T-Mac 13 punti in 35 secondi
“Do you believe in miracles?” Questo sembrava chiedere il numero 1 degli Houston Rockets all’head coach degli Spurs, Gregg Popovich, dopo il più incredibile finale di 4/4 a cui il Toyota Center abbia mai potuto assistere. Quando si dice “prendere per mano la squadra e portarla alla vittoria”, questo ha fatto il 9 dicembre 2004 la guardia di Houston con un finale di gara da 100% al tiro, ha ribaltato il risultato che fino a 35 secondi dall’ultima sirena sembrava già segnato. Invece a partita conclusa il tabellone segnava 80 per i più quotati ospiti e, udite udite, 81 per i locali, e per quest’ultimi si poteva scrivere anche solo un nome, Tracy McGrady.
La prova entusiasmante di T-Mac risalta maggiormente se si considera il valore degli avversari, gli Spurs 2004/2005, non potevano certamente essere definiti una squadra materasso, e tanto meno abituati a rimonte del genere, essendo la franchigia che pochi mesi prima aveva portato a casa l’anello in finale contro i New Jersey Nets. Ma veniamo ai fatti: il giallo del Miracle of the Toyota Center entra nel vivo a 52’’ dalla fine, quando gli Spurs sono sopra di 10, ovvero almeno quattro possessi di vantaggio, grazie al solito contributo dell’mvp dei precedenti playoff, Tim Duncan (26 punti e 18 rimbalzi). Mai avrebbero pensato di perdere questa partita, ma non avevano ancora preso in cosiderazione il fattore McGrady, che sul 68-76 San Antonio , a 35’’ dalla sirena, apre lo show mettendo a segno la bomba del 71-76. Dopo due ovvi tiri liberi concessi agli ospiti per bloccare il cronometro, Tracy ci riprova contro sua maestà Duncan a 24’’ dalla sirena e non solo gli infila la tripla sotto il naso, ma si prende anche il fallo del potenziale gioco da 4 punti – che ovviamente non sbaglia – riducendo lo svantaggio a -3. Nell’azione successiva gli Spurs raggiungono quota 80 e a questo punto la stella dei Rockets si prende tutte le responsabilità del caso: sovrasta Tony Parker nella rimessa, sfida one vs one Bowen, il miglior difensore della lega, e grazie alla sua capacità innata di elevarsi in aria insacca un’altra bomba da 3, rischiando di subire anche l’ennesimo fallo. Mancano 11’’ e, con San Antonio 3 punti sopra e palla in mano, sembra che i titoli di coda stiano già scorrendo e che la gente cominci a lasciare il cinematografo, finché David Brown, cercando di entrare nella zona pitturata per chiudere definitivamente i giochi, deraglia come un treno in curva a piena velocità, e la palla viene recuperata da T-Mac. Quindi dietro-front, tutti seduti, l’hot dog con cipolle del post-partita è rimandato. Parte il coast-to-coast: T-Mac supera la metà campo ed è già pronto per provarne un’altra. A 1.7’’ dall’ultima sirena, incredibilmente la mette dentro, quarta tripla di fila e sorpasso Rockets. La miglior prestazione Nba degli ultimi 35’’.
“Do you believe in miracles?”. No qualcosa di più è quest’ultimo arresto e tiro contro 4 difensori, ma McGrady quella notte, in piena trance agonistica, avrebbe fatto canestro con la palla da basket anche nel barattolo degli spinaci di Braccio di Ferro. Chiude con 33 punti e con la consapevolezza che il giallo è stato svelato: la vittima veste nero-argento, il luogo del delitto è il Toyota Center, Houston, Texas, l’ora del decesso risale agli ultimi 35’’ del 4/4, i testimoni sono centinaia. Tutti gli indizi ricadono su di lui: l’assassino è ovviamente… T-Mac!
T-MAC 02:47 il 16 agosto 2008 Permalink |
semplicemente unico nonostante i suoi problemi fisici rimane sempre uno dei migliori giocatori della nba comunque t-mac tira + di kobe da 3