legge dei grandi numeri il nuovo Michael Jordan è destinato a nascere fuori dagli USA. E noi italiani facciamo un grande in bocca al lupo ad Andrea, sperando che Don avesse ragione…

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