mag18

Cleveland: cosa accadrà ora?


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Sono passati alcuni giorni dall’eliminazione dei Cleveland Cavaliers dai Playoff per mano dei Celtics. Una fine amara e sicuramente inaspettata di una stagione che doveva portare al titolo. Le 62 vittorie stagionali con il conseguente miglior record della lega avevano dato un iniezione di fiducia agli uomini di Mike Brown. LeBron aveva parlato di “Missione” per definire la cavalcata dei Cavs verso le Finals, ma allora cos’è successo di preciso?

Alcune voci che circolano in questi giorni parlano addirittura di malumori all’interno dello spogliatoio in seguito ad una probabile relazione tra Delonte West e la madre di James. LeBron, dicono i giornali, non ha digerito la notizia e questo, secondo molti, ha influito sulle sue prestazioni. Potrebbe essere un attenuante, come quella dei dolori al gomito del numero 23, ma la sconfitta in sei partite dei Cavs rimane salda e dolorante, come una ferita d’arma da fuoco. Dopo la finale del 2007 sono arrivate troppe delusioni e c’è aria di cambiamenti. Innanzitutto LeBron non ha lasciato intendere nulla anche se alcuni addetti ai lavori, anche vicini ai Cavaliers, scommettono e affermano che il due volte MVP della lega, il prossimo anno sarà altrove.

Partirà quindi una piccola rivoluzione in quel di Cleveland? Molto probabile. Se i malumori sono quelli sopra descritti, allora è quasi sicuro che uno tra West e James se ne debba andare. Nella città dell’Ohio sperano ovviamente nell’opzione che se ne vada il numero 13 , ma non è così sicuro. New York, New Jersey, Los Angeles (sponda Clippers ovviamente) e chi più ne ha più ne metta, sono solo alcune delle possibili località in cui il prescelto potrebbe finire dal primo Luglio in poi. Ma perchè quando si parla di futuro dei Cavs, bisogna per forza citare LeBron? Non è una novità che negli ultimi anni la squadra è dipesa molto dalla sua stella, più volte ci si è lamentati che l’organico intorno a lui non fosse del tutto all’altezza per poter strappare il titolo a squadre ben più attrezzate come Lakers, Celtics e Spurs o Pistons. Eppure Danny Ferry ha provato a fare di tutto pur di tenere i Cavs ad alti livelli e ci è pure riuscito, ma allora cosa non ha funzionato? Nelle ultime due stagioni i Cavs, in regular season, sono stati degli schiaccia sassi, ma nei Playoff il giocattolo si è puntualmente rotto sul più bello. Quindi cosa sta a significare tutto ciò? Sta a significare che quando il gioco inizia a farsi duro, quando le difese la fanno da padrone e quando il gioco di squadra deve emergere come non mai, i Cavs si perdono in un bicchiere d’acqua. Non si può di certo attribuire la colpa a qualcuno, ma l’idea è quella che si è provato a modificare troppo nelle ultime due off season senza dare l’opportunità ad alcuni giocatori di crescere e senza dare l’opportunità alla squadra di amalgamarsi bene.

La svolta ci fu in quel 2007, ma non quella definitiva. Una sconfitta in finale ci può anche stare e può far male, ma bisognava ripartire da quel punto senza cambiare più di tanto e senza cercare la perfezione che non è puntualmente arrivata. Lo dimostra l’acquisto di O’Neal, forse uno dei più inutili della storia, a cui non è mai stato attribuito un vero ruolo nella squadra e sentendosi spaesato è riuscito a rovinare tutto, ad esempio nella serie contro i Celtics. Per non parlare di Jamison, giocatore capace di grandi cose, ma anche di eclissarsi come pochi quando la palla scotta. Attenzione, non vogliamo attribuire la colpa a nessuno, ma è lecito parlare di flop per una squadra che sicuramente ha deluso un pò tutti. In questi giorni si parla anche del possibile addio di Mike Brown che pur portando un ottimo gioco difensivo, non ha mai saputo dare una vera impronta alla squadra. Tanti fattori negativi comportano una disfatta inevitabile e così è stato per i Cavs. Chissà se con la partenza di LeBron non si possa aprire un nuovo mondo. Staremo a vedere.

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Commenti all'articolo (3)

  • di lamarvellous
    martedì, 18 maggio, 2010 alle 23:36

    Sono d'accordo con ciò che dici su Jamison ma non molto sulla parte di Shaq.

    Il suo acquisto non è stato inutile, a quell'età e con quel fisico direi che se l'è cavata più che egregiamente contro avversari (teoricamente) atleticamente e fisicamente messi meglio.

    Penso che i Cavs cercassero (tatticamente, dimentichiamoci la parte marketing) una figura esperta e comunque ancora dominante da buttare nella mischia una ventina di minuti a partita, e così è stato; i numeri non sono chiaramente quelli di un tempo ma, nelle partite che ho visto, la sua presenza si è sentita eccome.

    Non dico che senza di lui le cose sarebbero andate in maniera completamente diversa, probabilmente Cleveland sarebbe arrivata lo stesso dove è arrivata, però da qui all'affermare che è stato un acquisto inutile e spesso dannoso direi che c'è un bel salto.

    E' un peccato, secondo me, che la cavalcata dei Cavs si sia interrotta così presto (non per Delonte West), mi sarebbe piaciuta una bella finale LAL-CLE e mi sarebbe piaciuto vedere l'ennesimo anello al dito di Shaq con l'ennesima nuova squadra, nonostante Lebron&co non siano proprio tra i miei preferiti.

  • di jigen 92
    mercoledì, 19 maggio, 2010 alle 00:09

    Detto che a me Antoine non piace, ricordatevi cosa dicevamo di gasol dopo le finals 2008. mettiamola così: le parole gasol e soft andavano spesso a braccetto. oggi è la miglior spalla in assoluto di tutta la lega

  • di ala2310
    venerdì, 21 maggio, 2010 alle 17:23

    THE DISEL QUANDO HA GIOCATO SI E' COMPORTATO BENE..XO DATI ALLA MANO CLEVELAND HA GIOCATO MEGLIO SENZA DI LUI..NON E' BELLO DIRLO MA LA REALTA' E' QUESTA..

    JAMISON E' BRAVO MA RIMARRA' UN PERDENTE ..SI E' VISTO NEI PLAYOFFS DI QUEST'ANNO, DOVEVA ESSERE LA SPALLA REALIZZATIVA DEL PRESCELTO MA IN DIVERSI CASI SI E' NASCOTO DIETRO AL SUO DIFENSORE..

    LebRON DEVE CERCARE DI COINVOLGERE MOLTO DI PIU' I COMPAGNI, DEVE FARE QUEL SALTO CHE BRYANT HA FATTO DA QUALCHE ANNO…E POI BRAVO FINCHE VOLETE MA CON BROWN IN PANCHINA TITOLI NON SE NE VINCONO….

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