Aggiornamenti da febbraio, 2009 Mostra/nascondi commenti | Scorciatoie da tastiera

  • Penny 04:08 il 16 February 2009 Permalink | Rispondi
    Tag: , , Terry Porter   

    Porter-Phoenix Suns: divorzio in vista 

    Ci sono dei fondati sentori che parlano di un nuovo coach sulla panchina dei Phoenix Suns a partire dal prossimo allenamento in Arizona. L’intenzione della dirigenza dei Soli è infatti quella di licenziare Terry Porter che fin’ora vanta un modesto record di 28-23 il quale garantisce la nona posizione nella Western Conference, appena fuori dalla zona playoffs.

    A subentrare sulla panchina dei Suns sarà molto probabilmente un componente dello staff tecnico, si parla di Alvin Gentry (a Phoenix dal 2004), mentre le probabilità di vedere il GM Steve Kerr seduto sul pino sono scese nelle ultime ore.

    Porter ha un contrattto di 3 anni ma il terzo anno non è garantito così che i Suns, licenziandolo ora, risparmierebbero circa 2 milioni di dollari. Oltre a ciò, il momento per licenziarlo sembra dei più adatti visto che i prossimi due avversari della franchigia dell’Arizona sono i Clippers (13-40) e i Thunder (13-40).

    Evoluzione del caso Amare Stoudemire. Chicago, Houston e Cleveland sono le destinazioni più probabili ma nelle ultime ore i Portland Trail Blazers sono entrati di prepotenza sul mercato offrendo la guardia Jerryd Bayless, una prima scelta e Raef LaFrentz (in scadenza di contratto). Se si farà, si farà dopo la chiusura dell’All Star Game.

     
    • kevin johnson 21:23 il 16 febbraio 2009 Permalink | Rispondi

      Una ottima notizia da tifoso Suns!!!

      Massimo rispetto per il lavoro di Porter ma il suo operato non è stato consono al livello della squadra. Speriamo in Gentry che ha lavorato con D'Antoni.

  • 03:23 il 16 February 2009 Permalink | Rispondi
    Tag: Bill Russell, ,   

    Bill Russell: onore ad una leggenda 

    Durante la conferenza stampa di David Stern,tenutasi in quel di Phoenix prima dell’All-Star Saturday,si è celebrato un grande campione del passato che ha ricevuto un importante onorificenza.Stiamo parlando di William Felton Russell,meglio noto come Bill Russell,ex centro dei gloriosi Celtics degli anni ’60.L’onorificenza citata è la dedica del premio di MVP delle finali a questo grande uomo.Il premio fu isituito nel 1969,proprio l’anno del ritiro di Russell.In quell’anno i Celtics vinsero il titolo con Bill come giocatore-allenatore,ma il premio andò a Jerry West,giocatore dei Los Angelese Lakers.Per molti fu un ingiustizia non darlo al cestista più vincente della storia con ben 11 titoli vinti,ma ora quell’ingiustizia è stata colmata con il gesto più bello che la lega potesse fare nei confronti di una persona che ha dato tanto alla NBA.Russell si è molto commosso durante il suo discorso,ricordando anche la moglie Marylin,morta non molto tempo fa.Ha trattenuto a stento le lacrime facendo qualche battuta divertente e ridendo insieme ai giornalisti.

    Bill Russell è nato il 12 Febbraio 1934 e quindi ha festeggiato da pochi giorni il settantacinquesimo compleanno.E’ nato a Monroe,ma è cresciuto ad Oakland in California.Ha frequentato la McClymonds High School mettendo subito alla vista di tutti le sue incredibili doti di saltatore e difensore.Lo reclutò la San Francisco University che ne fece subito la sua stella.Vi rimase tutti e quattro gli anni e vinse due titoli NCAA nel 1955 e nel 1956 dopo una striscia di 55 vittorie di fila.Nella sua carriera universitaria Russell ha messo medie di 20.7 punti e 20.3 rimbalzi.Prese subito parte al giro della nazionale americana e partecipò alle Olimpiadi di Melbourne del 1956.Rinviò l’ingresso nella NBA apposta per prenderne parte e fu ripagato con la conquista dell’oro oltre,come già detto,del titolo NCAA insieme al suo compagno  K.C. Jones.

    Russell venne scelto al draft dai St.Louis Hawks che però lo cedettero ai Celtics facendo un grosso errore.Difatti nel 1957 Russell punì gli Hawks aiutando i Celtics a vincere il loro primo titolo per 4-3.L’anno dopo furono gli Hawks a prendersi la rivincita per 4-2 con un grande duello tra Bill e Bob Pettit e pensare che potevano essere compagni di squadra.Russell divenne subito un dominatore dei tabelloni tenendo sempre una media di 20 rimbalzi.Molti testimoni oculari affermano che se le stoppate fossero state contate anche in quegli anni sarebbero state più di 10 a gara molto spesso.I Celtics vinsero di nuovo il titolo nel ’59 questa volta contro i Minneapolis Lakers di Mikan.Altro grande scontro tra due titani del gioco.Nei due anni successivi Boston vinse altri due titoli contro gli Hawks.Nel ’62 e nel ’63 furono di nuovo i Lakers,questa volta a Los Angeles,a soccombere.Nel 1964 Russell dovette vedersela contro la squadra della sua città,i San Francisco Warriors di coach Hannum e del rivale di sempre di Russell,cioè Wilt Chamberlain.I Warriors inesperti furono surclassati 4 gare a 1 e per i Celtics fu il settimo titolo in otto anni.Nel 1966 e nel 1967 furono ancora i Lakers la vittima dei Celtics.Poi però Auerbach decise di ritirarsi dall’attività di allenatore e dedicarsi a quella di dirigente lasciando nelle mani del trentaquattrenne Russell la panchina della squadra.Bill fa da allenatore-giocatore e vince altri due titoli nel 1968 e nel 1969 diventando così il giocatore più vincente di una lega nordamericana nella storia con ben 11 titoli alla pari di Henri Richard dei Montreal Canadiens di NHL.Al termine della carriera  si ritrovò secondo nella classifica di ogni tempo per quanto riguarda i rimbalzisti dietro a Wilt Chamberlain con 22.5 di media e 21620 totali.I 51 rimbalzi catturati in una singola partita sono la seconda prestazione di sempre (battuta dai 55 di Chamberlain),mentre ha il record per quelli catturati in metà partita (32).E’ il leader ogni tempo nei Playoff (24.9 e 4104),prese 40 rimbalzi per tre volte ai Playoff e mantenne ogni anno la media di almeno 20 a partita.Ha vinto il titolo di miglior rimbalzista per 4 volte e ricevuto 5 volte il premio di MVP della stagione.Dopo la carriera da giocatore e quella da allenatore dei Celtics,provò delle esperienze come coach dei Sonics (1973-1977) e nel 1987-88 con i Kings durando però 58 partite.Dopodichè si ritirò completamente dalle scene e continuando a tifare la sua squadra di sempre,quei Celtics che hanno il suo numero 6 appeso al soffitto del Garden,quei Celtics che gli debbono molto di quegli 11 titoli vinti in 13 anni.Entrò nella Hall of Fame nel 1975.Ha vinto tutto e non può recriminare nulla,solo quel titolo di MVP delle finali del 1969,dato a West e non a lui.Ora Bill quel titolo ce l’ha e se lo merita tutto.E’ stata onorata una leggenda.

     
  • 14:53 il 14 February 2009 Permalink | Rispondi
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    Vittoria dei Sophomore sui Rookie, immenso Durant 

    Come pronosticabile, come è accaduto da 7 lunghi anni a questa parte, come ieri sera, la vittoria nella tradizionale gara del venerdi tra rookie e sophomore è andata ai ragazzi al secondo anno nella NBA.

    Vestiti completamente di bianco i sophomore, e di viola i rookie, hanno dato vita alla classica esibizione di future stelline. Purtroppo per i primo anno al comando ieri sera un uomo solo e la sua canotta è la numero 35: Kevin Durant.

    Semplicemente mostruoso atleticamente e tecnicamente, 46 meravigliosi punti, 7 rimbalzi e a assist per lui sul parquet di Phoenix. Indiscusso MVP della partita.

    Tra i suoi compagni sophomore ricordiamo i 13 punti a testa per Jeff Green e Thaddeus Young.

    Tra i rookie ottima prestazione di Micheal Beasley probabilmente carico dalla sfida con l’amico di infanzia Durant e dalla notizia della trade Marion che libera spazio e minuti per lui ai Miami Heat. Mette a referto 29 punti 3 rimbalzi e 1 assist. Gli danno unamano Gordon con 19 punti, Marc Gasol con 15 punti e 8 rimbalzi.

    Una bella vetrina per tutte le stelline della NBA. Ricordando il punteggio, 122 a 116 per i secondo anno, vi diamo appuntamento ai prossimi articoli speciali sull’All-Star Game di Phoenix, Arizona.

    Ecco gli highlights del Rookie Challenge

     
    • Dwigth Howard 94 21:05 il 16 febbraio 2009 Permalink | Rispondi

      In quasta gara Kevin Durant ha dimostrato di essere un grande giocatore bensì sia solamente al secondo anno nella lega.

      In questo momento della sua carriera Durant è anche più forte di micheal Jordan.

      pero ridadisco k durant sia stato troppo egoista

    • ala2310 21:23 il 16 febbraio 2009 Permalink | Rispondi

      lesa maestà…………………………

    • Steterra 22:24 il 16 febbraio 2009 Permalink | Rispondi

      Dio no eh dai…

  • Penny 23:42 il 13 February 2009 Permalink | Rispondi
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    Marion ai Raptors, dove andrà Vince? 

    A poche ore dall’inizio dell’All Star Game di Phoenix arrivano i primi scambi di mercato. I Toronto Raptors hanno dato l’ok per spedire Jermaine O’Neal e Jamario Moon ai Miami Heat in cambio di Shawn Marion e Marcus Banks, l’affare è dato per certo e si sta aspettando solo l’approvazione da parte dei vertici della Lega, come da prassi.

    Un altra clamorosa trade sembra essere in dirittura d’arrivo: stiamo parlando di Vince Carter ai Mavericks, che ritornerebbe a giocare insieme a Jason Kidd nella cittadina Texana. L’affare dovrebbe coinvolgere, oltre a Carter, Dooling e Najera in cambio di Josh Howard e Jerry Stackhouse.

    I Mavericks, che hanno appena perso per infortunio Jason Terry, hanno estremamente bisogno di una bocca da fuoco sul perimetro per rimanere credibili nella corsa ai Playoffs ad Ovest; la trade pare ad un passo, visti anche i buoni trascorsi tra i GM delle due franchigie, Kiki Vandeweghe e Donnie Nelson, che la scorsa stagione hanno messo in piedi la trade Kidd-Harris.

    Non ci sono solo i Mavs sulle tracce di Carter, che pur avendo 31 anni sta facendo gola a molti team della Lega: i San Antonio Spurs lo stanno seguendo con attenzione e sarebbero disposti a rinunciare a Roger Mason, Bruce Bowen e Fabricio Oberto. Gli Speroni stanno seguendo con attenzione anche Rasheed Wallace ma a Detroit negano di aver ricevuto una proposta da San Antono.

    Per i Nets, muovere Carter avrebbe un riscontro economico non da poco. La franchigia è in perdita da anni e cedere Carter significherebbe liberare spazio salariale per il 2010. Vince è infatti al secondo anno di un contratto da 5 che gli porterebbe nelle tasche fino a circa 80 milioni di dollari nel 2012. Nonostante questo il presidente dei Nets Rod Thorn vuole giocare la post season e crede che Carter sia fondamentale per raggiungere tale obiettivo. A giorni sapremo come andrà a finire…

     
    • lipponik 02:02 il 14 febbraio 2009 Permalink | Rispondi

      Beh di JO agli Heat lo immaginavo,ora si aprono le porte per Beasley e se deluderà sapranno già cosa fare,cederlo…ma quindi se è arrivato JO niente Carlos Boozer a fine stagione?

      Per quanto riguarda Carter mi sorprende un pò…non immaginavo che i Nets avessero così tanta fretta di cederlo soprattutto sta facendo molto bene e sta aiutando i suoi a raggiungere i PO,secondo me sono solo voci e poi gli Spurs non cederebbero mai Mason e Bowen per uno che non difende praticamente mai,se Buford è impazzito tutto di un tratto non lo so,avrebbe anche un monte salari iper gonfiato con Carter,Ginobili,Parker e Duncan oltra a Finley che i suoi soldi li prende ancora…possibile invece la carta Mavs anche se la squadra del texas ha preferito parlare di Bosh in questi giorni più che di Carter….

    • lipponik 02:03 il 14 febbraio 2009 Permalink | Rispondi

      Ah un ultima cosa,ora che O'Neal è stato ceduto,sempre se è vero,Bosh rimane no?

    • Penny 05:59 il 14 febbraio 2009 Permalink | Rispondi

      La trade ora è ufficiale. Credo che Bosh rimmarrà a Toronto a questo punto e mi sento di dire che finalmente in Canada ne hanno fatta una giusta. Il quintetto Calderon-Parker-Marion-Bosh-Bargnani mi sembrà abbastanza equilibrato e inoltre questa trade è la dimostrazione che i Raptors hanno deciso di puntare sul Mago!

    • Dwigth Howard 94 21:00 il 16 febbraio 2009 Permalink | Rispondi

      Penso che i Raptors abbiano fatto un grande scambio visto che jermine o'neal è continuamente infortunanato.

      Tuttavia penso che i raptors avessero scambiato bosh ai nuggets in cambio di Kenyon martin e Linas Kleiza che male non sono

    • ala2310 21:08 il 16 febbraio 2009 Permalink | Rispondi

      sono contento perche questa trade sta a significare che la dirigenza canadese punta sul "nostro" Andrea…il nuovo quintetto è molto più quadrato …per quanto riguarda Bosh sono dell'idea che non rimarrà a lungo ai Raptors..nelle ultime partite prima dell'infortunio, a parer mio , sembrava molto demotivato e non presente…la dirigenza raptors potrebbe pensare ad uno scambio per portare a casa qualche pezzo pregiato (se la situazione di Bosh è questa)..

  • 21:27 il 13 February 2009 Permalink | Rispondi
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    I top e i flop pre-ASG 

    Prima di rifarci gli occhi, grazie alle splendide esibizioni del week-end delle stelle, e le orecchie, grazie alle splendide telecroneche del duo Tranquillo-Buffa, diamo un occhiata ai top e flop dlel’universo NBA.

    TOP:

    Lamar Odom: Che altro aggiungere al giocatore che ha sbancato il Td Banknorth Garden di Boston e la Quicken Loans Arena di Cleveland? In questo momento è davvero degno del suo soprannome: Lamarvelous.Una grinta e una decisione mai vista prima in lui, soprattutto alla voce rimbalzi dove ultimamente ha davvero alzato il volume della radio. Indescrivibile all-around. Kobe e Phil sentitamente ringraziano.

    Paul Pierce: dopo la tremenda sconfitta in casa contro i Lakers dove nell’ultimo quarto era stato annullato da una terrificante difesa di Trevor Ariza si è ripreso partita dopo partita. Fino al fantastico expolit dell’ultima sera contro i Dallas Mavericks dove ha messo a referto 18 punti nell’ultimo quarto portando alla vittoria la sua squadra. Nei momenti decisivi è davvero The Truth. Doc Rivers ringrazia.

    Lebron James: anche lui in netta ripresa dopo la serataccia contro i terribili Lakers dell’ultimo periodo. E’ sempre e comunque il Re. Ne mette 26 silenti in faccia a colui che era il più dominante di ogni epoca al secolo Shaquille O’Neal. I Lebron Cavaliers hanno necessità della sua tremenda leadership. Uno stato intero, l’Ohio, ringrazia.

    FLOP:

    Chris Bosh: periodo molto negativo per lui, oltre alle sempre più insistenti voci che lo voglio lontano dal Canada, da Toronto e dai Raptors  e alle prestazioni sempre poco convincenti quando il momento è quello del go-to-guy e bisogna vincere la partita, non è quasi mai decisivo, è arrivato anche l’infortunio che lo terrà lontano dai campi e lontano soprattutto dal parquet dell’All-star game, a proposito al suo posto andrà giustamente Mo Williams. E tutti sanno quando Bosh ci tenga  a essere considerato tale. All’anno prossimo Chris, forse non più come compagno del nostro Andrea Bargnani.

    Vladimir Radmanovic: Osannato all’arrivo a Charlotte da sparuti tifosi dei…Los Angeles Lakers. Insopportabile a LA mal voluto a Charlotte sia dal coach Larry Brown che è uno che alla difesa ci tiene un pò. Non incanta e non ammalia, non è quasi mai in ritmo nell’andare a canestro con tiri pesanti e non difende. Strapagato. Perchè Micheal perchè?

    Carlos Boozer: infortunato da tempo, all’Energy Solutions Arena vede l’ottimo Deron Williams tirare avanti la baracca da solo. Nei flop per certe sue dichiarazioni che lo allontanano sempre più dai Jazz. I mormoni avevano puntato forte su di lui. Sembra un mercenario del nostrano calcio. Prenda esempio da Deron e abbia più attaccamento alla maglia. In lui rivedevano l’irraggiungibile Karl Malone. Ora gioca Millsap al suo posto e sta andando bene. Forse forse non tutto il male viene per nuocere. Goodbye Carlos.

     
  • 19:42 il 13 February 2009 Permalink | Rispondi  

    It’s All-Star’s Time 

    E’ tempo di All-Star Game. La scorsa notte si sono giocate le ultime tre partite di questa settimana prima della pausa. Stanotte si inizierà il week end con la partita fra i rookie e i sophomore. Prima però si giocherà una gara di esibizione tra celebrità dello sport e non. I presenti alla sfida saranno Clyde Drexler, Nique Wilkins, Chris Tucker (attore), James Denton di Desperate Housewives, Donald Fraison di Scrubs, Terrell Owens dei Dallas Cowboys di NFL, Zach Levi di Chuck, Michael Rapaport di Prison Break, Dan Majerle (non è un attore, ma un ex dei Suns), Rick Fox, Lisa Leslie delle Sparks (ormai ex visto che si è ritirata la scorsa settimana), Kara Lawson delle Monarchs e poi 4 membri degli Harlem Globetrotters. Ci sarà da divertirsi in questo antipasto di week end delle stelle. Dopodichè ci sarà il Rookie Challenge che vedrà di fronte le stelle del primo anno contro quelle del secondo anno nella lega. Attenzione al duello Durant-Rose o Durant-Mayo  che infiammerà la gara. Anche Oden-Horford non sarà male. Per i Rookie il quintetto sarà molto probabilmente questo: Westbrook, Rose, Mayo, Beasley e Lopez mentre dalla panchina partiranno Fernandez, Gordon, Gasol e Oden, l’assistant coach sarà Dwyane Wade, non è ancora noto il nome dell’Head Coach. Per i Sophomore il quintetto sarà composto quasi sicuramente da: Stuckey, Durant, Thornton, Green e Horford mentre dalla panchina partiranno Brooks, Scola, Chandler e Thaddeus Young. L’assistente sarà Dwight Howard. Si chiuderà così il primo giorno di All-Star Weekend.

    Il secondo giorno si partirà con l’ASG della D-League, la lega di sviluppo, in cui ci sono vecchie conoscenze del basket europeo, ma anche della NBA come Will Conroy, James White, Marcus Williams, Ronald Dupree, Blake Ahearn, Luke Jackson, Richard Hendrix, Courtney Sims e Lance Allred. Gli altri presenti non si sono mai messi in mostra in altre leghe. Oltre alla partita delle stelle della lega minore ci saranno anche delle esibizioni di abilità, di tiro e di schiacciata. Una di queste, lo slam dunk contest per la precisione, vedrà anche esibirsi il figlio dell’indimenticabile ex giocatore Pat Ewing. Patrick Ewing Junior gioca ora per Reno anche se nella NBA è legato ai Knicks. Per quanto riguarda la NBA si inizierà con lo Shooting Stars che metterà a confronto quattro squadre e in campo tre giocatori per ogni squadra cioè un giocatore del passato, una giocatrice della WNBA e un giocatore della franchigia attuale. Per esempio gli Spurs, campioni uscenti,schiereranno David Robinson, Tim Duncan e Becky Hammon delle Silver Stars finaliste della scorsa stagione. I Pistons metteranno in campo Afflalo, Laimbeer e Katie Smith delle Shocks, i Lakers Derek Fisher, Michael Cooper e Lisa Leslie, mentre i Suns padroni di casa scenderanno in campo con Leandro Barbosa, Dan Majerle e Tangela Smith delle Mercury. La sfida consiste nel mettere a segno tutti i tiri da tutte le posizioni assegnate. La serata proseguirà con lo Skills Challenge che vedrà partecipare Devin Harris, Tony Parker, Derrick Rose e Mo Williams. Non ci sarà il vincitore dell’edizione 2008 cioè Deron Williams e nemmeno Jameer Nelson che era stato invitato a competere, ma visto l’infortunio che lo ha colpito è stato chiamato Williams dei Cavs. Dopodichè si procederà con il Three Point Shootout che vedrà impegnato Jason Kapono(vincitore delle ultime due edizioni) fronteggiare una dura battaglia contro i migliori tiratori di questa stagione cioè Mike Bibby, Roger Mason, Rashard Lewis, Danny Granger e Daequan Cook. Infine si chiuderà il sabato sera con la sfida dello Slam Dunk Contest. Dwight Howard è il campione uscente e fu proprio un anno fa che partì la leggenda di Superman. Quest’anno a partecipare, oltre al centro dei Magic, ci saranno Rudy Fernandez, JR Smith (in sostituzione di Rudy Gay) e Nate Robinson che aveva già vinto due anni fa.

    Ma veniamo al piatto principale del fine settimana, cioè l’All Star Game vero e proprio. Ci saranno molti esordi come quelli di Devin Harris, Danny Granger, Mo Williams ed esordi sfumati come quello di Jameer Nelson. Anche notevoli assenze come quelle di Anthony, Nash e Igoudala oltre anche a McGrady e Carter. I quintetti vedranno di fronte: Paul, Bryant, Stoudemire, Duncan e Yao per la parte ovest, mentre per la parte est: Iverson, Wade, James, Garnett e Howard. Sarà sicuramente una bella partita e non si sa proprio chi è il favorito. Molti dicono l’ovest per la grande esperienza che mette in campo e perchè possono permettersi di far partire Shaq dalla panca, ma l’est mette in campo forze fresche e giovani con tanta voglia di dimostrare. Gli allenatori saranno Phil Jackson per l’ovest e Mike Brown per l’est. Non resta che dare un augurio di buon divertimento a tutti e ci rivediamo dopo la pausa.

     
    • Penny 22:43 il 13 febbraio 2009 Permalink | Rispondi

      Grande Michael Rapaport di Prison Break (per gli appassionati, l'irritante Don Self), questa notte sarà sicuramente lui a rubare la scena!

      A parte gli scherzi, mi preparo a dormire poco in questi giorni…

  • 17:52 il 13 February 2009 Permalink | Rispondi
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    Boston vince, i Warriors abbattono Portland 

    Ultime nottata di NBA prima della pausa di 5 giorni per l’All-Star Game di Phoenix che animerà il weekend. Importante vittoria dei Miami Heat contro i Bulls in quel di Chicago. Wade torna a casa (è originario del South Side) e segna 24 punti con 7 assist. Miami tornava da 5 sconfitte nelle ultime 7 gare e aveva bisogno di riscattarsi.I Bulls partono forte e iniziano a prendere un pò di margine,ma Marion e Wade guidano la ribalta degli ospiti.Ben Gordon pareggia con un gioco da tre punti a quota 93, ma Shawn Marion viene servito da Wade e trova la schiacciata con meno di 2 secondi sul cronometro per il 95-93 finale.Gli Heat trovano anche un ottimo Beasley da 21 punti e 7 rimbalzi.Con questa vittoria la squadra della Florida rifiata un pò dopo un periodo di crisi.Per i Bulls sconfitta importante che le fa perdere un pò di terreno per la questione Playoff.

    A Dallas andava di scena una bella partita tra Celtics e Mavs. Nowitzki è in serata di grazia e segna 37 punti con 8 rimbalzi ed è letteralmente immarcabile.Il primo tempo dei Celtics è scarno di emozioni e Dallas chiude agilmente in vantaggio.Nel terzo quarto Boston prova a darsi una mossa,ma i Mavs tengono bene e gli ospiti perdono pure il loro Head Coach per doppio tecnico che fa uscire Doc Rivers anticipatamente dal campo.Quando la partita sembra andare verso i padroni di casa si sfoga la rabbia agonistica di Pierce che segna 18 dei suoi 31 punti nell’ultimo quarto e mette K.O. i Mavericks 99-92.I Celtics mettono la vittoria numero 44 in stagione che aggiunte alle sole 11 sconfitte ne fanno il miglior record della lega.Oltre a Pierce c’è da segnalare la seconda tripla doppia in carriera per Rondo che mette 19 punti, 15 rimbalzi e 14 assist.Ray Allen invece aggiunge 20 punti.

    Infine i Warriors ottengono un ottima vittoria sui Blazers all’Oracle Arena.Golden State gioca benissimo e accumula anche un vantaggio di 18 punti.Nell’ultima frazione Portland prova a rimontare e arriva fino al-4 (93-97) a 25″ dalla fine.Poi però Golden State segna 8 liberi di fila e chiude la gara 105-98.Per i californiani è la quarta vittoria sulle ultime 5.Maggette segna 24 punti,mentre Jackson e Ellis ne aggiungono 20 a testa. Roy ne mette 37 e Aldridge 20,ma non bastano.

     
  • 23:10 il 12 February 2009 Permalink | Rispondi
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    Voci dalla lega: i dolori di Big Al, i voli di JR Smith e la gioia di Mo Williams 

    Ho scovato per gli appassionati di palla a spicchi d’oltre oceano qualche gustosa news, attività che continuerò anche nei prossimi tempi se il tempo e soprattutto il vostro gradimento me lo permetterà.

    La notizia più importante è senza dubbio l’infortunio di “Big” Al Jefferson, stella ormai affermata dei Timberwolves, giocatore che attualmente puo’ portare chiunque a scuola di post-basso, sfoderando una varietà di movimenti che, a detta di molti addetti ai lavori, non si vedeva dai tempi di Hakeem “The Dream”. La rottura di un legamento crociato costringerà il mancato All Star di Minneapolis ad effetuare un’operazione chirurgica immediata, dopo la quale i tempi di recupero saranno lunghi, forse addirittura di 5/6 mesi. Perdita gravissima per Minnesota che, sotto la guida di Jefferson in campo e di un altro che è stato a suo tempo insegnante provetto di post, Kevin Mc Hale, in panchina, stava iniziando a macinare qualche vittoria e a rendere meno tragica del previsto una stagione iniziata con il piede sbagliato.

    Le voci di mercato danno intanto Larry Hughes vicino ad un ritorno a Washington che magari non sposterebbe molto all’interno della Lega ma darebbe sicuramente un po’ di sollievo ai disastrati (ahimè e la mia fede cestistica) tifosi dei Wizz. Wizards che sono anche interessati all’infortunato a lungo termine centro dei Clippers, Chris Kaman, giocatore che invece, in buona forma fisica, potrebbe cambiare sicuramente qualche equilibrio ad est ma queste per ora sono solo fuggenti voci e di certo c’è solo il record con il numero 42 nella casella “sconfitte” di Washington e la carta in questo caso parla chiarissimo. La contropartita dei Wizz per Kaman sarebbe in ogni caso Mike James e Ethan Thomas, ma in questo momento qualunque giocatore della squadra della capitale che non sia Caron Butler è sul mercato.

    Il povero Rudy Gay a causa di un fastidioso infortunio che lo terrà per qualche tempo lontano dai campi da basket non potrà esercitare le sue doti atletiche nonchè la sua brama di riscatto dopo la grama prestazione dello scorso anno alla gara di schiacciate e il suo posto sarà preso da uno dei “volatori” più efficaci e spettacolari della lega, la talentuosa guardia dei Nuggets JR Smith che andrà in Arizona per la nottata delle stelle (non San Lorenzo) in compagnia di Rudy Fernandez, del dinamitardo Nate Robinson e del “superman” uscente Dwight Howard.

    Altro giocatore con problemi fisici è la superstar dei Toronto Raptors Chris Bosh che sarà anch’egli costretto a saltare l’All Star Game, nel suo caso non lo Slam Dunk Contest ma la vera e propria partita delle stelle. Il rimpiazzo nominato da Stern è finalmente stato quello da molti (compreso me) agognato: la point guard dei Cavs Mo Williams, alla buon ora premiato per la sua finora grande stagione. La gioia di Mo, che tra l’altro parteciperà anche allo Skills Challenge in programma domani notte, è stata tale da rispondere con la sua miglior prestazione in carriera: gara al limite del folle con 44 punti con 18 su 26 da due e 7 su 9 da tre condita da 7 assist al bacio. Serata tale da oscurare l’ordinario ventiseiello di nottata di LBJ e da culminare con il massacro dei malcapitati Phoenix Suns.

    Unendomi alla gioia di Mo e porgendovi i miei saluti vi congedo e vi do appuntamento al prossimo “voci dalla lega”, sempre qui su “mondonba.com”.

     
    • lipponik 04:40 il 13 febbraio 2009 Permalink | Rispondi

      Un vero peccato per Al Jefferson che stava giocando benissimo…beh per i Wizards c'è anche Jamison come intoccabile anche se c'erano parecchie voci fino a qualche mese fa che lo davano prossimo ai Bobcats,poi puntualmente smentite…AJ torna da un rinnovo quindi nn penso sia cedibile…peccato anche per Rudy Gay che stava giocando bene,forse un pò troppo altalenante.Ora Mayo dovrà prendersi molte responsabilità offensive….infine meritata la convocazione di Mo Williams,uno capace di oscurare James non lo avevamo ancora trovato,quindi dritto all'ASG senza discussioni

  • 18:38 il 12 February 2009 Permalink | Rispondi
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    Toronto batte gli Spurs, Utah blocca i Lakers 

    Bella vittoria dei Toronto Raptors contro gli Spurs.Bargnani è il miglior realizzatore dei suoi con 23 punti a cui aggiunge 8 rimbalzi,1 rubata,2 perse e 2 falli in 43′ di gioco con 7/16 da due,1/5 da tre e 6/6 ai liberi.Toronto è in vantaggio al termine del primo tempo 49-43,ma San Antonio rimonta in fretta lo svantaggio nel terzo quarto guidata dal trio delle meraviglie.Ginobili e Parker sono inarrestabili e gli Spurs chiudono a +2 il quarto.Nell’ultima frazione c’è molto equilibrio e sale in cattedra Roko Ukic.I neroargento sono avanti 89-85 a meno di un minuto dal termine.Il play ex Roma mette la tripla dall’angolo per il -1 a 49″.Poi Ukic segna anche il canestro in entrata del 90-89 Raptors a 20″ dalla fine.Ginobili sbaglia dall’altra parte e O’Neal viene mandato in lunetta in cui fa 1/2.Parker prova a pareggiare,ma non becca nemmeno il ferro e i Raptors vincono 91-89 grazie ai 22 di Ukic e ai 21 di Kapono.Toronto era senza Bosh e Calderon.Per gli Spurs 32 di Ginobili,22 di Parker e 20 di Duncan con 13 rimbalzi e 7 assist,ma non bastano.

    Sesta sconfitta di fila per i Knicks che perdono anche allo Staples Center contro i derelitti,ma a quanto pare mica tanto,Los Angeles Clippers.Partita molto equlibrata e all’intervallo le due squadre sono separate da un solo punto (59-58 per i Knicks).Robinson e Chandler continuano ad essere protagonisti pure nella ripresa e nell’ultimo quarto New York arriva sul +8.Ma le triple di Novak fanno rientrare i Clips sul 100 pari.Nel finale Harrington schiaccia il +3 a 25″ dalla fine,ma rimane aggrappato al ferro troppo a lungo e si prende il tecnico.Novak trasforma il tiro libero e Randolph segna il canestro del pareggio a 11″ dal termine.Così è overtime dove,guidati da Baron Davis,i Clippers riescono a mettere l’allungo decisivo per il 128-124 finale.Danilo Gallinari chiude con 4 punti e 4 rimbalzi in 17′ di gioco con 2/7 da due e o/1 da tre.Tanti rimorsi per i Knicks nonostante l’ottima partita di Robinson che arriva ad un rimbalzo dalla tripla doppia segnando 33 punti con 15 assist e 9 rimbalzi a cui aggiunge anche 5 rubate.Chandler ne segna 27,Harrington 19 con 11 rimbalzi,ma non basta.Per i Clips 30 di Gordon,23 di Novak,22 di Randolph con 15 rimbalzi e 20 di Thornton.Baron Davis smazza anche 20 assist e per LA è fatta.

    Si ferma a sette la striscia di vittorie dei Lakers.Dopo la vittoria contro Oklahoma City in casa,i Lakers devono volare a Salt Lake City per la partita contro i Jazz.Bryant è fresco di ennesimo record battuto e la gara è molto equlibrata.Utah prova a sfuggire via,ma vengono sempre ripresi.Le difese non sono in grande serata e concedono troppo.Nel finale Bryant riporta avanti i Lakers con una tripla per il 105-104.Arriva però il gioco da tre punti di MIllsap che porta avanti i Jazz 107-105.Bryant pareggia,ma poi Mehmet Okur segna il canestro del 112-109 con una tripla a 42″ dal termine.I Lakers hanno la possibilità di pareggiare,ma i tiri di Fisher non vanno dentro e alla fine è 113-109 Jazz che mettono a segno una vittoria importante.Williams segna 31 punti con 11 assist e OKur 22 con 8 rimbalzi.Bryant ne segna 37 con 4 assist,Odom è ancora da doppia doppia con 19 punti e 19 rimbalzi,ma non basta.Cleveland si riscatta dopo due sconfitte di fila battendo i Suns in casa.Phoenix tiene per due quarti,ma poi si deve inchinare alla supremazia dei Cavs e alla vena realizzativa di Mo Williams che segna 44 punti (Career High) con 7 assist.Il piccolo dei Cavaliers ha appena saputo che sarà all’ASG di Phoenix come ricambio di Bosh e si esalta contro la squadra della città che lo ospiterà in questo week end.Nel secondo tempo Cleveland prende il largo e per i Suns c’è poco da fare.Alla fine è 109-92.Per i padroni di casa ci sono anche i 26 di James.Per gli ospiti 27 con 6 rimbalzi di Stoudemire.Completando il trittico delle grandi,vincono anche i Celtics in quel di New Orleans.La gara è molto equilibrata nei primi tre quarti.Chris Paul rientra e partendo dalla panchina segna 13 punti con 5 assist.Pierce è incontenibile e segna 30 punti alla fine con 10/12 ai liberi.Alla fine del terzo New Orleans è piena di falli e nell’ultima frazione difende con le molle subendo il parziale decisivo da parte di Boston.House mette tre triple e gli ospiti volano via sul 79-67 che chiude il discorso.Garnett aiuta i suoi con una doppia doppia,mentre per New Orleans nessun uomo sopra i 20 punti con West che si ferma a 15.I Celtics vincono 89-77.

    Brutta prova offensiva dei Magic in casa contro i Nuggets.Anthony viene lasciato troppo libero e segna 29 punti con 8 rimbalzi.I Nuggets volano via già nel secondo quarto e per i Magic la gara è in salita.Orlando si porta sul -6 a 2′ dalla fine,ma i Nugs resistono e vincono 82-73.Howard segna 16 punti con 15 rimbalzi,ma non basta.Per Denver si tratta della prima vittoria ad Orlando dopo 17 anni.Phila batte i Grizzlies in casa per 91-87.Sull’87 pari Igoudala si prende l’iniziativa vincente e mette a segno un canestro in penetrazione per l’89-87 che praticamente chiude il discorso.Warrick subisce la stoppata di Dalembert nell’azione successiva per il pareggio.Lo stesso centro dei Sixers viene mandato in lunetta.Mette l’1/2 che lascia un ultima speranza ai Grizzlies,ma Mayo sbaglia la tripla e Dalembert mette a posto il risultato finale con un altro libero a 4″.Ottima vittoria dei Bobcats che difendono molto bene contro i disastrati Wizards.Augustin segna 24 punti,Radmanovic 21 e Okafor aggiunge la sua classica doppia doppia per il successo 101-89.Diaw mette il suo career high di stoppate con 7 e gioca una partita fantastica.Per Washington 26 di Butler e 23 di Jamison.

    Gli Hawks battono i Pistons in una partita molto tirata fino alla fine.Gli Hawks sembravano averla chiusa con un vantaggio di 10 punti all’inizio dell’ultimo quarto,ma i Pistons rientrano.Joe Johnson si esalta e mette 6 punti negli ultimi due minuti guidando i suoi al successo 99-95.Iverson segna 28 punti,ma Joe Johnson ne mette 27 e Murray 23 per la vittoria Atlanta.Jefferson e Bell sono micidiali e i Bucks battono i Pacers 122-110.L’ex Nets segna 32 punti,Bell ne aggiunge 20 e Session 15 con 17 assist.I Bucks arrivano sul +10 nell’ultimo quarto e da lì Indiana non si riprende più.Granger segna 26 punti,Murphy 23 con 10 rimbalzi e 21 di Jack.Vittoria sofferta più del previsto per i Rockets che hanno difficoltà a staccare i Kings.La squadra della California rimane in partita per tutto il primo tempo.Ma il 21-8 di inizio ripresa stende i Kings e porta i Rockets alla vittoria 94-82 grazie ai 24 punti di Yao con 18 rimbalzi,Artest e Scola ne aggiungono 19.Per i Kings ci sono i 19 di Martin.Ottima vittoria casalinga dei Blazers contro i Thunder.Oden gioca una buona partita e ha il duro compito di intimidire Durant e Westbrook che segnano comunque 20 e 21 punti.Roy però ne mette 22 e Outlaw 21 per la vittoria 106-92 di Portland.Stanotte le ultime tre gare prima della pausa per l’All-Star Game.

     
  • 17:29 il 12 February 2009 Permalink | Rispondi
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    I giocatori più caldi del momento 

    Questa stagione, che sta mostrando la supremazia di Lakers e Celtics (nonostante il leggero e recente appannamento di questi ultimi), sta anche mettendo in luce, come ogni anno, alle fin troppo ombrose spalle dei Lebron e dei Kobe, vari giocatori di talento che nello spazio di mezza stagione per una serie di fattori psico-fisici personali e/o di contesto si traformano da perfetti sconosciuti a buoni giocatori e da potenzialmente forti ad All Stars. Considerato il fatto che ci avviciniamo ormai alla pausa più spettacolare ed esaltante del panorama cestistico mondiale, quella per l’All Star Game, ritengo sia giunto il momento di citare ed analizzare, seppur brevemente, le “sorprese” di questa stagione che come accade di consueto contribuiscono a rendere ancora più interessante la National Basketball Association.

    Il primo nome che sorge spontaneo nella mia mente è senza dubbio quello di Devin Harris, quasi ventiseienne playmaker (se mi è concesso di utilizzare questo termine viste le particolari caratteristiche del giocatore) di New Jersey. Nel suo caso il miglioramento è chiaro, semplice ed esponenziale e per riscontrarlo basta dare un’occhiata alle statistiche , che non esprimono sempre tutto quello che un giocatore è in grado di fare ma nel caso di DH ci sono utilissime per capire l’improvvisa ribalta dell’ex Mavs. La media di punti in carriera di Harris è di 11 mentre quest’anno è di 21,5 punti di media con 1 paio di quarantelli a condire l’incredibile continuità offensiva del regista della squadra della Grande Mela sponda Nets. Al ragazzo, negli anni precedenti, a Dallas, continuamente “torchiato” da quel “mangia playmaker” che risponde al nome di Avery Johnson, è sempre mancata quella sicurezza in se stesso che consente oggi a Harris di essere il pericolo pubblico numero uno per gli avversari dei Nets, persino più pericoloso del ben più noto Vince Carter che in ogni caso si dimostra contento del miglioramento del compagno che toglie pressione dalle spalle di Vincredible, che gli scorsi anni assumeva il ruolo, fin troppo carico di responsabilità, di “salvatore della patria”. Quest’anno Harris attacca con incredibile tenacia ed efficacia il ferro ed ha perfezionato il suo palleggio-arresto-tiro che , oltre ad essere una spina nel fianco degli avversari, gli ha permesso questa stagione di insaccare un paio di “clutch shots”. Per queste ed altre ragioni Devin è il favorito numero uno per vincere il premio, che di recente fu di Monta Ellis ed Hedo Turkoglu chiamato ”Most Improvided Player” ed è inoltre diventato un All Star con pienissimo merito. Non mi soffermo ulteriormente sulla figura del numero 34 di New Jersey perchè è già stato scritto un articolo, più approfondito, su di lui, anche se  ormai un paio di mesi fa. Pertanto passiamo a prendere in considerazione qualche altro giocatore che quest’anno ha sorpreso e sta sorprendendo tutt’ora.

    Altro ragazzo che quest’anno sta impazzando tra le difese avversarie, e non poco, è Al Harrington. Nel suo caso non si puo’ parlare di “sorpresa” vera e propria perchè già negli anni passati Harrington aveva deliziato gli appassionati cestistici di tutto il globo con le sue doti balistiche ma definirei quello dell’ala dei Knicks un “ritorno alla ribalta”. Negli ultimi tempi a Golden State la convivenza di Al con Don Nelson era divenuta molto difficile e le sue cifre erano calate a picco. Harrington sapeva che era ora di cambiare e ha fatto pressione sulla dirigenza Warriors perchè organizzasse una trade e lo scambiasse. Detto fatto: trade imbastita e mentre Jamal Crawford fa le valigie destinazione Oakland Harrington veleggia raggiante verso la città che fu di Willis Reed e Walt “Clyde” Frazier. Da li in poi le cifre del numero 7 si sono gonfiate enormemente e se Harris è il principale favorito per il premio di MIP, AH lo è per quello di “Sixth Man of the year” davanti a gente come Leandro Barbosa e Manu Ginobili. Il gioco di Mike D’Antoni è d’altronde il contesto perfetto per esprimere le enormi doti di realizzatore di Harrington, fantastico giocatore da uno contro uno e terrificante tiratore rapportato ai centimetri. Un ritorno vero e proprio quello di Al e a mio avviso pochi ritorni furono più graditi agli occhi di un appassionato di palla a spicchi.

    Ora un giocatore che non solo ha cambiato se stesso, ma anche la sua squadra, rendendola vincente. Sto parlando, ovviamente, del piccolo, grande playmaker dei Magic: Jameer Nelson. Non che le sue cifre non siano migliorate, tutt’altro, infatti la sua media punti di quest’anno, corrispondente a poco meno di 17 punti ad allacciata di scarpe, è la più alta della sua carriera e anche il numero di assist smazzati è notevole:5,5 a gara ma la cosa più impressionante del novello (e purtroppo sfortunato) All Star è stata senza dubbio la capacità di migliorare i compagni, rendendo Orlando una delle squadre più forti della Lega, nonostante gli addetti ai lavori vertano vari dubbi sulla capacità dei Magic di diventare vincenti anche in Post-Season, dove i ritmi si abbassano e ogni possesso puo’ valere una stagione. Negli anni passati Jameer è stato senza dubbio uno dei giocatori più criticati dell’NBA, perchè erano in molti a ritenere che ai Magic mancasse proprio un buon playmaker per fare il salto di qualità. Beh, quest’anno Nelson ha smentito tutti e dall’ ”alto” dei suoi 185 cm scarsi si è dimostrato in grado di fare moltissime cose su un campo da basket, tra le quali bucare la retina dai 7,25 metri, dote che si è sempre criticata in lui, non ritenuto un buon tiratore. Unico neo nella straordinaria stagione del prodotto di Saint Joseph’s è stato il già accennato brutto infortunio che, purtroppo per noi appassionati e (soprattutto) per Orlando, lo terrà fuori per l’intera stagione, relegando i Magic, a mio umilissimo avviso, ad un ruolo di comparsa ai futuri playoffs, per l’ennesima volta negli ultimi anni.

    Come risaputo il giocatore che sostituirà Nelson alla nottata delle stelle in quel di Phoenix sarà Ray Allen e non Mo Williams, da molti preferito come “ricambio” del play di Orlando. E in effetti la scelta di Williams, sempre a mio avviso, non era così illogica, non solo perchè sarebbe ideale sostituire una point guard con un giocatore dello stesso ruolo e non con una shooting guard, ma soprattutto per l’ottima stagione che l’ex Milwaukee Bucks sta disputando in Ohio. 17 punti a partita conditi da oltre 4 assist la dicono tutta (o quasi) sul rendimento di Mo, va però detto che sarebbe stato anche ingiusto convocarlo solo quest’anno e non negli anni ai Bucks passati, ne prendo atto, in una franchigia minore ma con le cifre pressochè identiche. Williams sta certamente giocando una pallacanestro stellare, tuttavia il contesto, con Lebron (e questo basta e avanza), è di sicuro molto più favorevole. Certamente era in ogni caso meglio rendere il 185 cm dei Cavs partecipe di un All Star Game almeno una volta piuttosto che mai, però il basket NBA è bello perchè è vario, pertanto vedremo che sviluppi prenderà negli anni futuri la carriera del prodotto di Alabama.

    Continuiamo adesso il nostro breve tour virtuale spostandoci ad Indianapolis, ormai divenuta, con la sua Conseco Fiedhouse Arena, il teatro personale di Danny Granger, attualmente sesto miglior realizzatore della lega dietro solo a gente come King James, Kobe e Dwyane Wade. Il talento che i Pacers possiedono in squadra, con giocatori come TJ Ford e Mike Dunleavy, apparte DG33, è certamente più elevato di quello che dice il mediocre record del team. Questa stagione i compagni si fidano di Granger ciecamente, lo considerano il leader tecnico ed emotivo della squadra ed affidano a lui i possessi più importanti delle partite e l’ex New Mexico li tradisce raramente, grazie al suo incredibile raggio di tiro, contornato da un rilascio del pallone assolutamente leggiadro, e al suo istinto assassino nello “spaccare in due” le gare. Il contesto ideale quindi perchè Granger possa esprimere al meglio tutto il suo notevolissimo talento offensivo, concentrato in varie soluzioni tra le quali la prediletta è in ogni caso il tiro da oltre l’arco. 25,5 sono i suoi punti di media in questa stagione e questo è bastato e avanzato per mettere nelle tasche di Danny un biglietto destinazione Phoenix, Arizona.

    Chiudo il mio riassunto con un nome senza dubbio meno noto ma che nelle sue ultime apparizioni mi ha impressionato grandemente per la sua intraprendenza e anche per il suo notevole talento: Ramon Sessions, giovanissima combo-guard dei Bucks. Il ragazzo deve ancora compiere 23 anni eppure dimostra una personalità spiccatissima e una leadership non indifferente nella squadra di Michael Redd e Richard Jefferson. Già la passata stagione rimasi attonito quando, conoscendo appena il nome di Sessions, lessi che aveva stabilito, sia pure in una partita di fine stagione senza nulla da chiedere ai playoffs a punteggio spropositato, il record di franchigia di Milwaukee per numero di assist in una singola gara, con l’impressionante cifra di 21 confetti regalati ai compagni. Da quel giorno l’ho segiuto con attenzione nella sua evoluzione come giocatore e ho potuto trovare in Ramon una grande propensione ad attaccare il ferro, una notevolissima fantasia ed efficacia nelle conclusioni in area e, nonostante non sia in realtà nè un playmaker nè una guardia tiratrice, una grande capacità di stare in campo con ottima poliedricità. Lo dimostra una sua recente prestazione, tra le più eclatanti di quest’anno (a livello di lega!) in cui (stavolta in una gara con molto da chiedere alla stagione dei Bucks, viste anche e soprattutto le pesanti assenze di Redd e Bogut) il “ragazzino” ha segnato 44 punti (si, avete capito bene) con 12 assist a dimostrazione dell’incredibile varietà di scelte del minuto giocatore dei Bucks. E se Milwaukee puo’ e deve piangere per le assenze di Redd e Bogut , di lunga se non lunghissima durata, alle quali si è recentemente aggiunta quella di Luke Ridnour, Sessions puo’ non dico gioire ma trovare comunque uno spunto positivo da queste, senza le quali non avrebbe potuto mettersi in mostra davanti a tutto il mondo. Senza dubbio Ramon Sessions è il nome meno altisonante di questo articolo ma le sue recentissime prestazioni, numeri alla mano 30 punti e 8 assist di media nelle ultime tre partite, bastano e avanzano per inserirlo in questo breve scritto contenente i “giocatori più caldi del momento”.

    Spero di non aver tralasciato troppi giocatori di livello e soprattutto di non avervi annoiato troppo.

     
    • pao206 21:31 il 12 febbraio 2009 Permalink | Rispondi

      io avrei menzionato anche Stuckey!!!

    • JS24 22:49 il 12 febbraio 2009 Permalink | Rispondi

      Si non hai tutti i torti, Stuckey quest'anno è diventato 1 delle opzioni principali di Detroit ma prima di scrivere qualcosa su di lui aspetto che faccia il definitivo salto di qualità, considerato che ha tutte le potenzialità per farlo

    • superwade 01:51 il 13 febbraio 2009 Permalink | Rispondi

      Io non trascurerei Joey Graham

    • JS24 03:15 il 13 febbraio 2009 Permalink | Rispondi

      Non amo Graham (assenza di un raggio di tiro decente per il ruolo che fa) e non ha fatto un miglioramento tanto esponenziale da meritare di essere inserito nell'articolo secondo me….

    • superwade 01:29 il 14 febbraio 2009 Permalink | Rispondi

      Caro JS24, devi sapere che graham è passato da una media di 3.5 a 7.7 punti di media e nelle ultime partite, dove ha avuto più minutaggio più alto ha oltrepassato più volte i 20 punti. Inoltre è un giocatore altamente spettacolare e schiaccia molto. Preferisco quindi veder giocare lui che Ray Allen.

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