Aggiornamenti da novembre, 2008 Mostra/nascondi commenti | Scorciatoie da tastiera

  • Penny 18:21 il 10 November 2008 Permalink  

    Guida alla scrittura di un articolo 

    In questo tutorial vedremo passo dopo passo come proporre un articolo al sito Mondo Nba.

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    Il vostro articolo verrà pubblicato sul sito solo dopo essere stato approvato e revisionato dallo staff di Mondo Nba, operazione che di solito richiede dalle 3 alle 24 ore.

     
  • 14:52 il 9 November 2008 Permalink | Rispondi
    Tag: , , Karl Malone, Larry Miller,   

    Sloan, mille volte felice 

    Che Jerry Sloan fosse uno dei coach più incredibili della storia NBA lo si sapeva, ma che riuscisse ad allenare per più di vent’anni la stessa squadra senza aver mai vinto un titolo è stata ed è una cosa incredibile. Soprattutto essere arrivato a quota 1000 vittorie in carriera su una panchina NBA.

    Geral Eugene Sloan, per tutti Jerry, nacque a McLeansboro, vicino Chicago, nel lontano 1942, subito si appassiona al basket ed è una stella nella high school locale. Finita la scuola superiore decide di andare all’università di Evansville sempre vicino Chicago, squadra militante nella Division II di NCAA. Jerry vince due titoli e si dichiara per il draft NBA. Viene scelto dai Baltimore Bullets con la quarta scelta assoluta nel 1965. L’avventura nei Bullets però durò una sola stagione, al termine della quale venne scelto dai neonati Chicago Bulls nell’expansion draft. La squadra della sua città. Nei primi due anni a Chicago Sloan giocò sotto coach Red Kerr, poi arrivò sulla panchina Dick Motta che gestì la squadra nelle sucessive otto stagioni e divenne il suo mentore. Chicago inanellò 5 stagioni vincenti consecutive e raggiunse due finali di conference  nel 1974 e nel 1975 perdendole tutte e due.

    Nella stagione 1975-76 Sloan si infortunò gravemente al ginocchio e fu costretto al ritiro. Senza la sua difesa tenace e la sua leadership la squadra crollò e terminò la stagione 24-58. Jerry Sloan vide chiudersi così una carriera che gli aveva dato poche soddisfazioni, ma giocando come un leone.

    Chiusa la carriera da giocatore i Bulls gli offrirono prima un posto da scout e, nella stagione 1977-78, la carica di vice-allenatore, per promuoverlo poi capo allenatore nel 1979. Sono i Bulls di Reggie Theus e Artis Gilmore, sicuramente una squadra dal grande potenziale. Una stagione mediocre all’esordio fa da prologo ad una buona annata nel 1980-81. La squadra ottiene un record di 45-37 ma, al secondo turno dei play-off, si trova di fronte Larry Bird e i futuri campioni dei Boston Celtics. È troppo per questi Bulls, che finiscono travolti per 4-0. L’anno seguente Sloan non termina la stagione: viene rimpiazzato dopo 51 partite da Rod Thorn. Nel 1984 diventa vice ai  Jazz e nel 1988 viene promosso capo allenatore. Da lì inizia la sua carriera di successi e amare delusioni come coach di Utah. Larry Miller gli dà la piena fiducia e costruendo una squadra attorno ai pupilli Malone e Stockton riesce a portarla in breve tempo da una squadra mediocre ad una vera e propria pretendente per il titolo. Nel 1996 sente il campanello squillare, sa che è la volta buona, dopo anni di tentativi falliti, sa che quello è l’anno giusto. Con Ostertag, Malone, Russell, Hornacek e Stockton in quintetto riesce a raggiungere le prime finali nella storia della franchigia e le prime in carriera. Quando vince il titolo di conference è l’uomo più felice del mondo perchè può coronare il sogno di mettersi quell’anello al dito. Ma Jordan e i Bulls sono troppo più forti ed esperti e fanno fuori i Jazz che comunque lottano e si guadagnano il rispetto di tutti. Sloan negli spogliatoi a fine serie guarda i suoi negli occhi e spiega che l’anno prossimo ci avrebbero riprovato, che bisognava reagire e batterli questi Bulls. I suoi lo guardarono e sorrisero. La stima che avevano leader come Malone e Stockton nei suoi confronti è pari a quella che un figlio ha per il padre. Un mentore,un uomo che ha insegnato al più grande passatore di tutti i tempi come si difendeva e che ha portato il veri pick’n'roll nella lega. Nel 1997-98 ci riprova, guida i suoi ad un’altra finale, ancora contro i Bulls dell’ultimo, anzi penultimo Jordan. Ma il finale è lo stesso, col canestro di gara 6 che regala il titolo ai Bulls e un’altra delusione ai Jazz che stavolta sanno che non ci saranno altre opportunità…

    Negli spogliatoi si guardano, ma questa volta sono facce tristi perchè quel titolo poteva benissimo arrivare, bastava solo un pizzico di fortuna in più. Quella fortuna per Sloan non era mai arrivata, la carriera NBA spezzata dopo solo 10 anni, i 10 anni che ci ha messo per raggiungere una finale NBA come coach dei Jazz. Un allenatore simbolo che non ha mai vinto il titolo di allenatore dell’anno, un obrobrio per uno come lui, una privazione ridicola che l’NBA dovrà dargli prima o poi. Quel 1998, dieci anni fa, un numero ricorrente nella carriera di Jerry, il suo numero 4 ora è appeso al soffitto dello United Center, quel palazzetto dove ha visto cadere i suoi Jazz per ben due volte, contro quella squadra che lo aveva rappresentato per ben 10 anni, per tutta una vita, la squadra della sua città lo aveva privato di un titolo NBA e punito ad una sofferenza che nemmeno lui sa cosa vuol dire. La morte della moglie qualche anno fa lo ha sconvolto profondamente pensando anche di abbandonare la panchina, ma fu Larry Miller a convincerlo. Jerry ora ha un sogno quello di vincere un titolo NBA, a 66 anni speriamo che lo realizzi al più presto perchè un coach come lui non esiste. Hanno detto che ce l’ha con i rookie e i giocatori stranieri ,ma ha smentito tutti facendo giocare Okur e Kirilenko, assoldando giovani come Millsap, Miles, Almond e Brewer. E’ sempre pronto a sorprenderti, nonostante tutte le cose che lo hanno avvilito nella sua vita, lui ha sempre reagito, lottando come negli ultimi 21 anni, come le 1000 vittorie che questo articolo va a dedicargli, sperando che Jerry prima o poi il suo sogno lo realizzi, vedersi felice con un anello al dito.

     
    • Junio C. Murgia 23:21 il 9 novembre 2008 Permalink | Rispondi

      Stavolta ti correggo io, perché nel 1996 in finale contro i Bulls ci sono andati i Sonics…e che diamine, già ci hanno cancellato dalla faccia della terra, lasciateci almeno quel titolo di campioni dell'Ovest!!!! Grande allenatore Sloan, se in quella gara-6 avessero fischiato qualche fallo all'impunito e impunibile in maglia 23 magari l'anello ce l'avrebbe già avuto al dito.

    • lipponik 23:24 il 9 novembre 2008 Permalink | Rispondi

      ho detto 96 perchè la stagione era la 96-97…non intendevo giugno 96….intendevo l'inizio della stagione mi sn espresso male

    • Junio C. Murgia 23:29 il 9 novembre 2008 Permalink | Rispondi

      Ah ok, siccome hai scritto "sa che quello è l'anno giusto", pensavo ti riferissi al momento clou dell'annata NBA e cioè giugno. Non cambia molto, sempre due finali Utah le ha raggiunte e chissà che il vecchio Jerry non ci torni presto….

  • 01:36 il 6 November 2008 Permalink | Rispondi
    Tag: , , , , Leon Rose   

    Dopo la trade, quali sono gli scenari per i Pistons? 

    Partiamo dall’inizio, da quando quel pensiero di ” rivoluzione ” cominciava a prendere il sopravvento nella mente di Joe Dumars, intravedendone un filo filo logico. Già da tempo Joe cercava di unire l’utile al dilettevole, provando a mantenere i Pistons su certi livelli, con la crescita dei giovani e prendendo qualche star dal contratto a breve termine da inserire in squadra, senza che ci fossero state clamorose conseguenze. Si parlò molto della possibilità di prendere in considerazione l’ipotesi Jason Kidd e il suo contratto in scadenza, ma evidentemente a quel vecchio stratega di Joe il fosforo gli diede un illuminazione ancor più brillante, mettere le mani su Allen Iverson e la marmellata spalmata sul suo contrattone (22 milioni), con la possibilità di rimanere ancora competitivi ad Est, ed intervenire in seguito nel mercato in fermento. Infatti questa improvvisa trade è una sorta di canale a doppia uscita, non pensata e messa in pratica soltanto per Iverson, e nemmeno per Billups… ma…

    Rifletteteci bene..

    Ci siete arrivati? Eh… si, Lebron James!

    Il Presidente dei Pistons, non solo ha lo spazio salariale per firmare la stella dei Cavaliers, ma ha anche i collegamenti e la credibilità di squadra blasonata. Se non commettono errori i Pistons sono ufficialmente a caccia di Lebron. Magari qualcuno storcerà il naso pensando che la città di Detroit non possieda le caratteristiche e le luci della ribalta che hanno le varie metropoli come Los Angeles o New York, vero, ma quando nel 2010 verrà concessa a James la facoltà di decidere sul suo destino, e vedendo Kobe Bryant sul tetto del mondo ed una New York con tanto fascino ma poca concretezza, potrebbe optare proprio per Detroit. Daltronte il desiderio più grande di Lebron è quello di diventare il miglior giocatore del pianeta con tanti anelli al dito, ma per far si che tutto cio’ accada, sa benissimo di dover essere gestito in un certo modo, con serietà, all’interno di un sistema vincente. In parole povere, The Choosen One, vuole a disposizione un Front Office con la visione che onori la sua grandezza, che lo metta al servizio di una squadra vincente che non faccia errori… e in tal senso il modello Pistons calza a pennello.

    Il piano diabolico dei Pistoni attualmente è quello di restare competitivi con almeno una 50ina di vittorie e tentare di regalarsi un anello giocandosi tutte le sue carte, dove due di queste, ossia The Answer e Rasheed, potrebbero lasciare il libro paga per la modica cifra di 34 milioni di dollari. Ma approfittando di sfruttare l’intera stagione per far crescere le potenzialità dei giovani al fianco dei più quotati veterani, con il giovane Stuckey come cambio generazionale dello stesso Iverson, Maxiell o Amir Johnson di Rasheed Wallace, con un intelaiatura futura e consolidata che vede dunque Hamilton-Prince-Amir-Maxiell-Stuckey. Credo tanto basterebbe per far guardare Lebron un po’ più a Nord-Ovest.

    Se tutto questo ancora non dovesse bastare, sulla reale possibilità che il Prescelto possa scegliere Detroit come sposa perfetta, ci sarebbero un paio di indizi da non sottovalutare. Come ad esempio il suo agente Leon Rose, quel Rose che guardacaso cura gli interessi dell’ultimo arrivato nella citta di Motown e preferito a quel Kidd elencato sopra, Allen Iverson. Una coincidenza alquanto curiosa tutelare contemporaneamente sia Lebron-Hamilton che Iverson, e se un indizio non dovesse fare una prova, ecco che sale sul palcoscenico un amico molto intimo del nostro Leon, William Wesley.

    Chi è W.Wesley? Eh…”World Wide Wes” conosciuto comunemente in tutto il mondo come Wes, è uno dei personaggi più importanti nella vita di Lebron. Wesley, che vive a Detroit, è coinvolto in tutto cio’ che riguarda i Pistons, ne è parte di essa, dal settore giovanile alle Public Relation, ed è una presenza constante al Palace Auburn Hills. Inoltre anch’egli annovera nella cerchia degli amici più stretti, sia Hamilton che Iverson, oltre che Lebron. A questo punto direi che abbiamo materiale a sufficenza per dire che tre indizi fanno decisamente un Lebron prossimo a Detroit, soprattutto se anche Wes possa influire con la sua presenza o intercedere nella decisione finale di Lebron, che vedendo una squadra di livello, un amico fidato, una ghiotta occasione ed una cascata di dollaroni, decida finalmente che sia il caso di fare chiarezza accettando le avance dei Pistons.

     
    • Penny 21:44 il 6 novembre 2008 Permalink | Rispondi

      Ipotesi abbastanza suggestiva e tutt'altro che irrealizzabile. E' anche vero che ci proveranno in tanti a portarsi a casa Il Prescelto, non solo Detroit…

    • SiMoPaNke 19:49 il 7 novembre 2008 Permalink | Rispondi

      A mio parere un ottima mossa x entrambe le parti!!

      nel 2010 scade anche il contratto a sheed e rimane sotto contratto solo prince..contando che Stuckey, Johnson, Maxiell, Afflalo e Rip verranno riconfermati lo spazio x the chosen one c'è e c'è anche una squadra competitiva!!lebron avrà il mal di testa quando dovrà scegliere la sua prossima squadra!!!!!!!!!

    • Jolly Joker 21:34 il 7 novembre 2008 Permalink | Rispondi

      Al momento mi e' sembrato giusto riportare una delle tante ipotesi che Detroit potrebbe concretizzare in futuro. C'e' quella sensazione che i Pistons stiano percorrendo la strada giusta, indipendentemente dal risultato che ne verra' fuori in questa stagione. Tuttavia, sulla possibilita' che James vada a Detroit, se proprio costretto a dare un parere personale con tutta la sincerita' del mondo, penso che non sia impossibile ma nemmeno rispecchia una sua logica.

      Nel senso che Lebron, nato e cresciuto in Ohio, innamorato della sua gente e dei suoi tifosi, difficilmente tradira' i suoi sostenitori cosi sfacciatamente andando a giocare per una rivale di conference in una citta' cosi vicina alla sua. Attenzione, non e' da escludere, ma non e' nel suo stile, a dire il vero non e' nello stile di nessun altro portabandiera fare una carognata simile. Questo potrebbe essere forse l'unico ostacolo tra lui e i Pistons, a meno che da qualche altra parte arrivi un'offertona allettante fatta da una squadra competitiva, altrimenti resta dove si trova. Ed io penso che alla fine della fiera, con i Nets che rimandano il trasloco e che hanno una squadra mediocre, i Lakers tante star a cui dare da mangiare, il prescelto rimanga a Cleveland, se da New York non spunta la mandrakata. Concludendo, se ai Pistons eventualmente andasse male, potranno sempre rimediare tentando altre strade, non sara la stessa cosa, ma di pezzi da novanta ne girano parecchi.

    • lipponik 22:20 il 7 novembre 2008 Permalink | Rispondi

      E se Lebron rimanesse a Cleveland fregando tutti?

    • SiMoPaNke 22:50 il 7 novembre 2008 Permalink | Rispondi

      anche flash ha un opzione x uscire dal contratto nel 2010…..se miami non fa qualche buona mossa e rimane una squadra mediocre non è detto che wade rimanga in eterno!!anche io credo che lebron si porrà come priorità quella di rimanere ai cavs….pero mai dire mai…ho letto di un caro amico di lebrom immischiato nella dirigenza di detroit…che sarebbe la stessa persona che ha portato AI nella città dei motori…un caso??mah…

    • Shanghai Shake 03:33 il 9 novembre 2008 Permalink | Rispondi

      Lebron rimarra' a Cleveland statene certi, quello vuol vincere li. Portare in alto i Cavs e trionfare in una citta' modesta come quella e' un'impresa piu' unica che rara, e' lui lo sa' bene che il sapore della vittoria sara' doppio..

    • Junio C. Murgia 23:30 il 10 novembre 2008 Permalink | Rispondi

      Va bene sognare prescelti, eletti et smilia, ma credo Detroit debba prima pensare alla stagione in corso. Dopo quanto visto ieri sera al Palace c'è molto da lavorare.

    • AIRRoby 16:26 il 16 novembre 2008 Permalink | Rispondi

      Magari accadesse qualcosa del genere, Lebron è davvero sprecato per quei Cavs che non vedranno mai il titolo. Se non fosse per lui i Cavaliers sarebbero la squadra meno quotata di tutta la NBA, Il prescelto ormai gioca le sue partite uno contro cinque. Cmq l'ipotesi Detroit per me sarebbe una delle migliori, i giocatori di alto livello ci sono e adesso con the Answer dovrebbe essere ancora più facile. A Detroit sarà LBJ showtime.

    • lebronzazzo 21:31 il 2 aprile 2009 Permalink | Rispondi

      non sono assolutamente d'accordo:lebron è il migliore ma guarda anke la squadra williams sta giocando bene peccato big ben ma smith risponde bene,oltretutto lebron ha fatto il possibile per avere wallace e williams , la squadra è tranquilla scommetto ke vinceremo il campionato!!!!!!!!!!!!!

  • 05:10 il 4 November 2008 Permalink | Rispondi
    Tag: , , , ,   

    Iverson, l’azzardo di Joe Dumars 

    L’anno solare 2008 nel pianeta NBA è vissuto sotto il segno di roboanti trade coinvolgenti declinanti e ultratrentenni stelle. Dopo Shaquille O’ Neal e Jason Kidd, tocca adesso ad Allen Iverson preparare i bagagli, e lasciare i Denver Nuggets dopo 18 mesi intensi ma avari di soddisfazioni. La destinazione per l’uomo di Georgetown è alquanto inusitata: i Detroit Pistons, i quali spediranno in Colorado Cheikh Samb, Antonio McDyess e soprattutto l’uomo franchigia, Capitano nonché MVP delle Finals 2004 Chauncey Billups.
    Destinazione inusitata perché al dettame cestistico del GM Joe Dumars nel forgiare la corazzata che negli ultimi 6 anni ha sempre almeno raggiunto la finale di Conference è sempre stato alieno il puntare su una superstar conclamata, figuriamoci un campione accentratore e sovente individualista come il divino ex idolo di Philadelphia. Ma tutto può cambiare nel pazzo mondo NBA, soprattutto per dei Pistons che negli ultimi tre anni si sono sempre inesorabilmente arenati sull’ultimo scoglio prima delle Finals e il cui impianto di gioco, basato sui Quattro dell’Ave Maria (Billups, Hamilton, Prince e Sheed) aveva forse iniziato a sfibrarsi agli occhi del leggendario e ormai corpulento numero 4 dei Bad Boys.


    La curiosità di tutti sarà chiaramente vedere come l’arrivo di A.I. nella Motor City cambierà gli equilibri ad Est. Per coach Michael Curry ci sarà sicuramente da lavorare per integrare Iverson. Sia perché Billups e Hamilton costituivano la coppia di guardie più gloriosa e collaudata della Lega, sia perché “Me, Myself & Iverson” è un geniale anarchico e dovrà adattarsi ad uno spartito rinomato per la propria coesione. Iverson probabilmente giostrerà da point guard data l’inamovibilità di Hamilton, cercando di fornire cattiveria agonistica e abilità da go-to-guy, e fungendo da guida per un Richard Stuckey cui Dumars ha comunque già messo in mani le chiavi della fuoriserie di Auburn Hills per il futuro. Difficile infatti pensare che Iverson rimanga nel Michigan oltre il 2009: quello odierno è un azzardo in funzione di quell’anello che Iverson vuole finalmente mettere al dito e che i vari Sheed e Prince vogliono aggiungere a una collezione troppo povera rispetto al potenziale espresso in questi anni.
    Per quanto concerne Denver, la trade fondamentalmente non cambia le prospettive. I Nuggets erano una squadra di seconda fascia a Ovest con Iverson, e tale restano, benché possano sulla carta vantare un maggiore equilibrio. Col figliol prodigo Billups che torna nella sua città, Karl ottiene finalmente quel direttore d’orchestra che mancava alla sua schizofrenica formazione, mentre JR Smith otterrà finalmente quella fiducia che troppo spesso gli è stata negata dal prevaricante ruolo di AI. McDyess copre alla perfezione il buco lasciato sotto le plance dalla dipartita di Camby e chissà che senza l’ingombrante ombra di Iverson e con l’oculata regia di Billups Carmelo Anthony non faccia quel salto di qualità, soprattutto al ivello mentale, che in molti hanno vanamente atteso in questi anni.

     
    • lipponik 17:54 il 4 novembre 2008 Permalink | Rispondi

      Va beh te lo perdoniamo…ma stuckey nn si chiamava Rodney? Cmq il mio parere l ho già dato nel forum…mi sembra uno scambio cavolata dell'anno.Vedremo che effetti avrà se positivi o negativi per le due franchigie.

    • Junio C. Murgia 18:33 il 4 novembre 2008 Permalink | Rispondi

      Chiedo venia, ma a una certa età quando si scrive a tarda notte si fa un po' fatica e si confondono i nomi. Scegli pure la punizione ma sii clemente, please!

    • erpeppe86 18:45 il 4 novembre 2008 Permalink | Rispondi

      con tutto il rispetto per iverson(che è uno dei miei giocatori preferiti)in questo scambio secondo me ci guadagnerà molto di piu denver…e non di poco..

    • lipponik 19:12 il 4 novembre 2008 Permalink | Rispondi

      perdonato..ahah….

    • Jolly Joker 19:24 il 4 novembre 2008 Permalink | Rispondi

      …Ma perche' essere cosi drastici etichettandolo come scambio cavolata dell'anno?? Io ci vedo invece mille forme di genialita' in questa trade, ma per i Pistons, non certo per i Nuggets. Parliamoci chiaro, con quella squadra Detroit probabilmente avrebbe raggiunto l'ennesima Fdc sperando di acciuffare in zona cesarini l'ultima delle sue finali Nba. Traguardo senza alcun dubbio al di sopra delle piu' rosee aspettative, ma con il rischio di non vincerle perche' ad Ovest sono schifosamente attrezzate..ed inoltre si sarebbe dovuto affrontare il problema ricostruzione senza una base solida, con le sacche al verde. Mentre con l'acquisto di Iverson, aggiungono quel Go to Guy tanto desiderato nelle ultime apparizioni, un uomo con punti nelle mani, capace di sorprendere e battere l'avversario in penetrazione, di allargare il gioco scaricando per i vari Prince o Hamilton, ma soprattutto un campione rimasto al secco di titoli e che ci tiene come pochi altri a vincerlo questo anello.. Ma la parte piu' appetitosa di tutta questa storia e' che, eventualmente qualcosa non dovesse funzionare, questa Trade non verra' ricordata come un colossal delle cazzate, perche il contratto in scadenza Di Allen libera 22 milioni, ragion per cui, si rimette in carreggiata il triangolo con l'omino e la pala e si riparte. Considerato il suo operato, io proporrei di candidare Dumars come il miglior Gm della lega per manifesta superiorita'.. Qui ci vuole una statua da erigere a suo onore, che parta dalla Yupper Peninsula fino al quartiere Greektown.

      In quanto a cazzate invece, a Denver bisognerebbe aprire un dossier apposito e' spedirlo non so, all'Interpol o piero Angela, col titolo la disintegrazione della specie. Per quanto io amo il giocatore Billups, non credo porti nulla alla causa delle pepite' se non quella di una novita' in ruolo che da anni difettano. Non ricordo peggior gestione in vita mia come quella dei Nuggets, ancora piu' orrenda di quei Warriors..

    • kevin johnson 19:29 il 4 novembre 2008 Permalink | Rispondi

      Sulla trade ho gia esposto nel forum. Ho una domanda da fare: come funzionano gli scambi in NBA cioè è necessario che il giocatore sia d'accordo oppure la sua volontà nulla conta? Io sapevo che il giocatore nulla poteva fare ma solo doveva accettare il trasferimento ma adesso leggendo della trade in questione ho sentito che McDyess non sarebbe convinto di ritornare a Denver. Allora come sta la situazione? La volontà del giocatore conta e può far saltare una qualsiasi trade oppure no?

    • Junio C. Murgia 19:47 il 4 novembre 2008 Permalink | Rispondi

      Anche per me definire l'affare una cavolata mi sembra quantomeno prematuro. Come in ogni trade complessa ci sono pro e contro, non sempre ti regalano i giocatori in cambio del nulla come nel caso Lakers-Gasol, e la grandezza dei general manager si valuta proprio sulla capacità di pensare in grande riducendo al minimo i rischi. Nel lungo periodo credo che Dumars abbia fatto bene, in quanto era evidente che Billups oltre ad avere un contratto oneroso a lungo andare avrebbe tarpato le ali a Stuckey. Oltretutto Joe si è preso un bel paracadute (a differenza di Phoenix e Dallas con Shaq e O'Neal) in quanto Iverson rimarrà fino a giugno, poi si libereranno molte risorse che torneranno utili nella grande corsa ai free agent dell'anno dopo. Nell'immediato ci sono però molte perplessità di carattere squisitamente tecnico: la convivenza con Hamilton, giocatore straordinario nel movimento senza palla che necessita di un tipo ben preciso di play per essere innescato, l'indolenza di Iverson in difesa ( tanto per citarne un paio). L'auspicio è che l'orgoglio smisurato di Allen lo porti fare la stagione della vita, magari con quell'altra testa matta di Sheed…..

    • lipponik 20:02 il 4 novembre 2008 Permalink | Rispondi

      ma per fdc intendi figura di cacca? ahah…

    • Junio C. Murgia 20:09 il 4 novembre 2008 Permalink | Rispondi

      Se un giocatore rifiuta, può far saltare tutto. L'anno scorso a Dallas l'affare Kidd si arenò per il gran rifiuto di StackHouse ( se non ricordo male) e dovettero rifare tutto da capo.

    • Penny 20:40 il 4 novembre 2008 Permalink | Rispondi

      Sui siti delle due squadre l'affare è dato ufficialmente per fatto, con il faccione di Iverson in home dei Pistons e quello di Billups in home dei Nuggets… A questo punto credo che non si verificheranno spiacevoli sorprese…

    • Jolly Joker 22:58 il 4 novembre 2008 Permalink | Rispondi

      Certo che l'ironia del nostro amico Lipponik sta raggiungendo livelli incalcolabili..e siamo soltanto all'inizio del tracollo Celtico..:-)

      Non aspetto altro di gustarmi il Buon giorno Detroit di Allen Iverson che replica alle telecamere il Gesto Di Shaq..

    • SiMoPaNke 19:58 il 7 novembre 2008 Permalink | Rispondi

      io sono d'accordo con jolly joker!!detroit con una mossa si è aperta una doppia strada!se fallisce l'esperimento iverson e lebrom scegliesse la città dei motori alla fine avrà scambiato billups x lebrom……..beh mica male no??

      Denver invece a parer mio ha ricavato il massimo possibile dal contratto di iverson….

    • denimstewie4 17:20 il 8 novembre 2008 Permalink | Rispondi

      grande trade di Detroit..altrochè cavolata!spazio salariale per Lebron!!!

      l'anno scorso l'affare Kidd saltò perchè un giocatore dei Mavs (non ricordo se Harris o George) aveva nel contratto una clausola di scelta,altrimenti di solito la volontà dei giocatori non conta. Stack andò ai Nets solo che si ritirò mi pare..per poi tornare quest'anno ai Mavs

    • lipponik 22:08 il 8 novembre 2008 Permalink | Rispondi

      sbagliatissimo…Stackhouse si irfiutò proprio di andare ai Nets….per questo venne rifatto le scambio e si incluse l'ormai ritirato Van Horn che era a casa sua in pantofole…

    • Rip32 18:13 il 9 novembre 2009 Permalink | Rispondi

      A un anno di distanza rileggo volentieri queste discussioni… L'affare A.I. si è rivelato un mega bidone. i miei adorati Pistons hanno avuto la loro peggior stagione degli ultimi 7 anni (non più di 3 stagioni fa chiudevano con un esaltante 64-18) finendo con l'essere asfaltati dai Cavs nei PO. Ora però torna in voga il discorso free agent summer 2010… quest'anno non saremo competitivi come Cleveland, Orlando, Boston e Los Angeles ma se come ha detto l'amico SIMOPANKE LeBron scegliesse Motown allora la situazione cambierebbe alquanto e la trade di un anno fa non si rivelerebbe così sconclusionata!!! Io cmq mi accontenterei anche di qualcosa di meno… che ne so… Bosh, Wade o Studemire… Sogniiiii

  • 03:15 il 4 November 2008 Permalink | Rispondi
    Tag: , ,   

    Colpo Pistons: Iverson a Detroit 

    Dopo vari tira e molla di questa estate che balzavano tra il Michigan ed il Colorado, con un paio di telefonate andate a vuoto, si chiude definitivamente la telenovela tra Pistons e Nuggets. Si è conclusa infatti da poche ore, la trattativa che vede coinvolti Allen Iverson diretto a Detroit, in cambio di Chauncey Billups, Antonio McDyess e Cheik Samb dirottati a Denver. L’ipotesi “rivoluzionaria ” caldeggiata dal Gm dei Pistons, Dumars, si è concretizzata mettendo a segno un sensazionale colpo di mercato. I Pistons a partire da adesso, con l’acquisto di The Answer, diventano una squadra ancora più affamata di vittorie, dato che l’ex Sixers da 10 va a caccia di quel meritato anello, tanto desiderato! Detroit dunque, conceda il suo capitano Billups, giocatore chiave ed Mvp delle finali nba 2004 giocate e vinte contro i Lakers, e volta decisamente pagina, ma non perdendo di mira il proprio obiettivo dichiarato, l’anello.

    Sul versante opposto, a Denver, come detto, approda Chauncey, che tra le tante cose, come ad esempio essere uno dei migliori play in attività, è anche un ex, dato che Mr Shot ha iniziato la sua carriera da professionista nella sua città natale, ovvero Denver. L’altra pedina di scambio Antonio McDyess, non sembra al momento entusiasta di ritornare a vestire la canotta delle Pepite. Molto Probabile che per risolvere la faccenda si interverrà con un Buyot, oppure il giocatore potrebbe optare per un eventuale ritiro.

    Una cosa pare certa in queste ore, che i tifosi Pistons saranno sconsolati per la dipartita di un uomo squadra come Billups, ma elettrizzati dall’arrivo di Allen Iverson… mentre in quel di Boston tremano!

     
    • Jolly Joker 21:44 il 4 novembre 2008 Permalink | Rispondi

      Mr Shot ha iniziato la sua carriera da professionista nella sua città natale..( Jolly)

      Lapsus sonnambulus ore 2:00 Am…incoglionimentus..:-) Acquistato dai Celtics, I Nuggets per lui furono la terza squadra in cui gioco'..Escusmi, era tanta la fretta e la voglia di scrivere, A Boston Tremano…:-)

    • lipponik 23:17 il 4 novembre 2008 Permalink | Rispondi

      io nn tremo….nn mi fanno paura i Pistons,assolutamente…anzi si era vociferato anche di Iverson ai Celtics in estate,ma nn lo voglio,non mi piace come giocatore e nn mi è mai piaciuto….perciò tenetevelo…ma poi perchè due articoli simili?che ce ne facciamo?

    • alessio 01:24 il 9 novembre 2008 Permalink | Rispondi

      non seguivo da qualche mese le telenovele del mondo nba.

      sono rimasto sconvolto quando ho scoperto che iverson e passato a detroit!

      non ci posso credere che i giocatori (quasi tutti) a fine carriera siano cosi ossessionati dal titolo da conquistare, come se fosse vitale finire da vincenti……. scusate ma io penso che un nano che ha fatto sedere con una finta il gigante jordan possa ritirarsi soddisfatto…………

  • 03:12 il 1 November 2008 Permalink | Rispondi
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    Bynum-Lakers, insieme fino al 2013 

    I Los Angeles Lakers e Andrew Bynum hanno finalmente raggiunto l’accordo per il rinnovo del contratto. I Lakers, nella figura del General Manager Mitch Kupchak, e Bynum, tramite il suo agente David Lee, si sono accordati per un rinnovo quadriennale a poco meno di 58 milioni di dollari.
    La franchigia californiana ha deciso di premiare l’impegno mostrato da Bynum per recuperare dal grave infortunio al ginocchio che l’ha colpito nello scorso mese di gennaio e che l’ha costretto a saltare tutta la seconda parte di stagione e i Play-Off, culminati con la sconfitta in finale contro Boston.
    Il big-man originario di Plainsboro, nel New Jersey, aveva mostrato le sue enormi potenzialità già nei primi due anni della sua carriera Nba, senza riuscire mai ad esplodere e suscitando grossi dubbi nei suoi compagni squadra: emblematico il video che si trova su Youtube, in cui Kobe chiede ai tifosi che lo filmano perchè sia stato tenuto Bynum invece di scambiarlo con “mister tripla-doppia” Jason Kidd.
    Nella scorsa stagione Nba Andrew è finalmente esploso, riuscendo a dominare tutti i pitturati della lega, mostrando una maturità davvero incredibile se si pensa che era solo ventenne. La decima scelta al Draft del 2005 aveva chiuso la propria stagione il 18 gennaio scorso con cifre importanti: 13.1 punti, 10.2 rimbalzi, 2.1 stoppate e 1.7 assist di media in 35 gare giocate. Davvero niente male, soprattutto se si pensa che il 7 piedi gialloviola ha raddoppiato le cifre dell’anno precedente (7.8 punti, 5.9 rimbalzi) e addirittura decuplicato le medie del suo primo anno Nba (1.6 punti, 1.7 rimbalzi).

    Andrew si è dichiarato molto felice del rinnovo e del proprio futuro coi Lakers: “E’ stata una settimana fantastica per me, ho compiuto 21 anni, abbiamo vinto le prime due partite della stagione ed, ora, ho firmato il nuovo contratto. Questo accordo regala a me ed alla mia famiglia la sicurezza finanziaria e cementa il mio futuro con i Lakers, che ritengo la miglior organizzazione tra tutti gli sport professionistici. Non potrei essere più felice”.
    Molto felice anche il GM losangelino Mitch Kupchak: “Pensiamo che sia un buon accordo per entrambe le parti. La scelta più ragionevole sarebbe stata aspettare una stagione per raccogliere informazioni sulla sua tenuta fisica e sulle sue prestazioni, ma anche dopo una stagione intera non si possono avere tutte le informazioni che si desiderano. Noi sentiamo che dopo tre anni vissuti insieme, dopo aver conosciuto che genere di persona è e dopo aver visto come ha lavorato duro per recuperare dall’infortunio, siamo tranquilli e sicuri che ritornerà a giocare come stava giocando lo scorso gennaio“.

    Il rinnovo fino al 2012/13 per l’ex giocatore della St. Joseph High School comporterà uno sforamento di circa 10 milioni di dollari rispetto al tetto salariale previsto dalla lega e quindi il pagamento di altrettanti milioni in luxury-tax.
    Con Gasol sotto contratto fino al 2010/11 (che guadagnerà 16 milioni e mezzo nella prossima stagione), Bryant che terminerà il contratto alla fine di questa stagione (ma rinnoverà per cinque anni e 135 milioni di dollari complessivi), il rinnovo che ha messo Bynum sotto chiave, probabilmente segna la fine del rapporto tra Odom e i Lakers. Il sesto uomo gialloviola è entrato nell’ultimo anno del suo contratto e la società della città degli angeli ha rinviato ogni decisone sul suo rinnovo contrattuale alla prossima estate, come già comunicato all’agente del giocatore nella scorsa off-season.

    Con molti dubbi in meno ed infinite certezze in più, i Lakers e Bynum si apprestano a vivere una nuova stagione al vertice, con l’obiettivo (e l’obbligo) di vincere l’anello e di riportare LA sulla vetta del mondo… Sette anni dopo l’ultimo successo targato Phil Jackson, Kobe Bryant e Shaquille O’Neal… I primi due, dopo varie vicessitudini, si trovano ancora al loro posto, chissà che Andrew non riesca a riempire il vuoto (mai colmato) lasciato dall’addio di Shaq.

    Partono le scommesse… Io dico che ci riuscirà…

     
    • AIRRoby 20:52 il 2 novembre 2008 Permalink | Rispondi

      speriamo dia una mano a Kobe

    • Dikembe84 00:09 il 14 novembre 2008 Permalink | Rispondi

      contratto sproporzionato all'attuale valore del giocatore!!!buonissimo centro,però deve crescere!!ma se inizia a fare il fenomeno,quanto gli daranno a los angeles?

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