Aggiornamenti da novembre, 2009 Mostra/nascondi commenti | Scorciatoie da tastiera

  • 10:15 il 16 November 2009 Permalink | Rispondi
    Tag: Marreese Speights,   

    Speights out 6-8 settimane 

    Bruttissima notizia per i Philadelphia 76ers.

    L’ala grande/centro Marreese Speights si infatti procurato un infortunio al ginocchio sinistro e dovrà restare lontano dai campi di gioco per almeno 1 mese e mezzo-2 mesi.

    Il giocatore ha infatti subito la parziale rottura del legamento collaterale del suo ginocchio sinistro nel quarto quarto della gara giocata sabato scorso contro i Bulls.  Operato immediatamente, Speights comincerà la riabilitazione dalla prossima settimana.

    Dopo aver vissuto una discreta stagione da rookie (7.7p e 3.3 r) in 16 minuti di gioco, il giocatore ha raddoppiato il suo minutaggio e, di conseguenza, le medie: 13p e 6.4 rimbalzi in 23 minuti di gioco per lui in questo eccellente inizio di stagione. Coach Jordan lo utilizza infatti come cambio sia di Brand (schierato da 4) che di Dalembert (centro).

     
  • 12:18 il 14 November 2009 Permalink | Rispondi
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    New Orleans affonda e Chris Paul si fa male 

    Sempre più a fondo New Orleans. Al di là della sconfitta 86-78, la settima in 9 gare, patita in casa dei Trail Blazers si registra un ulteriore danno: infortunio alla caviglia per Chris Paul.

    Siamo sul finire del 3° quarto (42.3 secondi da giocare), Armstrong schiaccia l’8° assist della partita di Chris Paul (62-52) ma nel momento del passaggio in salto effettuato da CP3 questi si infortuna alla caviglia sinistra ricadendo sul piede di Przbylla. Accompagnato fuori dal campo Paul non vi ha più fatto ritorno. Il talentuoso play stava peraltro fin lì disputando la sua peggior partita stagionale: 1/8 al tiro per 3 punti, con 5 rimbalzi e 8 assist. Il giocatore si era già fatto male, in maniera leggera, alla stessa caviglia sinistra lunedì scorso nella gara vinta a Los Angeles con i Clippers.

    Al termine della gara Paul ha affermato che non giocherà di sicuro contro gli Atlanta Hawks e che non sa quante altre partite dovrà saltare. Soltanto gli esami a raggi-x chiariranno l’entità dell’infortunio.

     
  • 12:02 il 14 November 2009 Permalink | Rispondi
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    Dallas passa facile in Minnesota 

    Facile la vittoria ottenuta dai Dallas Mavericks a Minnesota la notte scorsa.

    Ma nulla di esaltante è accaduto in campo. Troppo mediocre infatti il roster di Minnesota per impensierire i Mavs, troppo facile l’impegno perché gli uomini di Carlisle tirassero fuori il massimo impegno.

    89-77 il punteggio finale con la squadra vincente che ha chiuso con un mediocre 40% dal campo e 17 palle perse.

    Il primo quarto è all’insegna dell’equilibrio, con molti scambi di leading, chiuso dalle squadre sul 22 pari.

    Nel secondo quarto i Mavs uccidono la partita piazzando un parziale di 22 a 11 che li porta al riposo con un rassicurante 44 a 33. Nel terzo quarto si attende una reazione di Minnesota, reazione che non arriva e che vede anzi un ulteriore parziale a favore dei Mavs: 73-54. Nell’ultimo quarto c’è spazio solo per il garbage time. Panchinari in campo, Minnesota recupera qualche punto per l’89-77 finale.

    Nei Mavs ottima per una volta la gestione dei cambi dai parte di Carlisle: Terry è stato il giocatore con più minuti (30) e Beaubois messo in quintetto base (doppio play con Marion da 3 nel ruolo di Howard ancora una volta infortunato). Bene Marion (15 p), Nowitzki (20p. 8/15 al tiro, 11 r) e gli “imprecisi” Terry (12p. con 6/15 al tiro), Kidd (6 punti 2/5 al tiro, 6 r e 7 a), Humphries (9p. 3/8 al tiro e 9r), Gooden (9p. 3/8). Male Barea (2/10 al tiro) e Dampier (0 punti e 5 rimbalzi).

    Minnesota orfana di Al Jefferson e Love è veramente poca cosa e tira avanti in attesa di un intervento sul mercato la prossima estate quando avrà ben 40 milioni di dollari cash da poter investire più un altro rookie di primissima scelta da draftare. Le prospettive per far bene ci sono e quest’anno i Timberwolves finiranno “felicemente” ultimi dietro anche ai Knicks e ai Nets. Del resto gli ultimi saranno tra i primi nei draft dell’anno successivo.

     
  • 00:13 il 14 November 2009 Permalink | Rispondi
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    Josh Howard ancora fuori 

    Uscito dal campo zoppicando nel corso della partita persa dai Mavs a San Antonio Josh Howard non ha più fatto rientro. La società ha fatto sapere nella mattinata americana di oggi che il giocatore resterà fuori per un tempo indeterminato al fine di curare, per l’ennesima volta, i dolori alla caviglia sinistra, peraltro operata lo scorso maggio.

    Dopo aver saltato l’intera preseason Howard è tornato in campo giocando 2 partite e uno spezzone.

    Carlisle commenta la vicenda affermando che il giocatore ha bisogno di ulteriore riposo per recuperare, che proseguirà la riabilitazione fisioterapica e che un tempo certo per il suo rientro non è prevedibile con certezza.

    La verità è che Josh Howard non è un giocatore fisicamente (ma anche psicologicamente) integro e che il suo rientro è stato a dir poco assurdo e discutibile. La ricaduta ne è l’ennesima riprova. La dirigenza dei Mavs dovrebbe piuttosto preoccuparsi di liberarsi del suo oneroso contratto (10.8 milioni quest’anno)  evitanto la prossima estate di far valere un’opzione da 11.8 milioni!!! Ma del resto il suo contratto è fratello di quello di Dampier (10milioni) e allora si spiega tutto. Magari un assalto a Rudy Gay o una bella trade per prendere Chris Paul non sarebbe male per i tifosi dei Mavs, sicuramente sempre meglio di vedere un giocatore in campo per metà delle partite.

    Nella notte i Mavs saranno di scena a Minnesota. Carroll dovrebbe andare in panchina come 12°.

     
  • 22:18 il 12 November 2009 Permalink | Rispondi
    Tag: Byron Scott,   

    New Orleans licenzia Byron Scott 

    Nella mattinata americana di oggi i New Orleans Hornets, dopo l’ennesima sconfitta (124 a 104 dai Suns), comunicano di aver licenziato il coach Byron Scott.

    Il general manager degli Hornets, Jeff Bower, guiderà la squadra  affiancato da Tim Floyd.

    L’esonero è stato comunicato a Scott all’arrivo della squadra a New Orleans alle 5 di mattina dopo la trasferta disastrosa di Phoenix. La squadra appariva ormai da tempo allo sbando, senza mordente e “anarchica”, con giocatori appagati dai corposi contratti firmati.

    La società giustifica il licenziamento come atto dovuto per gli standard (elevati) richiesti ai propri dipendenti, head coach incluso, risultati che fin qui hanno latitato: 3 vittorie e 6 sconfitte in 9 partite.

    Scott ha guidato gli Hornets per cinque anni (203 vittorie, 216 sconfitte) dopo essere stato licenziato dai Nets, squadra da lui condotta a due finali NBA consecutive.

    Come sempre nello sport a pagare è il coach ma francamente la colpa della partenza infelice degli Hornets non può attribuirsi a lui, o almeno non totalmente. Il materiale umano a sua disposizione è infatti scarso per l’Ovest e la perdita in estate di Chandler (lungo di movimento) con di un lungo più statico come Okafor è stato un ulteriore danno. Giocatori come Stojakovic (0/8 anche ieri sera), Posey, Peterson e West, chi più chi meno, sono svogliati e appagati (lauti i loro compensi) mentre le riserve sono di livello troppo scarso per competere al vertice dell’Ovest. L’unico a lottare è il fenomenale Chris Paul e francamente una sua eventuale cessione a fine anno o il prossimo non stupirebbe più di tanto.

    Vedremo come termineranno la stagione gli Hornets (per gli amanti della statistica: Scott ai Nets fu sostituito da Lawrence Frank e la squadra fece segnare il record di vittorie consecutive raggiungendo i playoffs. Merito di Frank? Non crediamo proprio, erano i giocatori che non volevano più Scott. Chissà se gli Hornets faranno lo stesso di quello che hanno fatto i Nets…).

     
    • jasonkidd 00:21 il 13 novembre 2009 Permalink | Rispondi

      Scusate il refuso: per in luogo di "con di"

    • lipponik 02:03 il 13 novembre 2009 Permalink | Rispondi

      Io penso che era ora di cambiare e la dirigenza ha fatto bene a prendere questa decisione..Scott non mi è mai piaciuto come allenatore,è sempre stato uno senza cosiddetti e se non fosse stato per il gioco espresso da un fenomeno come Paul,a quest ora NO non aveva fatto nemmeno i playoff in questi anni…l'unica colpa di Scott è proprio quella di non avere mai trasmesso alla squadra uno spirito vincente e un gioco ben impostato che gli permettesse di vincere..Nel 2008 ha avuto solo fortuna di avere trovato l'anna giusta in cui tutto gli andava per il verso giusto,ma appena si è rotto l'incantesimo gli Hornets sono tornati subito sulla terra e infatti si è vista la brutta stagione fatta lo scorso anno…adesso con Bower nn oso immaginare cosa possano fare,ma se l'aria nn cambia Chris Paul a fine stagione fa i bagagli e se ne va

    • jasonkidd 12:44 il 14 novembre 2009 Permalink | Rispondi

      Manca il materiale umano. È come D'Antoni a New York (Gallinari e Lee esclusi). Hai poco da fare se giochi con ex giocatori come Stojakovic (1/7 pure stanotte), Sean Marks!!!, Songaila, Posey. Se poi Chris Paul incappa in serata no e fa 1/8 al tiro ecc… è la fine.

  • 12:57 il 12 November 2009 Permalink | Rispondi
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    Washington ingaggia Earl Boykins 

    I Washington Wizards, flagellati dagli infortuni nel reparto dei play/guardie, decidono di correre ai ripari ingaggiando il piccolo grande Earl Boykins (165cm).

    Per far spazio nel roster ad Earl i Wizards hanno rilasciato il centro Paul Davis, giocatore ai margini della rotazione (2 partite giocate per 8 minuti totali e 5 punti segnati. 66mila dollari d’ingaggio).

    Boykins guadagnerò 1 milione di dollari, il minimo salariale per un veterano da 10 stagioni NBA. Il contratto non è ovviamente garantito (può quindi essere rilasciato senza che la società debba corrispondergli i mesi di stipendio rimanenti).

    Il giocatore è reduce da una positiva stagione in Italia dove, con la maglia della Virtus, ha collezionato 30 presenze segnando 15.5 purti  a partita. La sua ultima apparizione in NBA risale alla stagione 2006/2007 dove collezionò 8 presenze con 13.8 punti a gara in 24 minuti di impiego.

    L’ingaggio si è reso necessario per via dei troppi infortuni: Mike Miller, Antawn Jamison, Mike James e Javaris Crittenton sono infatti fuori da più o meno lungo periodo e (alcuni) dovranno restarvi per ancora un po’. A breve dovrebbero rientrare i soli Miller e Jamison.

     
    • Tommi... 21:00 il 29 novembre 2009 Permalink | Rispondi

      SIiiiii..Finalmente il piccolo grande uomo torna in NBA!Anche se era in Italia e quindi potevo vederlo giocare dal vivo,preferisco che sia li,sinceramente il nostro Campionato non merita un mito così..

  • 11:45 il 12 November 2009 Permalink | Rispondi
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    San Antonio batte i Mavericks 

    Chiamati ad una prova di forza dopo il successo casalingo con Houston i Dallas Mavericks falliscono l’obiettivo disputando una gara pessima: 35% al tiro e soli 15 assist smistati (9 Kidd).

    La squadra ha retto il campo per 1 tempo e mezzo, poi è crollata demoralizzata da una pessima serata al tiro.

    Il primo quarto è caratterizzato da un sostanziale equilibrio con vari cambi di leading e con il 21-21 di fine parziale.

    Nel secondo quarto la partita sembra proseguire sulla stessa falsa riga ma dopo il vantaggio di Dallas sul 30-29 a 6 minuti e 23 secondi dall’intervallo gli Spurs piazzano un parziale decisivo che li porta al riposo con ben 13 punti di vantaggio sul 53-38.

    Nel terzo quarto ci si aspetta la rimonta di Dallas ma gli uomini di coach Carlisle non riescono a rosicchiare punti, anzi San Antonio allunga ancora e chiude il tempo sul + 15 con il punteggio di 79-64.

    Il quarto quarto è poco più del garbage time sebbene Carlisle abbia lasciato i propri titolari in campo: Dallas rosicchia qualche punto ma il derby va meritatamente a San Antonio: 92 a 83 il risultato finale.

    Ammette la sconfitta Nowitzki (9/27 al tiro) affermando: “L’intera squadra era fredda e io ho preso qualche tiro di troppo che non avrei dovuto”. Josh Howard invece, per l’ennesima volta esce dal campo zoppicando. Considerando che è in scadenza, forse sarebbe interessante sondare il mercato e ingaggiare qualcuno che allo stesso stipendio (attualmente 10.8 milioni, opzione per i Mavs di 11.8! cifre troppo alte per un giocatore importante si ma non integro fisicamente. Un po’ come Devin Harris, solo che il play è stato ceduto, Howard c’è ancora…) possa dare maggiori certezze in termini di presenza in campo e di continuità nell’arco della stagione.

    Male Nowitzki 29p ma 9/27 al tiro (con le solite forzature e insufficiente al tiro anche contro i Rockets), Howard 8p con 2/11, Barea 5p 2/9. Desaparecido Dampier che dopo i 20 rimbalzi della notte precedente chiude con 1 punto e 4 rimbalzi. Bene invece Marion (11p.), Terry (19p.) e Kidd (9 assist e 6 rimbalzi). Inspiegabile ancora una volta la conduzione di Carlisle che una sera fa rotare tutti i giocatori, la sera dopo se ne dimentica e tiene in campo Nowitzki in serata no 42 minuti, Terry 36, Kidd 37, facendo giocare Gooden 9 miseri minuti e tenendo in panchina Humphries (avrebbe fatto peggio di Nowitzki?), Beaubois e Singleton. Peggio di lui solo Lawrance Frank.

    Per gli Spurs ottima prestazione di squadra (sempre orfana di Duncan e Parker), su tutti Richard Jefferson che segna 29 punti.

     
  • 17:14 il 11 November 2009 Permalink | Rispondi
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    Il punto: settimana 2 

    E’ passata un altra settimana di dolce basket giocato negli Stati Uniti ed è arrivato il momento di fare il punto su questi sette giorni di partite analizzando i migliori e i peggiori della settimana numero due.

    Squadra della settimana: Dovrei dare un parimerito tra Lakers e Suns,ma se proprio devo scegliere,sceglierei la squadra dell’Arizona per quello che sta facendo vedere in questo inizio di stagione e soprattutto per la vittoria sui Celtics di qualche giorno fa che ha veramente sorpreso tutti.Dopo una stagione travagliata e piena di errori commessi in gran parte dal GM Steve Kerr,Phoenix è tornata quella dei bei tempi in cui c’era sulla panchina l’indimenticabile Mike D’Antoni.Forse è soprattutto merito del ritorno al gioco veloce e dinamico che Kerr aveva provato a distruggere,ma che è tornato dopo le numerose proteste e critiche degli addetti ai lavori.Nash sta disputando una stagione fantastica ed è primo negli assist,Stoudemire è tornato dopo i problemi all’occhio che gli hanno fatto saltare gran parte della stagione scorsa e sta dando un contributo eccezionale.Richardson è completamente rinato e Hill ringiovanisce anno dopo anno.Per ora il sistema dei Suns funziona alla perfezione e sembra aver dato nuova linfa vitale ai giocatori che sono molto più motivati rispetto al campionato passato.Il miglior record della lega in coabitazione con i Celtics è solo l’inizio di una stagione che i tifosi dei Suns sperano sia gloriosa.

    Delusione della settimana (Squadra): Anche questa settimana c’è solo l’imbarazzo della scelta.Continuano le brutte prestazioni di squadre come Knicks e Nets che rischiano o sono addirittura alla peggiore partenza della loro storia.New York non riesce ad inquadrare il gioco e molti iniziano a pensare che l’arrivo di D’Antoni con le sue teorie di run&gun e small ball sia stata soltanto una baggianata.A differenza di Phoenix,New York non ha molto probabilmente i giocatori giusti per adottare questo tipo di gioco e lo si sta iniziando a capire solo dopo un anno di sconfitte e delusioni.L’unica nota positiva se vogliamo è il recupero in pieno di Danilo Gallinari che sta disputando una bella stagione a differenza di gente come Lee o Robinson (quest’ultimo infortunato).Un altra delusione è sicuramente Washington che con 5 sconfitte di fila si è presa la maglia nera della settimana.Di certo pecca l’assenza di Jamison,ma anche le prestazioni poco convincenti di Butler non stanno aiutando gli uomini di Saunders a fare di meglio.Buono invece l’impatto che stanno avendo Blatche e Arenas da cui si potrà ripartire per risollevare una stagione fino a questo momento deludente.Spostandoci a Ovest possiamo di certo ammirare i record orribili di squadre quali Grizzlies e T Wolves che non riescono più a vincere.Se Minnesota ha una squadra quasi completamente cambiata nell’ultimo anno,Memphis non riesce ad amalgamare i tanti giovani che ha.Ci si aspettava di sicuro qualcosa di meglio da una squadra che sul finire della scorsa stagione aveva dato segnali confortanti.Non è colpa di nessuno,ma solo di un organizzazione sbagliata del gioco e dei giocatori.Per non parlare del caso Iverson che sta ulteriormente rovinando l’ambiente in quel del Tennessee.Settimana difficile anche per gli Spurs che hanno perso Parker e Duncan per infortunio perdendo infatti 2 partite su 3.

    Giocatore della settimana: Indubbiamente Kobe Bryant anche se la NBA ha premiato Chris Kaman tra i giocatori dell’Ovest.Kobe sta disputando una stagione fin qui stupenda.E’ il primo tra i marcatori segnando 33.6 punti di media e in questa settimana ha guidato i suoi Lakers ad un record perfetto a cavallo di 5 vittorie di fila.Contro Houston ha segnato ben 41 punti,ha replicato due giorni dopo in casa contro Memphis e infine ne ha fatti 28 contro New Orleans in 34 minuti.Se molti avevano dei dubbi sul fatto di compararlo all’ineguagliabile Michael Jordan,in questi giorni sono stati smentiti con delle prestazioni superlative che a differenza di qualche anno fa,hanno portato i Lakers a ben 3 vittorie su 3 e ad un record totale di 6-1.Non esiste in questo momento un giocatore che sappia portare alla vittoria la propria squadra come sa fare lui.Magari direte “E Lebron?”,beh basta guardare il record dei Cavs per capirlo.

    Rookie della settimana: Da quando Kevin Martin si è fatto male,Tyreke Evans si è preso i Kings sulle spalle e li sta guidando verso convincenti prestazioni oltre che a tre vittorie di fila,cosa che non accadeva da quasi due anni.Aldilà del secondo posto nella classifica dei marcatori dei giocatori al primo anno,Tyreke è entrato subito nella giusta mentalità dell’uomo squadra.Non è per niente uno egoista,anzi lotta in campo come pochi e per questo a molti ricorda Ron Artest come tipo di gioco.Ha un gran fisico,braccia abbastanza lunghe che gli permettono di fregare ben 1.5 palloni a gara e prendere 4.3 rimbalzi che per una guardia e oltretutto rookie sono già tanti.Può solo migliorare e sta lanciando segnali confortanti e molto probabilmente minatori a Kevin Martin,che sarà pure un realizzatore micidiale,ma non ha la testa per essere un leader e a volte si prende troppe responsabilità senza averne il diritto.Tyreke è più maturo da questo punto di vista e le prestazioni contro Utah (32 punti e 7 assist), Golden State (23 punti) e infine OKC (20 punti,8 rimbalzi e 8 assist) hanno convinto quasi tutti che l’ex Memphis University è meglio di K Mart sotto molti aspetti.Chissà se questa convinzione porterà la dirigenza a fare delle scelte,intanto Evans è il mio Rookie della settimana.

    Sophomore della settimana: E’ stata una bella lotta scegliere,ma alla fine hanno vinto le prestazioni di squadra,perciò il mio sophomore della settimana è Eric Gordon dei Clippers.Non ha fatto delle prestazioni eccezionali,ma è balzato in testa alla classifica marcatori dei giocatori del secondo anno con una certa disinvoltura tanto che nessuno ha parlato di lui.Una delle soprese del draft 2008,ha contribuito moltissimo alle vittorie recenti dei suoi Clippers.Ha segnato 17 punti contro Minnesota (vittoria 93-90),25 punti contro Golden State (vittoria 118-90) e altri 15 ne ha messi contro Memphis (vittoria 113-110).Sicuramente queste prestazioni non sono arrivate contro delle squadrone,ma hanno permesso ai Clippers di risollevarsi un pò dopo un inizio di stagione difficile.Eric ha ascoltato con fiducia i bisogni della squadra e ha ricambiato tutti con delle buone prestazioni facendo capire che seppur non sia un fenomeno,è comunque un ottimo giocatore che nei prossimi anni dovremo tenere d’occhio assolutamente.

    Delusione della settimana (Giocatore): La scorsa settimana avevo messo Derrick Rose,ma questa volta il premio di delusione della settimana va a Lamar Odom dei Lakers.Forse nessuno lo ha notato perchè le prestazioni di Kobe stanno oscurando tutto,ma Lamarvellous sta giocando completamente sotto i suoi standard.Problemi fisici presunti o non,ci si aspetta sicuramente molto di più da lui e nelle cinque vittorie di fila dei Lakers è stato di certo il peggiore.Con l’assenza di Bynum e Gasol, Jackson gli ha chiesto di metterci più anima in campo,ma sono arrivati solo 6 punti con 9 rimbalzi e 7 assist nella partita vinta contro New Orleans,solo 3 punti con 6 falli in 29 minuti contro Memphis e 14 punti con 5 falli in 41 minuti contro Houston conditi anche da un orribile 5/15 dal campo.Il contro di queste ultime tre gare parla di soli 24 punti,20 rimbalzi,12 assist con 7/27 dal campo e 2/8 da tre con ben 12 falli commessi.Non si riesce a capire bene il perchè,ma non sembra assolutamente la stagione di Odom.La dirigenza in estate ha anche fatto una scelta,o lui o Ariza e alla fine ha scelto lui,ma non sta ripagando la fiducia datagli con la giusta determinazione in campo.Citazione d’obbligo anche per Allen Iverson che non sta deludendo sul campo (anche perchè non gioca), ma fuori dal campo con le sue bizze e i suoi problemi psicologici mai risolti.

     
    • LM10 20:14 il 11 novembre 2009 Permalink | Rispondi

      Condivido pienamente, anche se a mio modesto parere un Westbrook così non lo si era mai visto e per questa settimana lo metterei al livello di Gordon nella categoria shoopmoore.

      Al pari di Kobi come giocatore della settimana avrei messo quello Steve Nash che è stato ovviamente mensionato come leader della squadra della settimana

    • Rip32 19:39 il 12 novembre 2009 Permalink | Rispondi

      Una citazioncina piccina picciò per Villanueva? è una schiappa di giocatore ma sta alternando prestazioni a dir poco insperate e incredibili non trovate?

    • LM10 21:34 il 12 novembre 2009 Permalink | Rispondi

      Ho sempre considerato Villanueva come un ottimo giocatore, e penso che quest' anno potrebbe anche diventare un all – star, anche se quest' anno i Pistons sono più una vetrina per le prestazioni dei singoli che una squadra che punti in alte, nonostante tutto hanno il roster e l' organizazzione per arrivare al secondo turno della post season

  • 11:00 il 11 November 2009 Permalink | Rispondi
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    Altre notizie dal “fronte” infortuni 

    Continuano gli infortuni in casa Washington Wizards, la squadra più incerottata della lega (e non da quest’anno!).

    Da Mike Miller fermo per la lussazione della spalla, a Crittenton per problemi al piede (dovrebbe rientrare i primi di dicembre), si aggiungono: Mike James (fuori almeno un mese per frattura all’anulare della mano sinistra), Antawn Jamison (anche per lui lussazione alla spalla. Starà fuori fino a fine mese) e, ultimo arrivato, Randy Foye che ha rimediato una distorsione alla caviglia destra nella gara di ieri con Miami. Il giocatore sarà sottoposto nelle prossime ore ad esami ai raggi-X. C’è poi anche Arenas che gioca nonostante qualche problemino muscolare al polpaccio.

    Nella western conference si segnala la frattura della mandibola per il rookie di Memphis Hasheem Thabeet, frattura rimediata in uno scontro di gioco con il compagno di squadra Zach Randolph.

     
    • jasonkidd 00:28 il 12 novembre 2009 Permalink | Rispondi

      Da una fonte NBA sembrerebbe che Jamison possa tornare in campo già da sabato! Con una decina di giorni di anticipo su quanto previsto.

      A league source indicates that the Wizards expect both forward Antawn Jamison and swingman Mike Miller back for Saturday's game against the Detroit Pistons.

  • 10:43 il 11 November 2009 Permalink | Rispondi
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    Ai Mavericks il derby con Houston 

    I Dallas Mavericks attendevano all’American Airlines Center gli Houston Rockets per il primo dei numerosi “derby” texani che caratterizzano la Southwest Division. Lo scontro valeva anche per la leadership della division, entrambe le squadre infatti occupavano il primo posto con 4 vittorie e 2 sconfitte. La vittoria è andata nettamente ai Mavs: 121 a 103 il risultato finale.

    Gara perfetta per i Mavs  che chiudono con il 55.4% al tiro (con 7/12 da tre punti!), catturano 46 rimbalzi (contro 37) e smistano 26 assist (contro 16).

    Eppure i Rockets, orfani di Mc Grady e di Yao Ming, partono forte chiudendo in netto vantaggio il primo quarto 37-28.

    Nel secondo quarto Houston raggiunge addirittura il massimo vantaggio: 56-39 con 5 minuti e 15 secondi da giocare prima del riposo. Ma è un fuoco di paglia, con i Mavs che piazzano un parziale di 18 a 5 riducendo lo svantaggio dell’intervallo a soli 4 punti (57-61).

    Nel terzo quarto dopo soli quattro minuti di gioco i Mavs si portano in vantaggio (65-64) conducendo senza problemi la gara da lì in avanti. Il periodo si chiude sull’83-74.

    Il quarto quarto è identico al terzo con i Mavs che piazzano un altro parziale (38-29) che frustra le residue speranze di recupero degli ospiti. La partita termina sul 121 a 103.

    Per i Mavs spiccano le prove di Dampier (14p., 20 r  e 3 stoppate), Terry (24 con 7/8 al tiro), Barea (14), Kidd (11 assist). Un po’ imprecisi al tiro Nowitzki (24 punti con 6/15 al tiro), Marion (10p. con 5/12) e Howard (14p. 6/14). La squadra sta beneficiando dell’allungamento di panchina susseguente una discreta campagna acquisti che permette ai “big” di tirare il fiato giocando minutaggi ridotti  (a differenza dello scorso anno quando Nowitzki giocava 43 minuti a partita, Kidd 39 ecc…) e al coach di avere maggiori opzioni. E tutto ciò in attesa del rientro di Tim Thomas che darà ancora più spazio alle rotazioni.

    Houston, al di là delle assenze di Ming e di Mc Grady, incappa in una serata no dei suoi giocatori principali: Battier 3 punti con 1/8 al tiro, Ariza 9 (3/10), Hayes 0. Bene i soliti Landry (19p.) e Lowry (12p) e Brooks (22).

     
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