Aggiornamenti da ottobre, 2008 Mostra/nascondi commenti | Scorciatoie da tastiera

  • 15:30 il 15 October 2008 Permalink | Rispondi
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    Utah Jazz: ultima chance? 

    E’ inutile ripetere quanto sia stata sfortunata la storia recente dei Jazz: se non era per quel Michael Jordan o per i suoi tiri allo scadere, forse a quest’ora i Jazz avrebbero un titolo in bacheca. Come non collegare ai Jazz personaggi come Stockton e Malone, le due finali consecutive e forse l’unica squadra che era in grado di battere i Bulls in quel periodo? Di quei Jazz ora rimane solo il coach, Jerry Sloan, anche perchè Larry Miller ha passato tutto nelle mani del figlio per scrollarsi di dosso anni di delusioni e dispiaceri, come la decisione di Malone di non chiudere la carriera nello Utah e onorare fino in fondo la maglia dei Jazz, oppure le suddette finali perse, gli anni bui della franchigia, i problemi interni ed ora i suoi problemi di salute. Il buon Larry non aveva proprio intenzione di cambiare nulla nella propria vita, nemmeno il giardiniere di casa, ed essendo una  persona così attaccata agli affetti che ha deciso di lasciare tutto in mano all’erede compresi i Jazz, tutto senza mai pensare a vendere.

    Ma i Jazz si presentano come una squadra che non può fallire nemmeno quest’anno perchè il nucleo potrebbe cambiare molto presto. Deron Williams, il leader non solo spirituale, ha esteso il contrattto da Rookie almeno fino al 2012 ma è l’unica sicurezza del futuro. Se falliscono anche in questa stagione, allora si può dire che la squadra subirà parecchi ritocchi: potrebbe partire un big verso un altra squadra, si è parlato molto di Kirilenko verso l’Europa per dei soldi che avrebbero fatto comodo alla dirigenza. Dal mercato è arrivato il solo Brevin Knight in cambio di Jason Hart, senza considerare il giovane talento greco Koufos. Si è parlato a lungo di un possibile addio di Boozer che comunque resterà, ma non si sa per quanto.

    Eppure la squadra sembrava il solo nucleo solido della lega: finale di conference 2007, semifinale 2008 e chissà perchè la danno per una delle favorite anche nel 2009. Ma potrebbe essere l’ultima opportunità, come l’ultimo respiro. La squadra ha un roster abbastanza giovane e di lunga durata. Impossibile che parta Almond, ha un contratto insignificante rispetto al suo talento che ancora deve esplodere, sarà spesso in campo in regular season dopo un anno in D-League dove ha fatto vedere a tutti le sue qualità. Stesso discorso per Fesenko che sta facendo vedere che la scelta di portarlo in Nba non fosse poi così tanto sbagliata, anche lui è una promessa da tenere d’occhio. La squadra in ogni caso partirà con poche certezze nella stagione e questo potrà fare leva sull’andamento della regular season e non solo. Il pubblico è freddo come il clima della città e delle montagne che la circondano, la squadra pure. L’unica cosa che scotta è il salary cap per la stagione 2009-2010 che può portare la franchigia a dover pagare una sontuosa tassa di lusso se non si farà a meno di uno dei big.

    In quintetto base saranno sempre i soliti: Williams play titolare, Kirilenko ala piccola, Boozer ala grande e Okur centro. Manca il ruolo di guardia che non sarà di certo occupato da Harpring visto che rende meglio dalla panchina. Ma allora da chi sarà occupato? Ronnie Brewer potrebbe essere la soluzione giusta ma sembra ancora troppo immaturo anche se ruba palloni come pochi. Ci sarebbe allora Kyle Korver anche se Sloan preferisce fare uscire pure lui dalla panchina. Oppure c’è CJ Miles, giocatore già collaudato in quintetto ma poco incisivo.

    Per il resto la panchina è solida e sapendo di dover giocare la stagione della vita i Jazz potrebbero dare tutto. Williams è ben coperto alle spalle da Knight, ottimo passatore, chissà che con la cura Sloan non si rinvigorisca, e poi da Price. Saltando il ruolo di guardia, di cui si è già parlato, si passa a quello di ala piccola, in cui dietro Kirilenko c’è Harpring ma anche lo stesso Korver può giocare in questo ruolo così come CJ Miles. Come ala grande, oltre all’alternarsi tra Boozer e Okur, ci sarà la presenza fissa di Millsap, il lavoratore per eccellenza. Come centri la squadra non può chiedere di più: c’è il sempre presente Collins, il giovane Fesenko e l’altro emergente Koufos. Di sicuro non mancano le alternative, ma ci sarà un save the last dance? Perchè potrebbe essere un ultimo ballo per i Jazz, l’ultima chance.

     
    • Jolly Joker 18:58 il 17 ottobre 2008 Permalink | Rispondi

      Navigano in buone acque da un paio di stagioni e' addirittura lo scorso anno erano praticamente imbattibili in casa. La leadership di Williams non si dicute nemmeno e lo stesso dicasi per il rendimento che difficilmente subira' delle variazioni. Mi vien voglia di dirgliene quattro a Boozer ma non mi sembra il caso perche' e' un professionista serio che svolge sempre e comunque in maniera egregia il suo compitino. Manca sempre quel qualcosa, forse manca quel pizzico di follia che ti permetta di azzardare di piu', un leggero ma efficace cambio di mentalita' che ti porta ad una sterzata necessaria per il definitivo salto di qualita', bada ben , non parlo di stravolgimenti..

      anche perche' da quelle parti sono abbastanza prevenuti, ed ammirati per questa politica conservatrice che permette alla squadra di restare al vertice per anni ma, dando l'impressione che manchi l'addentata conclusiva..

      Mi aspetto qualcosa di piu' sostanzioso dalla prossima stagione perche' il roster e' tutt'altro che da buttare anzi, e' se sistemassero quel qualcosa….

    • lipponik 19:07 il 17 ottobre 2008 Permalink | Rispondi

      problema…quel qualcosa non lo possono sisetmare…hanno dei leggeri problemi salariali…anche se che li risolveranno in meglio perchè sono la squadra meglio gestita della NBA,non so fino a che punto potranno permettersi un altro colpo,si era parlato di Richard Jefferson in cambio di Kirilenko e un altro,ma non se ne è fatto nulla,sono sempre alla ricerca del meglio,ma non arriva mai e le altre vincono,credo che possa essere tardi.

  • 13:47 il 14 October 2008 Permalink | Rispondi
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    Ora tocca a te Greg! 

    Draft 2007, Oden viene chiamato al numero 1 davanti a colui che doveva essere il re del draft, cioè Kevin Durant. KD aveva vinto tutto nella sua unica stagione universitaria con la maglia dei Longhorns di Texas ma la dirigenza di Portland aveva calcolato che Oden era ed è un talento cestistico old school, uno a cui interessa solo vincere. Un altro fattore che caratterizzò quella scelta fu il fatto che nel ruolo c’erano già Webster, Outlaw e soprattutto Roy: così Durant finisce ai vicini di Seattle alla 2 mentre Oden è il vero re del draft, acclamato e acconsentito alla numero 1, scelto dai Blazers che avevano fatto di tutto per avere quella scelta.

    Insieme a Roy, fresco rookie dell’anno, e a giovani leoni come Aldridge, Jack e compagnia potevano formare la squadra più futuribile della storia. Diciamo potevano perchè il povero Greg si è dovuto operare al ginocchio dopo una presentazione infinita al pubblico e alla città e un’esaltazione che aveva fatto riscattare la BlazersMania come negli anni ’70. Operazione delicata quella Microfracture Surgery che aveva già mietuto vittime illustri come Houston, Mashburn, Webber e chi più ne ha più ne metta. In realtà Oden ha sorpreso un po’ tutti per questa decisione: molti sapevano dei suoi problemi alla spalla e al polso ma non del ginocchio. Tuttavia l’operazione fu fatta con gran successo ma i tempi di recupero dicevano che Oden avrebbe saltato tutta la prima stagione.

    Ovviamente il pubblico di Portland ne rimase deluso, come travolto da un uragano, come se il giocattolo non appena comprato si fosse rotto. La gente puntò subito il dito sulla dirigenza, in particolare su Kevin Pritchard, rivendicando quel maledetto 1984 in cui scelsero un certo Sam Bowie per lasciar finire a Chicago Michael Jordan, sì proprio His Airness. Fu un errore imperdonabile, parzialmente recuperato con Clyde Drexler, che proprio Jordan punì nelle finali del 1992. Risultato: Sam Bowie sempre rotto mentre MJ si portava a casa 6 titoli in 8 anni.

    A Portland però non è il momento dei rimpianti. Oden ora sta bene, sta lavorando e ha lavorato tutto l’inverno e pure l’estate. C’è chi lo paragona a Bill Russell, chi a David Robinson, ma la sua tenacia e la sua voglia di migliorarsi sono sempre al massimo.”Non esiste un giocatore NBA che lavori più di Greg” ha spiegato Nate McMillan, suo coach ai Blazers. Greg, sotto avviso di molti è un vincente nato. Ha vinto tutto alle superiori, meno nella sua unica stagione al college con Ohio State dove ha perso la finale contro Florida. Ora è un vero rookie. E’ come se avesse giocato un altro anno al college. Si è migliorato, è più maturo e ha studiato tutti i particolari di ogni suo avversario. La nuova era di Portland parte proprio quest’anno con il ragazzone dell’Indiana che ha più rughe di una tartaruga nonostante i suoi ventuno anni.

    Greg è dedito al basket e sembra che l’amore verso questo sport sia ricambiato. Ha un movimento sotto canestro che per molti sarà difficile leggere in fretta, sa stoppare, prendere rimbalzi e giocare in post basso con grande eleganza, è un giocatore di vecchia maniera come ce ne sono pochi. Sarà di sicuro una stella e magari potrà portare qualche titolo nella bacheca dei Blazers nei prossimi anni. Rimane il dubbio sulle sue condizioni fisiche, ma è un duro.

    I Blazers se la sono cavata bene senza di lui, hanno giocato di squadra e fatto crescere ancora Roy che è diventato un All-Star. Hanno sfiorato i Playoff per poi perdersi nel finale, hanno chiuso 41-41 con un miglioramento di 9 vittorie rispetto all’anno prima e hanno conosciuto il notevole talento di Aldridge che insieme a Oden potrà fare faville. Ma in questa stagione come si presenterà la squadra? Confermato gran parte del nucleo, Pritchard ha messo insieme alcuni pezzi interessanti: ha preso Nicolas Batum, un talento francese molto esaltato dai suoi numeri in Eurolega come Danilo Gallinari; non ha ancora 20 anni ed ha dei margini di miglioramento evidenti, nelle stagioni a LeMans ha fatto vedere cose impressionanti. Poi ha preso Jeryd Bayless, un buon giocatore proveniente da Arizona.Un altro colpo, anche se si sapeva già, è stato quello di Rudy Fernandez, buon amico dell’altro spagnolo Sergio Rodriguez, che si prepara a vivere una stagione da protagonista a Portland come lo dimostra l’accoglienza dei tifosi all’aeroporto. Poi è arrivato da Indiana Ike Diogu in cambio di Josh McRoberts, praticamente inutile alla causa Blazers, e Jarret Jack (forse già più clamorosa la sua cessione) che non andava molto d’accordo con il coach. E’ tornato anche Luke Jackson per l’ennesima chance di dimostrare che non è un brocco e sono arrivati Steven Hill, Jaamal Tatum e Shavlik Randolph di cui solo due supereranno il training camp.

    Per il momento però ci sono parecchi problemi di infermeria. LaFrentz e Frye sono infortunati e si pensa che l’ex Knicks possa stare fermo fino a Gennaio se non di più. Anche Martell Webster rimarrà fermo un  pò di tempo. Il quintetto comunque presenterà molti giovani: Blake sarà il play partente, come guardia ci sarà Roy, ala piccola Outlaw che ha fatto vedere di saper giocare come si deve la scorsa stagione, ala grande Aldridge e Oden centro titolare. Un pò criticata la partenza di James Jones, pedina importante della scorsa stagione,tiratore infallibile che sarà rimpianto.

    Il secondo quintetto sarà rappresentato da varie soluzioni considerando anche gli assenti. Come play di riserva Sergio Rodriguez dopo la partenza di Jack. Come guardia si aspetta il ritorno di  Webster ma dovrebbe esserci anche Rudy Fernandez. Come ala piccola le alternative sono Batum o Luke Jackson e forse è questo il ruolo meno coperto della squadra. L’ala grande sarà coperta dal rientro di Frye, che comunque può giocare in due ruoli, oppure da Shavlik Randolph o Ike Diogu. Visto che anche Lafrentz è infortunato, Przybilla dovrà essere il sostituto di Oden, che comunque avrà le spalle ben coperte anche quando tornerà Frye. Nate McMillan avrà molte soluzioni ma il roster dà l’idea che dovrà ancora essere aggiustato. Ma l’importante è che ora ci sia lui, il grande Greg.

     
    • Dennis 18:48 il 14 ottobre 2008 Permalink | Rispondi

      Bell'articolo.

      Non son d'accordo sulla parte finale però, SL e preseason fanno pensare che in quintetto verrà lanciato subito o quasi Bayless, uno scorer di tutto rispetto. Blake non è certo considerato un'intoccabile, altrimenti i Blazers al draft sarebbero andati altrove.

      Vedo in ascesa anche Rodriguez, che subentrando dalla panchina insieme al suo amico Rudy può far molti danni alle difese avversarie, grazie alle geniali doti visionarie di ambedue gli spanish guys.

    • lipponik 18:58 il 14 ottobre 2008 Permalink | Rispondi

      Grazie,infatti lo ritengo uno dei migliori articoli da me fatti..cmq io Bayless non lo conosco molto,ma sembra un buon giocatore,anche se cmq è preferibile inserire Blake nel quintetto.Peccato per Frye,è un ottimo giocatore e sarebbe stato l'alternativa giusta a Oden.Vedremo quando tornerà.Rudy e Sergio sono secondo me una coppia formidabile che farà grandi cose e McMIllan sa lavorare con i giocatori.Non vi nego che mi sto appassionando molto a sta squadra non solo per la presenza di Oden.Sono gli Hawks della parte ovest,li vedo bene.

    • kevin johnson 00:22 il 15 ottobre 2008 Permalink | Rispondi

      Ottimo gruppo di giovani giocatori che in prospettiva potrebbero giungere fino in fondo. Per adesso manca un po di esperienza. Secondo me Rudy Fernandez potrebbe ritagliarsi un grande spazio.

    • Matteokobe91 15:50 il 15 ottobre 2008 Permalink | Rispondi

      Sono un squadra che tra 2-3 anni potrebbe contendere il titolo. Adesso gli manca un pò di esperienza ma se continueranno di questo passo in futuro si potrebbero togliere grandi soddisfazioni. Per quest'anno l'obbiettivo massimo penso sia quello di entrare nei paly off come 7-8 e quindi fare esperienza per gli anni futuri.

    • Ale 21:32 il 15 ottobre 2008 Permalink | Rispondi

      A guardarlo in faccia, Oden sembra un quarantenne, ce la farà a recuperare completamente dall'infortunio ?

  • Penny 12:48 il 8 October 2008 Permalink | Rispondi
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    Oden parte con il piede giusto, Bargnani pure 

    Nottata ricca di incontri di preseason quella che ha visto andare in scena l’attesissimo ritorno di Greg Oden sui parquet del basket giocato. La prima scelta del draft 2007 ha destato una buona impressione nella netta vittoria dei sui Blazers per 110-81 sui Sacramento Kings: 13 punti e 5 rimbalzi in 19 minuti di gioco è stato il bottino del lungo ex Ohio State.

    Serata positiva anche per Andrea Bargnani che ha messo a segno 15 punti e 8 rimbalzi contribuendo alla vittoria dei Raptors (104-84) sui Cleveland Cavaliers che hanno schierato il Prescelto James per soli 8 minuti. Discreto il debutto di Jermaine O’Neal: 11 punti e 4 rimbalzi.

    Altri due debutti importanti da segnalare sono stati quello di Artest con la maglia dei Rockets, autore di 15 punti nella vittoria 96-93 sui Grizzlies, e quello di O.J. Mayo che ha messo assegno i suoi primi 14 punti con la maglia degli stessi Memphis Grizzlies.

    Nelle due rimanenti partite giocate, i Mavs hanno sconfitto 108-82 gli Washington Wizards che hanno perso per un infortunio al ginocchio Jamison, fortunatamente però il problema sembra meno grave del previsto, mentre i Jazz hanno avuto la meglio (99-90) sui Lakers nonostante il rientro di Bynum apparso già in forma e di cui potete vedere gli highlights.

    Jazz – Lakers 99 – 90 : gli highlights di Andrew Bynum

     
    • Jolly Joker 21:30 il 8 ottobre 2008 Permalink | Rispondi

      Finalmente abbiamo visto qualcosa di Oden. Buoni movimenti e sprazzi di dominio puro, e' sembra che il duro lavoro in palestra si veda tutto eh..altro che Curry o Randolph! Ancora e' molto presto per parlare di dominare la lega ma, qui siamo di fronte ad un animale franchigia che sta tra un Duncan e O'Neal come figura dinastica. Ma pur se ne vien fuori un D.Robinson non e' che si strapperanno le vesti dalle parti di Portland.

      Pensate un po' cosa saranno nei prossimi anni i duelli tra Oden e Bynum, alla faccia di un ruolo sempre piu' raro..mammamia che scintille all'orizzonte!

      Scusate mi sono dilungato un po' troppo perche la notizia del giorno sono gli 8 rimbalzi di Bargnani..stasera alle ore otto ci sara' un edizione straordinaria sulla Rai!

      Peccato per Jamison, sono cose che capitano quasi sempre alla stessa squadra..ma il nome Wizards significa Maghi o Sfigati?

    • lipponik 23:00 il 8 ottobre 2008 Permalink | Rispondi

      Più che altro Oden-Howard…saranno scintille…nn vedo l'ora…a tra pochi anni saràuna sfida a finale NBA…se avete letto l'articolo di ASB su di lui capirete

  • 19:56 il 7 October 2008 Permalink | Rispondi
    Tag: , Maurice Evans,   

    Preseason, Minnesota umilia i Bucks 

    Non è stato certo un bel esordio in preseason quello dei Bucks targati Redd-Jefferson come nuova coppia d’assi in campo e Skiles-Hammond rispettivamente nuovo Coach e General Manager. Come da copione i Cerbiatti sono stati letteralmente divorati dai Lupi del Minnesota e dalla nuova frontline A.Jefferson - K.Love.

    I due infatti, coadiuvati dal top scorer della serata R.McCants (22 punti), si sono dimostrati già in perfetta forma, pronti quindi per la nuova stagione. Ottima prova anche per R.Foye ed un Mike Miller versione Playmaker.. 12 punti e 7 assistenze per lui!

    All’Amway Arena sono andati in scena invece gli Orlando Magic, letteralmente travolti nel 3° quarto dagli Atlanta Hawks e dall’ex Maurice Evans. Quest’ultimo ha prima risposto sul campo, disputando un match praticamente impeccabile, 17 punti con un 6/9 dal campo e 4/4 da tre in 24 minuti giocati, ed in seguito ai microfoni: “I Magic non hanno fatto nessun tentativo per farmi restare non rifirmando il mio contratto; pensavo ci fosse qualcosa di speciale, ed invece sono rimasto deluso”.

    Da registrare anche una splendida prova del play A.Law che con 20 punti 5 rimbalzi e 4 assist manda un chiaro e forte segnale della sua presenza al tecnico Woodson. Da questo valido banco di prova arriva la conferma anche del 2° anno Al Horford, che oltre a non sfigurare nel duello con DH-12, mette a referto 13 punti e ben 4 stoppatone!!

    Per i Magic discreto esordio del francese Pietrus, mentre più che soddisfacente la partita del centrone Campione Olimpico Dwight Howard, dove pur senza mantello ha disputato una partita degna del miglior Superman raccattando ben 8 stoppate.

     
    • Penny 22:01 il 7 ottobre 2008 Permalink | Rispondi

      Per la cronaca la partita tra i Bucks e i Timberwolves è finita con un -38, va bene che è preseason ma è pesante! Bisogna comunque dire che R.Jefferson ha giocato pochissimo a causa di un affaticamento muscolare…

    • Jolly Joker 22:37 il 7 ottobre 2008 Permalink | Rispondi

      Si Penny hai ragione, mi son dimenticato la parte piu' importante..il risultato!!:-)

      Inoltre come hai sottolineato i Bucks non erano proprio al completo, oltre alla non perfetta forma di Jefferson mancavano sia Bogut che la matricola Alexander.

      Pero' che bel futuro hanno questi Wolves, un nucleo abbastanza giovane capitanato da una stella altrettanto giovane come Al Jefferson, pronto per l'All Star Game a breve.

      Negli Hawks mi piace sempre piu' la solidita' di Horford, uomo da doppia doppia constante garantita.

      E' Law che si sapeva del suo valore solo che ancora poco utilizzato, spero abbia piu' spazio in futuro!

    • lipponik 00:36 il 8 ottobre 2008 Permalink | Rispondi

      ve lo faccio io un commento rapido…la pre season nn conta un cavolo…è come la pre stagione del calcio..nn conta niente…e poi guardate i minutaggi per capire…nn si possono fare giudizi ora…

    • Penny 02:29 il 8 ottobre 2008 Permalink | Rispondi

      E' vero, la preseason conta poco o niente ma è utile per vedere all'opera i volti nuovi della Lega e incominciare a capire la fisionomia delle varie squadre. E poi se un giocatore è forte, è forte anche in preseason!

  • Penny 17:24 il 6 October 2008 Permalink | Rispondi
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    E’ partita la preseason, bene Belinelli 

    Nella notte si sono giocate le prime due sfide della Preseason 2008-09. Nella prima partita i rinnovati Miami Heat di coach Spoelstra sono stati sconfitti 95-91 dai Detroit Pistons nonostante un’ottima prova di Beasley: la seconda scelta assoluta dell’ultimo draft ha messo a referto 16 punti e 6 rimbalzi in soli 20 minuti di gioco. Il match si è risolto solo dopo un overtime grazie alle giocate di Maxiell (13 punti alla fine per lui), ma il top scorer dell’incontro è stato uno Stuckey in autentico spolvero: 23 punti conditi da 4 rimbalzi e 5 assists.

    Nella seconda gara della notte gli Hornets hanno avuto la meglio sui Warriors per 106-103. New Orleans ha scavato il solco decisivo nel terzo quarto ed ha mostrato un duo Paul-West già piuttosto in forma (32 punti in due in poco più di 20 minuti). Ottime notizie dal nostro Belinelli che nelle file dei Warriors è stato il miglior realizzatore con 14 punti; l’ex fortitudino, partito dalla panchina, ha chiuso con un buon 50% dal campo e con un 2/2 da 3. Anche i 2 rimbalzi e i 2 assist rappresentano un buon segnale. Per la nuova punta di diamante di Golden State, Corey Maggette, 13 punti e 5 rimbalzi.

    Ciò che più conforta è l’utilizzo di Belinelli per 22 minuti, sintomo che l’italiano ha finalmente trovato un posto nelle rotazioni di coach Nelson. Marco dovrà sfruttare queste occasioni per dare certezze al suo allenatore che, ricordiamoci, non può ancora utilizzare Monta Ellis per via del suo infortunio.

    Restando in tema “Italia”, voci da Ottawa, sede del ritiro dei Raptors, danno un Andrea Bargnani in gran forma e molto più consapevole dei propri mezzi. Lo confermano una sua gran giocata nell’ultima partitella di allenamento aperta al pubblico (schiacciata poderosa in testa a Bosh, per maggiori info leggete il Canadian Press) e le parole di coach Mitchell: “Andrea ha fatto molte cose, ha segnato in diversi modi e ha difeso bene. C’è con la testa, si batte, prende rimbalzi e ha dato anche un paio di stoppate. E’ più maturo, ha più fiducia e ha capito che ha qualcosa da dimostrare a sè stesso più che agli altri“. Attendiamo anche il Mago alla prima uscita di Preseason, domani a Cleveland.

     
    • Jolly Joker 23:03 il 6 ottobre 2008 Permalink | Rispondi

      Per capire quanto conti la Preseason basta dare un occhiata alle rotazioni di Don Nelson..

      Comunque non dubitavo a fatto sulla buona uscita del Beli, del resto siamo abituati alle sue sfuriate pre stagionali, ha bisogno di fiducia ed essere considerato nell'ambiente, a patto che lui ci metta il suo!

      La dichiarazione di Beasley sull'mvp sopravvive ancora un giorno in piu' :-) , grazie ad una ventina di minuti giocati abbastanza bene.

      Mentre e' da tenere d'occhio questo R.Stuckey, che a dirla tutta aveva gia' dimostrato qualcosa sul finire della scorsa stagione.

  • 00:59 il 6 October 2008 Permalink | Rispondi
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    Rockets: è l’ora giusta? 

    Nell’ancora caldo Texas di questo inizio autunno c’è molta frenesia per sapere chi tra le mitiche tre sarà la migliore. Quando sembra che i Mavericks siano in fase calante e gli Spurs ormai immersi nella loro monotonia annuale (anche se pur sempre competitivi), i Rockets ogni anno fanno il colpaccio che può mettere KO tutte le pretendenti al titolo se non fosse che poi quel colpo si rivela puntualmente inutile. Ormai la sfortuna o il demerito rappresenta la squadra dalla stagione 2004-05, da lì in poi sono sempre usciti al primo turno dei Playoff, prima con Jeff Van Gundy e ora con Rick Adelman. L’anno scorso l’assenza di Yao poteva rappresentare una scusa per la stagione fallimentare, ma la squadra ha comunque messo a segno 22 vittorie di fila (entrando nella storia) nonostante non avessero il cinese per gran parte di quelle partite. Così Morey e Adelman si sono messi al lavoro per costruire una buona squadra per il presente ed il futuro: sfruttando le sue conoscenze Adelman ha portato Artest ai Rockets in cambio Bobby Jackson e Donte Greene oltre una prima scelta futura. Houston ha messo a segno quello che per molti è il colpo dell’estate, ma sono veramente i favoriti per il titolo 2009?

    Starting Five: iniziamo ad analizzare una squadra che nelle due stagioni di Adelman come Head Coach si è rinnovata. Chuck Hayes sembra troppo molle e non piace molto ad Adelman che infatti l’anno scorso gli preferiva Landry e a volte addirittura Battier, ma in quintetto partirà di sicuro l’argentino Scola, uno tra i migliori lo scorso anno e di certo fondamentale anche quest’anno. Come playmaker il titolare sarà Rafer Alston che ha fatto un gran finale di stagione anche se ha avuto problemi fisici nei Playoffs (condizionando la serie contro i Jazz); Alston è dotato di un buon ball handling visto che era una stella dei playgorund e se migliorerà nel passaggio potrà diventare ancor più importante. La guardia sarà Ron Artest, giocatore da almeno 15 punti a gara, due rubate e almeno 5 rimbalzi e 5 assist. La scorsa stagione è stata una delle migliori guardie rimbalziste della lega e Houston ha bisogno di presenza fisica soprattutto per marcare i tiratori avversari. Con un buon play e una guardia completa come Ron Ron, Houston finalizza l’opera con Tracy McGrady, una delle migliori ali della Nba, un realizzatore fantastico a volte decisivo solo come lo era MJ. Se Tracy non avrà più i problemi fisici di sempre (schiena) potrà essere finalmente l’MVP di una lega che lo attende da anni per dargli questo premio (dopo Bryant, ora tocca a lui). Non ha mai superato il primo turno dei Playoffs in carriera e per un giocatore come lui è un offesa ma questa sembra la stagione giusta. Rimane il ruolo di centro, lo Yao visto alle Olimpiadi è molto lontano da quello che avevamo visto prima dell’infortunio: il cinesone potrà avere finalmente una stagione senza problemi fisici? Se Adelman saprà dosargli le forze si, ma Yao ormai è esploso definitivamente e non ci si può aspettare di più di quello che ha già fatto.

    Panchina: Battier sarà il sesto uomo, una sorta di doppione di Artest, e sarà fondamentale più del previsto, piace molto ad Adelman ed è poliedrico. Francis, se si riprende, può essere importante, non è un giocatore finito come si pensa e può ancora dire la sua anche se non sembra il primo sostituto di Alston. Nel ruolo c’è anche Aaron Brooks, un giovane molto interessante che dovrà dimostrare di essere all’altezza (forse l’unico punto negativo sono state le perdite di James e Jackson nel giro di un anno). Anche Luther Head potrà essere importante ma potrebbe faticare ad entrare stabilmente nelle rotazioni. Oltre a Battier, come possibile sostituto di McGrady c’è il veterano Brent Barry che porta l’esperienza di due titoli NBA con gli Spurs. Inoltre ci sono i giovani leoni Strawberry e Harris che comunque vedranno poco il campo. Hayes e Landry rappresentano le alternative a Scola nel ruolo di ala grande: Landry ha ancora margini di miglioramento evidenti e fa paura se si pensa a quello che potrà fare se rimarrà coi piedi per terra. Nel ruolo di centro manca un vero sostituto e questo è un punto debole per la squadra che comunque senza Yao può giocare lo small ball, a meno che Morey non trovi in extremis un centro. Rimangono fuori dalla lista giocatori futili come Dorsey, Leunen e Wafer che non si sa nemmeno se supereranno il training camp. La squadra è tra le più complete della Lega e sembra avere poche pecche, se Adelman saprà sfruttare in pieno le potenzialità di una squadra così profonda e giovane per Houston potrà essere la volta buona.

     
    • lipponik 03:43 il 6 ottobre 2008 Permalink | Rispondi

      Ovviamente nn ho citato Mutombo perchè nn è ancora sicuro che si ritiri o meno,ma comunque sul sito uffciale ho visto che c'è ancora,ma nn è importante.Ora fate i vostri commenti.Ah ragazzi fate delle altre analisi sulle squadre a mò di articolo perchè nelle discussioni nn vengono mai fuori le cose essenziali di una squadra.

    • Jolly Joker 04:48 il 6 ottobre 2008 Permalink | Rispondi

      Ma, Credo che Mutombo rientri in piena regola nel roster per dare un maggior contributo in vernice. Eventualmente se questo aspetto venisse a mancare nel corso della stagione per problemi di acciachi, si potrebbe utilizzare un quintetto small con Scola da boa. Per questo non escluderei nemmeno l'ipotesi di un taglio netto ad un animale come Dorsey che eventualmente potrebbe rendersi utile.

      Sulla stagione prossima, cosa dire: Sono stati una delle migliori difese dell'intera nba, e' l'innesto di Artest penso sia fondamentale per renderla meno vulnerabile specie nelle zone perimetrali, con il Ron che compensa fisicamente le mancanze di Battier nel dare mazzate a destra e Six e soprattutto dare un buon contributo anche nel reparto offensivo, una delle mancanze della scorsa stagione causa anche infortuni.

      Se tutto fila liscio, anche se a Houston non e' cosi dai tempi di The Dream, sono pronti per una bella stagione, specie se Yao non si ferma ai box e Scola alza il volume.

      Non sono convinto molto che tutto quadri..pero'

      Se Tmc poi prende confidenza nei playoff, allora..

      I love this game!

    • Dennis 08:15 il 6 ottobre 2008 Permalink | Rispondi

      Anch'io penso che Dorsey farà la squadra, un corpaccione ai Rockets può sempre tornare utile.

      Di T-Mac, per il quale l'autore dell'articolo sembra avere un evidente debole, devo dire che gli auguro proprio di NON vincere l'MVP, perchè significherebbe che è stato spremuto troppo in RS e non avrà più benzina per i playoff.

      Adelman deve andarsi a rivedere la gestione Rivers 2008, negli ultimi 2 mesi centellinare le proprie star deve essere il suo scopo principale – sempre che abbiano un record principesco, altrimenti son guai, l'Ovest è una giungla infestata da belve feroci si sa.

    • kevin johnson 12:50 il 6 ottobre 2008 Permalink | Rispondi

      Anche io, pur tifando Phoenix, adoro Tracy McGrady. Anzi posso dire che è il mio giocatore preferito. Non dirò mai che è il più forte di tutti in una partita intera o in una stagione intera ma non ho paura di essere smentito quando affermo che "nei 5 minuti" nessuno è al suo livello nemmeno Kobe Bryant e LeBron James. Purtroppo non è ormai più un giocatore integro al 100% per via dei problemi alla schiena, alla spalla e al ginocchio che lo affliggono. Indimenticabile è la partita contro gli Spurs in cui realizzò 13 punti in 35 secondi con 4/4 da tre più un tiro libero e portò i Rockets alla rimonta e al trionfo. Poi il suo soprannome (the big sleeper)gli si addice proprio. Per quanto riguarda Houston penso che non siano male affatto e uno come T-Mac meriterebbe un anello quindi gli auguro di arrivare in finale di conference quest'anno e di vincere il titolo NBA il prossimo anno perchè quest'anno è altrettanto giusto che l'anello se lo prendino Steve Nash, Grant Hill e i miei Phoenix Suns.

    • lipponik 16:06 il 6 ottobre 2008 Permalink | Rispondi

      Si KJ,ma Phoenix,nonostante sia una squadra che apprezzo molto,non vincerà il titolo,prima di lei ci sono parecchie pretendenti più complete e la panchina dei Suns permettimi è totalmente una panchina nulla anche se io stesso avevo detto che qualcosa di buono c'era,ma ci sono troppi giovani.Va beh cmq T-Mac nn è il mio giocatore preferito,ha cmq una grande forza di volontà nel portare avanti la propria squadra anche quando è solo e questo è dovuto alla sua leadership in campo,manca un pò di cattiveria,ma il titolo di MVP è alla sua portata.Mutombo è meglio si ritiri è due anni che lo dice e sarebbe anche ora..

    • t-mac num1 18:24 il 6 ottobre 2008 Permalink | Rispondi

      se yao, t-mac e artest arrivano tutti integri ai playoffs, allora penso proprio che solo i lakers potranno fermare la nostra corazzata, l'anno scorso c'è stata come al solito la sfortuna, perchè oltre a yao con utah pure alston è stato indisponibile per le prime 2 partite decisive, poi tracy ha un grande cuore, insomma con questa squadra bisogna puntare in alto e adelman penso che sia l'allenatore giusto per farlo, quindi FORZA HOUSTON!! inoltre a mio personalissimo avviso abbiamo la miglior panchina della lega con battier, hayes, landry, brooks, francis, barry e il vecchio mutombo che torna utile in situazioni di emergenza, insomma gente di valore…

    • Jolly Joker 23:26 il 6 ottobre 2008 Permalink | Rispondi

      Io invece penso che la panchina dei Suns sia migliorata notevolmente, sono giovani si, ma non e' l'aspetto che chiedevano un po' tutti quello di svecchiare gradualmente il roster??

      Inoltre per quanto vada matto per Tmc, dubito che possa vincere l'Mvp, ha molti conti in sospeso da saldare..gli e lo auguro ma lo do a 1/100..

      Quoto Kevin Johnson sul fatto che i Suns meritano il titolo piu' delle altre, ma temo che il treno sia passato quando non hanno forzato la trade su Garnett. Tuttavia le loro chance se le giocheranno fino in fondo, e in un certo me lo auguro perche' ad Ovest ho sempre tifato Sonics e Suns!

    • benat 18:13 il 16 ottobre 2008 Permalink | Rispondi

      speriamo di no

  • Penny 19:38 il 3 October 2008 Permalink | Rispondi  

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    • LeBronJames 16:01 il 4 ottobre 2008 Permalink | Rispondi

      e ma come si fa a caricare una foto/immagine

    • Penny 16:33 il 4 ottobre 2008 Permalink | Rispondi

      E' spiegato passo passo, cosa non ti è chiaro?

    • Lebron 23 14:41 il 31 luglio 2009 Permalink | Rispondi

      Ho un problema non riesco ad inserire la foto

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