Aggiornamenti da novembre, 2009 Mostra/nascondi commenti | Scorciatoie da tastiera

  • 00:03 il 20 November 2009 Permalink | Rispondi
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    News NBA: 19 Novembre 

    Trascorre un altro giorno, e sono dodici le gare della notte NBA. Male Gallinari, ma vincono i Kniks; continua a volare Atlanta; Nowitzki è ancora magico, questo e tanto altro contrassegna le news di oggi.

    Dallas 99 – 94 San Antonio

    L’ American Airlines Center di Dallas è la cornice del derby texano in scena nella notte. I Mavericks sono caldissimi, ma privi degli infortunati Howard, Marion e Dampier; Spurs, in compenso, privi di Parker e con Ginobili in campo solo sette minuti.

    Le squadre sono in fase di studio nel primo tempo, segnano poco e non divertono. Si aprono invece in vista di terzo e quarto periodo, mantenendo la contesa equilibrata anche grazie a basse percentuali al tiro. Dallas è sopra nel finale, ma il canestro a due secondi dalla sirena di Duncan sancisce l’ overtime. Nowitzki diventa decisivo e nel supplementare, per gli speroni c’ è poco da fare, per evitare la sconfitta.

    Le cifre dell’ MVP del 2007 parlano da sole, 41 punti e 12 rimbali in 44 minuti. Oltre a lui, ancora sugli scudi Drew Godeen da 17+11, mentre sono alquanto singolari le cifre di J-Kidd: 2 punti, 8 assist, 11 rimbalzi. Per gli ospiti in gran spolvero TD (22p, 14r, 6a), Richard Jefferson (13+11 rimbalzi), dal quintetto; Bonner (11p e 10r) e Finley (10 punti), dalla panchina.

    Washington 108 – 91 Cleveland

    Nella partita d’ esordio stagionale per un Antwon Jamison tornato dall’ infortunio, i Wizards si impongono grazie a un grande secondo tempo, contro i cavs che nell’ ultima settimana erano sembrati imbattibili, ma che hanno sentito la mancanza di Shaq e Varejao.

    Super ritorno per Jamison, che chiude con 31 punti e 10 rimbalzi, positive le prove degli altri membri del quintetto: 18p, 8 assist e 6 rimbalzi per Arenas, che pure sbaglia tantissimo; 19p, 6 rimbalzi e 20 di plus/minus per Butler; 17p, 8 rimbalzi, 6 assist e 26 di +/- per Miller. Da notare la super difesa nei momenti decisivi di DeShawn Stevenson su un LBJ da 34 punti e 9 assist, ma mal supportato dai compagni, nessun altro cavs supera i 10 punti.

    Utah 104 – 91 Toronto

    A Salt Lake City, i Raptors chiudono il lungo tour ad ovest sull’ ostico campo dei Jazz. L’ inizio è tutto dei padroni di casa, che chiudono il primo parziale sul 33-17. Toronto torna sotto, ma nell’ ultimo periodo i canadesi sono privi di energie e la truppa di Sloan chiude la gara, anche grazie alla matricola Eric Maynor.

    Nel finale Maynor verrà schierato in un inedito back court al fianco di Williams, 15+ 6 assist, il primo; 20+9 il secondo. Mentre Boozer sarà il miglior realizzatore dei bianco-blu, con 22 punti e 11 rimbalzi. Raps stanchissimi e ora sul 5-7, non perde un colpo Bosh, da 32+10. doppia doppia (!) del Mago da 10 e 11 rimbalzi; 16, ancora dalla panca di Beli.

    Atlanta 105 – 90 Miami

    La gara della Philips Arena, metteve di fronte due realtà dalle simili ambizioni di alta classifica ad est. Gli Hawks lasciano solo le briciole agli Heat, grazie a dei grandi secondo e quarto periodo.

    Sublime (di nuovo) Josh Smith, che scrive a referto 16 punti, 14 rimbalzi, 7 assist e un’ importanza difensiva racchiusa nel 20 di +/-, in doppia doppia anche Horford, che completa il miglior reparto lunghi della lega (finora), con 16 e 12 rimbalzi. 30 di Johnson e 10 dalla panchina di Crawford, tirando male ma difendendo bene.

    Per gli Spoesltra’ s boys solo 15 di Flash, ma 21 di Beasley e 19+7 di J-O’ Neil.

    Gli altri risultati:

    Boston e Orlando vincono in casa. I primi, seppur privi di Nelson, superano gli ostici Thunder, già vincenti all’ Amway Arena in questo inizio stagionale; sei i Magic in doppia cifra, quasi tripla doppia per Rashard Lewis, da 17p, 10r e 9a. Per OKC, spento Durant, ma prima prova positiva del rookie James Harden,che aveva finora deluso, da 24 punti e 6/7 da tre. Celtics che superano dei Warriors ancora decimati dagli infortuni, ma in gara fino al parziale di 12-0, che porta alla vittoria i biancoverdi, i quali  dimenticano le due precedenti sconfitte, mandando sei uomini in doppia cifra, con Rondo da 18p + 12a, che fanno fronte ai 23 di Magette e all’ esordio di Raja Bell (11 in 23 minuti), che però si dovrà operare e starà  fuori per tutto l’ anno.

    Portland supera Detroit al Rose Garden grazie ai 20 punti a testa della coppia Roy-Aldrige.

    New York finalmente vince grazie ad un grande Larry Huges da 22p 10r e 7a, e a un decisivo Harrington, che segna 13 dei suoi 26 punti negli ultimi 12 minuti, vittima sacrificale Indiana, che soffre l’ uscita per sei falli di Granger (33 per lui, a referto) nel finale. Inguardabile il Gallo che chiude con zero alla voce punti e assist, in 17 minuti di utilizzo, dal quintetto.

    Houston supera Minnesota, grazie ad un Luis Scola da 20 punti e 16 rimbalzi. Philadelphia batte Charlotte grazie ai 25 di Iguodala; 26 alla seconda in maglia Bobcats per Stephen Jackson. Dodicesima sconfitta in dodici partite per i Nets, che cadono a Milwakee; 25p, 8a e 7r di Jennings, 21 di Delfino, 21+11 di Bogut. 31 di Douglas-Roberts, per gli sconfitti. Infine Memphis vincente in casa sui Clippers, grazie a Gay e Randolph, 21 a testa e registra, con sei minuti in campo, il debutto in maglia Grizzlies di Tinsley.

    Mentre contituano i molti infortuni, alcune delle squadre incerottate hanno già decso di lanciarsi sui free agent, Washington si è affidata a Earl Boykins, vecchia conoscenza del campionato italiano, che ha avuto un buon impatto sulla franchigia capitolina; Toronto invece ha riaccolto a braccia aperte Pops Mensah-Bonsu, che da pochi giorni è tornato nel roster dei canadesi.

    Free Agent lo è, in seguito al divorzio con Memphis, anche Allen Iverson, la cui carriera potrebbe essere giunta al capolinea, anche se stando alla stampa americana sono arrivati interessamenti da parte di diverse squadre, come Knicks, Bobcats e i suoi vecchi Sixers. Intriganti, ma non troppo affidabili le voci che lo vorrebbero vicino alla D-League o addiritura ad alcuni club europei, tra cui l’ Armani Jeans Milano.

    Personalmente penso che per la franchigia del Tenesee abbia fatto bene a liberarsene (anche se inizialmente le previsioni non erano queste, ma è stato il comportamento del giocatore che ha scatenato tutto ciò), anche sostituendolo con il meno ingombrante (anche economicamente), Jamaal Tinsley. Avranno più spazio così i giovani di ruolo, com OJ Mayo e Mike Conley.

    Approfitto dell’ occasione, per lanciare a tutti un sondaggio (rispondete pure nei commenti), su quale sarà, secondo voi, il futuro di AI, o quale esperienza pensate possa fargli meglio…

    Le gare di domani saranno tre: La Lakers-Chicago, allo Staples; San Antonio-Utah, gara tra due squadre d’elite dell western conference e New Orleans-Phoenix, con l’ assenza di Paul a privarci della sfida con Nash. Non mancherò di commentarvele nella prossima edizione della news.

    In chiusura, ricordo l’ inizio di una stagione di College Basketball tutta da seguire.

     
  • 10:35 il 19 November 2009 Permalink | Rispondi
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    Nowitzki affonda San Antonio 

    Seconda vittoria consecutiva all’overtime per i Mavs. Dopo quella di due giorni fa a Milwaukee la squadra di coach Carlisle concede il bis battendo 99-95 i “cugini” di San Antonio. Mattatore della serata Dirk Nowitzki: 41 punti (15/29 al tiro), 12 rimbalzi e 1 stoppata.

    Dallas parte ancora orfana di Howard (caviglia), Marion (caviglia) e di Dampier (male sconosciuto, forse sono i troppi soldi che guadagna immeritatamente) schierando una formazione più prudente con Ross, Gooden e Beaubois in quintetto. San Antonio deve rinunciare a Tony Parker sostituito da George Hill.

    Sospinta dal proprio pubblico, la squadra di casa parte forte raggiungendo il +8 dopo soli 2 minuti di gioco senza tuttavia riuscire ad allungare. San Antonio rosicchia punti fino a raggiungere il pareggio sul 12-12 a 1.50 da fine periodo per poi allungare sul 21-19.

    Nel secondo quarto Dallas rimonta e si porta in vantaggio di 5 punti 30-25 dopo 5 minuti di gioco, raggiunge il massimo vantaggio sul 35-28 (+7 a 3 minuti dal termine) ma subisce poi la rimonta degli ospiti. Le squadre vanno al riposo sul punteggio di 37-35 per i Mavs.

    Nel terzo quarto la fa da padrona l’equilibrio con le squadre che si scambiano la leadership in continuazione. Sul finire del tempo però i Mavs allungano chiudendo il periodo sul 63-59.

    Nell’ultimo quarto Dallas sembra poter controllare agevolmente la gara raggiungendo il + 6 (74-68) ma San Antonio compie l’ennesima rimonta della gara pareggiando sul 78-78 a 3.15 dal termine. Dallas però riallunga ancora (82-80), Duncan mette i liberi del pareggio, Nowitzki sigla il +2 a 14.6 dal termine. Sembra finita ma Duncan a 2 secondi dal termine fissa il punteggio sull’84-84. È overtime.

    Nell’overtime San Antonio prende in mano le redini della gara portandosi sul + 2 (91-89) ma da lì in poi in campo restano solo i Mavs: Nowitzki fa 8 punti piazzando la tripla decisiva a 1.15 dal termine (97-91) e sigillando con la vittoria con 2 liberi: 99-95 il risultato finale.

    I Mavs, pur avendo tirato peggio (40%, 17% da 3punti!), devono la vittoria alle prodezze di Nowitzki, al proprio agonismo (17 rimbalzi offensivi) e alla sventatezza di San Antonio che ha perso ben 19 palloni contro i soli 5 degli avversari.

    Oltre a Nowitzki immenso per Dallas Drew Gooden: 17 punti (8/13 al tiro), 11 rimbalzi e  3 stoppate in 36 minuti (uscito per falli). Bene anche Kidd, eccellente in difesa anche se impreciso: 2 punti (1/6 al tiro con 0/4 da 3), 11 rimbalzi, 8 assist e 4 recuperate per lui; Barea 9p (4/9 al tiro) e Humphries (5p. e 5 rimbalzi offensivi). Male ancora una volta Terry: 4/19 al tiro.

    San Antonio registra le eccellenti prestazioni dei “panchinari” Bonner (11p.+10r.), Finley (10p.). Discreto Jefferson (13+11), impreciso Duncan: 22 punti (ma con 8/22 al tiro), 14 punti e 6 assist. Non si capisce poi perchè Popovich abbia schierato il buon Blair per soli 5 minuti.

    Tony Parker non ha preso parte alla gara per una ricaduta al problema alla caviglia patito il 6 novembre (ennesima riprova della non integrità fisica del franco-belga), mentre Manu Ginobili ha dovuto lasciare il campo durante il primo quarto di gioco per problemi agli adduttori. Per lui 2 punti (1/3 al tiro) in 7 minuti e 28 secondi. Per i Mavs sempre fermi ai box Howard, Marion e Dampier, mentre ha fatto il suo esordio stagionale Tim Thomas: 2 punti (1/4) in 13 minuti.

     
  • 23:40 il 18 November 2009 Permalink | Rispondi
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    News NBA: 18 Novembre 

    Sarà una giornata da ricordare, questa, specialmente per Kobe Bryant, che a seguito della vittoria interna dei suoi Lakers sui Pistons porta a quota 100 le partite in carriera con 40 o più punti. Terzo nella storia della lega, alle spalle di Chamberlain e Jordan. Andiamo ad analizzare questa e le altre sette gare della notte.

    LA Lakers 106 – 93 Detroit

    I gialloviola cercano riscatto dopo le due sconfitte inflitte da Nuggets e Rockets. L’ inizio è tutto dei padroni di casa losangelini, che dopo un primo quarto equilibrato, scappano nel secondo e il terzo periodo iniziando il quarto parziale con 25 punti di margine.

    Nel quarto periodo arriva però il furioso tentativo di rimonta dei Pistons, guidati dal guerriero Will Bynum, ma il ritorno sul parquet del numero 24 sarà sufficiente a LA per portare a casa la partita.

    Bryant ne mette 40 ed è supportato da un redivivo Bynum (l’ altro) ancora in doppia doppia, da 17+12, per gli avversari brilla la coppia formata dall’ ex Maccabi e da Ben Gordon che combina per 42 dei 93 punti complessivi.

    Houston 105 – 111 Phoenix

    Nella sfida tra due delle squadre più calde della Western sono i Texani a partire forte, con un primo quarto di grande sostanza, che si chiude sul 34-22. Nel secondo parziale cambia l’ inerzia della partita e Phoenix, basandosi sul suo gioco in velocità, riesce a riequilibrare le sorti della gara.

    L’ equilibrio regna sovrano per tutto il terzo e buona parte del quarto periodo, quando con una serie di giocate offensive di ottimo livello la squadra dell’ arizona chiude la contesa.

    Solita prova di grande coesione tra Nash e Stoudamire, 12 con 16 assist per il play canadese, 23 per Amare , a cui si aggiunge il ventello di J-Rich. Per i Rockets doppia doppia da 16 punti e 13 assist di Aaron Brooks e 27, dalla panchina, di un sorprendente Carl Landry.

    Cleveland 114 – 108  Golden State

    In una sfida tra infortunati, con i Warriors in otto a referto, con solo sette giocatori scesi in campo, privi di Abzubuike, Turiaf, Watson, Biedrins e del nuovo acquisto Raja Bell e i Cavs, in compenso, senza O’ Neil e Varejao.

    Come prevedibile passa Cleveland, che, sul parquet amico, matte ancora in luce un sempre più sorprendente JJ Hickson da 21 punti, oltre che al solito LBJ, oggi da 31 e 12 assist; non senza difficoltà, però, perchè nonostante decimata la squadra di Nelson prova a tenere botta grazie al trio Ellis, Maggette, Morrow ( rispettivamente, 23, 19 e 18).

    Denver 130 – 112 Toronto

    Ancora inquietante la difesa dei Raptors, nel KO esterno contro gli straripanti Nuggets, guidati da Melo, 32 punti, dai 20+10 rimbalzi di Nenè e dai 29, con 5/9 da tre, del super sesto uomo JR Smith. Per i canadesi 17 di Derozan ed ennesima doppia doppia (13p, 14r) di Bosh; 28 i punti complessivi dei due italiani. Debutto inoltre con la nuova maglia di Pops Mensah-Bonsu tornato a far parte della squadra candese, dopo essere stato firmato da free agent.

    Negli altri incontri, altra illustre vittoria esterna dei Thunder,che guidati dai 32 punti di Durant espugnano Miami; Chicago mette fine alla striscia positiva di Sacramento imponendosi 101 a 87 in trasferta; New Horlens vince la prima gara da quando Jeff Bower è alla guida della squadra, battendo i Clippers con un super David West, da 24 punti 10 rimbalzi e 5 assist; Infine Indiana infligge l’ 11 sconfitta stagionale ai disastrati Nets.

    Continua a aumentare la quantità degli infortuni, con Jameer Nelson, ultimo nome illustre, fuori oltre un mese per un infortunio al ginocchio.

    Le squadre più incerottate sono Golden State (di cui ho già parlato), New Jersey (ancora privi di Harris , Lee e Jinlian, nonostante abbiano recuperato Douglas-Roberts) e Detroit (fuori Hamilton e Prince, già da inizio stagione).

    Arrivata l’ ufficializzazione da parte della lega, dei giocatori della settimana passata: Brandon Jennings ad est, 2-0 con i Bucks, 43.5 punti e 7 assist di media e Dirk Nowitzki ad ovest, 3-1 con i Mavs, 24.3 punti e 8.8 rimbalzi.

    Dodici, le gare di domani, Cavaliers impegnati a Washington; Hawks- Heat , rematch del primo turno degli scorsi playoff e derby texano che vedrà impegnati Mavs e Spurs, tra la più attese.

     
  • 16:17 il 18 November 2009 Permalink | Rispondi
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    Il punto: settimana 3 

    Siamo già a quota 3 settimane di NBA e i primi delineamenti stanno venendo fuori.Se per alcune squadre l’inizio di stagione è stato veramente sorprendente,per altre invece è stato davvero orribile.Così vale anche per i giocatori.Andiamo ad analizzare nello specifico questa terza settimana di gioco dando i consueti riconocimenti.

    Squadra della settimana: Dire che gli Atlanta Hawks non siano la nota lieta di queste prime settimane sarebbe un eufemismo oltre che una bestemmia bella e buona.Dopo l’ottavo posto di due anni fa e il quarto dello scorso anno,in questa stagione la truppa di Mike Woodson è balzata direttamente al primo posto senza molti fronzoli.Nella settimana appena passata ha messo a segno ben 4 vittorie di cui due molto importanti.Inizialmente ha battuto i disastrati Knicks 114-101,per poi andare a Boston due giorni dopo contro i temutissimi Celtics.Atlanta non aveva ancora vinto al Garden da quando erano arrivati Garnett e Allen in maglia biancoverde.Una sorta di tabù per Smith e compagni.Dopo una gara molto equilibrata,gli Hawks allungano nell’ultima frazione in cui i Celtics sbagliano molto e cedono l’onore delle armi ad Atlanta che si sbarazza degli ex campioni del mondo per 97-86 superandoli anche in classifica.Una doppia beffa quindi per i Celtics,ma una doppia soddisfazione per gli Hawks.Il giorno dopo giocano in casa con New Orleans che viene spazzata via agilmente 121-98.Nella nottata di Lunedì devono però affrontare dei Trail Blazers in formissima in una gara tra le due squadre del momento.La battaglia è veramente all’ultimo sangue,ma alla fine la spuntano I Falchi per 99-95 con una grande prova di Josh Smith.Atlanta quindi balza in testa alla Eastern Conference con 9 vittorie e 2 sole sconfitte al limite della miglior partenza nella storia della franchigia.Woodson però vuole rimanere con i piedi per terra e lavorare giorno dopo giorno per rendere la squadra ancora migliore rispetto a quello che già è.Un fattore che sicuramente ha caratterizzato tutto questo è l’intensità di squadra davvero forte,oltre che una chimica incredibile intenta nel motto di non mollare mai.Se poi hai uno specialista della difesa come Josh Smith,dei realizzatori folli come Johnson e Crawford,un buon play come Bibby e un ottimo centro come Horford allora i giochi sono fatti.L’unico problema alla lunga potrebbe essere la panchina corta e inesperta che sicuramente creerà difficoltà.Ora come ora però Atlanta deve essere orgogliosa di se stessa.

    Delusione della settimana (Squadra): Ormai citare Nets,Wizards,T-Wolves,Knicks e Grizzlies non serve più a nulla visto che la loro stagione sta prendendo sempre di più una brutta piega.Se proprio vogliamo trovare la delusione tra le squadre di vertice è obbligo citare i Boston Celtics.Aldilà delle due sconfitte settimanali contro Hawks e Pacers,completamente evitabili oltretutto,salta subito all’occhio un tipo di gioco diverso rispetto agli anni scorsi.Con l’arrivo di Sheed si è allargato il campo ed è aumentata la pericolosità da tre,ma questo ha inculcato nella testa dei giocatori e forse anche del coach un idea diversa.Limitare le penetrazioni in area avversaria e bombardare il più possibile da tre.Finchè questa nuova idea di gioco su teorie D’Antoniane-Nelsoniane funzionava è andato tutto bene,ma quando i Celtics tirano male da tre vuol dire che hanno il 90% di probabilità di perdere la partita.Oltre a questo la difesa perimetrale ha rappresentato un bel problema in molte delle partite giocate e soprattutto nelle tre sconfitte subite finora.La concezione difensiva del metodo Thibodeau è infatti quella di riempire l’area per limitare i giochi avversari e lasciare più liberta dal perimetro,ma se questa concezione viene messa in atto nelle gare sbagliate è ovvio che si perde.Squadra stramba i Celtics quest anno.Possono non concederti nulla come possono concederti tutto.

    Giocatore della settimana: Se Kobe è rimasto il Kobe che ho premiato la scorsa settimana e Josh Smith ha giocatore da vero re nella settimana straordinaria dei suoi Hawks,non si può non citare Dirk Nowitzki che ha avuto una sette giorni da ricordare assolutamente.Oltre alla soddisfazione di avere vinto tre partite di fila,il tedesco ha giocato molto bene e ha messo anche il canestro decisivo nella vittoria sui Bucks 115-113.Contro Minnesota ha messo 20 punti con 11 rimbalzi e 3 stoppate.Contro Detroit ha segnato 25 punti con 5 assist e 6 rimbalzi,mentre nella suddetta vittoria contro i Bucks ha segnato 32 punti con 11 rimbalzi oltre al canestro decisivo.Se Wunder Dirk torna il panzer che tutti vorrebbero rivedere allora per i Mavs la stagione si mette bene.

    Rookie della settimana: Beh che dire? Se tutte le strade portano a Roma,per i Bucks la gita in quel della capitale italiana è stata veramente deliziosa se alla fine hanno preso uno come Brandon Jennings.Nel nostro campionato non valeva nulla,era solo una comparsa,ma arrivato in NBA ha fatto subito sfracelli.Intanto sta guidando Millwaukee ad un record positivo pur senza Michael Redd,ma con che prestazioni lo sta facendo lascia veramente a bocca aperta.Basta citarne solo una per comprendere bene.55 punti contro Golden State il 14 Novembre.Va bene,la difesa della squadra di Nelson non sarà di certo come quella dei Celtics,ma fatto sta che Brandon ne ha messi ben 55 ed è il primo giocatore quest anno a raggiungere questa quota.Davvero incredibile,anche pechè lo ha fatto tirando 21/34 dal campo e 7/8 da tre.Il bello è che si era riscaldato già nella vittoria contro i Nuggets di tre giorni prima segnando 32 punti con 9 assist.Nella sconfitta contro i Mavs si è preso invece una serata di riposo con “soli” 25 punti,7 rimbalzi e 8 assist.Non so a voi,ma a me ricorda sempre di più Allen Iverson.Però questo nuovo AI ha un nome ed è quello di Brandon Jennings,un piccoletto già entrato nella storia.

    Sophomore della settimana: Nonostante un record di squadra che parla da solo (0-11),Brook Lopez è l’unico dei Nets che sta veramente convincendo e non poco per le sue prestazioni.Al secondo anno nella lega sta avendo medie più che accettabili.E’ migliorato molto nel gioco fronte a canestro,ha carisma e personalità anche se deve ancora crescere per entrare nell’elite dei giocatori NBA.Dopo una pessima prestazione contro Orlando,si è rifatto nella gara contro gli Heat in cui ha segnato 17 punti con 9 rimbalzi e 3 stoppate.Il clou della stagione è arrivato però contro i Pacers in cui ha messo 26 punti con 16 rimbalzi e 5 stoppate che lo hanno portato al quinto posto nella classifica dei migliori stoppatori della lega.Nei rimbalzi sta crescendo notevolmente soprattutto in quelli difensivi che sono stati sempre la sua pecca maggiore.A livello offensivo sta diventando un impronta nel gioco dei Nets ed è forse il primo o il secondo punto di riferimento di squadra.In sintesi:una certezza.

    Delusione della settimana (Giocatore): Che cos è che nn ha brillato abbastanza nelle vittorie degli Hawks? Josh Smith? No.Joe Johnson? No.Al Horford? Nemmeno. Va bene ormai ve lo dico.Jamal Crawford.In queste settimane non si è sentito molto parlare di lui a parte i suoi problemi fisici che ne stanno limitando il minutaggio,ma questo non toglie il fatto che Jamal sta giocando sotto le sue possibilità.Forse oscurato troppo dalle prestazioni di alcuni giocatori,sembra che il prodotto di Michigan non riesca a trovare la sua dimensione in quel di Atlanta.Sì segna tanto (16.6 punti di media), ma lo fa tirando male se non malissimo con il 45.6% dal campo e il 25% da tre,per non parlare poi delle altre statistiche che si avvicinano quasi tutte all’1 se non allo zero.C’è da dire che la sua settimana sembrava partita discretamente con i 18 punti contro i Celtics,anche se tirando malissimo e nella gara dopo contro gli Hornets le cose erano migliorate con 21 punti e un bel 50% dal campo.La gara contro Portland però distrugge tutto.Ventisei minuti giocati e solo 6 punti con 2/10 al tiro e 0/5 da tre.Non ha fatto tantissimo,ma quel poco che ha dato lo ha fatto malissimo.Adesso come adesso gli Hawks si possono anche permettere di non avere il massimo da un giocatore come lui,ma quando la stagione inizierà a farsi più calda anche Crawford dovrà entrare in azione.

     
    • LM10 19:09 il 18 novembre 2009 Permalink | Rispondi

      tutto giusto, solo qualche citazione:

      Giocatore della settimana: D- Wade

      Shopmoore: Marc Gasol

      Delusione:Iguodala

      Solo come possibili altri candidati

    • lipponik 22:58 il 18 novembre 2009 Permalink | Rispondi

      Volevo metterlo D Wade,forse sarebbe stato giusto metterlo a parimerito con Nowitzki,ma ho premiato Dirk per quello che ha dato alla squadra in questa settimana…per quanto riguarda Gasol nn mi sembra abbia fatto tanto meglio di Lopez…Igoudala? Dovrei mettere più o meno tutti i Sixers che sto forse graziando troppo nel metterli a delusione della settimana ogni volta…se continuano così la prossima ci saranno anche loro con anche Igoudala compreso….

  • 11:41 il 18 November 2009 Permalink | Rispondi
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    Altre notizie dal fronte infortuni 

    Arrivano sempre più numerose le notizie di giocatori infortunati in questo inizio di stagione.

    Cominciamo con Jameer Nelson. La Point Guard degli Orlando Magic dovrà infatti sottoporsi ad una operazione in artroscopia al menisco del ginocchio sinistro. Per lui è previsto uno stop di 4-6 settimane. Nelle 11 partite fin qui giocate ha fatto registrare 13.7p (44% al tiro), 5.5 a e 3.7 r in 29.6 minuti di gioco.

    Passiamo a Kalenna Azubuike. L’ala tiratrice dei Warriors si è infatti operato in mattinata al tendine rotuleo del ginocchio sinistro. Dovrà star fermo per tutta la stagione. Il giocatore chiude la stagione con 9 partite disputate, 13.9 p(55% al tiro), 4.6 r e 1.1a in 25.7 minuti di gioco a partita. Una bruttissima tegola questa per Golden State visto che Raja Bell dovrà operarsi al polso la prossima settimana e resterà lontano dal campo per 4-5 mesi, di fatto quasi per tutta la stagione. Il giocatore va ad aggiungersi all’ infinita lista di infortunati che comprende: C.J. Watson fermo per la febbre suina, Ronny Turiaf per una distorsione al ginocchio così come Devean George, Biedrins per dolori alla schiena e Brandon Wright per operazione alla spalla.

    Passiamo a Portland dove Travis Outlaw dovrà operarsi al piede sinistro per una frattura da stress. Il giocatore ha fin qui disputato 11 partite con 9.9p (37% al tiro) e 3.5r. in  21 minuti di gioco a partita.

    A Los Angeles, sponda Clippers, si registra il brutto infortunio di Brandon Rush: rottura del legamento crociato anteriore del ginocchio destro per lui. In 7 partite giocate ha segnato 7.3p (39% al tiro) con 4.7r in 27 minuti di gioco.

    Chiudiamo con una notizia di mercato: i Toronto Raptors ingaggiano l’ala Pops Mensah-Bonsu (già a Toronto lo scorso anno) che ha già giocato contro i Nuggets nella partita persa dai Raptors. Fuori Turkoglu per dolori ad un fianco.

     
  • 22:05 il 17 November 2009 Permalink | Rispondi
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    News NBA: 17 Novembre 

    Tre erano le gare della notte nba, e hanno avuto epilogo spettacolare ed equilibrato con gare divertenti, due delle quali terminate all’ overtime:

    Milwakee 113 – 115 Dallas

    I caldissimi Dallas Mavericks di BunderDirk fanno visita nella seconda gara del back to back ai sorprendenti Bucks di quel Brandon Jennings consegnatosi alla storia con i 55 punti rifilati sabato ai Golden State Warriors.

    L’ inerzia della gara va subito dalla parte dei Texani, anche se i cerbiatti son bravi a restare in scia. All’ intervallo la squadra di Skiles è sotto di dodici lunghezze, ma grazie a un ancora grande BJ (25, con 8 assist e 7 rimbalzi al termine) e a un super Ersan Ilyasova (doppia doppia da 19 punti e 12 rimbalzi, condita da un +18 di plus/minus) si portano sulla parità, fallendo la possibilità di agguantare la vittoria sull’ errore del proprio play.

    La gara va così all’ overtime, dove i Mavs agguantano la vittoria allo scadere grazie a un jumper del tedesco che danza sul ferro e trova l’ aiuto della dea bendata andandosi ad insaccare per la vittoria della truppa di Carlise.

    32 con 11 rimbalzi per l’ eroe di serata Nowitzki; quasi tripla doppia da 9 punti, 10 rimbalzi e 17 (!) assist, per Jason Kidd; 19, come sempre dalla panchina per il Jet; 22 con 14 rimbalzi di Gooden e 12 del sorprendente Beaubois. Esce invecie dal campo, per infortunio, sul fare del secondo periodo Shawn Marion.

    Atlanta 99 – 95 Portland

    Altra gara tra due squadre in un ottimo momento di forma, i Blazers arrivano da sei W consecutive, mentre gli Hawks hanno finora subito solo due sconfitte.

    Gli ospiti provano subito a mettere in ghiaccio la gara, chiudendo il primo periodo con un inredibile buzzer beater di Rudy Fernandez (non sarà l’ ultimo) e con otto lunghezze di margine. Oden e compagni mantengono intatto il vantaggio nei due quarti centrali, trovandosi sul più dodici al termine della terza frazione, ma concedono incredibilminte il finale ad Atlanta che ne approfitta e si porta fino sul più tre a qualche secondo dalla fine. Portland affida la palla alla mano calda di Rudy, che manda a segno una pazzesca tripla in fade away in faccia a Horford, staccando il biglietto per il supplementare.

    Nei cinque minuti di overtime, è Joe Jhonson a fare la foce grossa mandando a segno 8 dei suoi 35 punti finali  (conditi da 9 assist) e regalando ai suoi la vittoria. Ancora ottime le prove dei due lunghi di Woodson, entambi in doppia doppia (20+16 per Josh Smith, 15+ 10 per Al Horford), mentre per i rossoneri oltre a super Rudy, da 19 punti, sono altri quattro i giocatori in doppia cifra.

    Orlando 97 – 91 Charlotte

    Non senza difficoltà i Magic passano in casa sui nuovi Bobcats, all’ esordio di Stephen Jackson. Jack parte in quinteto mettendone 13 con 9 rimbalzi, Diaw fa 21, ma soprattutto, Flip Murray registra il proprio carreer high, mettendone 31. Il tutto non basta però a fermare Orlando che manda sette uomini in doppia cifra e festeggia l’ esordio stagionale di Rashard Lewis, tornato in campo dopo la squalifica.

    Continua a muoversi il mercato, dopo la trade Charlotte-Golden state, infatti arriva la definitifa separazione tra Iverson e i Grizzlies, con l’ arrivo nella franchigia di Memphis di Jamaal Tinsley, altro giocatore da tenere d’ occhio per il carattere “vivace” ma dall’ indiscusso talento e con un contratto leggero sul piano economico.

    Negli USA è inoltre molto chiaccherata una trade presuntamente già avviata, che coinvolge Celtics, Sixers e Kings, che porterebbe Nocioni in biancoverde; Kenny Thomas, Tony Allen e Brian Scalabrine a Phila; Samuel Dalambert e JR Giddsen ai a Sacramento.

    Per quel che riguarda gli infortuni, Dallas non specifica l’ entità del malore di Eric Dampier, così come non giungono notizie sul dolore all’ ingune che colpisce Kobe Bryant.

    Sventate operazioni o stop lunghi per CP3, il qui ritorno non ha però ancora una data precisa.

    Nella notte di domani scenderanno in campo sedici squadre per otto gare, tra qui spiccano Houston – Phoenix, sfida di buon livello perla western; LA Lakers – Detroit, con i gialloviola che arrivano da due sconfitte e Denver – Toronto.

     
  • 12:31 il 17 November 2009 Permalink | Rispondi
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    Iverson-Grizzlies: è già finita 

    La guardia di Golden State C.J. Watson è risultata positiva alla febbre suina, l’influenza H1N1 che nella lega aveva già colpito Douglas-Roberts dei Nets. La società comunica di aver già preso tutte le precauzioni del caso imposte dalla Lega per evitare il contagio di altre persone e giocatori e di aver cominciato la somministrazione dei farmaci. Watson dovrà star fermo almeno 7 giorni ovvero fino a completa guarigione. Watson ha fin qui giocato 7 partite facendo registrare  5.9 punti (52% al tiro) e 1.6 assist in 15 minuti di gioco.

    A Luke Walton è stata invece diagnosticata la sciatica e dovrà star fermo almeno 6 settimane. I Lakers aspettano notizie anche da Bryant (problemi all’inguine) mentre sembra prossimo il rientro di Gasol.

    Walton ha fin qui giocato 9 partite con 3.7 punti (42% al tiro) in 10 minuti di gioco.

    Giunge al termine anche la telenovela Iverson. Il giocatore ha infatti rescisso consensualmente il contratto che lo legava ai Memphis Grizzlies. La società non dovrà quindi pagare i 3 milioni di dollari al giocatore essendosi risolto consensualmente il contratto. Iverson, allontanatosi dalla squadra per “problemi personali”, non riusciva ad accettare il ruolo di 6° uomo. A questo punto la sua carriera sembra essere giunta al capolinea. Chi vorrebbe infatti prenderlo in squadra? Memphis dal canto suo ha preso per il proseguo della stagione Tinsley, altro giocatore talentuoso ma “difficile”, una scommessa non troppo costosa visto che nella peggiore delle ipotesi il giocatore percepirà solamente 1 milione di dollari (non garantiti e quindi licenziabile in qualsiasi momento). Iverson ha giocato 3 partite facendo registrare 12.3 punti (57% al tiro), 3.7 asssit e 1.3 rimbalzi a partita in 22 minuti di gioco.

     
  • 12:00 il 17 November 2009 Permalink | Rispondi
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    Back to back vincente per Dallas che espugna 115-113 dopo un tempo supplementare il campo dei sempre più sorprendenti Milwaukee Bucks  (privi di Redd e Alexander).

    Dallas, reduce dalla vittoria di Detroit della sera precedente, come con i Pistons, parte con Gooden e Baubois in quintetto in luogo degli infortunati Dampier (a riposo precauzionale dopo il malore di Detroit nel pregara) e Howard.

    Nel primo quarto parte forte Dallas che arriva al + 9  prima di farsi rosicchiare qualche punto da Milwaukee per il 33-28 di fine periodo. Ad inizio gara Marion si infortuna alla caviglia ricadendo sul piede di Delfino dopo un jumper ma continua a giocare ugualmente.

    Nel secondo quarto Dallas allunga ancora e sembra poter uccidere la partita: a 6 minuti dal termine si va sul 51-42, Milwaukee accorcia fino al -3 (58-55 a 2 e 20 da giocare) ma Dallas va al riposo con 9 punti sul 66-54. A 2 minuti e 19 dal termine si segnala l’uscita dal campo di Marion per una distorsione alla caviglia patita nel primo tempo.

    Nel terzo quarto ci si aspetta un ulteriore allungo di Dallas per chiudere definitavamente la pratica Bucks e tutto ciò sembra poter accadere (74-56 con 9.16 da giocare) ma la squadra di casa non ci sta e rosicchia punti fino ad arrivare alla fine del periodo sul -3 (85-82) con una tripla di Jennings allo scadere.

    Nel quarto quarto si ripete quanto accaduto nel 3°: Dallas allunga (93-85) ma Milwaukee recupera sempre, raggiunge il pareggio in due occasioni e passa a condurre sul 104 a 102 a 45 secondi dal termine. Pareggia Terry ma all’ultimo secondo Jennings sbaglia la tripla della vittoria, Kidd prende il rimbalzo e si va all’overtime.

    L’overtime è molto equilibrato con vari scambi di leading. A 38 secondi dal termine Milwaukee va sul 113-111 ma Gooden pareggia e un buzzer bitter clamoroso di Nowitzki allo scadere assegna la vittoria a Dalla: 115 a 113 il risultato finale.

    Partita molto bella che ha visto le squadre giocare a viso aperto. Ha vinto la squadra che ha tirato meglio dal campo (51%) e che ha approfittato degli errori degli avversari (tripla di Jenning sbagliata).

    Per Dallas bene Nowitzki che chiude con 32 punti (12/25) e 11 rimbalzi, Kidd che sfiora la tripla doppia con 9 punti (3/4 da 3), 10 rimbalzi e 17 assist in poco meno di 40 minuti di gioco, Gooden 19 punti (9/13) e 14 rimbalzi, Beaubois 12 punti (5/9), Barea 11 punti (4/8) e Humphries 4 punti (2/3) e 6 rimbalzi. Un po’ impreciso anche ieri Terry: 19 punti con 6/14 al tiro. Marion prima di uscire per infortunio aveva messo a segno 6 punti (3/4).

    Milwaukee ha pagato l’imprecisione al tiro di Jennings nei momenti decisivi e la bassa percentuale nei tiri da 2, mentre si è tenuta in partita con le triple: 14/27. Miglior marcatore è stato Jennings 25 punti (8/22 al tiro) ma ottime le prestazioni di Ilyasova (17p e 12r) e Ridnour (17p, 6a e 4 recuperate). Un po’ molle Bogut 13 punti e soli 6 rimbalzi. Milwaukee tuttavia continua a stupire e nessuno avrebbe mai scommesso su una crescita simile della squadra trascinata nel bene e nel male da Jennings, fantasma a Roma ma di qualità in patria. Il rientro di Redd potrà aggiungere qualcosa alla squadra ma è evidente che il veterano è destinato a ricoprire ruoli marginali. Vedremo se la società vorrà e riuscirà a cederlo in cambio di altri giovani.

     
  • 20:57 il 16 November 2009 Permalink | Rispondi
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    Stephen Jackson ai Bobcats 

    È finalmente giunta al termine la telenovela che vedeva protagonista Stephen Jackson, insofferente per la sua permanenza ai Golden State Warriors (nonostante il corposo contratto). Suo principale bersaglio era il coach Don Nelson, accusato giusto una settimana fa dal manager di Jackson di essere un incapace. La società dal canto suo si era impegnata già dalla scorsa estate a piazzare il giocatore ma, per via del suo elevato ingaggio (35,5 milioni di dollari in 4 anni), nessuna squadra aveva accettato una trade fino all’annuncio di oggi.

    La trade ha coinvolto 4 giocatori ed ha visto il passaggio di Jackson e di Acie Law ai Bobcats in cambio della guardia tiratrice Raja Bell e dell’ala Vladimir Radmanovic.

    Soddisfattissimo il general manager dei Bobcats che si dichiara entusiasta di aggiungere al roster un giocatore del calibro e dell’esperienza di Jackson che aiuterà la squadra su entrami i lati del campo, sia in fase offensiva che in quella difensiva.

    Il 31enne Jackson ha fin qui giocato 9 partite facendo registrare 16.6punti (42% al tiro), 4.7 assist e 3.9 rimbalzi in 33 minuti di gioco a partita.

    Acie Law, 24enne di 190cm arrivato in estate da Atlanta, ha fin qui segnato 6.2 punti (62% al tiro) in 13 minuti di gioco. Il giocatore è in scadenza di contratto (2.2 milioni con opzione del team da 2.9 per il prossimo) e potrà eventualmente essere tagliato a fine anno qualora Brown non lo ritenga valido per la sua rotazione.

    Il 33enne Raja Bell, arrivato lo scorso anno a Charlotte da Phoenix, ha fin qui giocato 5 partite  (pur avendo una  parziale lesione al tendine della mano sinistra) facendo registrare 12 punti (43% al tiro), 4.2 rimbalzi e 2 assist in 31 minuti di gioco a partita. Il giocatore sarà free agent senza restrizioni a fine anno. Ha un contratto da 5 milioni e 200mil dollari.

    Vladimir Radmanovic,  29enne giocatore serbo, ha fin qui giocato 8 partite facendo registrare 4.9 punti (33% al tiro) e 3.6 rimbalzi in 16 minuti di gioco a partita. Il suo contratto prevede 6.5 milioni quest’anno e un’opzione in suo favore da 6.9 per il prossimo anno.

    Sul fronte infortuni segnaliamo invece una buona notizia per Chris Paul. Il giocatore, come confermato dalla risonanza magnetica cui si è sottoposto, non ha nulla di rotto e dovrà solamente ristabilirsi dalla distorsione alla caviglia. Una data certa per il suo rientro non c’è, ma almeno è escluso un lungo stop.

    Apparentemente la trade avvantaggia Golden State che libera così ulteriore spazio salariale

     
    • LM10 23:22 il 16 novembre 2009 Permalink | Rispondi

      Prevedo qualche miglioramento da adesso per i Bobcats

    • kevin johnson 00:18 il 17 novembre 2009 Permalink | Rispondi

      Mi spiace per Jackson che meriterebbe qualcosa di più dei Bobcats.

      Mentre Charlotte fa un salto in avanti.

      Bell torna a giocare in un contesto che ha fatto la sua fortuna ma diversamente che a Phoenix a Golden State non c'è Nash e c'è invece, a parità di poca attitudine a difendere, ancora più anarchia ed indisciplina nella fase difensiva.

  • 10:57 il 16 November 2009 Permalink | Rispondi
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    Dallas passa a Detroit 

    Importante vittoria nella notte per Dallas che passa 95-90 a Detroit al termine di una partita combattuta.

    Si parte con la notizia di Dampier portato dal preparatore atletico dei Mavs (Casey Smith) in ospedale a seguito di un malore non specificiato dalla società. Nelle prossime ore se ne saprà di più anche se non sembra nulla di grave. La sua assenza non si è (ovviamente) fatta sentire.

    Carlisle decide quindi di partire con Drew Gooden come centro (ottima prova la sua con 11 p e 11r) e di riconfermare il fin qui ottimo rookie Beaubois (6/6 al tiro, 14p e 4 assist in 19 minuti). La scelta sembra azzeccata e dopo 6 minuti e 30 di gioco Dallas è avanti di 8 punti (15-7) ma Detroit non demorde e recupera fino al 22-18 di fine periodo.

    Nel secondo quarto Detroit prosegue la rimonta, va in vantaggio (25-24 dopo 3 minuti di gioco) e allunga piazzando un parziale di 28 a 18 che li porta al riposo in vantaggio di 6 punti sul 46-40, nonostante un Ben Gordon mai in partita.

    Nel terzo quarto i ruoli si invertono con i Mavericks che con un parziale di 31-20 prima rimontano (49-49 dopo 4 minuti di gioco) e poi allungano fino al 71-66 con cui si inizia il quarto quarto.

    Nel quarto quarto parte forte Dallas che raggiunge il +8 (78-70 dopo 2 minuti e 15 di gioco) ma Detroit recupera pareggiando sul 78-78 (6 minuti e 31 al termine). Poi in un sol minuto Dallas allunga ancora con un parziale di 8 a 1 che porta il punteggio sull’86 a 79 a 4 minuti e 22 dal termine. Ma, sospinta dal pubblico amico, Detroit rimonta ancora portandosi a -3 a soli 52 secondi dal termine. Nowitzki riallunga per Dallas, risponde l’immenso Will Bynum, sbaglia Terry una tripla e a 2 secondi dal termine sbaglia anche Gordon la tripla del pareggio. Rimbalzo di Terry che va in lunetta a siglare il 95-90 finale.

    Partita combattuta dunque, con Dallas che ha smistato più assist ma sbagliato più tiri (43%) e Detroit che ha messo in campo più aggressività catturando 44 rimbalzi (contro 36). Serata strana con i tiratori puri a riposo: orribile Gordon 1/16 per 5 punti e 4 palle perse, male anche Terry che chiude con 9 punti (1/7 al tiro), Villanueva (13p. 6/16) e Nowitzki (25p, 11/27 al tiro) che ha però messo a segno punti importanti (a differenza di Gordon che ha sbagliato a 2 secondi dal termine la tripla del pareggio).

    Per Dallas bene i già citati Gooden e Beaubois, il solito Marion (11p + 7r), un sempre più eccellente “difensore” Kidd (11p e 7 a). Male invece i panchinari: oltre a Terry, Barea e Humphries (2/6) e Ross (1/3). Assenti gli infortunati Howard e Thomas cui si è aggiunto il “malato” Dampier.

    Detroit ha visto invece le fantastiche prestazioni di Will Bynum 27 punti (11/16 al tiro), Rodney Stuckey 28 punti (12/20) e di un redivivo Ben Wallace 9 punti (4/5), 10 rimbalzi e 3 stoppate. Male come scritto sopra Villanueva e Gordon. Ricordiamo che Detroit sta giocando senza gli infortunati Prince e Hamilton. È altresì probabile che a fine stagione uno dei due o entrambi faranno le valigie, anche se cedere Prince sarà la strada più semplice per i Pistons visto che il giocatore ha un solo ulteriore anno di contratto (sebbene da 11M), mentre Hamilton ne ha 3 (38M in totale) e soltanto con una trade sarebbe possibile liberarsi del suo oneroso contratto.

     
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