Aggiornamenti da gennaio, 2009 Mostra/nascondi commenti | Scorciatoie da tastiera

  • Penny 15:52 il 16 January 2009 Permalink | Rispondi
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    Rumor: Brad Miller verso i Knicks 

    Lo scorso mercoledì notte Brad Miller, il 32enne centro dei Sacramento Kings ha sfoderato una prestazione incredibile consentendo alla sua squadra di vincere all’overtime contro i Warriors. Miller, in 52 minuti di utilizzo ha segnato 30 punti e catturato 22 rimbalzi.

    Brad è al centro di alcune voci di mercato, data la sua età ed il suo salario: Miller incassa $11.4 milioni che si alzeranno a $12.3 il prossimo anno. Considerando che Sacramento ha un record di 10-30, il centro sembra proprio essere uno dei papabili a cambiare casacca entro la trade deadline. Il suo nome è stato collegato ai Chicago Bulls in cambio della guardia Larry Hughes, anch’egli con ancora un anno di contratto piuttosto oneroso. La trattativa coi Bulls potrebbe essere un’opzione per i Kings che però vorrebbero un altro giocatore in aggiunta.

    Oltre ai Bulls, un’altra squadra sembrerebbe interessata ad uno scambio che coinvolga Brad Miller: i New York Knicks, che offrirebbero niente meno che l’esiliato Stephon Marbury. Se lo scambio dovesse andare in porto, i Kings si ritroverebbero con un enorme spazio salariale a disposizione questa estate. I knicks, dal canto loro, hanno fatto intendere di voler scambiare Marbury con giocatori con 2 anni di contratto per assicurarsi una buona stagione 2009/10 e poi sbizzarrirsi sul ricco mercato dei free agents nel 2010.

    L’abilità di Miller nel passare la palla potrebbe essere una buona aggiunta al sistema di Mike D’Antoni ed economicamente parlando i Kings libererebbero lo spazio di una ventina di milioni di dollari che gli consentirebbe una certa libertà di movimento in estate. Estate ricca, perchèi nomi che potrebbero essere liberi sul mercato sono nomi eccellenti come Kobe Bryant, Hedo Turkoglu, Carlos Boozer, Shawn Marion, Mehmet Okur, Allen Iverson, Lamar Odom, Andre Miller, Jamal Crawford, Chris Wilcox, Jason Kidd e tanti altri. Sacramento inoltre potrebbe essere in pole position per fare offerte consistenti a restricted free agent del calibro di David Lee, Marvin Williams, Raymond Felton o Charlie Villanueva.

    Insomma, muovere Brad Miller è la chiave per le finanze ed il futuro dei Kings.

     
    • Jolly Joker 20:35 il 16 gennaio 2009 Permalink | Rispondi

      Brad Miller per Marbury mi scende quasi un lacrimone per le risate! Credo proprio andra' via dai King, per carita' il giocatore in questione e' un elemento valido, ma devono ricavarci almeno qualcosa da quei 30 giovani lunghi al seguito o no?

      Ai Bulls sarebbe perfetto, "sporco" al punto giusto e letale in post alto, buono per fornire spunti preziosi ai tiratori che escono dai blocchi. Peccato solo che sia incline a qualche inforunio di troppo!

  • Penny 04:07 il 16 January 2009 Permalink | Rispondi
    Tag: , Jamaal Tinsley, ,   

    Marion e Tinsley via da Miami e Indiana? 

    Durante la stagione i Miami Heat hanno sostenuto con fermezza di non essere interessati a scambiare Shawn Marion, un giocatore sicuramente di talento che con i suoi $17.2 milioni di contratto in scadenza sta però diventando di grosso interesse tra gli executives della Nba, tanto da far ritornare gli Heat sulle loro iniziali posizioni.

    Come riporta la fonte CBSSports, gli Heat starebbero infatti trattando la cessione di Marion, e la loro intenzione è quella di cederelo entro la dealine delle trade. Considerando la fama ed il nome del giocatore sarebbe sirprendente se Miami non riuscisse a trovare un partner per portare a termine uno scambio.

    Quest’anno non si può definire esattamente esaltante per Marion. I suoi numeri sono in continua discesa da quando la passata stagione è approdato a Miami in cambio di Shaquille O’Neal e quest’anno non sta andando molto meglio. Le sue medie sono di 12 punti e circa 9 rimbalzi a partita, più basse persino delle medie tenute nella sua stagione da rookie: che Shawn abbia proprio bisogno di un sistema alla Mike D’Antoni per avere successo?

    Se gli Heat sono seriamente intenzionati a muovere Marion, dovranno solo trovare una franchigia che voglia fare della volocità e della transizione la sua caratteristica principale, perchè solo in queste circostanze si potrebbe rivedere quel giocatore da All Star ammirato a Phoenix.

    Pacers e Tinsley. Stando a ciò che riporta un autorevole sito web in contatto con il front office dei Pacers, Jamaal Tinsley è in procinto di lasciare finalmente l’Indiana. I Pacers vogliono dargli una chance per giocare e credono che altrove si possa trovare i suoi spazi. Considerando il fatto che molte franchigie necessitano di una point-guard, ci dovrebbero essere delle offerte sul piatto. L’unico problema per i Pacers è che le offerte giunte fin’ora sono “a senso unico”, ovvero nettamente sfavorevoli agli stessi Pacers sia dal lato tecnico che dal lato economico.

     
  • 20:34 il 15 January 2009 Permalink | Rispondi
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    Bargnani super ma non basta, i Lakers si fermano a San Antonio 

    Partite interessanti nella notte, soprattutto in chiave Playoff.

    I Pacers vincono in casa contro i Pistons in una battaglia all’ultimo sangue, ovviamente in senso metaforico, che porta Detroit alla terza sconfitta di fila. Primo tempo in favore dei Pacers, ma poi Stuckey e compagni si svegliano e trovano i supplementari, anche se è Granger a mettere il canestro del 93-93. Nell’overtime è Granger a guidare i suoi alla vittoria e con 24 punti e 10 rimbalzi è il migliore in campo. Alla fine è 110-106 Pacers che interrompono una striscia di tre sconfitte consecutive. Per i Pistons un favoloso Stuckey con 30 punti e 23 di Iverson con 7 assist. I Sixers continuano il loro magico periodo di forma con la quinta vittoria di fila ai danni dei Blazers che non sonon mai in partita. Igoudala segna 29 punti e Phila mette la migliore prestazione stagionale a livello di tiri da tre con 11 realizzati. Senza Fernandez e con un Blake utilizzato per metà (si è infortunato alla spalla nel primo tempo) i Blazers subiscono una delle peggiori sconfitte stagionali, nonostante i 27 punti di Roy con 6 assist. Nella gara di Toronto tra Raptors e Bulls, Bargnani supera il suo record di punti mettendone 31, è il top scorer di serata, ma non basta per la vittoria dei suoi che subiscono una sconfitta casalinga che pesa. Rose e compagni sembrano più in partita e ne approfittano 102-98, rimontando nell’ultimo quarto grazie ad un Rose da 25 punti e 10 assist. Per Andrea 31 punti, 10 rimbalzi, 1 assist, 3 palle perse, 1 rubata in 40 minuti con 8/10 da due, 2/4 da tre e 9/10 ai liberi. Bosh ne mette 25 ma non è di aiuto alla causa dei Raptors. Terza sconfitta consecutiva per i canadesi.

    I Celtics vincono la terza consecutiva contro i Nets per 118-86 consolidando lo stato di squadra che sta tornando in forma e soprattuto sta riprendendo ritmo difensivo. Carter è molto limitato con soli 4 punti, 3 falli e 4 perse è alla peggiore prestazione stagionale. Ci pensa Harris, ma anche lui non si esprime al meglio. 17 punti con 3 assist e si capisce subito che non è serata per i Nets, completamente asfaltati. Pierce ne mette 22, Garnett 20 con 9 rimbalzi ed è tutto facile per Boston. I Knicks vincono la seconda di fila, dopo aver battuto gli Hornets in quel di New Orleans, vincono in casa contro i Wizards in una gara ad alto punteggio. Le difese non esistono e tutte due le squadre chiudono abbondantemente sopra il 50% al tiro. Alla fine la spuntano i Knicks 128 a 122 con 3 uomini sopra i 20 punti (Lee 30, Harrington 27 e Richardson 26) e anche i Wizards (33 di Young, 25 Butler e 20 James) che però non bastano. Manca poco al ritorno di Danilo Gallinari che si sta allenando e potrebbe rientrare entro la fine del mese. Sperando che giochi sul serio sta volta.

    Gli Heat vanno a vincere a Milwaukee contro i Bucks, in una gara mozzafiato. La spuntano 102-99 Wade e compagni. Questa volta sono Cook e Beasley a fare la differenza. Wade perfeziona solo il parziale che porta gli Heat in vantaggio, ma poi si concentra solo in difesa e nel passare i palloni importanti. Cook ne mette 24,il rookie 21 e per Miami è fatta e consiste nella seconda vittoria di fila, ora sempre più vicini ai Pistons che continuano a perdere. Per i Bucks 25 di Ridnour e si è visto anche un ottimo Alexander che parteciperà alla gara delle schiacciate con 13 punti e 5 assist. La sorpresa della notte direi che la mettono i Thunder. Al Ford Center la squadra di Brooks ci crede e infligge ai Jazz una pesante sconfitta che fino alla vigilia sembrava impossibile. Il neo acquisto Krstic è fondamentale con 14 punti e 11 rimbalzi, ma è il solito trio Durant-Green-Westbrook a fare la differenza. In ordine ne mettono 21-23-22 e la vittoria per OKC diventa realtà. E’ la settima stagionale e la prima vera importante contro una squadra di vertice come i Jazz. Per i blu, 25 punti di Williams con 6 assist, limitato molto bene Okur che non arriva nemmeno in doppia cifra per punti, alla fine i Thunder vincono 114-93. Gli Hornets si rifanno della sconfitta contro i Knicks ed espugnano Dallas e dei Mavs sempre più in crisi di risultati. Questa volta Nowitzki ne mette 20 con 13 rimbalzi ed è controllato a vista da Chandler e West. L’intesa tra quest ultimo e Paul è disarmante e alla fine CP3 chiuderà con una tripla doppia da 33 punti, 10 rimbalzi e 11 assist sfiorando anche la quadrupla con 7 rubate. Alla fine è 104-97 Hornets, mentre per Dallas è la quarta sconfitta di fila. Nel big match di giornata gli Spurs vincono di un punto 112-111 dopo una magata di Mason che riceve palla, salta Fisher, ma al momento del tiro Derek gli va contro e commette fallo e intanto la palla entra nella retina per il 111-111. Il tiro libero dell’ex Wizards entra e il tentativo di vittoria finisce nelle mani di Ariza che perde il controllo del corpo e commette passi regalando così la vittoria agli Spurs, evitando lo stesso finale della sera precedente della partita tra Rockets e Lakers con la tripla di Bryant a risolvere tutto. Per LA si tratta della settima sconfitta stagionale e non bastano i 29 di Bryant con 10 assist e 7 rimbalzi e i 21 di Gasol. Per gli Spurs ci sono i 27 di Ginobili e i 20 di Duncan con 10 rimbalzi e 8 assist, molto vicino alla tripla doppia. Nella gara infinita tra Warriors e Kings la spuntano i Kings alla fine per 135 a 133 dopo 3 overtime. Senza Belinelli (infortunato alla caviglia destra e resterà fermo per un paio di settimane) i Warriors si affidano a Watson che li ricambia con 26 punti e 6 assist, ma la partita è roccambolesca. Alla fine è John Salmons a regalare la vittoria a Sacramento nel derby della California. 35 punti di Crawford non bastano, per i Kings ci sono i 30 di Miller, i 25 di Salmons e i 23 di Martin che aveva messo il canestro del pareggio alla fine dei regolamentari.

    Infine gli Hawks ritrovano la vittoria contro i disastrati Clippers alla dodicesima sconfitta consecutiva. Sono 3-16 nelle gare casalinghe e non riescono assolutamente a trovare una dimensione. All’inizio sembra la partita degli errori-orrori con tanti sbagli banali e solo 6 punti in due in 5 minuti di gioco. Poi però si svegliano Smith e Johnson per gli Hawks e la gara è tutta in discesa per gli uomini di Woodson. Alla fine è 97-80 Atlanta con 26 di Smith e 8 rimbalzi, 21 di Johnson con 7 assist, mentre per i Clippers c’è il solo Thornton con 25 punti. Stanotte solo tre partite che vedranno di fronte: Nets-Blazers, Bulls-Cavs e Nuggets-Suns.

     
  • 14:27 il 15 January 2009 Permalink | Rispondi
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    Dallas sempre più giù: quarta sconfitta di fila 

    DALLAS MAVERICKS 97 NEW ORLEANS HORNETS 104

    Un superlativo Chris Paul infligge ai Dallas Mavericks la quarta sconfitta consecutiva. Nel rematch del primo turno dei playoffs 2008, gli Hornets sbancano infatti senza troppi patemi l’American Airlains Center. E dire che i Mavs hanno tirato meglio (50% dal campo (37/74)  contro 49.4%, 39.1% da 3 (9-23) contro 37.5%, 100% ai liberi (14/14) contro 82.4%), hanno catturato 3 rimbalzi totali in più (38 contro 35), hanno stoppato 4 tiri contro 2, smistando al contempo lo stesso numero di assist: 21. La differenza, abissale, l’hanno fatta rispettivamente il numero di palle perse/recuperate (Dallas ha recuperato 1 solo pallone con Jason Terry perdendone però 14, mentre New Orleans ne ha recuperati ben 10 perdendone solo 6) e un tale CP3… Chris Paul ha infatti ottenuto la sua 4° tripla doppia stagionale sfiorando una clamorosa quadrrupla doppia: 42 minuti, 33 punti (12/24  al tiro), 10 rimbalzi, 11 assist, 7 recuperate, 2 sole perse per un bel 34 di valutazione. Il tutto di fronte al maestro delle triple doppie, Jason Kidd. A Dallas oltre ai punti e ai rimbalzi di Josh Howard, fuori per la terza partita consecutiva per un problema alla spalla, sono mancati proprio i punti di Kidd che in questa fase di stagione sta tirando in maniera pessima: 2/9 al tiro anche con New Orleans dopo i precendeti 1/9 al tiro di Sacramento e Denver (4/27 al tiro in 3 gare!!! nella stagione in cui stava tirando come non mai in passato). Per lui 38 minuti, 7 punti, 7 rimbalzi, 7 asssit, 1 stoppata ma 3 palle perse.

    La cronaca della partita ci dice che New Orleans pur essendo andata al riposo sotto di 5 punti (56-51) in realtà ha sempre avuto in mano il pallino del gioco: Dopo 3 minuti infatti NH era avanti 12-4 con Chris Paul a quota 3 punti e 3 assist! Dallas riusciva tuttavia a chiudere in vantaggio di 4 (30-26) il 1° quarto di gioco  grazie ai 9 punti di Terry, ai 4 di Bass e ai 4 di Wright: tutti elementi provenienti dalla panchina. A metà gara il risultato è 56-51 frutto dei 18 punti e 3 assist di Terry. Nella seconda metà di gara esce piano piano allo scoperto New Orleans che con un layup a fil di sirena di West raggiunge la parità sul 79-79. Da lì in avanti è solo NH: 90-83 a 7 minuti dal termine della gara; 98-89 a 3 minuti, per il 104-97 finale sancito dalla lunetta da Chris Paul.

    Le conlusioni che si possono trarre al termine della gara sono piuttosto semplici e banali: prosegue l’inseguimento degli Hornets agli Spurs per il titolo della midwest division (con gli Spurs che nella notte hanno battuto i Lakers), mentre sempre più a fondo i Mavericks che necessitano di un urgente intervento sul mercato. La squadra è “vecchia” e non ha gli uomini giusti per giocare con un play come Jason Kidd. Mark Cuban deve pertanto decidere da subito se continuare ad investire proprio su Kidd prolungandogli il contratto (10 milioni di dollari in 3 anni…) oppure smantellare già da adesso la squadra cercando di cedere lo stesso Kidd (free agent a fine anno), Dampier, George e, perchè no, Nowitzki. A fine anno si troverebbe uno spazio salariale sufficiente per acquistare un big (LeBron James su tutti) continuando la stagione attuale con le seconde linee.

     
    • gio41 17:45 il 15 gennaio 2009 Permalink | Rispondi

      No Nowitzki no!!! toccate tutti tranne il tedesco, via tutto il resto se volete (Bass salverei!)! si muoveranno i Mavs poco ma sicuro!

  • Penny 03:47 il 15 January 2009 Permalink | Rispondi
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    Rookie of the Year: gara a tre 

    Fino ad ora i due nomi per il riconoscimento di matricola dell’anno sono stati i soliti due, O.J. Mayo e Derrick Rose, Derrick Rose e O.J. Mayo. A mettergli il bastone tra le ruote potrebbe però subentrare un terzo concorrente, quel Russell Westbrook che nell’ultimo mese ha impressionato tutti. Joe Smith, veterano degli Oklahoma City Thunder crede che Westbrook possa realmente vincere l’ambito premio di Rookie of the Year: “Possiamo definitivamente mettere Russell tra i migliori rookie del campionato; non ho visto molto di Derrick Rose ma ora come ora il mio rookie of the year è Russell“.

    Forse il giudizio è di parte, vero, ma a questo si aggiungono le parole di Kevin Durant: “Senza nulla togliere a Mayo e Rose in quanto sono degli ottimi giocatori, ora Russell sta giocando meglio di loro. Credo che questi tre giocatori sono comunque un gradino sopra a tutti gli altri rookie“. A dicembre Westbrook è stato nominato rookie del mese grazie a medie di tutto rispetto: 15.5 punti, 5.1 assist e 5.1 rimbalzi a partita; nelle prime due settimane di gennaio ha invece fatto registrare 12 assists contro i Timberwolves e 12 rimbalzi contro i Bulls. Le sue statistiche stanno crescendo e i suoi Thunder stanno iniziando a vincere qualche partita in più.

    Parole importanti arrivano anche dal coach Scott Brooks: “Tutti sanno quanto talento ha il ragazzo e quanto è veloce ma è significativo il fatto che sta maturando in fretta anche nella gestione della partita. Si sta abituando a capire i momenti della partita e questa è una cosa sulla quale tutti i playmaker dovrebbero cercare di migliorare“. Aggiunge il coach: “Penso che verrà preso in considerazione per il premio di Rookie of the Year, è stato rookie del mese per delle ragioni precise. Sta facendo bene, migliorando partita dopo partita e lavorando duramente in allenamento“.

    Dal canto suo Westbrook resta modesto sulla sua crescita esponenziale, concentrando l’attenzione sulle vittorie della franchigia piuttosto che sulle statistiche individuali. Russell ha spiegato così le ragioni del riconoscimento del mese: “Non pensavo di poter vincere un riconoscimento del genere, questo è stato possibile grazie a quello che stanno facendo i miei compagni di squadra“.

    Nessuno pensava che Westbrook potesse ricevere più voti di Michael Beasley o Greg Oden ma se continuerà così questo è esattamente ciò che succederà. Poi dipenderà da Rose e Mayo, ma il titolo di ROY non sembra inarrivabile per il talento uscito da UCLA.

     
    • lipponik 06:04 il 15 gennaio 2009 Permalink | Rispondi

      Beh credo che il trio Westbrook-Durant-Green metta a posto la squadra per i prossimi anni in tre ruoli.Dal draft quest'anno arriverà di sicuro un altro ottimo giocatore e sono convinto che Sam Presti sotto sotto sia uno dei migliori GM della lega.Ci sta vedendo giusto in tutte le cose che fa.Manca un lungo di talento e sarà proprio questo che i Thunder cercheranno nel prossimo draft o nella prossima free agency.Per scalare quel gradino che ancora li manca,cioè quello di essere una squadra ambiziosa e non un mucchio di giovani messo insieme così.Questo dipende molto dall'allenatore,ma anche dai giocatori e credo che Westbrook sia un talento puro che potrà regalare soddisfazioni alla squadra.Un colpo dei Thunder e secondo me nn sarà l'ultimo.

  • 03:35 il 15 January 2009 Permalink | Rispondi
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    Larry Brown sbanca Detroit, le grandi proseguono la marcia 

    Sette partite nella notte di NBA. In campo quasi tutte le squadre più in forma della lega. Una nottata molto interessante che ha visto i Bobcats di Larry Brown sbancare quel di Detroit con una prova favolosa nel finale di Felton che mette due bombe importanti e poi il canestro decisivo a sette decimi. Non esulta più di tanto anche perchè è nel giro di molte chiacchiere di mercato e c’è chi dice che Brown gli preferisca Augustin, ora assente. Detroit gestisce male il finale di gara e subisce un parziale pesante quando la partita sembrava finita. Iverson sbaglia poi il canestro del pareggio che si ferma sul ferro. Incredibile le % da tre identiche che testimoniano una partita molto equilibrata. Felton chiude con 23 punti, 6 rimbalzi e 9 assist. Dall’altra parte 22 di Stuckey, con 6 rimbalzi e 5 assist. Sheed esce dal campo a 20 secondi dal termine per falli. Alla fine è 80-78 Charlotte.

    Tutto facile, o quasi, per i Cavs di Lebron a Memphis. Marcato da Gay e Mayo, King James fa quello che vuole e alla fine chiude con 30 punti, 11 rimbalzi e 10 assist per un’altra tripla doppia. Alla fine è 102-87 Cavs che mettono la trentesima vittoria stagionale. Dalla parte dei Grizzlies 25 punti di Lowry con 7 assist, Mayo chiude con 6 punti e Gay con 10, insieme fanno poco più della metà dei punti di LBJ.
    Gli Heat vincono a Minneapolis. T-Wolves che tornano da 5 vittorie di fila, mentre gli Heat da una prestazione positiva contro i Lakers. Wade è incontenibile, 31 punti, 8 assist, 3 rubate e 3 stoppate. E diventa fondamentale proprio quando la partita sembra scivolare dalle mani di Miami. Per Minnesota 29 di Foye con 8 assist e 5 rimbalzi. Ma Miami piega i T-Wolves 99-96. I  Lakers invece illudono i Rockets e sbancano il Toyota Center 105-100 dopo 48 minuti intensi. I Rockets sbagliano di tutto negli ultimi 30 secondi. Dopo il canestro di Battier per l’ultimo vantaggio, Bryant mette la tripla decisiva. Poi sbaglia Alston e Yao invece di passarla per i tiratori si intestardisce e tira in fade away non beccando nemmeno il ferro sul 103-100 Lakers. Partita finita e 33 di Bryant con 7 rimbalzi, dall’altra parte 23 di Wafer con 2 rubate e 21 di Landry.

    I Nuggets battono 99-97 i Mavericks in casa. Protagonista della gara Billups e Nenè che in assenza di Anthony mettono a segno 23 e 20 punti e guidano i Nuggets ad un ottima vittoria. Andersen partendo dalla panchina fa una buona prova con la doppia doppia e aiuta la difesa a fermare Nowitzki. Ma il tedesco è implacabile e guida la rimonta di Dallas senza successo. Dirk alla fine chiuderà con 44 punti e 14 rimbalzi. I Suns battono 107-102 gli Hawks in una bella partita. L’ex Johnson ne infila solo 11 in 42 minuti e Phoenix vince la terza di fila. Shaq segna 26 punti con 10 rimbalzi e 3 stoppate. Nash 23 con 6 assist e Barbosa 22 dalla panchina. Negli Hawks, alla quarta sconfitta di fila, un buon Smith da 24 punti e 10 rimbalzi. L’idea è che gli Hawks siano già tornati sulla terra e rischiano di finirci anche sotto se continuano così.

    Infine i Magic battono 139-107 i Kings. Che i Magic siano una delle squadre più in forma della lega lo si era già capito, ma che riescano a battere gli avversari con scarti del genere sembra eccessivo. Howard segna 25 punti con 15 rimbalzi e 4 rubate, Nelson ne mette 23 con 11 assist e ci sono altri 5 uomini in doppia cifra. Oltretutto ad Orlando manca ancora Pietrus infortunato, ma ci pensano Lee e Reddick a fare le veci del francese. Magic che battono il record NBA per triple segnate in una gara con 23 e 62%, davvero incredibile. Nelson fa 5/5, Redick 4/6, Bogans 4/7 e i calcoli sono presto fatti.P er i Kings l’unico a salvarsi è il solito Martin con 30 punti. Stanotte ci saranno 11 partite:P acers-Pistons, Sixers-Blazers, Raptors-Bulls, Celtics-Nets, Knicks-Wizards, Bucks-Heat, Thunder-Jazz, Mavs-Hornets, Spurs-Lakers, Warriors-Kings e Clippers-Hawks.

     
  • Penny 04:27 il 14 January 2009 Permalink | Rispondi
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    Meglio il rookie Kevin o il sophomore Durant? 

    Ci sarebbero migliaia di modi per descrivere l’ascensione di Kevin Durant tra le stelle delle Nba, dal suo fade-away alle sue potenti schiacciate, ma niente è più preciso di una speciale statistica, chiamata “Player Efficiency Rating” ed elaborata da uno statista della ESPN che misura l’efficienza di ogni giocatore Nba.

    Ogni stagione il PER ha sempre fatto registrare una media intorno al 15 e Durant l’anno passato ha fatto registrare un punteggio largamente inferiore alla media. Quest’anno invece l’asso dei Thunders viaggia a 19.11 di media, dato che lo piazza tra i migliori 40 giocatori Nba per questa particolare statistica.

    In estate è migliorato tanto, quest’anno si sta dimostrando un giocatore molto più solido” ha dichiarato il suo compagno Damien Wilkins. Quello che il PER non spiega sono le ragioni che stanno dietro al suo miglioramento: il dato infatti non può quantificare l’impatto che ha avuto lo spostamento da Seattle a Oklahoma City, l’aggiunta in squadra del rookie Russell Westbrook o il ritrovato entusiasmo nel giocare a fianco di Jeff Green.

    Abbiamo preso Russell, Jeff e gli altri stanno giocando bene e questo non può essere che un bene per il mio gioco. Anche il fatto di giocare in un ruolo diverso dove mi sento più a mio agio sta influendo positivamente“, questo è il pensiero di Durant che dopo aver giocato una vita da ala piccola, la scorsa stagione ha sperimentato il ruolo di guardia. Con P.J. Carlesimo che lo schierava da guardia, Durant tirava solo il 43% dal campo (con il 28,8% da 3) e in questo senso l’arrivo del coach Scott Brooks ad inizio stagione è stato provvidenziale: Brooks ha infatti spostato Green ad ala grande ed ha riportato Durant ad ala piccola con risultati fenomenali. La sue percentuali si sono sensibilmente alzate e il suo gioco ha acquistato maggiore sicurezza.

    Un altro motivo per cui il PER è aumentato è senza dubbio la difesa. Durant è migliorato tantissimo sotto questo aspetto tanto da guidare la classifica delle stoppate della sua squadra: 30. “Difensivamente sta migliorando a vista d’occhio, i suoi miglioramenti in tutti gli aspetti del gioco sono davvero impressionanti” sono state le parole di Wilkins. Kevin, nonostante questo, ritiene che il suo gioco difensivo debba ancora migliorare parecchio, e questo la dice lunga sull’umiltà e la voglia di lavorare del giovane talento.

    I tifosi di Oklahoma posso sognare, la determinazione di Durant è sotto gli occhi di tutti e ciò che fa ben sperare è la sua maturità che lo sta portando a capire come migliorare la squadra insieme a se stesso. In particolar modo si sta notando una particolare intesa con il rookie Westbrook, i due che potrebbero migliorare il proprio gioco a vicenda, garantendo un futuro roseo alla franchigia. Se a tutto questo si aggiunge che Oklahoma avrà una scelta alta al prossimo draft (si vocifera già un interessamento alla giovane promessa Blake Griffin, ala grande molto atletica e potente) non resta che attendere qualche stagione per vedere i Thunder lottare per i playoffs e forse anche per qualcosa in più.

    Kevin Durant – 2007/98 Top 10 plays

     
    • Jolly Joker 18:40 il 14 gennaio 2009 Permalink | Rispondi

      Bell'articolo, daro' un occhiatina a questa speciale classifica che la trovo molto interessante. In effetti Durant e' diventato molto piu' maturo come giocatore, forse grazie allo spostamento nel suo ruolo naturale ( prende piu' rimbalzi) e una ferrea applicazione alla ricerca della perfezione ( miglior selezione al tiro). Io personalmente stravedo per Kevin, ma proprio tanto, secondo me quando avremo un Kobe-Duncan-Garnett ed altri under 30 in declino, Durant sara' il pilastro della lega secondo solo a Lebron, e' nemmeno di tanto. puo' decisamente diventare un fattore in difesa, marcando sia le guardie che ale piccole, quando sara' nel pieno della maturita' cestistica signori, avremo un M.Jordan di 6 cm in piu', perche' offensivamente e' gia' devastante, non come Air,ma puo riuscire a toccare vette molto alte. Tecnicamente e' gia adesso il giocatore piu' elegante della lega, si aggira per il campo con movenze panterate scoccando dei fade away con rilascio della palla da manuale del basket. Ripeto, considerando la sua tenera eta'(88) il cielo e' suo unico limite..per me quelli in procinto di dominare in base al talento sono ( tengo vivi sia Lebron che Wade che cmq son ancora giovani)

      1-Lebron

      2-Wade

      3-Durant

      4-Paul

      5-Howard

      6-Antonhy

      7-Mayo

      8-Oden

      9-Beasley

      10-Rose… con giocatori come Roy e Granger Williams e Bosh nel giro dei Giganti!

    • Junio C. Murgia 18:51 il 14 gennaio 2009 Permalink | Rispondi

      Più che Blake Griffin, spero a OKC arrivi un bel pacco al prossimo draft. Se poi cade un meteorite sul Ford Center, tanto meglio.

  • 20:00 il 13 January 2009 Permalink | Rispondi
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    Boston replica, i Knicks sorprendono New Orleans 

    Partite interessanti nella nottata di NBA. I Celtics vincono la seconda di fila dopo le quattro sconfitte consecutive battendo ancora una volta i Raptors dopo la gara di domenica. Le % sono state molto simili alla fine della gara. Ma la grande serata di Pierce piega i Raptors all’overtime. Per il capitano 39 punti (season high) e canestri importanti nel supplementare. Un Pierce così non lo si vedeva da tempo e nei momenti cruciali ha fatto la voce grossa, come un vero leader. Per i Celtics 20 punti e 12 rimbalzi di KG che ancora una volta ha controllato benissimo Bosh. Allen stavolta si ferma a quota 12, mentre dalla panchina esce un ottimo Powe. Rondo sta tornando implacabile in certi momenti e Boston sembra tornata quella squadra spumeggiante di qualche tempo fa, anche se ancora delle crepe si notano.

    E’ Bargnani a mandare la partita all’OT, con una tripla dall’angolo. Poi però si sfoga Pierce e la partita si chiude 115-109 con i Celtics che segnano 22 punti nel supplementare, nuovo record di franchigia. Per Bargnani 23 punti, 8 rimbalzi, 3 assist, 1 rubata, 2 palle perse e 4 falli, 9/20 al tiro, 2/6 da tre e 3/3 ai liberi, con un plus-minus di -6.

    I Bucks battono i Wizards a Washington per 97-91. I Wizards tirano leggermente meglio, ma sprecano tanto e dopo essere stati in vantaggio con un grande Nick Young da 30 punti in 31 minuti, si perdono e grazie al solito Redd, MIlwaukee rimonta e vince con un secondo tempo giocato in maniera eccezzionale che fa sorridere Skiles. Ora i Bucks controllano le inseguitrici per i Playoff con una buona posizione. Per i Wizards oltre a Young, c’è un buon Jamison da 25 punti.

    A East Rutherford i Nets mettono in scena un ottimo gioco contro i Thunder di Durant-Green e Westbrook che ultimamente stanno facendo ottime prestazioni e mettendo in difficoltà qualunque squadra si trovino di fronte. Le % della gara sono bassissime. Ma ci pensano Durant, Lopez e Carter a dare spettacolo. Harris ritorna e da il suo contributo con 17 punti e 8 assist. I tempi regolamentari si chiudono sull’88 pari. Poi Brook Lopez sale in cattedra e alla fine chiuderà con 31 punti, 13 rimbalzi e 2 stoppate e conferma il suo stato di forma. I Nets alla fine vincono 103-99. Unico giallo della gara il time out chiamato da Frank a pochi secondi dalla fine dei tempi regolamentari. Sul rimbalzo offensivo dei Nets, Carter la passa a Harris, Vince si smarca, Devin gliela passa, Carter tira e segna, ma gli arbitri annullano perchè Frank ha chiamato Time Out un secondo prima e tra i bu di disapprovazione del pubblico la partita riprende in parità con l’errore dei Nets che danno la possibilità ai Thunder di vincere, ma alla fine è NJ a spuntarla. Tira un sospiro coach Frank che sarebbe stato linciato pubblicamente in caso di sconfitta.

    I Knicks di D’Antoni battono gli Hornets a sorpresa. Una partita dominata dai Knicks, quasi sempre in vantaggio. Riposa Curry ancora per i problemi al ginocchio. Ma è Harrington a dare il contributo decisivo,p arte dalla panchina e segna 20 punti con 10 rimbalzi. D’Antoni ha deciso di fargli vincere il premio di sesto uomo dell’anno e lui sta rispondendo al meglio. Per NY ci sono anche i 24 di Lee e i 19 di Chandler. Mentre per gli Hornets ci sono i 23 di Paul con 7 assist e 3 rubate e i 25 di West con 14 rimbalzi, ma non bastano. Alla fine è 101-95 Knicks. I Blazers invece battono  a Chicago i Bulls. La differenza la fa il tiro da tre e l’ottima serata di Outlaw che segna 33 punti, con 3 stoppate e 7 rimbalzi in 36 minuti partendo dalla panca. Roy ne mette 11, Oden 17 con 13 rimbalzi. Dall’altra parte 22 di Gooden e 13 di Rose con 10 assist. I Bulls nel secondo tempo escono dalla partita e Portland trionfa 109-95. Infine i Pacers perdono a Salt Lake City 120-113 contro i Jazz di uno scatenato Okur da 43 punti e 9 rimbalzi. Williams e Kirilenko ne aggiungono 23 entrambi e la vittoria è presto spiegata. Il solito Granger prova a tirare fuori dai guai Indiana. Ma Kirilenko lo marca abbastanza bene, i Pacers puntano tutto su di lui e lo tengono in campo 41 minuti. Alla fine Danny ne mette a segno 30 con 7 assist. Dalla panchina parte un ottimo Dunleavy da 20 punti, ma il resto della squadra combina poco e i Jazz chiudono la gara con le bombe di Memo. Stanotte 7 partite: Pistons-Bobcats, Grizzlies-Cavs, T-Wolves-Heat, Rockets-Lakers, Nuggets-Mavs, Suns-Hawks e Kings-Magic.

     
  • Penny 04:09 il 13 January 2009 Permalink | Rispondi
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    Dallas Mavericks sul mercato, chi arriverà? 

    I Dallas Mavericks sono una delle franchigie più attive sul mercato, a detta anche di molti executives Nba. L’idea targata Mark Cuban di cedere a tutti i costi Josh Howard ha fatto intavolare più di una possibile trade tra i Mavs e in pratica mezza Lega. Settimana scorsa si era parlato di un possibile scambio con Toronto (che avrebbe coinvolto Parker e Bargnani), subito perentoriamente smentito dal gm dei Raptors Brian Colangelo.

    Una nuova voce, però, circola da poche ore nell’ambiente: i Mavericks starebbero per allestire una trade a tre con Charlotte e gli Oklahoma City Thunder nella quale sarebbero coinvolti DeSagana Diop, Raymond Felton e Earl Watson. Restano molti dubbi sulla veridicità della trade a partire dal fatto che il gm dei Thunder Sam Presti, interpellato da alcuni giornalisti, ha negato che ci fosse una trattativa in corso. Un altro aspetto che potrebbe togliere credito al rumor è il fatto che Diop è regolarmente sceso in campo ieri notte contro i Sacramento Kings quando una precisa regola Nba vieta di far giocare atleti coinvolti in trade in discussione attiva.

    Nonostante questo, resta in ogni caso chiaro che i Mavs si stanno muovendo su più fronti, a confermare ciò ci ha pensato un executive di una squadra non ancora nota, che ha dichiarato di aver avuto contatti frequenti con Dallas nel corso dell’ultima settimana. L’aggressività di Mark Cuban e soci sul mercato è ormai un dato di fatto ma il problema è che ciò che si sente sulle intenzioni dei Mavericks potrebbe non essere la trade che poi effettivamente si farà, in altre parole Dallas sta mischiando le carte in tavola.

    Un altro rumor riporta che i Grizzlies stiano per chiudere una trade con i Milwaukee Bucks: Mike Conley in cambio di Ramon Sessions e Joe Alexander. Un’aggiunta enorme di talento per Memphis e trade apparentemente svantaggiosa per i Bucks: Sessions è infatti una delle sue bocche da fuoco con più di 10 punti e 4 assists di media, uno sproposito se si pensa al minutaggio limitato. L’inghippo sta nell’ingaggio del giocatore, $720,000, nettamente al di sotto degli standard Nba per giocatori del suo livello. I Bucks non avrebbero infatti spazio salariale per trattenerlo la prossima estate quando diventerà restricted free agent poichè l’ingaggio sarà destinato a lievitare e non di poco. Milwaukee deve scegliere: rinunciare a Sessions ora per portarsi a casa Conley oppure continuare con lo stesso roster ma rischiare di perdere lo stesso Sessions (e l’altro restricted free agent Villanueva) senza avere nulla in cambio il prossimo luglio?

    La dirigenza dei Bucks, in perfetto stile Nba, nega ogni possibile trade ma alla parole seguiranno i fatti? Nelle prossime 48 ore ne sapremo di più.

     
  • 04:24 il 12 January 2009 Permalink | Rispondi
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    I Celtics tornano a vincere 

    Dopo quattro sconfitte di fila i Celtics tornano a vincere sul campo dei Raptors nel mattinèe della domenica. La gara parte veloce soprattutto per i Celtics che hanno fretta di tornare a vincere, ma i Raptors guidati dal duo Bargnani-Bosh provano a tenere. Il primo quarto si conclude sul 32-20 per i Celtics e la partita prende già la strada di Boston e un sonoro “Ci vediamo al rematch di lunedì” già parte dalla panchina dei Celtics.

    Nel secondo quarto i Raptors provano a riemergere, ma i Celtics chiudono bene gli spazi, annullano gli esterni di Toronto e chiudono in vantaggio 54-41 il primo tempo. Sembrano non esserci speranze per i bianco rossi. Bosh prova a risollevarli, ma Garnett lo marca benissimo. KG ha dovuto fare gli straordinari anche per la mancanza di Perkins e la brutta partita di Scalabrine, uscito per falli dopo 25 minuti. In campo entra Davis che chiude vicino alla doppia doppia con 11 rimbalzi ed è molto positivo nell’apporto difensivo su Bargnani e Bosh. La panchina di Toronto gioca meglio, ma serve a poco.

    Calderon torna, ma per lui non si può parlare di un ritorno fortunato, anche perchè gioca poco e non incide. Solomon fa quel che può, ma sembra che dalla panchina non si esalti come quando parte dal quintetto. Nel secondo tempo i Celtics arrivano sul +20 al termine dei 36′ sul 75-55. I C’s si rilassano, forse un pò troppo e subiscono il ritorno notevole dei Raptors. L’ultimo quarto si chiude sul 33-19 per i canadesi, ma i Celtics tengono e vincono la terza nelle ultime 10, 94-88 grazie ai 36 punti di Ray Allen, incluse le 8 triple messe a segno, di cui 5 nel primo tempo. Rajon Rondo colleziona 14 punti e 11 assist e Kevin Garnett, nonostante qualche acciacco, ha 10 punti e 11 rimbalzi, mentre Pierce 11 punti. La prossima gara per le due è il rematch che si giocherà domani al Garden di Boston e sarà l’ultimo incontro tra le due squadre in questa stagione. Per ora il conto è di 3-0 per i Celtics. Nei Raptors Bargnani ha 17 punti con 9 rimbalzi, 3 assist, 1 stoppata, 2 palle perse, 4 falli in 32 minuti con 5/14 al tiro, 3/5 da tre e 4/6 ai liberi per un plus-minus di -5.

    Nell’altra gara giocata quasi in contemporanea gli Hawks hanno perso la terza di fila, dopo la brutta prestazione di due giorni fa contro i Magic ad Orlando, gli Hawks tornano a casa, ma dopo un primo tempo alquanto equilibrato e un tentativo di passare avanti nel terzo quarto, Atlanta si affloscia nell’ultimo quarto dove segna solo 16 punti e crolla di fronte alla difesa dei Sixers che sono in un periodo idilliaco e stanno mietendo vittime su vittime. Ancora senza Brand sono alla quarta vittoria di fila e la trasferta di San Antonio di una settimana fa li ha dato la carica giusta. Coach Di Leo è felicissimo e ora Phila, approfittando anche del KO di Toronto, insegue i Playoff in solitaria. Alla fine è 109-94 per Phila, mentre per gli Hawks si può parlare di sbandamento temporaneo anche se accenni di crisi la squadra li aveva già fatti notare in precedenza. I playoff non sono a rischio,ma se continuano a giocare così la classifica potrebbe risucchiarli.

    A fare la differenza le pessime % al tiro dei bianco, blu e rossi che sono senza Horford infortunatosi nella gara precedente. Igoudala è incontenibile con 27 punti, 9 assist e 6 rimbalzi, il suo gemello del gol Young è in formissima e segna 22 punti con 9 rimbalzi in 39 minuti. Andre Miller sta tornando protagonista e segna 19 punti, con 3 rubate e 7 assist e i Sixers si possono permettere di perdere 19 palloni. Dalla panchina Speights e Williams fanno vedere ottime cose e per Phila è tutto più facile. Negli Hawks 25 di Joe Johnson con 9 assist e 22 di Bibby con 8 assist, la coppia funziona, ma il sistema intorno si sta già afflosciando. Smith fa solo 13 punti con 4 rimbalzi e 2 rubate e non riesce a placare il duo Young-Igoudala. Prossimi impegni per le due sono martedì per gli Hawks a Phoenix, mentre per i Sixers mercoledì contro i Blazers in una bella partita a Portland.

    Nell’ultima partita pomeridiana i Suns vincono faticando e non poco allo Staples Center di LA contro i Clippers. In vantaggio di 13 punti al termine del terzo quarto, Phoenix rischia di perdere la partita facendosi rimontare, ma gli uomini di Porter mantengono i nervi saldi e vincono la seconda di fila, mentre i Clippers perdono la decima di fila. A guidare i Suns sono i 26 punto di Amare e i 21 di Richardson. C’è anche un ottimo Hill che ne mette 21 e Shaq con 15 punti e 10 rimbalzi prova a tenere botta a Camby sotto i tabelloni. Hill gioca benissimo anche a livello difensivo, mentre Nash offre 12 assist oltre ai 14 punti. Dall’altra parte 23 punti di Thornton e 18 con 18 rimbalzi di Camby che diventa il nuovo leader della classifica dei rimbalzi superando Howard. Clippers ancora senza i due Davis e Randolph che da quando era arrivato in squadra aveva dato una scossa positiva, il solo Camby sotto canestro con l’aiuto di Thornton non basta e così si giustificano le 10 sconfitte di fila. Oltre alla mancanza di spirito. Alla fine i Suns vincono 109-103. Il prossimo impegno per Phoenix sarà contro gli Hawks martedì, Atlanta che poi volerà a LA per giocare contro i Clips mercoledì.

     
    • ala2310 21:34 il 12 gennaio 2009 Permalink | Rispondi

      Il problema di Boston rimane la panchina…

      I 3 MOSCHETTIERI (Pirce, Garnett, Allen) tirano la carretta ma devono avere sostegno dalla panca …

      Ora ci si mettono anche gli acciacchi dei comprimari del quintetto (perkins)e i dolorini del ginocchio di Pirce…

      Ma lasciando stare gli infortuni penso che i Lakers come panchina siamo meglio piazzati e se Bryant coinvolge tutti come sta facendo credo che il titolo quest'anno prenda la via dell'ovest…

      new orleans e san antonio permettendo…

      ma vedo los angeles un gradino piu in alto

      chissa in una finale Los angeles – Cleveland…. non male

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