Oh, Big Baby: Boston espugna Detroit
Un rookie sgraziato e scelto col numero 35 al draft ha risolto una delle sfide di regular season di maggior lignaggio (per palmares delle franchigie, per il loro rendimento stratosferico per rapporto W-L e per le relative strisce vincenti) da parecchio tempo a questa parte nella Lega. A Boston sembra girare tutto per il verso giusto in queste lune e così è stato a sorpresa Glen “Big Baby” Davis l’arma letale che ha consentito ai Celtics di vendicare la sconfitta subita a Boston dai Pistoni: 92-85 il recap finale per Garnett e compagni, ed ennesimo esame superato in questo inizio regular reason che assomiglia a una parata trionfale per la legione del Massachussets.
L’ex stella di LSU University ha impresso una svolta devastante nel quarto periodo, avendo messo a segno 16 dei suoi 20 punti (suo nuovo career high) in tale frazione. Fino a quel momento la partita era stata splendida ed equilibrata come da pronostico, con un’intensità e un’asfissia difensiva che la faceva assomigliare alla probabile finale di Conference che dovrebbe vedere protagonisti una volta di più i due boss Danny Ainge e Joe Dumars. Erano stati i Pistons a premere per primi sull’acceleratore nel primo quarto, approfittando di un Garnett richiamato in panchina al terzo fallo. Con un parziale di 17-0 i protegé di Flip Saunders mettevano alle corde Allen e Pierce mantenendo la proverbiale efficacia offensiva di Hamilton e Sheed (e trovando nella riserva Maxiell, autore di 13 punti, una piacevole alternativa) e puntellando il tutto con dei raddoppi tremendamente efficaci (in particolare sul play che non fosse Rondo, come già fatto a Boston: mossa capace di mandare in tilt l’attacco dei Celtics), dando un saggio di ciò che ai play-off verosimilmente potrebbe succedere per tutta la durata dell’incontro. Il ritorno di KG era perciò provvidenziale per risalire dal -12 del primo quarto, sopratutto per fornire il faro della manovra dal post basso in chiave offensiva: fondamentale nell’irradiare il gioco, vista anche la poca circolazione di palla effettuata da Rondo o Tony Allen (e che a volte sembra un po’ penalizzare Ray Allen, ma questo è un altro discorso).
I Celtics tornavano così in carreggiata, fino al -2 dell’half time, mentre nel terzo periodo le due fazioni si alternano al comando fino al 66-63 per Motown a inizio quarto periodo. Dove appunto entra in scena “Big Baby”, sfruttando un copione tanto semplice quanto devastante. Le attenzioni difensive dei Pistons sono tutte per i “Big Three“, con Paul Pierce (autore tra l’altro di una splendida palla rubata a Hamilton conclusa con schiacciata in contropiede) geniale nel liberare Davis sotto canestro con assist precisi e taglienti come lame, finalizzati al meglio dall’erculeo rookie. Un Davis feroce e a suo agio nella temibile gabbia dei lunghi di Detroit, in un’occasione beccando pure il fallo addizionale di un esterrefatto Rasheed Wallace per un gioco da tre che ha ricacciato indietro i Pistons dopo l’ultima fiammata di Rip Hamilton. Kevin Garnett ha avuto parole spiritose ma significative per Davis: “Glen è stato fantastico. E’ davvero bello vederlo crescere così bene come giocatore. Fin dal primo giorno di allenamento, ci siamo confrontati con grinta e non ho esitato a essere anche severo quando serviva. Si sta facendo un culo così per migliorare e questi sono i risultati. Doc Rivers gli sta concedendo una fiducia meritata, e lui si sta integrando coi veterani sempre meglio.” La panchina dei Celtics sta dunque dando risposte fondamentali, dopo che già Tony Allen (10 punti per lui a referto al Palace) era stato decisivo il giorno prima nella svogliata vittoria casalinga contro i Memphis Grizzlies. E se ai “Big Three di complemento” (Posey, T Allen e House) si aggiunge pure “Big Baby”, e se arriverà un play di esperienza alla Payton a puntellare il roster bostoniano, la faccenda comincerà a farsi maledettamente intrigante per i sostenitori del Celtics Pride anche in chiave play-off.
Per quanto concerne Detroit, la sconfitta è stata un brutto colpo, dato che i Pistons erano unanimemente considerati più in forma dei loro avversari. Una squadra che per cinque anni di fila è andata in Finale di Conference sa però bene quali sono le partite davvero importanti. Chauncey Billups (che nelle fasi finali della partita ha tarpato le ali al possibile recupero dei suoi fallendo tre tiri liberi e una tripla da ottima posizione) ha infatti ironizzato sulla felicità a fine partita dei ragazzi di capitan Pierce: “Sembrava avessero vinto il SuperBowl “. Lo stesso Flip Saunders ha preferito dare spazio al rookie Rodney Stuckey per fargli fare esperienza piuttosto che schierare quel Lindsay Hunter che era stato pivotale nella vittoria dei Pistons a Boston di Dicembre. Insomma, Boston si è aggiudicata una battaglia ragguardevole sopratutto dal punto di vista psicologico: ma la saga Detroit- Celtics promette di scrivere ancora molte pagine appassionanti da qui a fine Maggio.