Aggiornamenti da marzo, 2008 Mostra/nascondi commenti | Scorciatoie da tastiera

  • 10:56 il 5 March 2008 Permalink | Rispondi  

    Sam Cassell firma coi Celtics 

    Dopo essersi svincolato dai Los Angeles Clippers al termine di una estenuante trattativa,mancava soltanto il crisma dell’ufficialità sulla sua nuova destinazione, ed è puntualmente arrivato. Sam Cassell ha firmato coi Boston Celtics, ed integra il roster della squadra col miglior record della Lega. Il 38 enne playmaker raggiunge così i suoi ex compagni Kevin Garnett e Ray Allen, coi quali ha disputato molte delle oltre 100 partite in post-season della sua carriera e un paio di finali di Conference, rispettivamente con Minnesota e Milwaukee.

    “Sam I Am” vanta all’attivo anche due anelli, conquistati alla corte di Hakeem Olajuwon nei gloriosi Houston Rockets nella metà del decennio scorso. Per Boston è un colpo fondamentale, che si aggiunge al rinforzo PJ Brown nel settore lunghi. Nell’immediato Cassell fornirà la sua ineguagliabile esperienza in una postseason che si preannuncia torrida, con l’aggiunta dell’intesa già esistente con Garnett e Allen. In prospettiva, l’ex Clippers è un formidabile tutore e maestro per quel Rajon Rondo che promette di diventare un punto fermo per i Celtics quando l’epopea dei “Big Three” sarà archiviata.

     
  • 14:28 il 4 March 2008 Permalink | Rispondi
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    Dallas cade anche a Salt Lake City: è crisi? 

    Dense nubi iniziano ad addensarsi in Texas? Sembrerebbe proprio così dopo la terza sconfitta di fila dei Mavericks targati Kidd. I Cuban boys si fermano anche alla Energy Solutions Arena, dove gli Utah Jazz si confermano pressoché imbattibili e portano a casa la posta 116-100. Stavolta la sconfitta è stata più netta di quanto non dica il punteggio: i Jazz sono partiti in quarta portandosi sul 25-6 dopo appena 7 minuti e raggiungendo il + 21 sul 35-14 grazie a una tripla di Deron Williams a 2’51″. La frustrazione per il pessimo avvio dei Mavericks era resa eloquente dal fallaccio anti-sportivo di Dirk Nowitzki che costringeva quasi subito a Kirilenko di lasciare la contesa. I ragazzi di Jerry Sloan sono guidati dal solito, magistrale D-Will, autore di 20 assist di fronte al suo vecchio idolo di gioventù, ma hanno poi subito il ritorno di Dallas, giostrato da un ottimo Josh Howard (25 punti per lui). Nell’ultimo quarto Kidd trascinava i suoi a un parziale di 9-0 che portava per la prima volta avanti i suoi sul 92-89 a 6’28 dalla fine. A quel punto per i texani iniziava un nuovo, inspiegabile black-out: Utah piazzava un parziale di 16-0 in tre minuti griffato Carlos Boozer (28 punti per lui) e Mimmo Okur (20 punti e 12 rimbalzi) e per Dallas si materializzava l’ennesima sconfitta stagionale fuori dalle mura amiche, resa meno amara nelle proporzioni dalle triple con cui Nowitzki e Kidd nel finale salvano almeno l’onore. Dallas sembra così la grande malata della Lega dopo la sessione di mercato assieme a Phoenix. Le attenuanti però non mancano: l’apprendistato di Kidd è stato bagnato da un calendario terribile, con quattro trasferte contro potenziali contender dell’Ovest, due delle quali (San Antonio e Lakers) perse sul filo di lana. Se la classifica è deficitaria (39W, 22 L e settimo posto a Ovest) lo si deve sopratutto a certe inopinate sconfitte nella prima parte della stagione. Magari stavolta il partire coi fari spenti nel play-off sarà un vantaggio, chissà.

     
  • 10:10 il 3 March 2008 Permalink | Rispondi  

    52 Special: Bryant trascina i Lakers 

    Numbers don’t l1e ” dicono gli americani, con gustoso gioco di parole tra lie (mentire) e 1. Il re della Lega è Kobe Bryant, e il cinquantello di ieri sera non mente. Il figlio di JellyBean sfodera l’ennesima prestazione monstre in stagione, guidando i Lakers a una sofferta vittoria nell’over-time contro i mai domi Dallas Mavericks (108-104). Allo Staples Center è andato in scena un vibrato assaggio di quel calore da play-off che le due franchigie contribuiranno ad accendere a maggio, impreziosito nel quarto periodo e nel supplementare sul duello tra le due più lucenti stelle nel parquet losangelino. Dirk Nowitzki ha messo a referto 30 punti, salendo in cattedra nel finale dopo tre quarti di gara di gara opachi, con tanto della tripla che ha costretto i Lakers al supplementare sul 93-93. Colui che appare sempre più come candidato ideale alla successione di WunderDirk sul trono di MVP ha invece totalizzato 52 punti e 11 rimbalzi, con un crescendo jordaniano tradotto in giocate mirabolanti man mano che il clima di gara si faceva più infuocato.

    La partita è stata sostanzialmente equilibrata, caratterizzata da improvvise vampate da una parte e dall’altra che hanno tracciato solchi anche importanti ma mai decisivi, con inevitabile finale punto a punto. Dopo una partenza bruciante targata Kidd dei Mavs (7-0) prontamente stoppata da Gasol, i Lakers hanno provato a scappare nel secondo quarto, quando si sono issati sul +12 (47-35), per poi venire risucchiati dai magnifici tiratori di Avery Johnson. Dopo l’intervallo, un insistito sciopero offensivo dei lacustri (timbrato Lamar Odom) sembrava poter favorire i texani, che raggiungevano il +6 (79-73), trascinati da un Dampier eccellente ( 16 punti e 17 rimbalzi). Si entrava però in zona Bryant, e Kobe infilava uno dietro l’altro numeri d’alta scuola ( penetrazioni affilate come rasoi e un paio di fadeaway jumper in particolare) che con un parziale di 11-2 sembravano portare i Lakers verso il successo. Dallas trovava la forza di spezzare l’inerzia giallo-viola con un canestro in penetrazione di Terry dal quoziente di difficoltà altissimo e soprattutto con un Nowitzki finalmente ispirato in post. Ottimo poi il suo gioco con Kidd per la sublime realizzazione da oltre l’arco che mandava la contesa al supplementare. Una bomba di Vujacic all’inizio dell’over-time sembra spianare la strada ai gialloviola, tanto che Kobe raggiunge subito quota 50. Nowitzki non vuole saperne di perdere e tiene a galla i suoi (da manuale un suo tap-in in precario equilibrio ) mandandoli a –2 a 29” dalla sirena. WunderDirk spedisce a quel punto in lunetta Gasol, il quale fallisce il secondo libero. Con un solo possesso di ritardo e tre lunghezze da recuperare, Jason Kidd prende in mano le redini per portare i suoi ad un’altra prosecuzione. Invece di liberare qualcuno dei suoi cecchini per la tripla, l’ex New Jersey tenta però incomprensibilmente la via della penetrazione. Gli va bene perché trova il canestro e il fallo di un ingenuo difensore come Pau, in una giocata che a Mark Cuban avrà ricordato l’incursione da testa di cuoio della Werhmacht di Nowitzki in gara-7 della serie 2006 con gli Spurs, quando a preparare la frittata del gioco da tre punti fu un insolitamente scellerato Manu Ginobili. Ma quella volta Dirk portò i suoi all’overtime, e da lì alla infausta finale NBA: senza bacio lanciato al tabellone come ai bei tempi, Giasone prende soltanto il ferro e cala così il sipario sull’emozionante pomeriggio losangelino, dato che poco dopo ancora il tedesco manca la tripla del pareggio a sette secondi dalla fine.

    Vittoria come ai vecchi tempi dunque per i LA Kobers, con supporting cast perfettamente imbrigliato dai Mavs. Vujacic ottimo in contenimento su Kidd ma presuntuoso ed evanescente in fase offensiva, Gasol in sofferenza su Dampier, Odom sciagurato, Farmar che ha parzialmente fallito la prova del nove dopo un mese di febbraio felicissimo. Per arrivare in fondo nei play-off servirà il ritorno di un Andrew Bynum al momento ancora impegnato in piscina per la riabilitazione. Per Dallas, passata l’amarezza per l’ennesima grandinata subita da Bryant e per la seconda sconfitta sul filo di lana in pochi giorni contro una big, ci si può consolare con la solida prestazione di Erik Dampier, tenuto conto che il quintetto con Bass in sua vece non ha per altro sfigurato. Kidd sta iniziando a far girare la squadra come un orologio, sovente con alcune sfuriate che hanno ricordato i tempi in cui in cabina c’era Steve Nash a dirigere le operazioni. Manca ancora quel quid per vincere partite come quella odierna, o quella di venerdì con gli odiati Spurs: un Josh Howard meno timoroso e un Nowitzki cattivo come nel finale.

     
  • 14:33 il 2 March 2008 Permalink | Rispondi  

    Ottava vittoria di fila per gli Spurs, Phoenix KO 

    Milwaukee Bucks – San Antonio Spurs: 94-96

    San Antonio centra la quarantesima vittoria stagionale con la proverbiale flemma. Se Tim Duncan si prende una giornata di riposo (9 punti e 7 rimbalzi), ci pensa Ginobili togliere le castagne dal fuoco in quel di Milwaukee. L’olimpionico raggiunge quota 30 punti firmando il canestro del sorpasso a 13″ dalla fine, sul successivo possesso ruba palla a Michael Redd, il quale manda in lunetta Parker per il sipario del match al Bradley Center. Oltre a Manu, sugli scudi proprio il francese, autore della sua miglior prestazione dal ritorno per l’infortunio alla caviglia: 26 punti, 5 assist (11/15 dal campo). L’aria dei play-off inizia a farsi sentire.

    Phoenix Suns – Philadelphia Sixers: 114-119

    Ancora un brusco passo d’arresto per i Suns versione Diesel: stavolta è Philadelphia a passare in Arizona, trascinata da un Igoudala deluxe: la difesa di Phoenix regala gloria a tutti, e Andre non si è fatto pregare mettendo a segno 32 punti. Stoudemire e Nash si confermano la spina dorsale del sistema D’ Antoni, Diaw con 17 punti si è ritagliato uno spazio significativo, ma l’arrivo di O’Neal (8 punti, 7 rimbalzi, 4 palle perse) è ancora ben lungi dall’essere metabolizzato. Di sicuro i nostalgici di Marion nei bar di Phoenix avranno di che discutere.

    Orlando Magic – New York Knicks: 118-92

    Con Howard autore di una sfavilante doppia doppia (26 punti e 22 rimbalzi), con Turkoglu che accarezza la tripla doppia (25 punti, 8 rimbalzi e 10 assist) e con Lewis che si limita a 22 punti, poteva esserci scampo per Isiah?

    Los Angeles Clippers- Detroit Pistons 73-103

    La travolgente vittoria dei Pistons in California passerà agli annali per l’assenza di Billups: privi del loro regista, i Pistoni per la prima volta dopo 276 gare non hanno schierato il loro magico quadrilatero con Chauncey, Sheed, Prince e Hamilton. Ci ha pensato proprio il principe di Compton ha guidare Detroit alla vittoria con 22 punti e 0 assist. Interessante il contributo della panchina, con ben 41 punti ( 13 solo per il nuovo acquisto Dixon). I Clippers, che hanno liberato finalmente Cassell, si consolano con l’arrivo di Andre Barrett.

    Memphis Grizzlies- Utah Jazz 92-113

    Chi pensa alla prossima stagione è anche Memphis, ormai in caduta libera. Troppo facile persino per dei Jazz che di solito non brillano in trasferta passare in Tennessee. I 19 assist di Deron Williams affettano la retroguardia di Iavaroni permettendo a Boozer e Okur concludono la pratica.

     
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