Utah Jazz: ultima chance?
E’ inutile ripetere quanto sia stata sfortunata la storia recente dei Jazz: se non era per quel Michael Jordan o per i suoi tiri allo scadere, forse a quest’ora i Jazz avrebbero un titolo in bacheca. Come non collegare ai Jazz personaggi come Stockton e Malone, le due finali consecutive e forse l’unica squadra che era in grado di battere i Bulls in quel periodo? Di quei Jazz ora rimane solo il coach, Jerry Sloan, anche perchè Larry Miller ha passato tutto nelle mani del figlio per scrollarsi di dosso anni di delusioni e dispiaceri, come la decisione di Malone di non chiudere la carriera nello Utah e onorare fino in fondo la maglia dei Jazz, oppure le suddette finali perse, gli anni bui della franchigia, i problemi interni ed ora i suoi problemi di salute. Il buon Larry non aveva proprio intenzione di cambiare nulla nella propria vita, nemmeno il giardiniere di casa, ed essendo una persona così attaccata agli affetti che ha deciso di lasciare tutto in mano all’erede compresi i Jazz, tutto senza mai pensare a vendere.
Ma i Jazz si presentano come una squadra che non può fallire nemmeno quest’anno perchè il nucleo potrebbe cambiare molto presto. Deron Williams, il leader non solo spirituale, ha esteso il contrattto da Rookie almeno fino al 2012 ma è l’unica sicurezza del futuro. Se falliscono anche in questa stagione, allora si può dire che la squadra subirà parecchi ritocchi: potrebbe partire un big verso un altra squadra, si è parlato molto di Kirilenko verso l’Europa per dei soldi che avrebbero fatto comodo alla dirigenza. Dal mercato è arrivato il solo Brevin Knight in cambio di Jason Hart, senza considerare il giovane talento greco Koufos. Si è parlato a lungo di un possibile addio di Boozer che comunque resterà, ma non si sa per quanto.
Eppure la squadra sembrava il solo nucleo solido della lega: finale di conference 2007, semifinale 2008 e chissà perchè la danno per una delle favorite anche nel 2009. Ma potrebbe essere l’ultima opportunità, come l’ultimo respiro. La squadra ha un roster abbastanza giovane e di lunga durata. Impossibile che parta Almond, ha un contratto insignificante rispetto al suo talento che ancora deve esplodere, sarà spesso in campo in regular season dopo un anno in D-League dove ha fatto vedere a tutti le sue qualità. Stesso discorso per Fesenko che sta facendo vedere che la scelta di portarlo in Nba non fosse poi così tanto sbagliata, anche lui è una promessa da tenere d’occhio. La squadra in ogni caso partirà con poche certezze nella stagione e questo potrà fare leva sull’andamento della regular season e non solo. Il pubblico è freddo come il clima della città e delle montagne che la circondano, la squadra pure. L’unica cosa che scotta è il salary cap per la stagione 2009-2010 che può portare la franchigia a dover pagare una sontuosa tassa di lusso se non si farà a meno di uno dei big.
In quintetto base saranno sempre i soliti: Williams play titolare, Kirilenko ala piccola, Boozer ala grande e Okur centro. Manca il ruolo di guardia che non sarà di certo occupato da Harpring visto che rende meglio dalla panchina. Ma allora da chi sarà occupato? Ronnie Brewer potrebbe essere la soluzione giusta ma sembra ancora troppo immaturo anche se ruba palloni come pochi. Ci sarebbe allora Kyle Korver anche se Sloan preferisce fare uscire pure lui dalla panchina. Oppure c’è CJ Miles, giocatore già collaudato in quintetto ma poco incisivo.
Per il resto la panchina è solida e sapendo di dover giocare la stagione della vita i Jazz potrebbero dare tutto. Williams è ben coperto alle spalle da Knight, ottimo passatore, chissà che con la cura Sloan non si rinvigorisca, e poi da Price. Saltando il ruolo di guardia, di cui si è già parlato, si passa a quello di ala piccola, in cui dietro Kirilenko c’è Harpring ma anche lo stesso Korver può giocare in questo ruolo così come CJ Miles. Come ala grande, oltre all’alternarsi tra Boozer e Okur, ci sarà la presenza fissa di Millsap, il lavoratore per eccellenza. Come centri la squadra non può chiedere di più: c’è il sempre presente Collins, il giovane Fesenko e l’altro emergente Koufos. Di sicuro non mancano le alternative, ma ci sarà un save the last dance? Perchè potrebbe essere un ultimo ballo per i Jazz, l’ultima chance.





Jolly Joker 18:58 il 17 ottobre 2008 Permalink |
Navigano in buone acque da un paio di stagioni e' addirittura lo scorso anno erano praticamente imbattibili in casa. La leadership di Williams non si dicute nemmeno e lo stesso dicasi per il rendimento che difficilmente subira' delle variazioni. Mi vien voglia di dirgliene quattro a Boozer ma non mi sembra il caso perche' e' un professionista serio che svolge sempre e comunque in maniera egregia il suo compitino. Manca sempre quel qualcosa, forse manca quel pizzico di follia che ti permetta di azzardare di piu', un leggero ma efficace cambio di mentalita' che ti porta ad una sterzata necessaria per il definitivo salto di qualita', bada ben , non parlo di stravolgimenti..
anche perche' da quelle parti sono abbastanza prevenuti, ed ammirati per questa politica conservatrice che permette alla squadra di restare al vertice per anni ma, dando l'impressione che manchi l'addentata conclusiva..
Mi aspetto qualcosa di piu' sostanzioso dalla prossima stagione perche' il roster e' tutt'altro che da buttare anzi, e' se sistemassero quel qualcosa….
lipponik 19:07 il 17 ottobre 2008 Permalink |
problema…quel qualcosa non lo possono sisetmare…hanno dei leggeri problemi salariali…anche se che li risolveranno in meglio perchè sono la squadra meglio gestita della NBA,non so fino a che punto potranno permettersi un altro colpo,si era parlato di Richard Jefferson in cambio di Kirilenko e un altro,ma non se ne è fatto nulla,sono sempre alla ricerca del meglio,ma non arriva mai e le altre vincono,credo che possa essere tardi.