Aggiornamenti da giugno, 2009 Mostra/nascondi commenti | Scorciatoie da tastiera

  • 14:20 il 8 June 2009 Permalink | Rispondi
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    I Magic regalano il 2-0 ai Lakers 

    Non sempre le cose nello sport vanno come vorresti.Ci sono sfortune e imprevisti che possono girare la sorte dalla parte sbagliata e così è stato ieri notte per gli Orlando Magic che scesi in campo con la giusta determinazione per pareggiare la serie finale, hanno commesso degli errori fondamentali nei momenti cruciali della partita. A dire la verità Howard e compagni erano partiti male, sbaglianfo 7 dei primi 9 tiri e perdendo 4 palloni in 7′. La gara, nonostante tutto, è molto equilibrata e i Magic riescono a tenersi a galla sul -5 al termine del primo tempo (45-40) con 20 punti di uno scatenato Lewis. Gli ospiti entrano in campo nella seconda parte di gara nettamente più covinti e arrembanti così da inserire subito un parziale che li porta in testa all’incontro. Turkoglu segna 12 punti nella terza frazione e regala il +3 ai suoi sul 59-56 a poco più di 3′ dal termine del quarto. Dopo 36′ il punteggio è 65-63 per gli uomini di Van Gundy. Los Angeles prova a reagire e si riporta avanti 71-68, ma Lewis suona la carica e riporta i Magic sopra 77-75.

    La partita è poi tutta un botta e risposta fino all’88 pari firmato da Gasol. Orlando ha una grossa opportunità di tornare in vantaggio e mettere una seria ipoteca sulla partita, ma Lee sbaglia un canestro importantissimo concedendo un ultima possibilità ai padroni di casa che viene stoppata da Turkoglu. I Magic hanno ancora sei decimi e sulla rimessa dopo il timeout il turco crea un magico assist per Lee che sbaglia clamorosamente il layup. Si va così all’overtime in cui Redick si rivela nocivo per i destini della sua squadra. Sbaglia una tripla completamente libero e perde un pallone banale. I Lakers ringraziano e vanno sul +3,Turkoglu sbaglia un tiro e Gasol firma il +6 che in pratica chiude la gara che alla fine si concluderà 101-96 per i gialloviola. Lewis segna 34 punti con 11 rimbalzi e 7 assist, mentre Hedo ne mette 22, ma non bastano. Per i californiani ci sono 24 punti con 10 rimbalzi di Gasol e Bryant ne mette 29 con 8 assist, ma anche 7 palle perse. Ora si va ad Orlando e la serie dovrà per forza cambiare altrimenti potrebbe essere anche un facile cappotto.

     
  • 14:38 il 6 June 2009 Permalink | Rispondi  

    Mock Draft 2009 

    Mentre nel frattempo si stanno giocando le Finals tra Magic e Lakers, provo a creare un personale Mock Draft in vista del draft Nba di fine mese.

    Le prime 15 scelte al draft, salvo scambi dell’ultimo minuto, potrebbero essere queste:

    1) LA Clippers
    Hanno bisogno di: effettivamente i Clippers non hanno bisogno di niente. Sono una squadra completa in ogni zona del campo e non hanno grossi bisogni particolari. Purtroppo la scorsa annata non è andata bene a causa di infortuni e problemi vari legati soprattutto ad una coesione di squadra che non è mai esistita. L’unica vera pecca di questo team è che ci sono troppi solisti (Ricky Davis, Randolph, Thornthon tra tutti). La fortuna ha voluto dare ai Clips la prima scelta assoluta 2009, tanto vale scegliere il miglior giocatore possibile su piazza, Blake Griffin, con la conseguente cessione di uno dei tre lunghi in rosa.

    Possibile scelta: Blake Griffin
    Altri giocatori interessanti: Ricky Rubio

    2) Memphis
    Hanno bisogno di: un lungo da piazzare vicino a Gasol e un play che sappia gestire l’enorme potenziale presente (Mayo, Gay e Gasol) attorno a se. Secondo me prenderanno un lungo per aumentare la fisicità di squadra, in quanto il play ce l’hanno  già (Mike Conley) e deve solo ritrovare la stessa continuità ed importanza che aveva ad Ohio State.

    Possibile scelta: Hasheem Thabeet
    Altri giocatori interessanti: Ricky Rubio, Jordan Hill

    3) Oklahoma City
    Hanno bisogno di: un lungo fisicamente importante ed una Shooting Guard di livello che possa inserirsi nel trio Durant-Green-Westbrook. A livello di potenziale offensivo, questa è una delle migliori squadre della lega. A livello difensivo invece non ci siamo proprio. La scelta al draft dipenderà anche molto dalla voglia di puntare realmente su Livingston: se punteranno su di lui, arriverà un lungo tra Thabeet (sperando che non sia già stato scelto) e Hill.

    Possibile scelta: Jordan Hill
    Altri giocatori interessanti: Hasheem Thabeet, James Harden

    4) Sacramento
    Hanno bisogno di: un play che sappia manovrare l’azione di squadra, un’ala piccola e un lungo di maggiore fisicità rispetto ad Hawes. Per me questa potrebbe essere la squadra perfetta per l’inizio di carriera di Ricky Rubio. Lo spagnolo avrebbe spazio e darebbe una grossa mano alla ricostruzione dei Kings.

    Possibile scelta: Ricky Rubio
    Altri giocatori interessanti: Brandon Jennings, Stephen Curry, Jordan Hill

    5) Washington

    Hanno bisogno di: un centro. La squadra, al completo, potrebbe essere: Arenas, Young, Butler, Jamison, ???. Manca solo un lungo ma, probabilmente, non arriverà dal draft in quanto i tre lunghi più forti (Griffin, Hill e Thabeet) verranno scelti da tre delle prime quattro squadre. BJ Mullens difficilmente verrà scelto prima della decima posizione, quindi tanto vale sfruttare la scelta per portarsi a casa un buon play o una buona guardia.

    Possibile scelta: James Harden
    Altri giocatori interessanti: Stephen Curry, Brandon Jennings.

    6) Minnesota

    Hanno bisogno di: un play o una guardia?? l’interrogativo è tutto da riferirsi alla situazione di Randy Foye. Se gioca guardia, rende molto, ma se gioca play, manca una guardia affidabile (Miller si è perso per strada nella scorsa stagione). Purtroppo difficilmente Rubio sarà ancora disponibile alla sesta scelta.

    Possibile scelta: Jonny Flynn
    Altri giocatori interessanti: Brandon Jennings

    7) Golden State

    Hanno bisogno di: un’ala forte. No aspetta, a cosa serve un’ala forte se poi si gioca Run and Gun?? Grazie al Don arriverà un altro esterno in un roster che ne comprende già troppi: Beli, Jackson, Maggette, Watson, Morrow, Ellis, Crawford e Azubuike. Se per caso cambiassero idea, c’è pronto DeJuan Blair.

    Possibile scelta: Brandon Jennings
    Altri giocatori interessanti: DeMar DeRozan, Stephen Curry, DeJuan Blair

    8 ) New York

    Hanno bisogno di: un point-man puro che sappia coinvolgere la squadra. Dopo i vari Crawford, Marbury, Francis e Hughes, uno come Stephen Curry non può che essere considerato un ottimo piccolo.

    Possibile scelta: Stephen Curry
    Altri giocatori interessanti: Tyreke Evans, DeMar DeRozan

    9) Toronto

    Hanno bisogno di: tranquillità e continuità. Poi una bella guardia da mettere al posto di un Parker probabile partente. In questo draft l’unica cosa che non manca sono le guardie, certo che prendere DeMar DeRozan, che molti paragonano a Vince Carter, sarebbe molto suggestivo. Occhio alla possibilità di addio da parte di Marion.

    Possibile scelta: DeMar DeRozan
    Altri giocatori interessanti: Chase Budinger, Tyreke Evans, James Johnson

    10) Milwaukee

    Hanno bisogno di: fortuna. Potenzialmente sono da play-off ma senza Redd e Bogut per metà stagione è davvero difficile. Comunque manca fisicità sotto canestro, per il resto sono a posto.

    Possibile scelta: DeJuan Blair
    Altri giocatori interessanti: Earl Clark

    11) New Jersey

    Hanno bisogno di: un’ala piccola. Il vuoto lasciato dalla partenza di Richard Jefferson non è stato colmato dagli arrivi di Ryan Anderson e di Yi. Inoltre, quanto durerà ancora Vincredible??

    Possibile scelta: Chase Budinger
    Altri giocatori interessanti: James Johnson, Gerald Henderson

    12) Charlotte

    Hanno bisogno di: un centro titolare (Diop, Ajinca e Mohammed non sono all’altezza del ruolo) e di una guardia importante: se fosse ancora disponibile, ipotesi moooolto remota, prenderebbero Stephen Curry.

    Possibile scelta: Tyreke Evans
    Altri giocatori interessanti: Gerald Henderson, BJ Mullens

    13) Indiana

    Hanno bisogno di: un centro o un’ala forte. La presenza in back-court di Rush, Daniels, Ford e Jack permette di poter concentrare lo sforzo sul reparto lunghi. Il massimo sarebbe BJ Mullens, ma anche un Tyler Hansbrough non verrebbe per niente disprezzato.

    Possibile scelta: BJ Mullens
    Altri giocatori interessanti: Tyler Hansbrough, Earl Clark

    14) Phoenix

    Hanno bisogno di: un difensore viste le partenze di Diaw e soprattutto Bell. Vista però la spiccata dote offensiva dei nuovi Suns, è più probabile che si scelga un tiratore.

    Possibile scelta: Gerald Henderson
    Altri giocatori interessanti: Wayne Ellington, Terrence Williams

    15) Detroit
    Hanno bisogno di: tutto e di più ma soprattutto di una nuova identità. Partiranno probabilmente Prince, Wallace, Brown, Iverson e Amir Johnson e dovrebbero rimanere Stuckey, Hamilton, McDyess e Maxiell. Serve un leader con doti offensive ottime.

    Possibile scelta: James Johnson
    Altri giocatori interessanti: Gerald Henderson, Earl Clark

     
    • jigen 92 18:57 il 7 giugno 2009 Permalink | Rispondi

      bellissimo articolo. una cosa sola (una domanda, non una polemica…) : secondo voi memphis avrebbe così tanto bisogno di thabeet? non mi sembra il giocatore giusto da affiancare a gasol; piuttosto prenderei Hill e scambierei warrik con un play. no?

    • ilpiufrescoditutti 22:01 il 7 giugno 2009 Permalink | Rispondi

      Hackett ha firmato un contratto con la Benetton,quindi se dovesse fallire…

    • 89Gian89 12:57 il 8 giugno 2009 Permalink | Rispondi

      Grazie mille. Comunque concordo con te..Hill è più pronto per la NBA e probalimente si troverebbe molto meglio con Gasol, purtroppo nella lega c'è la tendenza a voler retrocedere di ruolo i giocatori, nel senso che secondo me Gasol è più visto come ala forte che non come centro, e per questo motivo secondo me sceglieranno Thabeet. Per il play sono d'accordo..Mike Conley non si è rivelato all'altezza della situazione ma aspetterei comunque un altro anno prima di sostituirlo..

    • elplaza 13:44 il 8 giugno 2009 Permalink | Rispondi

      Gian complimenti..sarebbe l'ideale per NY scegliere Curry che nel gioco di corsa e tiri da 3 farebbe molto bene…riguardo a Hill be offesivamente ci siamo ma difensivamente deve migliorare molto

    • 89Gian89 14:10 il 8 giugno 2009 Permalink | Rispondi

      Grazie elplaza!! Concordo su Curry che per me sarà la mina vagante del draft(insieme a Rubio) e secondo me con lui e Gallinari NY può finalmente tornare grande.. Per quanto riguarda Hill c'è poco da fare..il problema difensivo riguarda tutti i giocatori che vengono presi con scelte alte: purtroppo si tende a notare solo l'aspetto offensivo e non quello difensivo di un giocatore..Io credo che il paragone tra Hill e Bosh ci stia eccome..Buoni offensivamente, arrancano un po in difesa..

    • Luis 18:35 il 19 giugno 2009 Permalink | Rispondi

      non credo che Daniel non possa rientrare nei primi 50 del draft, che cosa ne pensate?

    • Kasyak 20:50 il 23 giugno 2009 Permalink | Rispondi

      Penso proprio che non viene scelto nel draft,ma c'è la possibilità che viene ingaggiato successivamente da qualche squadra.Non è per niente male e ha anche l'esperienza con la nazionale italiana che secondo mè conta tantissimo ma gli scout americani non l'hanno presa in considerazione.

      Cmq se Thunder avrà la fortuna di scegliere Tabeet,fra qualche hanno sarà una squadra da titolo

  • 13:25 il 5 June 2009 Permalink | Rispondi
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    I Lakers annichilscono Orlando in gara-1 

    Come forse era prevedibile, ma non scontato, i Lakers hanno battuto, anzi steso completamente i Magic in gara-1 delle Finals. Orlando parte abbastanza bene e ritrova Nelson che ritorna in squadra dopo un lungo infortunio giocando una discreta partita.Il primo tempo si chiude in tensione nonostante i dieci punti di vantaggio dei Lakers (54-43) e la seconda parte di gara sarebbe pure interessante se non fosse per uno scatenato Kobe e una difesa della squadra di casa davvero eccezionale che limita gli ospiti a soli 32 punti nei 24′ finali.

    Bryant morde la difesa avversaria e alla fine chiude con 40 punti, 8 rimbalzi e 8 assist trascinando i suoi ad una comoda vittoria per 100-75. Per quanto riguarda i Magic ci sono solo tre uomini in doppia cifra e non ci sono valide spiegazioni per questo immediato tonfo. L’unica potrebbe essere l’emozione che a volte gioca brutti scherzi, ma da gara-2 la storia dovrà cambiare altrimenti lo spettro delle finali ’95 potrebbe ripiombare nella mente dei tifosi bianco-blu.

     
  • 15:35 il 3 June 2009 Permalink | Rispondi
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    King James e i Cavs: fine di un idillio? 

    Cosa farò nel 2010? Penso che ognuno debba fare quello che è meglio per lui ed è meglio per la sua carriera. Se un giocatore fa quel che è meglio per lui, è comunque qualcosa di positivo. E’ una cosa complicata, si tratta anche di business […] La società farà quello che è meglio per la società; se decide di lasciar partire un giocatore va bene, ognuno deve fare ciò che è meglio per sé. La scelta sulla mia futura destinazione sarà legata alla squadra dove potrò vincere più titoli. Se ciò succederà rimanendo a Cleveland, allora rimarrò a Cleveland. Se invece dovrò andarmene, dovrò valutare tutte le opzioni”.

    Così parlo Lebron James, quando, all’inizio della Regular Season NBA 2008/2009, gli veniva prospettata la possibilità di non rinnovare con i Cavs al termine della prossima stagione, per capire quanto veramente lo attirasse l’idea di cambiare aria e di provare altrove la rincorsa al sospirato anello.

    Restava da capire quanto queste parole fossero un modo per pompare ulteriormente la perfetta macchina da marketing che LBJ ha dimostrato di essere in questi anni e allo stesso tempo tenere sotto scacco squadra, città e dirigenza; o se invece rispecchiavano realmente quello che in quel momento passava per la testa del fuoriclasse da S.Vincent S.Mary Highschool.

    Quel che è certo è che le dichiarazioni non lasciarono (e ci mancherebbe altro!) insensibile il mondo NBA.     E fu così che mentre a Cleveland la popolazione cestistica si preparava ad un collettivo suicidio in forma di tuffo nel lago, la pazza New York preparava la cerimonia di incoronazione del futuro Re.

    E quando i poveri Knicks solcavano il parquet del Madison Square Garden, tra il pubblico si scorgevano più tifosi in maglia rossa numero 23 che supporter dei “beniamini” di casa.

    Il bello del basket è che, quando un signore in casacca grigia e pantaloni neri approccia il centro del campo e butta per aria una sfera di cuoio arancione, si pensa a giocare più che a firmare contratti e a far proclami o promesse.

    Lebron, fino a qualche sera fa, ha fatto questo: giocare a pallacanestro. Guidando i Cavs nelle passeggiate dei primi due turni di playoff, jordaneggiando a piacimento, inanellando partite sublimi…                            Fino alla triste sera nella quale un gruppo di ragazzotti in maglia blu gli ha fatto capire che in questo meraviglioso sport l’efficacia di una squadra molto spesso non è la somma algebrica dei valori dei singoli giocatori. Per una volta nella vita, Lebron ha dovuto chinare il capo e prendere lezione.

    Ed eccoci dunque ai giorni nostri. Più precisamente, all’indomani della sconfitta patita per mano dei Magic di Dwight Howard nella finale della Eastern Conference, costata ai Cavs l’eliminazione dai Playoff e un brusco e sgradito risveglio nel bel mezzo di un sogno chiamato titolo NBA.

    La notte di gara 6 ha improvvisamente risvegliato le voci di novembre. E le ha rese urla assordanti alle orecchie dei giocatori e dei tifosi dei Cavs. La lezione subita ha portato LBJ ha guardarsi intorno, constatando l’inadeguatezza del suo “not-so-supporting” cast.  Il Prescelto si è sentito solo, come mai gli era successo prima.  E la sua insofferenza è venuta a galla.

    Dopo il punto decisivo dei Magic, LeBron se n’è andato dal campo senza stringere la mano agli avversari. Si è rintanato in spogliatoio, vestendosi in fretta e furia. Ha messo le cuffie ed ha lasciato l’arena, dribblando post-partita e giornalisti. Non è da escludere che nei prossimi giorni contatti i suoi legali per avviare le pratiche di divorzio…

     
    • KB24 21:30 il 6 giugno 2009 Permalink | Rispondi

      Per la cronaca: è di poche ore fa la notizia che l'NBA ha deciso di multare di 25000 dollari la stella dei Cavs per il silenzio stampa dopo gara 6.

    • AIRRoby 10:28 il 20 giugno 2009 Permalink | Rispondi

      A Cleaveland non ha futuro, sono anni che ci prova ma purtroppo i cavs fanno solo affidamento su di lui che quindi è costretto a giocare tutte le partite 1 contro 5.

      E' un peccato perchè è lui il giovane più promettente e più forte. Se vuole arrivare ai livelli di Kobe deve cominciare da subito. Io lo vedrei bene a New York, magari vince l'anello e finalmente porta i Knicks ai livelli che si meriterebbe. Vediamo..

  • 14:42 il 3 June 2009 Permalink | Rispondi
    Tag: , , , John Havlicek, , , Sam Jones, Wilt Chamberlain   

    NBA finals: 1969 

    Nella NBA quando si parla di rivalità vengono subito in mente due squadre: i Boston Celtics e i Los Angeles Lakers. Queste due franchigie si sono già affrontate 11 volte in finale e per ben 9 di queste la squadra vincente è stata quella della capitale del Massachusetts.

    Una serie molto interessante è avvenuta nel 1969. Boston, che l’anno prima aveva vinto il titolo, non stava facendo bene in quella stagione complice soprattutto l’età avanzata di Sam Jones e Bill Russell e si classificò solo quarta ad Est. Nonostante ciò ai playoff sconfissero sia Philadelphia che New York. Di tutt’altro andamento invece la stagione dei Lakers, che avevano appena inserito nel loro roster Wilt Chamberlain. Los Angeles dominò il campionato con un record di 55 vinte e 27 perse e giunse alle “Finals” dopo aver eliminato San Francisco e Atlanta.

    Dai primi momenti di gioco fu subito battaglia. Il team della città californiana si aggiudicò la prima sfida grazie a un Jerry West da 53 punti. In gara 2 “Mr Clutch” ne segnò 41 contro i 43 di Havlicek ma a decidere le sorti dell’incontro fu Elgin Baylor, che mise a bersaglio gli ultimi dodici punti della sua squadra, che vinse così 118-112. Sotto 2-0 sarà ancora “Hondo”, che con 34 punti riuscì a prendere in mano Boston, portandola al successo per 111-105. Gara 4 fu molto equilibrata e a spuntarla furono ancora i Celtics grazie a un tiro decisivo di Sam Jones. La quinta partita fu invece dominata da Jerry West (con 39 punti) e da Wilt Chamberlain (con 13 punti, 31 rimbalzi e una difesa impeccabile su Russel) mentre la sesta, svoltasi di nuovo al Boston Garden, fu controllata dai Celtics, che vinsero con nove lunghezze di scarto. Gara 7 vide i Lakers da subito in difficoltà: infatti la franchigia californiana fu sotto anche di 17 e vide infortunarsi Chamberlain (che rientrò però nel corso della partita). Ma Los Angeles non si arrese e riuscì a riavvicinarsi a Boston. Sul 103-102 a favore del team ospite arrivò un canestro di Don Nelson che passò alla storia ovvero un jumper da cinque metri che colpì il ferro, si impennò e infine carambolò dentro il canestro. Il match, nonostante una tripla doppia di “Mr Clutch” (il suo tabellino a fine gara conterà 42 punti, 13 assist e 12 rimbalzi), si concluse 108-106 per la franchigia del Massachusetts, che conquistò così l’undicesimo anello in tredici anni.

    L’MVP delle finali (assegnato per la prima volta in quell’anno) venne dato a Jerry West e fu la prima e l’ultima volta (almeno finora)  che questo riconoscimento venne conferito a un membro della squadra perdente.

     
    • lipponik 14:28 il 4 giugno 2009 Permalink | Rispondi

      Io quel premio lo avrei dato a Bill Russell…

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