Aggiornamenti da dicembre, 2009 Mostra/nascondi commenti | Scorciatoie da tastiera

  • 11:10 il 6 December 2009 Permalink | Rispondi
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    Greg Oden out per la stagione 

    Altro terribile infortunio per Greg Oden. Il giovane centro dei Portland Trail Blazers si è infatti fratturato la rotula del ginocchio sinistro nel corso del 3° quarto della gara vinta sui Rockets.

    “È un ragazzo forte. Si rimetterà”, ha affermato il General Manager dei Blazers Kevin Pritchard.

    In un comunicato rilasciato dalla società, Oden afferma: “Sono ovviamente dispiaciuto, ho lavorato duramente per arrivare dove sono arrivato. Questo è uno stop ma tornerò”.

    Il giocatore dovrà sottoporsi ad intervento chirurgico. I tempi di recupero non sono definibili con certezza ma per la stagione attuale sembra non esserci la benché minima speranza di vederlo di nuovo in campo.

    Per Oden una carriera fin qui breve e costellata di infortuni. Scelto #1 al draft 2007 ha saltato la prima stagione da rookie per una micorfrattura al ginocchio sinistro. Nella stagione da sophomore ha saltato 21 partite per un infortunio al piede e per uno al ginocchio sinistro. Ha chiuso quella stagione con 8.9 punti e 7 rimbalzi di media. Nella stagione attuale Oden stava crescendo di partita in partita: 24.9 minuti di impiego con 11.7 punti, 8.8 rimbalzi e 2.4 in 20 partite giocate.

     
  • 16:20 il 4 December 2009 Permalink | Rispondi
    Tag: Matt Harpring,   

    Matt Harpring dice stop 

    Matt Harping, ala 33enne di 201cm degli Utah Jazz, fa sapere che per questa stagione non tenterà il rientro in campo e che molto probabilmente sarà l’addio alla NBA. Il giocatore non ha ancora recuperato da un’infezione sviluppatasi in lui dopo un’operazione alla caviglia destra per rimuovere una placca nell’estate del 2008.

    “Dopo essermi consultato con i medici ed in accordo con i loro consigli, a malincuore ho dovuto constatare che il mio corpo non è più in grado di sopportare lo sforzo di allenamenti e partite NBA”, ha affermato il giocatore. Il suo contratto da 6.5milioni di dollari scadrà a fine anno e sarà pagato quasi per intero dall’assicurazione.

    Lo scorso anno il giocatore, nonostante il dolore, aveva comunque giocato 63 partite (con 11 minuti di media) chiudendo con 4.4 punti (46% al tiro) e 2 rimbalzi di media. In carriera le medie sono ben più alte: 11.5 (48.1% al tiro) e 5.1 rimbalzi di media in 665 partite giocate (26.4 minuti di media). Il primo anno con Utah (2002/2003) chiuse con 17.6 punti (52% al tiro) e 6.6 rimbalzi in 78 partite (32 minuti di media).

     
  • 17:29 il 2 December 2009 Permalink | Rispondi
    Tag: , , , Jonny Flynn,   

    Il punto: settimana 5 

    Abbiamo superato il primo mese di stagione 2009/2010 con tranquillità e ci siamo inoltrati in un Dicembre che non solo chiuderà l’anno solare per quanto riguarda il basket giocato,ma è anche pieno di partite interessanti assolutamente da vedere.Intanto nelle varie classifiche si stanno delineando le prime fughe e i primi verdetti.Nella Eastern gli Hawks stanno iniziando un pò a perdere il passo delle grandi e anche quest anno si preannuncia una lotta a tre con Magic,Celtics e Cavs.Per quanto riguarda i bassifondi,Nets e Knicks non si smuovono e continuano a perdere partite su partite.Se New Jersey ha pareggiato la peggiore partenza nella storia della lega,New York è alla peggiore partenza della sua storia.Guardando leggermente più su possiamo notare le incredibili delusioni che arrivano da squadre come Detroit e Phila che stanno arrancando parecchio e non si capisce per quale benedetto motivo.Anche Toronto e Washington stanno deludendo amaramente le aspettative con record negativi davvero imbarazzanti nonostante degli organici di prima classe.Per quanto riguarda la Western,i Lakers stanno provando a prendere il largo inseguiti dai Suns,dai Nuggets e dai Mavs che stanno provando a non mollare.San Antonio e Utah sono in ripresa,mentre Clippers,Kings e Thunder sono incredibilmente vicine alla zona playoff e ormai spaventa giocare contro di loro visto il loro ottimo periodo di forma.Andiamo però adesso alla consueta analisi dando i premi settimanali.

    Squadra della settimana: Non si può non dare il premio ai campioni del mondo in carica dei Los Angeles Lakers che stanno facendo sfracelli a destra e a manca.Le prestazioni di Kobe sono leggermente calate nelle ultime partite,ma è cresciuta decisamente l’intensità di squadra che sta rendendo i Lakers anche quest anno la numero uno delle candidate al titolo.Tutto questo è riuscito pur senza un Gasol in formissima e con un Bynum che si deve riprendere bene.Nemmeno Artest sta facendo chissà che cosa,ma la sua grinta in campo sta premiando la squadra.In questa settimana sono arrivate tre vittorie senza molti problemi contro Golden State,New Jersey e New Orleans che hanno portato la striscia totale di vittorie a quota sette con il miglior record della lega.E’ vero che hanno giocato ben 13 partite casalinghe e solo 4 in trasferta e che quindi la prova del nove sarà quando saranno lontani dallo Staples,ma se questi sono i gialloviola allora poco e niente potrà fermarli.Citazione d’obbligo anche per dei ritrovati Spurs e dei sempreverdi Celtics.

    Delusione della settimana (Squadra): Mi verrebbe voglia di rimettere i Sixers che sono due settimane che non vincono e non convincono,ma per non essere monotoni proviamo a guardare altrove.Allora puntiamo ai Chicago Bulls che in questa stagione stanno passando notevolmente inosservati,ma che solo la mediocrità della Eastern li tiene saldi all’ottavo posto della griglia.Aldilà delle cinque sconfitte di fila,c’era grande ambizione intorno a questa squadra ad inizio stagione,soprattutto dopo gli ultimi playoff che avevano dato fiducia e carica all’ambiente.Chicago si apprestava quindi ad iniziare una stagione con i botti,ma più che botti qui si rischia di fare il botto.Le prestazioni di Rose non stanno poi di certo aiutando e vuoi anche un pò la sfortuna o i demeriti veri e propri,l’unico che veramente si sta impegnando è Joakim Noah che è cresciuto mentalmente e fisicamente.Ora Del Negro avrà il compito di analizzare bene quali sono i problemi e trasmetterli alla squadra.Nella città dell’Illinois sono ancora fiduciosi,ma la pazienza ha anche un limite.Una citazione se la meritano anche i Blazers che in questa settimana hanno vinto solo una partita e per di più contro i Nets.

    Giocatore della settimana: Anche se ormai le sue prestazioni non fanno più testo,metto per la terza volta su cinque il mio ormai amato Carmelo Anthony.Il motivo? Beh è presto detto.Cinquanta punti contro i Knicks con ben 17/28 al tiro e ripeto 17/28 al tiro! Career high e tanti saluti a Lebron,Wade e Kobe per il premio di MVP momentaneo.Le sue quotazioni sono salite vertiginosamente come quelle dei Nuggets per il titolo nonostante la macchia della sconfitta contro i T-Wolves (che non vincevano da ben 15 gare).Nelle due partite successive al cinquantello sono arrivati ben 32 punti nella sconfitta suddetta e 25 contro i Warriors.Le sue medie si stanno gonfiando e ormai sono arrivate all’apice dello scoppio totale.30.7 punti di media,6.1 rimbalzi,3.6 assist,1.5 rubate,49.5% dal campo,34% da tre e 86.8% dalla lunetta.Tutti massimi in carriera.Non è che oltre al premio di MVP,Melo si voglia prendere pure quello di MIP?

    Rookie della settimana: Ormai le prestazioni di Evans e Jennings stanno diventando noiose e ripetitive e per non incappare nei soliti due litiganti,andiamo dal terzo incomodo che gode un pazzo nonostante non stia facendo nulla di anormale.Jonny Flynn,20enne uscito da Syracuse,ha passato una settimana molto positiva in cui non ha incrementato più di tanto le sue medie,ma ha dato segnali confortanti.Nonostante la tragica stagione dei Timberwolves,sta venendo fuori in questo ragazzo il vero carattere che lo contraddistingue.Dopotutto è una sesta scelta e il GM Kahn ha preferito lui a Rubio che è tornato in Spagna con la coda tra le gambe.Jonny ha così realizzato 20 punti contro Denver,18 con sei assist contro Phoenix e 16 con 6 assist nella vittoria contro i Nuggets.Non ha di certo avuto % soddisfacenti,ma il ragazzo cresce e il premio glielo diamo sulla fiducia anche se resta decisamente dietro a gente come Evans e Jennings.Citazione anche per Darren Collison di New Orleans che sta giocando molto bene.

    Sophomore della settimana: Ormai i Nets sono diventati la barzelletta della regular season,ma l’unico che veramente sta provando a tirarsi fuori dal gregge è Brook Lopez con prestazioni davvero stra convincenti. 32 punti con 14 rimbalzi e 2 stoppate contro i Blazers,24 punti con 11 rimbalzi contro i Kings e infine 26 punti con 12 rimbalzi contro i Lakers.E’ primo tra i sophomore nei rimbalzi (sia difensivi che offensivi),nei punti e nelle stoppate ed è anche uno tra i candidati a difensore dell’anno.Una domanda però sorge spontanea.Ma se Brook non fosse ai Nets sarebbe lo stesso? Mah.

    Delusione della settimana (Giocatore): Se proprio vogliamo cercare il pelo nell’uovo possiamo parlare di Amare Stoudemire.Le prestazioni dei Suns non sono cambiate a parte la sconfitta contro i Knicks della scorsa notte,ma quelle di Amare sì.Si è notato molto di meno sul campo e il suo apporto è stato insufficiente.Se Phoenix vuole tenersi a galla c’è bisogno soprattutto di lui e del suo possente fisico.A rimbalzo sta diventando praticamente nullo,perde molti più palloni e commette più falli.Passa partite in cui fa cose lodevoli a partite in cui combina solo disastri o è inutile ai fini della squadra.Forse ha ancora problemi fisici o alla vista che ne oscurano le reali possibilità,ma tutti stanno avendo la sensazione che Amare non è più lui.Senza la presenza di Shaq e il ritorno al gioco D’Antoniano è anche più libero di esprimersi,ma le sue prestazione non stanno facendo scalpore.I suoi 14.3 punti di media con appena 5 rimbalzi nelle ultime tre partite aiutano a capire che c’è qualcosa che non va ancora in lui.Staremo a vedere

     
  • 01:59 il 2 December 2009 Permalink | Rispondi
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    Intervista ad Andrea Bargnani 

    Andrea Bargnani è ormai un volto noto nel mondo Nba. Come si può capire dalla forte partecipazione alla chat di Marca, dove sono arrivate più di 500 domande per Il centro di Toronto. D’altronde Danilo Gallinari, rispondendo a una domanda dopo il draft dello scorso anno, aveva fatto presente la forte notorietà del mago, e la sua difficoltà iniziale a mettersi in contatto con la prima scelta del Draft ’06.

    Le domande poste al Mago sono davvero diverse tra loro, e tutte o quasi molto interessanti. Si spazia da una semplice domanda come il compagno preferito, alla situazione di Bosh e ai problemi iniziali di questi Raptors, fino al sogno All Star. Di seguito trovate alcune delle tante domande:

    Buona sera Andrea, questo anno Toronto si è rafforzato con buoni giocatori. C’è la confidenza nei vostri mezzi dentro al team di giocare per la parte alta di classifica questa stagione?

    Mi piacerebbe molto poter giocare per la parte alta questa stagione, però come dici tu noi ci siamo rafforzati con nuovi giocatori e loro si devono adattare alla squadra e noi a loro. Questo è per ora il nostro obbiettivo principale, e nel quale siamo concentrati.

    Perché credi che la nazionale italiana non riesce ad essere tra le migliori d’ Europa?

    È vero l’Italia non attraversa il suo miglior momento, però dobbiamo ricordare che abbiamo un nuovo allenatore e che la squadra è giovane, perciò dovremo lavorare molto per migliorarci per poter competere a gran livello.

    Andrea come vedi la tua situazione nella squadra, ed I Raptors in Nba?

    Sto molto bene nei Raptors a Toronto. È una città molto bella, la gente è fantastica e io sono felice qui. Sto molto bene in questa città come nella squadra e non mi interessa cambiare.

    Mi piacerebbe sapere se credi che hai ricevuto una certa pressione o esigenza nei tuoi primi anni nell’Nba per essere il primo europeo numero 1 del Draft? Credi che è uno dei motivi che ha tardato lo sviluppo del tuo gioco nella lega?

    Si è chiaro che nei miei primi anni in Nba avevo molta pressione. È pesato molto essere scelto primo nel Draft, perché tutti speravano molto da me. Mi ha influenzato, però mi ha anche motivato perché la pressione mi piace. Ora dopo aver disputato quattro anni, sono molto più rilassato. Conosco meglio la squadra e l’Nba.

    Che pensi di Calderon?

    Calderon è un giocatore molto bravo, rapido e con larga visione di gioco. È uno dei nostri giocatori migliori, molto importante per la squadra e soprattutto è una grande persona.

    Mi piacerebbe sapere, se è molto pesante il paragone con Dirk Nowitzki, uno dei migliori giocatori europei di tutti i tempi?

    Per me non è un peso che mi paragonino con Nowitzki, tutt’altro, è un onore e mi sento orgoglioso perchè è un grandissimo giocatore, però il mio modo di giocare è diverso rispetto al suo, e non credo sia comparabile. Però insisto, che è un onore che mi paragonino a lui.

    Andrea pensi che Chris Bosh rimarrà ai Raptors? E qual’è il giocatore Nba che a giocarci contro ti ha più impressionato?

    Bosh è un grande giocatore, però non ti posso dire se continuerà con noi l’anno prossimo, perché la verità è che non lo so. Spero che continui con noi, anche se è normale che riceva offerte da altri team un giocatore del suo calibro. Bene però spero che firmi con i Raptors. Riguardo al giocatore che mi ha molto impressionato e che mi piace molto è Kobe Bryant.

    Quale aspetto del gioco credi che i Raptors debbano migliorare, per poter competere con le squadre più forti?

    Abbiamo molte cose di cui migliorare. Come ho detto prima la principale cosa per ora è che i giocatori nuovi si adattino alla squadra, e abbiamo poco tempo per adattarci gli uni agli altri. Per ora stiamo concentrati su questo aspetto.

    Gli esperti credono che tieni alcune doti di Pau Gasol e altri di Dirk Nowitzky. Con chi ti identifichi di più? E chi fra loro secondo te è il giocatore migliore?

    Tanto Gasol come Nowitzki sono dei grandissimi giocatori, però sono molto diversi. Sebbene entrambi giocano da ala-pivot, Pau gioca di più nel pitturato, e Dirk, invece, gioca come ala. Mi piace che mi paragonino con loro, però siamo giocatori diversi.

    Ti senti comodo a giocare da centro o ti piacerebbe di più di giocare da Ala?

    Mi piacciono entrambe le posizioni, però mi sento più comodo a giocare da Ala-Pivot.

    Se tu ricevessi un’offerta per giocare in Europa?

    No, per ora non penso a giocare in Europa, nemmeno se ricevessi un’offerta. Giocare in Nba, non lo cambierei per nessuna cosa, anche se chissà in un futuro lontano, nei miei ultimi anni di carriera potrei giocare in Europa, ma per ora sicuramente no.

    Andrea chi pensi sia il favorito per l’anello?

    I Lakers sono i vincitori della scorsa stagione e sono i candidati per eccellenza alla conquista dell’anello anche questa stagione.

    È il pubblico canadese più caldo o più freddo delle altre squadre nordamericane?

    Il pubblico di Toronto è molto più caldo di altre squadre. E penso sia tra i più caldi insieme a quello di Los Angeles, New York e Dallas.

    Questa stagione stai giocando molto bene con i Raptors e hai cifre molto alte ai punti, pensi di poter entrare all’All Star?

    Non lo so, mi piacerebbe anche se è molto difficile partecipare all’All Star. Riconosco che è il mio sogno, e tutti i giorni lavoro per raggiungerlo. È davvero molto difficile entrare all’All Star, e ci sono molti buoni giocatori.

    Chi è il tuo miglior amico in squadra?

    Marco Belinelli, è italiano e questo conta perché posso parlare con lui nella mia lingua. E andiamo molto d’accordo.

     
  • 13:38 il 1 December 2009 Permalink | Rispondi
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    Infortuni per Thunder e Bulls 

    Gli Oklahoma City Thunder comunicano che il veterano Kevin Ollie è stato operato con successo per un intervento di pulizia al tendine rotuleo del ginocchio destro. Ollie ha fin qui disputato 14 gare facendo registrare 2.6 punti (44% al tiro), 1.2 rimbalzi e 1.1. assist in 14.8 minuti di gioco a partita.

    Sempre i Thunder comunicano di aver sottoposto ad intervento chirurgico alla spalla sinistra la guardia sophomore Kyle Weaver. Il giocatore dovrà restare lontano dai campi di gioco per almeno 4 mesi. Nelle sole 3 partite fin qui disputate ha fatto registrare le seguenti medie: 6 punti (67% al tiro), 1.7 assist e 1 rimbalzo a partita in 10 minuti di gioco.

    Il centro Krstic è poi fermo per un’infiammazione al tendine d’achille della caviglia sinistra ma il suo infortunio è di minore entità e viene valutato di giorno in giorno. Ha per ora saltato solamente una partita domenica scorsa. Per lui in 16 partite giocate (23.6 minuti) 8.3 punti (47% al tiro) e 4.9 rimbalzi di media.

    L’ala grande Nick Collison è invece fermo per una distorsione al ginocchio. Per lui 4.1 punti (61% al tiro), 3.7 rimbalzi in 13 partite giocate (17.8 minuti).

    La guardia Shaun Livingston ha fin qui giocato solamente 2 partite (10 minuti di impiego medio con 1 punto – 25% al tiro – e 1.5 rimbalzi) prima di essere operato in artroscopia al ginocchio. Il giocatore ha già ripreso ad allenarsi con i compagni ed il suo rientro è ormai prossimo.

    Passiamo ai Bulls.

    La guardia Kirk Hinrich dovrà infatti restare fermo 1-2 settimane per un infortunio rimediato in allenamento al pollice della mano sinistra. Lo scorso anno per un infortunio (frattura) al pollice della mano destra aveva saltato 31 partite. Kirk ha fin qui giocato 13 partite facendo registare le seguenti medie: 8.9 punti (37% al tiro), 4.3 assist e 2.9 rimbalzi a partita in 28.5 minuti di gioco.

     
  • 23:20 il 29 November 2009 Permalink | Rispondi
    Tag: Lawrence Frank,   

    I Nets licenziano Lawrence Frank 

    Dopo 16 sconfitte consecutive i New Jersey Nets licenziano Lawrence Frank.

    La notizia giunge peraltro a poche ore dalla partita con i Lakers.

    La squadra sarà momentaneamente affidata a Tom Barrise, uno degli assistenti di Frank, e se perderà la gara dello Staples Center eguaglierà il record di sconfitte consecutive per una franchigia NBA (17), record detenuto da Miami Heat (1988-89) e LA Clippers (1999).

    Frank lascia i Nets dopo 6 anni durante i quali ha registrato un record di 225 vittorie e 241 sconfitte in regular season (negativo per via delle ultime 3 stagioni sempre sotto il 50% e di questo disastroso inizio di stagione). Non meglio ha fatto ai playoffs, chiudendo in negativo con 18 vittorie e 20 sconfitte, non riuscendo mai ad andare oltre il secondo turno (semifinali di eastern conference).

    La sua avventura era iniziata nel migliore dei modi allorchè il 26 gennaio 2004 prese il posto di Byron Scott facendo registrare il record di vittorie consecutive per un debuttante: 13.

    Classico uomo-azienda, ha sempre accettato passivamente le scelte societarie volte allo smembramento della squadra, scelte che lo hanno via via privato delle già poche stelle presenti nel roster. A tutto ciò ha aggiunto una pressochè nulla esperienza sul campo (non è mai stato giocatore) evidente in assurde scelte negli accopiamenti difensivi (inspiegabili miss match su tutti) e in una continua rotazione di uomini, senza aver mai un quintetto di fiducia da schierare: per la serie proviamole tutte che prima o poi ci indovino… forse.

    I Nets entro dicembre voteranno la cessione del pacchetto di maggioranza al magnate russo Mikhail Prokhorov in vista poi del trasferimento della franchigia a Brooklyn nel 2011 (semprechè il progetto venga approvato e completato per tempo). Promettono grandi acquisti per il 2010 per via dell’enorme badget da poco meno di 50 milioni di dollari da spendere, ma dimenticano che senza appeal non si può costruire una squadra da titolo. Boston c’è riuscita, è vero, ma un conto è firmare per i Celtics un conto per i Nets. Soprattutto se si considera che la parte più grande della Grande Mela è e resterà sempre dei Knicks.

     
  • 23:45 il 26 November 2009 Permalink | Rispondi
    Tag: Louis Williams,   

    Lou Williams out 2 mesi 

    I Philadelphia 76ers annunciano che la guardia Lou Williams si è sottoposta in mattinata ad un intervento chirurgico alla mandibola.

    Il giocatore, a seguito dell’operazione, dovrà stare lontano dai campi di gioco per circa 8 settimane. Nelle prossime settimane Williams sarà sottoposto ad una speciale dieta a base di liquidi che gli permetterà di mantenere il peso forma e di riprendere al più presto la preparazione fisica in vista del rientro tra circa 2 mesi.

    Il 23enne Williams ha fin qui disputato un’ottima stagione facendo registrare 17.4 punti (49% al tiro), 5.1 assist, 3.5 rimbalzi e 1.7 recuperi di media nelle 14 gare giocate. La partenza di Miller gli ha consentito di raddoppiare il minutaggio e di conseguenza le proprie cifre. Il giocatore ha un contratto quadriennale da 22.5 milioni.

    Il posto in quintetto di Williams sarà occupato dal rookie Jrue Holiday. Contro Boston non ha avuto un impatto positivo (10 punti con 4/13 al tiro, 6 assist, 3 rimbalzi 5 falli e 4 perse) ma potrà sicuramente migliorare.

     
  • 12:34 il 26 November 2009 Permalink | Rispondi
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    Allen Iverson si ritira 

    La notizia che circolava ormai da tempo è finalmente arrivata: Allen Iverson si ritira!

    Dopo aver ottenuto la rescissione contrattuale da Memphis, la sua ultima squadra, si era pensato che “The Answer” potesse aver raggiunto l’accordo con un’altra franchigia NBA. Il suo nome era stato accostato a New York, ma Mike D’Antoni aveva categoricamente escluso la possibilità che i Knicks ingaggiassero un giocatore come AI3, troppo accentratore, che pretende di giocare 40 minuti a partita ed incapace di accettare ruoli da comprimario. E così dopo una settimana dal rifiuto newyorkese, Iverson ha comunicato la propria decisione di ritirarsi dalla NBA scrivendo una lettera aperta ai propri fans nella quale afferma:

    “Voglio annunciare la mia intenzione di ritirarmi dall’Nba. Ho sempre pensato che quando avessi lasciato il gioco, sarebbe stato perchè non potevo più aiutare la mia squadra come ho sempre fatto. Ma questo non è  il caso. Amo ancora tantissimo questo sport e posso competere ai massimi livelli“. Insomma dice di ritirarsi non perché è stufo o non è più in grado di aiutare la propria squadra, anzi si sente ancora in grado di competere ai massimi livelli, ma perchè così facendo avrà più tempo da dedicare alla propria moglie e alla propria famiglia. Ringrazia poi la Reebok, i suoi idoli Michael Jordan, Magic Johnson, Isiah Thomas, Charles Barkley and Larry Bird, sua madre, la Georgetown University, Larry Brown, i 76ers e Memphis che gli ha dato l’opportunità di giocare.

    Uscita di scena veramente indegna per un giocare dal talento cristallino. Avrebbe meritato sicuramente maggiori onori ma gli ultimi anni, anche e soprattutto per colpa sua, sono stati veramente di puro e solo declino.

    Iverson chiude la sua carriera NBA dopo 13 stagioni (889 partite giocate + 9 All-Star Game) durante le quali ha fatto registrare le seguenti medie:

    REGULAR SEASON

    889 PARTITE GIOCATE (41.4 minuti per gara)

    PUNTI:24.020 (27.0) 42% al tiro

    ASSIST:5522 (6.2)

    RIMBALZI:3319 (3.7)

    RECUPERATE:1965 (2.2)

    NEI PLAYOFFS

    Partite giocate: 71 (45.1 minuti per gara)

    PUNTI:2111 (29.7) 40.1% al tiro

    ASSIST:425 (6.0)

    RIMBALZI:273 (3.8)

    RECUPERATE:147 (2.1)

    TO ALL OF MY FANS:

    I would like to announce my plans to retire from the National Basketball Association. I always thought that when I left the game, it would be because I couldn’t help my team the way that I was accustomed to. However, that is not the case.

    I still have tremendous love for the game, the desire to play, and a whole lot left in my tank. I feel strongly that I can still compete at the highest level.

    Stepping away from the game will allow me to spend quality time with my wife and kids. This is a reward that far exceeds anything that I’ve ever achieved on the basketball court. I have prayed for this day and I see it as my greatest gift.

    I want to thank the people of Reebok International Ltd., for always allowing me to be me and for supporting me my whole career through all the ups and downs. I have enjoyed 13 wonderful seasons in the NBA, and I am grateful.

    I want to first acknowledge my fans everywhere, who have been with me throughout my entire career. Without you, there would be no me. You should all know that I appreciate your support from the bottom of my heart. Thank you!

    To Michael Jordan, Magic Johnson, Isiah Thomas, Charles Barkley and Larry Bird, you guys gave me the vision to play the game that will be forever in my heart.

    To my Mom, who encouraged and inspired me to play every day, and to all of my family and friends who stood by me from the beginning. Thank you!

    To my high school coach, Michael Bailey, Coach John Thompson at Georgetown University, Coach Larry Brown and to all of my other coaches, teammates, administrators, owners and staff who’ve been a part of my career, Thank you as well!

    I’d like to give a special thanks to the people of Memphis. I never played a home game for your beloved Grizzlies, but I want you to know how much I appreciate the opportunity given me by a great owner in Michael Heisley, and the support of the city. I wish the Memphis Grizzlies’ organization all of the success that the game has to offer.

    And finally, to the city of Philadelphia: I have wonderful memories of my days in a Sixers’ uniform. To Philly fans, thank you. Your voice will always be music to my ears.

    God Bless all of you,

    ALLEN IVERSON

     
    • Tommi... 21:10 il 29 novembre 2009 Permalink | Rispondi

      Sai una cosa?Allen mi ha deluso,e molto con questo ritiro,anche se non ufficiale vorrei ricordarti (notizie strepitose di un suo possibile ritorno a Phila!Fantastico…)..Comunque sembrava motivatissimo,ed invece dopo una decina di gare gia si è ritirato,con uno dal suo cuore non me l'aspettavo,e pensare che nella prima metà di decennio sembrava destinato a diventare il giocatore più forte del decennio,ritirarsi così sarebbe alquanto indignitoso…

  • 23:22 il 25 November 2009 Permalink | Rispondi
    Tag: Andre Igoudala, , , , , ,   

    Il punto: settimana 4 

    Siamo arrivati ormai ad un mese di basket giocato e come ogni settimana continuiamo ad analizzare i flop e i big degli ultimi sette giorni.

    Squadra della settimana: Se non fosse stato per la sconfitta di questa notte contro i Warriors avrei tranquillamente messo i Mavs che vanno comunque menzionati per la loro grande stagione fatta finora.Atlanta ha appena interrotto la sua striscia vincente durata ben 7 partite,mentre i Lakers ormai non fanno più notizia.Perciò al primo posto di questa settimana ci sono gli Orlando Magic che pur senza Nelson e Howard (tornato nella gara contro i Celtics),hanno fatto faville.La settimana era iniziata con la vittoria sui Thunder per 108-94 all’Amway Arena,ma i colpi più grossi sono stati messi a segno fuori casa.Venerdì 20 i Magic sono di scena a Boston per la rivincita delle semifinali della Eastern negli ultimi Playoff.La partita è una gara a chi sbaglia di più e alla fine la spuntano gli uomini di Van Gundy che tirano male,ma sicuramente meglio dei Celtics.Alla fine è 83-78 e l’iniezione di fiducia trasmessa da questa vittoria è davvero importante per i campioni uscenti della Eastern Conference.Così Domenica vanno a Toronto pronti per portare a casa la quinta vittoria di fila che arriva abbastanza agilmente per 104-96.Non solo i Magic hanno il miglior record della lega insieme a Lakers,Hawks e Suns,ma stanno davvero convincendo tutti nonostante la finale persa lo scorso Giugno.Che siano una delle candidate al titolo è ormai palese,la difesa sta rispondendo benissimo anche se Howard non è al massimo della forma e le sue statistiche sono davvero peggiorate.Il dato più incredibile è che Orlando è solo 18^ nella % dal campo con il 45.3%,7^ nella % da tre con il 36.7%  ed è 19^ negli assist serviti.Quindi questa è la dimostrazione che non serve primeggiare nelle statistiche per essere la miglior squadra della lega (?).

    Delusione della settimana (Squadra): tralasciando le solite squadre inesistenti di questo inizio,passiamo a realtà che davvero meritavano un avvio migliore in questa stagione,ma che stanno deludendo in una maniera inspiegabile.Per scegliere la delusione della settimana andiamo all’Est dove Detroit e Phila non stanno sicuramente convincendo troppo.Se per Detroit il problema è nell’amalgamare una squadra praticamente tutta nuova a partire dall’allenatore,per Phila il problema è abbastanza inspiegabile.Si può partire dal fatto che la stagione fin qui disputata da Igoudala è veramente deludente e che sicuramente i Sixers hanno bisogno di un leader che li trascini e per il momento i vari Brand (che non è mai stato un leader e mai lo sarà),Young e Igoudala stanno facendo una brutta stagione.L’unico che si salva al momento è Louis Williams nonostante il passaggio da riserva a titolare fisso nel giro di un anno che a volte può spaesare.Una panchina non molto profonda non sta di certo aiutando il lavoro del nuovo coach Eddie Jordan.Non è di sicuro colpa sua questo inizio sottotono della squadra,ma la maggior parte degli addetti ai lavori punta già il dito contro di lui,reo di non avere dato quella linfa vitale giusta alla squadra e non averla spronata a dovere,ma i meriti e i demeriti del coach arrivano fino ad un certo punto e sta alla squadra reagire nelle situazioni difficili.Staremo a vedere per entrambe.

    Giocatore della settimana: Qui la scelta è stata veramente complicata.Si sono innalzati i numeri di Carmelo Anthony che dopo avere iniziato bene,era crollato decisamente per poi riprendersi e adesso sta guidando la classifica dei marcatori.Il premio di giocatore della settimana va quindi a lui nonostante la macchia della sconfitta contro i Clippers in cui ha comunque segnato 37 punti anche se con 6 palle perse.Nella gara dopo contro Chicago ha riportato i suoi Nuggets alla vittoria con una prestazione eccezionale da 30 punti,11 rimbalzi e 7 assist.Nella partita di ieri si è invece limitato un pò segnando “solamente” 27 punti con 6 rimbalzi.Quello che più ha intrigato di lui questa settimana sono state le brillanti % al tiro dal campo e la grinta che ci ha messo a livello difensivo dimostrata però dal fatto che è diventato in molti casi troppo falloso.Il fatto che sta ottenendo le migliori medie in carriera in quasi tutte le statistiche è solo un pezzo di quello che di positivo sta facendo per la squadra.Se poi alla fine Melo ce lo ritroviamo MVP della stagione ci dobbiamo sorprendere più di tanto.

    Rookie della settimana: ormai la lotta tra Tyreke Evans e Brandon Jennings per il premio di rookie dell’anno sta diventando insopportabile.Se la scorsa settimana abbiamo premiato BJ,questa settimana il riconoscimento va a Tyreke che ha dimostrato nonostante le tre sconfitte dei suoi Kings di essere un vero leone sul campo.Le sue prestazioni parlano da sole.20 punti contro Chicago,con 3 stoppate e due rubate.Nella gara contro Dallas persa di due soli punti è stato ancora più perfetto,segnando 29 punti con ben 10 assist e 7 rimbalzi anche se peccano le 5 palle perse,dovute forse ad una gestione del pallone e delle linee di passaggio non propriamente alla Steve Nash,ma il ragazzo ha dei margini di miglioramento evidenti.Per chiudere in bellezza ha messo 28 punti contro i Grizzlies nella partita di Lunedì persa anch’essa però.Speriamo che la prossima settimana ci sia un vincitore differente,aspettando il ritorno di Blake Griffin,ma intanto a dominare la lega dei giovani sono proprio Evans e Jennings e su questo non ci piove.

    Sophomore della settimana: Non fosse stato per la brutta prestazione contro i Nuggets (4 punti in 30 minuti) avrei dato il premio a Chris Douglas-Roberts,ma per premiare sia la continuità di rendimento che i risultati di squadra non si può non nominare Russell Westbrook.Se i Thunder sono in zona playoff lo si deve anche a lui che quando scende in campo il suo contributo lo da sempre.L’ex UCLA è migliorato in quasi tutte le voci statistiche ed è il secondo miglior realizzatore dei suoi dopo il solito Kevin Durant.La sua settimana inizia bene contro i Wizards in cui segna 26 punti con 7 assist,per poi proseguire con 14 punti,7 rimbalzi e 7 assist nella gara contro i Lakers e 17 punti nella vittoria contro i Jazz della scorsa notte.L’unica cosa negativa che si può notare sono le troppe palle perse che stanno a significare una gestione non ancora matura della palla.Ben 16 in tre partite e ben 3.7 di media in stagione che gli valgono il terzo posto nella lega a fronte dei suoi 6.9 assist per partita.Se però la filosofia di Russell è quella si pensare prima ai compagni e poi a se stesso,allora ben venga.Lui serve,Durant esegue.Questa è la sintesi momentanea della stagione dei Thunder.

    Delusione della settimana (Giocatore): La brutta stagione fatta finora dai Sixers è dovuta anche alle prestazioni poco convincenti per non dire deludenti della sua stella più grande,cioè Andre Igoudala.Lo avevo promesso che se in questa settimana non mi avesse convinto lo avrei messo tra le delusioni.Ed eccolo qui.Ma cosa ha fatto di male AI per meritarsi questo premio? Diciamo che in primis c’è un apporto scadente dato alla squadra soprattutto in un momento così difficile.I rimbalzi e gli assist che fornisce purtroppo non servono quasi a nulla,oppure non sono abbastanza.I 39 punti in 3 partite (13 di media) sono troppo miseri per un giocatore come lui che avrebbe le possibilità e le qualità per spaccare il mondo,ma che è già molto se riesce a spostare un granellino di sabbia.Non parliamo poi delle % di tiro disastrose che confermano il suo periodo no.Forse qualcuno dovrebbe spiegargli che 13 su 59 al tiro non è una percentuale da prima stella e che l’1 su 9 da tre non lo porta di sicuro da nessuna parte.Oltretutto Andre sembra peggiorato anche dal punto di vista difensivo,meno aggressivo e più per il lascia passare che per il marca stretto.Un atteggiamento negativo che non ha lasciato indifferente nessun addetto ai lavori.

     
  • 15:31 il 22 November 2009 Permalink | Rispondi
    Tag: , , Channing Frye, , , Paul Westphal   

    Un mese di basket: Novembre 

    Finalmente, dopo una lunga pausa, possiamo di nuovo assaporare le magie del basket d’ oltre oceano. Un mese è già passato dalla prima palla a due di questa regular season ed è giunto il tempo di trarre i primi bilanci, su ciò che abbiamo visto e su tutto quello che ancora potremmo vedere.

    Innanzitutto, sono doverosi i complimenti ai nostri tre connazionali in NBA, Andrea Bargnani, Marco Bellinelli e Danilo Gallinari. Tutti e tre non hanno tradito le più rosee aspettative della vigilia regalandoci sempre del grande basket e conquistandosi la stima di tutti, italiani e non. Avanti così, ragazzi!

    In un discorso che riguarda le squadre, ricchi di elogi gli inizi stagionali di Suns, Hawks e Mavericks, squadre che vogliono qualcosa in più di un ruolo di comparsa in post season. Nonostante siano ancora in fase di rodaggio, le “big”, hanno già a larghi tratti dimostrato di avere qualcosa in più degli altri. Rimane comunque troppo presto per valutare Cavaliers, Lakers e Celtics, che hanno il compito di dimostrare il loro valore da Aprile in poi. Chi invece avrà a che fare con una stagione difficile lo si è già ampiamente visto: Knicks e Nets fanno il countdown verso l’ estate 2010, Minnesota e Memphis provano a spronare i giovani, mentre a Golden State sono ancora relegati alle pazzie di don Nelson.

    Fatto un quadro generale, via con le premiazioni singole:

    Giocatore del mese: Carmelo Anthony

    Altri candidati: Kobe Bryant, Steve Nash, Dirk Nowitzki

    Assegnare questo premio è davvero molto difficile, si potrebbero fare decine di nomi di giocatori che se lo potrebbero meritare. Ma se va premiata la costanza, la continuità e la concretezza, allora ‘Melo è un gradino sopra gli altri.

    Anthony è il miglior realizzatore della lega a quota 30.5 punti, frutto di un bagaglio tecnico di movimenti offensivi decisamente più ampio e pericoloso rispetto alle scorse annate; ciò non implica certo che egli sia egoista, tuttaltro, è la squadra che va da lui. Alle suo straordinarie doti offensive l’ ex Syracuse aggiunge un buon piazzamento a rimbalzo, che lo ha portato a siglare diverse doppie doppie  (6.2 carambole di media) e una capacità di portare il suo fatturato anche con degli assist di ottimo livello (3.4 a gara).

    A tutto questo si aggiunge un intensità difensiva superiore rispetto a quella di molte altre “stelle” e una grande capacità nel decidere i finali di partite tirate fino all’ ultimo. Se, adesso, i Nuggets sono sempre più nell’ elite della western (quarti con 9 vinte e 4 perse), provate a indovinare di chi è il merito.

    Infine menzione d’ onore per un Nash tornato bambino (assist-leader della lega, con 11.8 a sera), Per un Kobe che ha superato Kareem Abdul-Jabbar nella storia dei migliori marcatori gialloviola (e che viaggia sui 30.2 a gara) e per un sublime Nowitzki, guida dei Mavs tornati grandi.

    Rookie del mese: Brandon Jennings

    Altri candidati: Tyereke Evans, Jhonny Flynn

    Ok, qui la scelta non è molto complicata, perchè se è vero che le candidature di Evans e Flynn sono poco credibili, non è per demeriti della quarta e sesta scelta, bensì perchè provare a pareggiare questo Brandon Jennings è stato semplicemente impossibile.

    Realistico è pensare, che BJ abbia avuto il miglior primo mese NBA della storia. Il ragazzo era la “cavia” nel vedere se potesse davvero funzionare l’ esperienza europea dopo l’ high school, dopo essere passato alla storia come primo giocatore presentatosi in ritardo al draft, alla storia lo è passato anche sul campo. I 55 punti ralizzati contro i Golden State Warriors (nati tutti in soli tre quarti), sono la seconda miglior prestazione realizzativa di un matricola, nella storia della lega, alle spalle dei soli 58 di Wilt Chamberlain e anche una delle quattro prestazioni al primo anno sopra i 50.

    Al di là di quella singola prestazione, non si può non pensare al fatto che i Bucks (8-3), senza il proprio rookie, avrebbero faticato a portare a casa due vittorie. L’ ex lottomatica viaggia ora sui 25.3 punti, 5.5 assist, 4.4 rimbalzi e si avvicina al 50% da tre, il tutto in 34 minuti di utilizzo. Chi di voi ci avrebbe scommesso subito dopo il draft?

    Sophomore del mese: Danilo Gallinari

    Altri candidati: OJ Mayo, Eric Gordon

    Eh, si; niente nazionalismi, è propio il Gallo il più positivo tra i giocatori del secondo anno. Partenza lenta per Derrick Rose, Mayo troppo inutile per le sorti dei suoi Grizzlies, così come Gordon per i Clips.

    Ok, non si può certo dire che Danilo (solo 28 gare nella passata stagione) abbia salvato la disastrosa (finora) stagione dei Knicks, ma non ha approfittato del fatto di giocare in una situazione perdente per cercare solo le cifre, è il cervello della squadra, per questo ha la stima di D’ Antoni.

    Infine i complimenti che gli sono stati rivolti da Lebron James al termine di New York-Celveland sono la definitiva conferma che il buon Gallinari merita questo riconoscimento.

    Sorpresa del mese: Channing Frye

    Altri candidati: Danthay Jones, Aaron Afflalo, Ryan Anderson

    Anche qua il parco dei pretendenti è piuttosto ampio, Jones ha confermato le belle impressioni del finale di stagione a Denver, Afflalo ha tratto giovamento dal trasferimento estivo così come Ryan Anderson e di altri nomi ce ne sarebbero a bizzeffe.

    Nessuno però con il suo cambiamento è stato in grado di fare la differenza per la propria squadra come ha fatto Channing Frye. Dopo l’ infortunio, Frye è arrivato in estate ai Phoenix Suns (è anche nato in Arizona) e non sembrava destinato a cambiare gli equilibri.

    Già della prime uscite stagionali ha però mostrato un immarcabile completezza offensiva, ma soprattutto una mano da fuori che neanche gli sguardi più fini avrebbero potuto notare in lui fino ad un mese fa. Channing è così diventato una pedina fondamentale nello scacchiere dei Suns di Gentry, grazie alla sua propensione ad allargare il campo come facevano Marion e Diaw nella gestione D’ Antoni. Non solo, ha anche fornito un uomo in più da innescare a Nash e più spazio in pitturato per Amare.

    Anche per lui vale il discorso Jennings, quante partite avrebbero vinto i Suns senza il loro nuovo acquisto? Sicurmente qualcuna in meno.

    Sesto uomo del mese: Jamal Crawford

    Altri candidati: Jason Terry, Udonis Haslem

    Erano in molti a mettere in dubbio l’ impatto che avrebbe avuto Crawford, il classico giocatore che risponde allre definizioni di individualista e perdente, con la nuova maglia deglio Hawks.

    Se è vero che il lupo perde il pelo ma non il vizio, Jamal, pur dimostrando di accettare di buon grado il fatto di uscire dalla panchina, ha continuato a tirare tanto. Teoricamente non dovrebbe essere un fatto positivo, ma ciò non ha mai messo in seria difficoltà una squadra ricca di risorse, anzi spesso è stato propio Crawford la migliore delle risorse, perchè uscendo dalla panchina, con il suo contributo offensivo è stato spesso e volentieri determinante.

    Ad Atlanta c’è dunque un altro candidato al premio di sesto uomo dell’ anno, premiazione che quest’ anno promette scintille, per il folto numero dei papabili. Terry è ormai un sixth man di professione, Haslem sta iniziando a scoprire le meraviglie del nuovo ruolo per lasciare spazio a Beasley nello starting five, JR Smith dopo aver scontato la squalifica ha ripreso a far salire le sue quotazioni e se Ginobili riesce a stare lontano dagli infortuni la competizione sarà alle stelle.

    Allenatore del mese: Paul Westphal

    Altri candidati: Alvin Gentry, Mike Woodson

    Se i Kings sono la squadra più sorprendente del momento, un roster, che teoricamente, privo di Martin (anche se con Tyreke Evans), dovrebbe essere addirittura inferiore a quello che lo scorso anno fu ultimo nella lega, non può essere la sola spiegazione. Dunque è nel cambio in panchina, che va letta la chiave di questa svolta. Paul ha dato i giusti stimoli a questi giocatori, li ha fatto diventare un gruppo e dall’ entusiasmo con cui giocano in campo lo si vede. Complimenti!

    Ottimi anche gli inizi di Gentry, che ha fatto tornare i Suns quelli di qualche anno fa reimpostandone la mentalità di mentalità di gioco veloce, e Woodson, sul quale, nonostante aleggino molti dubbi, non si può non dire stia facendo un fantastico lavoro.

    Dirigenza del mese: Oklahoma City Thunder

    Altri candidati: Dallas Mavericks, Orlando Magic

    Quest’ inizio di stagione è stato anche valido per misurare il lovoro estivo (e non solo) delle dirigenze nel creare i roster per affrontare la nuova stagione.

    Nonostante i cambiamenti estivi siano stati minimi, il progetto giovane dei Thunder è sotto gli occhi di tutti. Kevin Durant ha avuto un inizio da stella, Russel Westbrook e Jeff Green sembrano dei veterani per quello che mostrano sul campo, il giovane rookie James Harden ha ghià avuto modo di farsi notare e i gregari come Nenad Kristic e Thabo Sefolosha non mancano. Tempo due anni e questa squadra sarà da titolo.

    A mio modesto parere i Magic sono ancora più competitvi dell’ anno scorso per una lunghissima lista di motivi e condivido il lavoro dei dirigenti, come non è un caso se Dallas vada alla grande.

     

     
    • lipponik 20:16 il 22 novembre 2009 Permalink | Rispondi

      Beh mi sembra che manchi un'altra settimana alla fine del mese quindi questo articolo andava leggermente posticipato..ma va beh..se proprio devo fare delle considerazioni..Carmelo nn lo avrei messo come giocatore del mese…il giocatore del mese secondo me è Kobe assolutamente…Giuste le scelte di Jennings e Gallinari,ma anche quella di Frye se vogliamo…Crawford l ho messo la scorsa settimana come delusione..beh a mio avviso rimane tale visto che nn è ancora in grado di cambiare le sorti dell'incontro uscendo dalla panca..tira male,nn sa difendere e perde molte volte la testa…forse è giusto metterlo per le sue statistiche che se viste con un occhio di riguardo sono anche troppo gonfiate rispetto a quello che sta dando realmente…come coach,Paul Westphal mi sembra un pò troppo azzardato..io avrei menzionato anche Rick Carlisle dei Mavs,ma il premio lo avrei dato a Mike Woodson…

    • LM10 21:04 il 22 novembre 2009 Permalink | Rispondi

      Innanzitutto ti spiego subito perchè ho anticipato l' articolo, durante la settimana il mio tempo per scrivere è limitato e non volendo scriverlo a "pezzetti" giorno per giorno ho anticipato un po'. comunque martedì sarà un mese preciso e due giorni di anticipo non mi sembrano un gran problema.

      Si Kobe ampiamente condivisibile, ma ho messo 'Melo, perchè secondo me, per quello che hanno dato per la squadre singolarmente Anthony ha fatto di più. Cmq Bryant l' ho menzionato…

      Su Crawford penso che nonostante abbia sbagliato molto non abbia mai influenzato un risultato in negativo, l' ha fatto invece in positivo ed ha dimostrato di essere il giocatore che serviva ad Atlanta (anche se tengo conto del fatto che le sue statistiche siano superiori al reale contributo.

      Woodson lo volevo mettere, ma considerando gli organici di Kings e Hawks ho preferito Westphal.

      Sui Mavs ho preferito parlare del buon lavoro estivo della dirigenza piuttosto che di un Carlise che sta comunque facendo benissimo.

    • lipponik 00:53 il 23 novembre 2009 Permalink | Rispondi

      La stagione nn è iniziata il 24,cmq va bene lo stesso…

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