Aggiornamenti da dicembre, 2009 Mostra/nascondi commenti | Scorciatoie da tastiera

  • 16:18 il 5 December 2009 Permalink | Rispondi
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    Toronto vs Washington, una partita senza fine… 

    Tante chiacchiere e tanti ipotetici stravolgimenti nelle file dei titolari, cosi un due, tre si parte! E indovinate un pò… Toronto inizia con i soliti starters, ma con una grinta e una determinazione davvero nuove. Cosi dopo 2 minuti Washington è costretta a chiedere il timeout per fiatare da un parziale di 10-0 che parla canadese. Subito Bosh con 4 punti, Turkoglu e DeRozan con 3 punti. Dopo il timeout da notare i 4 punti di Bargnani e dei piccoli problemi di Turkoglu nei cosiddetti ”Open Shots”. Toronto cambia ed entrano le seconde unità. Jack si fa subito notare per una difesa da picnic e ancora prima per degli orribili passi. Non da meno qualche errore di troppo per Amir Johnson. Nuovo timeout sul parziale di 27-13 per i Raptors con 2 minuti e 15 secondi da giocare in questo primo quarto. Dal timeout Toronto non segnerà più, ma perderà la palla con Wright (su un bruttissimo passaggio per Nesterovic) condito con un fallo su azione seguente. Allora Nesterovic irriconoscibile regala un’altra palla ai Wizards.

    Qundi i Raptors all’inizio del secondo quarto conducono per 27-17. Ma tre punti di Washington e un’altra palla persa di Jack fanno capire, che il secondo quarto sarà almeno poco più equilibrato. Altri tre punti di Turkoglu e un fantastico movimento di Bosh che vale due punti e un tiro dalla lunetta, illudono i tifosi Canadesi. Infatti i Raptors ritornano brutti, lenti e si fanno rimontare con due errori di Belinelli, uno di Bosh e uno di Bargnani. Triano è costretto a chiamare il timeout avanti di solo tre lunghezze. Al rientro, da sottolineare un buon Turkoglu e un ottimo Bosh che segna due punti e costringe un appena entrato Jamison al terzo fallo. Ancora una bellissima schiacciata di DeRozan su assist di Bargnani che chiude il primo tempo con 3 assist. Meraviglioso alley-oop di Calderon per la schiacciata di DeRozan che vale un punteggio di 53-46 per Toronto alla fine del secondo quarto. All’ìnizio del secondo tempo DeRozan è il miglior realizzatore per i Raptors con 16 punti in 17 minuti, e da notare le cifre di un Arenas versione Diesel che segna 7 punti dei 13 di questo primo tempo nel secondo quarto. Il duo Jamison-Arenas, si fa sotto e per i Raptors sono dolori, specie quando la ditta si allarga a Nick Young e a Caron Butler. I Wizards a meno due con 1:42 da giocare. Un errore su un tiro in ”Open shot” e un’altra palla persa sempre da Jack vale il pareggio di Washington allo scadere del terzo periodo.

    Inizio del quarto tempo con Amir Johnson che prova il layup, ma non prende nemmeno il ferro. Fallo di Bargnani, e dalla lunetta Blatche porta per la prima volta i Wizards a piu due. Ancora tripla di Nick Young e di nuovo palla persa di Bargnani e ancora di Jack in un due contro uno. Toronto appare stanca e confusa, come si può capire dai 3 secondi chiamati alla sua difesa, e Washington ne approfitta, conducendo 77-71. Finalmente Bargnani segna la sua prima tripla del match. All’italiano si unisce Bosh con un ennesimo bellissimo gioco da tre punti (due punti più il tiro dalla lunetta), che porta Toronto al meno uno quando ci sono 4:36 minuti da giocare. Sorpasso Toronto con un’altra tripla del Mago a due minuti dalla fine del tempo regolamentare. Washington vince di nuovo questo braccio di ferro, e si riporta a più uno con due tiri dalla lunetta di Jamison. Toronto risponde con Bosh che realizza un’altro spettacolare gioco da 3 punti. 94-94 fallo di Boykins e Bosh con due punti realizzati dalla lunetta porta Toronto a più due. La risposta di Washington è di Arenas con un tiro su Amir Johnson. Ultimi 13 secondi di gioco di questa partita e Toronto ha la possibilità materiale di vincerla. Tutto è pronto, Toronto temporeggia, palla a Turkoglu che tira da 3 punti a 01.1, e sbaglia. Si va ai tempi supplementari. Il primo overtime inzia con un bel tiro da 2 punti di Bargnani e altri 3 punti di Turkoglu. Cosi al primo timeout di questo tempo supplementare Toronto conduce 106-102 con 2.26 minuti da giocare. Washington prima con una palla persa,e poi con un bel recupero di Jack ai danni di Boykins, sembra ormai alle strette. Ma un Bosh poco curante del possesso, rimette in partita Washington. Arenas da 3 punti pareggia il match con soltanto 30.6 secondi da giocare. 107-107 Toronto pasticcia in attacco, e finisce con un possesso ridotto a 4 secondi, quando manca ormai 10.3 secondi alla fine. Sulla sirena però Turkoglu ritorna ad essere decisivo e con un difficilissimo tiro da 2 punti porta i Raptors al più due. 109-107 Toronto, e Arenas prova con una penetrazione quando mancano solo 2.1 secondi allo scadere di questo pazzo match. E da sotto l’Agent Zero sbaglia. Finisce 109-107, i Raptors vincono una partita davvero entusiasmante!

     
  • 14:25 il 5 December 2009 Permalink | Rispondi
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    Memphis asfalta Dallas 

    Netta vittoria casalinga dei Grizzlies che schiantano 98-82 i Dallas Mavericks. Per Memphis si tratta della settima vittoria nelle ultime 11 partite, per i Mavs è la seconda sconfitta in tre partite.

    Memphis porta a casa il successo mettendo in campo una maggiore aggressività (solo 35% dal campo per i Mavs) e tirando meglio dalla lunga distanza (9/17).

    La partita resta in equilibrio soltanto nel primo quarto con Memphis che prova l’allungo (23-17 con 3.43 da giocare) subendo poi la rimonta di Dallas che chiude avanti di 2 il periodo: 30-28.

    Nel secondo quarto la partita passa decisamente nelle mani di Memphis che allunga fino al +13 (49-36) e chiude in vantaggio di 7 la prima parte di gara: 58-51 è il punteggio con cui le squadre vanno negli spogliatoi.

    Nel terzo quarto i Grizzlies allungano ancora mantenendo il vantaggio sempre sopra la doppia cifra, fino al 78-67 di fine periodo.

    L’ultimo quarto è poco più di un allenamento con gli ospiti che pensano alla gara casalinga di back to back con Atlanta e i padroni di casa che allungano ancora (massimo vantaggio +20 sul 98-78) chiudendo sul 98 a 72.

    Tra le file di Dallas si salvano solo Beaubois (9 punti con 4/7 al tiro) e Dampier (6 punti con 3/3, 7 rimbalzi e 4 stoppate). Male tutti gli altri: Nowitzki (16 punti con 7/22 e 10 rimbalzi), Kidd (13 punti con 4/12, 7 assist ma 4 perse), Terry (18 punti con 5/16), Marion (4 punti con 2/8, 11 rimbalzi e 3 stoppate). Dalla panchina poco o nulla: Gooden il migliore (6 punti con 3/8 e 8 rimbalzi), Barea il peggiore (0 punti con 0/5 al tiro, 3 assist e 2 perse).Orribile la prestazione di squadra (35% al tiro è il minimo stagionale), preoccupa il fatto di aver subito un’altra sconfitta ad opera di una squadra sulla carta “inferiore”. È anche vero che Memhpis è un campo ostico per i Mavs, qui caduti anche nella passata stagione. Questa notte sarà doveroso un pronto riscatto contro gli Hawks sconfitti da NY.

    Per i padroni di casa superlativi Randolph (24 punti con 11/20 e 15 rimbalzi) e Mayo (25 punti con 10/16). Bene Conley (10 punti con 4/8), Carroll (6 punti con 3/6). Un po’ impreciso Gay (18 punti con 8/18 al tiro), sottotono Gasol: 6 punti (2/5) e 5 rimbalzi.

     
  • 16:20 il 4 December 2009 Permalink | Rispondi
    Tag: Matt Harpring,   

    Matt Harpring dice stop 

    Matt Harping, ala 33enne di 201cm degli Utah Jazz, fa sapere che per questa stagione non tenterà il rientro in campo e che molto probabilmente sarà l’addio alla NBA. Il giocatore non ha ancora recuperato da un’infezione sviluppatasi in lui dopo un’operazione alla caviglia destra per rimuovere una placca nell’estate del 2008.

    “Dopo essermi consultato con i medici ed in accordo con i loro consigli, a malincuore ho dovuto constatare che il mio corpo non è più in grado di sopportare lo sforzo di allenamenti e partite NBA”, ha affermato il giocatore. Il suo contratto da 6.5milioni di dollari scadrà a fine anno e sarà pagato quasi per intero dall’assicurazione.

    Lo scorso anno il giocatore, nonostante il dolore, aveva comunque giocato 63 partite (con 11 minuti di media) chiudendo con 4.4 punti (46% al tiro) e 2 rimbalzi di media. In carriera le medie sono ben più alte: 11.5 (48.1% al tiro) e 5.1 rimbalzi di media in 665 partite giocate (26.4 minuti di media). Il primo anno con Utah (2002/2003) chiuse con 17.6 punti (52% al tiro) e 6.6 rimbalzi in 78 partite (32 minuti di media).

     
  • 10:50 il 3 December 2009 Permalink | Rispondi
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    New Jersey fa 18 

    I New Jersey Nets scrivono la storia, ma lo fanno in negativo. L’arrivo dei Mavericks all’Izod Center coincide infatti con la 18° sconfitta consecutiva da inizio stagione, record assoluto nella storia della NBA. I Mavs passano infatti in scioltezza infliggento un pesante 117 a 101 ai padroni di casa, guidati ancora dalla panchina da Tom Barisse (Kiki Vandeweghe – chissà perchè sorridente a fine partita – siederà in panchina da venerdì).

    I Nets partono con lo stesso quintetto utilizzato da Frank nelle ultime partite, ossia doppio centro Lopez + Boone. I Mavs privi del solo Howard confermano Dampier e Beaubois fra i titolari.

    Il primo quarto è equilibrato e vede i Mavs tentare la fuga (17-9 con 6.32 da giocare) ma invano: NJ prima pareggia sul 19-19 e poi allunga fino al 28-23 (1.14 da giocare). I Mavs però pareggiano sul 28-28, punteggio con cui si chiude il primo quarto.

    Nel secondo quarto i Mavs annientano i Nets piazzando un parziale di 49-27! che fissa il punteggio sul 77-50.

    Nel terzo quarto i padroni di casa riescono a limitare i danni e a pareggiare 28-28 la frazione: 105-74 è il punteggio con cui le squadre iniziano il quarto quarto.

    Il quarto quarto serve solamente ai Nets a ridurre il divario sotto i venti punti: grazie ad un parziale di 23-12 la partita finisce sul 117-101 per gli ospiti.

    Debacle totale dei giocatori dei Nets che hanno dimostrato di non avere mordente, carattere e soprattutto di essere in conflitto tra di loro (dopo una schiacciata di Nowitzki Hassell va da Lopez e lo accusa di non aver coperto l’area, Lopez risponde in maniera sgarbata al veterano) e di giocare ognuno per sè.

    I dati della partita sono impietosi: NJ ha tirato peggio 44%, ha smistato meno assist (18 contro 29) e ha preso meno rimbalzi (28 a 42) concedendo agli avversari il 58.7% al tiro. Troppa anarchia tra i giocatori, Harris non riesce a far girare la squadra e manca un coach di polso ed esperto che tenga a freno i tanti giovani presenti in squadra.

    Per Dallas bene tutto il quintetto base. Brilla Dampier, incredulo di poter giocare senza essere marcato, che chiude con 18p (7/12) e 11r; bene Nowitzki 24p (9/15), 7r e 8 a; Kidd 16p (5/6), 10a,8r e 5 recuperate; Marion 12p (4/6). Dalla panchina super Terry chiude con 18p. (7/10), Thomas 10p (4/7) mentre imprecisi gli altri: Gooden 4p (2/6) e 5 perse, Barea 7 punti (2/6).

    Per i Nets 24 punti di Douglas-Roberts (10/21), 17 di Harris (5/10) con 3 assist e 4 perse, 16 di Lopez (2/6), 13 di Lee (5/14) e 10 di Simmons (4/7).

    I prossimi impegni delle franchigie vedranno i Nets ospitare Charlotte, mentre i Mavs andranno a far visita ai giovani e sempre più in crescita Grizzlies.

     
  • 22:30 il 2 December 2009 Permalink | Rispondi
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    Allen Iverson torna a Philadelphia 

    Il figliol prodigo torna a Philadelphia. I 76ers in mattinata (le 15 in Italia) hanno infatti diramato un comunicato nel quale affermano di aver ingaggiato Allen Iverson che giusto una settimana fa aveva annunciato il proprio ritiro dal basket professionistico.

    L’incontro decisivo tra le parti era avvenuto a Dallas, poche ore prima della gara persa con i Mavericks. Al termine dell’incontro Ed Stefanski aveva rilasciato un comunicato che lasciava presagire un’imminente firma di “The answer”, mentre coach Jordan non si era sbilanciato sulla questione.

    La decisione di Philadelphia è dettata essenzialmente da 3 fattori:

    1) necessità tecnica: sostituire Lou Williams, out due mesi per la frattura della mandibola (17.5 punti e 5 assist di media fin qui per lui) e trovare un giocatore con tanti punti nelle mani, in grado di smistare assist e di togliere pressione ad Iguodala.

    2) scelta commerciale: Philadelphia è la penultima squadra per biglietti venduti. Il ritorno di AI3 permetterà di vendere molti tagliandi e di trainare il merchandising del team.

    3) scelta di cuore: la società ha voluto dare l’ultimissima possibilità di riscatto ad Iverson, giocatore cui Phila deve in ogni caso molto.

    Iverson ha firmato da free agent un contratto annuale non garantito al minimo salariale (percepirà fino a 650mila dollari). Il suo esordio è previsto nella gara casalinga di lunedì notte, quando i 76ers ospiteranno i Denver Nuggets.

    Iverson ha fin qui disputato 889 partite di regular season, facendo registrare le seguenti medie:

    41.4 minuti per gara

    PUNTI: 24.020 (27.0) 42% al tiro

    ASSIST: 5522 (6.2)

    RIMBALZI: 3319 (3.7)

    RECUPERATE: 1965 (2.2)

    Nei playoffs

    Partite giocate: 71 (45.1 minuti per gara)

    PUNTI: 2111 (29.7) 40.1% al tiro

    ASSIST: 425 (6.0)

    RIMBALZI: 273 (3.8)

    RECUPERATE: 147 (2.1)

     
  • 17:29 il 2 December 2009 Permalink | Rispondi
    Tag: , , , Jonny Flynn,   

    Il punto: settimana 5 

    Abbiamo superato il primo mese di stagione 2009/2010 con tranquillità e ci siamo inoltrati in un Dicembre che non solo chiuderà l’anno solare per quanto riguarda il basket giocato,ma è anche pieno di partite interessanti assolutamente da vedere.Intanto nelle varie classifiche si stanno delineando le prime fughe e i primi verdetti.Nella Eastern gli Hawks stanno iniziando un pò a perdere il passo delle grandi e anche quest anno si preannuncia una lotta a tre con Magic,Celtics e Cavs.Per quanto riguarda i bassifondi,Nets e Knicks non si smuovono e continuano a perdere partite su partite.Se New Jersey ha pareggiato la peggiore partenza nella storia della lega,New York è alla peggiore partenza della sua storia.Guardando leggermente più su possiamo notare le incredibili delusioni che arrivano da squadre come Detroit e Phila che stanno arrancando parecchio e non si capisce per quale benedetto motivo.Anche Toronto e Washington stanno deludendo amaramente le aspettative con record negativi davvero imbarazzanti nonostante degli organici di prima classe.Per quanto riguarda la Western,i Lakers stanno provando a prendere il largo inseguiti dai Suns,dai Nuggets e dai Mavs che stanno provando a non mollare.San Antonio e Utah sono in ripresa,mentre Clippers,Kings e Thunder sono incredibilmente vicine alla zona playoff e ormai spaventa giocare contro di loro visto il loro ottimo periodo di forma.Andiamo però adesso alla consueta analisi dando i premi settimanali.

    Squadra della settimana: Non si può non dare il premio ai campioni del mondo in carica dei Los Angeles Lakers che stanno facendo sfracelli a destra e a manca.Le prestazioni di Kobe sono leggermente calate nelle ultime partite,ma è cresciuta decisamente l’intensità di squadra che sta rendendo i Lakers anche quest anno la numero uno delle candidate al titolo.Tutto questo è riuscito pur senza un Gasol in formissima e con un Bynum che si deve riprendere bene.Nemmeno Artest sta facendo chissà che cosa,ma la sua grinta in campo sta premiando la squadra.In questa settimana sono arrivate tre vittorie senza molti problemi contro Golden State,New Jersey e New Orleans che hanno portato la striscia totale di vittorie a quota sette con il miglior record della lega.E’ vero che hanno giocato ben 13 partite casalinghe e solo 4 in trasferta e che quindi la prova del nove sarà quando saranno lontani dallo Staples,ma se questi sono i gialloviola allora poco e niente potrà fermarli.Citazione d’obbligo anche per dei ritrovati Spurs e dei sempreverdi Celtics.

    Delusione della settimana (Squadra): Mi verrebbe voglia di rimettere i Sixers che sono due settimane che non vincono e non convincono,ma per non essere monotoni proviamo a guardare altrove.Allora puntiamo ai Chicago Bulls che in questa stagione stanno passando notevolmente inosservati,ma che solo la mediocrità della Eastern li tiene saldi all’ottavo posto della griglia.Aldilà delle cinque sconfitte di fila,c’era grande ambizione intorno a questa squadra ad inizio stagione,soprattutto dopo gli ultimi playoff che avevano dato fiducia e carica all’ambiente.Chicago si apprestava quindi ad iniziare una stagione con i botti,ma più che botti qui si rischia di fare il botto.Le prestazioni di Rose non stanno poi di certo aiutando e vuoi anche un pò la sfortuna o i demeriti veri e propri,l’unico che veramente si sta impegnando è Joakim Noah che è cresciuto mentalmente e fisicamente.Ora Del Negro avrà il compito di analizzare bene quali sono i problemi e trasmetterli alla squadra.Nella città dell’Illinois sono ancora fiduciosi,ma la pazienza ha anche un limite.Una citazione se la meritano anche i Blazers che in questa settimana hanno vinto solo una partita e per di più contro i Nets.

    Giocatore della settimana: Anche se ormai le sue prestazioni non fanno più testo,metto per la terza volta su cinque il mio ormai amato Carmelo Anthony.Il motivo? Beh è presto detto.Cinquanta punti contro i Knicks con ben 17/28 al tiro e ripeto 17/28 al tiro! Career high e tanti saluti a Lebron,Wade e Kobe per il premio di MVP momentaneo.Le sue quotazioni sono salite vertiginosamente come quelle dei Nuggets per il titolo nonostante la macchia della sconfitta contro i T-Wolves (che non vincevano da ben 15 gare).Nelle due partite successive al cinquantello sono arrivati ben 32 punti nella sconfitta suddetta e 25 contro i Warriors.Le sue medie si stanno gonfiando e ormai sono arrivate all’apice dello scoppio totale.30.7 punti di media,6.1 rimbalzi,3.6 assist,1.5 rubate,49.5% dal campo,34% da tre e 86.8% dalla lunetta.Tutti massimi in carriera.Non è che oltre al premio di MVP,Melo si voglia prendere pure quello di MIP?

    Rookie della settimana: Ormai le prestazioni di Evans e Jennings stanno diventando noiose e ripetitive e per non incappare nei soliti due litiganti,andiamo dal terzo incomodo che gode un pazzo nonostante non stia facendo nulla di anormale.Jonny Flynn,20enne uscito da Syracuse,ha passato una settimana molto positiva in cui non ha incrementato più di tanto le sue medie,ma ha dato segnali confortanti.Nonostante la tragica stagione dei Timberwolves,sta venendo fuori in questo ragazzo il vero carattere che lo contraddistingue.Dopotutto è una sesta scelta e il GM Kahn ha preferito lui a Rubio che è tornato in Spagna con la coda tra le gambe.Jonny ha così realizzato 20 punti contro Denver,18 con sei assist contro Phoenix e 16 con 6 assist nella vittoria contro i Nuggets.Non ha di certo avuto % soddisfacenti,ma il ragazzo cresce e il premio glielo diamo sulla fiducia anche se resta decisamente dietro a gente come Evans e Jennings.Citazione anche per Darren Collison di New Orleans che sta giocando molto bene.

    Sophomore della settimana: Ormai i Nets sono diventati la barzelletta della regular season,ma l’unico che veramente sta provando a tirarsi fuori dal gregge è Brook Lopez con prestazioni davvero stra convincenti. 32 punti con 14 rimbalzi e 2 stoppate contro i Blazers,24 punti con 11 rimbalzi contro i Kings e infine 26 punti con 12 rimbalzi contro i Lakers.E’ primo tra i sophomore nei rimbalzi (sia difensivi che offensivi),nei punti e nelle stoppate ed è anche uno tra i candidati a difensore dell’anno.Una domanda però sorge spontanea.Ma se Brook non fosse ai Nets sarebbe lo stesso? Mah.

    Delusione della settimana (Giocatore): Se proprio vogliamo cercare il pelo nell’uovo possiamo parlare di Amare Stoudemire.Le prestazioni dei Suns non sono cambiate a parte la sconfitta contro i Knicks della scorsa notte,ma quelle di Amare sì.Si è notato molto di meno sul campo e il suo apporto è stato insufficiente.Se Phoenix vuole tenersi a galla c’è bisogno soprattutto di lui e del suo possente fisico.A rimbalzo sta diventando praticamente nullo,perde molti più palloni e commette più falli.Passa partite in cui fa cose lodevoli a partite in cui combina solo disastri o è inutile ai fini della squadra.Forse ha ancora problemi fisici o alla vista che ne oscurano le reali possibilità,ma tutti stanno avendo la sensazione che Amare non è più lui.Senza la presenza di Shaq e il ritorno al gioco D’Antoniano è anche più libero di esprimersi,ma le sue prestazione non stanno facendo scalpore.I suoi 14.3 punti di media con appena 5 rimbalzi nelle ultime tre partite aiutano a capire che c’è qualcosa che non va ancora in lui.Staremo a vedere

     
  • 01:59 il 2 December 2009 Permalink | Rispondi
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    Intervista ad Andrea Bargnani 

    Andrea Bargnani è ormai un volto noto nel mondo Nba. Come si può capire dalla forte partecipazione alla chat di Marca, dove sono arrivate più di 500 domande per Il centro di Toronto. D’altronde Danilo Gallinari, rispondendo a una domanda dopo il draft dello scorso anno, aveva fatto presente la forte notorietà del mago, e la sua difficoltà iniziale a mettersi in contatto con la prima scelta del Draft ’06.

    Le domande poste al Mago sono davvero diverse tra loro, e tutte o quasi molto interessanti. Si spazia da una semplice domanda come il compagno preferito, alla situazione di Bosh e ai problemi iniziali di questi Raptors, fino al sogno All Star. Di seguito trovate alcune delle tante domande:

    Buona sera Andrea, questo anno Toronto si è rafforzato con buoni giocatori. C’è la confidenza nei vostri mezzi dentro al team di giocare per la parte alta di classifica questa stagione?

    Mi piacerebbe molto poter giocare per la parte alta questa stagione, però come dici tu noi ci siamo rafforzati con nuovi giocatori e loro si devono adattare alla squadra e noi a loro. Questo è per ora il nostro obbiettivo principale, e nel quale siamo concentrati.

    Perché credi che la nazionale italiana non riesce ad essere tra le migliori d’ Europa?

    È vero l’Italia non attraversa il suo miglior momento, però dobbiamo ricordare che abbiamo un nuovo allenatore e che la squadra è giovane, perciò dovremo lavorare molto per migliorarci per poter competere a gran livello.

    Andrea come vedi la tua situazione nella squadra, ed I Raptors in Nba?

    Sto molto bene nei Raptors a Toronto. È una città molto bella, la gente è fantastica e io sono felice qui. Sto molto bene in questa città come nella squadra e non mi interessa cambiare.

    Mi piacerebbe sapere se credi che hai ricevuto una certa pressione o esigenza nei tuoi primi anni nell’Nba per essere il primo europeo numero 1 del Draft? Credi che è uno dei motivi che ha tardato lo sviluppo del tuo gioco nella lega?

    Si è chiaro che nei miei primi anni in Nba avevo molta pressione. È pesato molto essere scelto primo nel Draft, perché tutti speravano molto da me. Mi ha influenzato, però mi ha anche motivato perché la pressione mi piace. Ora dopo aver disputato quattro anni, sono molto più rilassato. Conosco meglio la squadra e l’Nba.

    Che pensi di Calderon?

    Calderon è un giocatore molto bravo, rapido e con larga visione di gioco. È uno dei nostri giocatori migliori, molto importante per la squadra e soprattutto è una grande persona.

    Mi piacerebbe sapere, se è molto pesante il paragone con Dirk Nowitzki, uno dei migliori giocatori europei di tutti i tempi?

    Per me non è un peso che mi paragonino con Nowitzki, tutt’altro, è un onore e mi sento orgoglioso perchè è un grandissimo giocatore, però il mio modo di giocare è diverso rispetto al suo, e non credo sia comparabile. Però insisto, che è un onore che mi paragonino a lui.

    Andrea pensi che Chris Bosh rimarrà ai Raptors? E qual’è il giocatore Nba che a giocarci contro ti ha più impressionato?

    Bosh è un grande giocatore, però non ti posso dire se continuerà con noi l’anno prossimo, perché la verità è che non lo so. Spero che continui con noi, anche se è normale che riceva offerte da altri team un giocatore del suo calibro. Bene però spero che firmi con i Raptors. Riguardo al giocatore che mi ha molto impressionato e che mi piace molto è Kobe Bryant.

    Quale aspetto del gioco credi che i Raptors debbano migliorare, per poter competere con le squadre più forti?

    Abbiamo molte cose di cui migliorare. Come ho detto prima la principale cosa per ora è che i giocatori nuovi si adattino alla squadra, e abbiamo poco tempo per adattarci gli uni agli altri. Per ora stiamo concentrati su questo aspetto.

    Gli esperti credono che tieni alcune doti di Pau Gasol e altri di Dirk Nowitzky. Con chi ti identifichi di più? E chi fra loro secondo te è il giocatore migliore?

    Tanto Gasol come Nowitzki sono dei grandissimi giocatori, però sono molto diversi. Sebbene entrambi giocano da ala-pivot, Pau gioca di più nel pitturato, e Dirk, invece, gioca come ala. Mi piace che mi paragonino con loro, però siamo giocatori diversi.

    Ti senti comodo a giocare da centro o ti piacerebbe di più di giocare da Ala?

    Mi piacciono entrambe le posizioni, però mi sento più comodo a giocare da Ala-Pivot.

    Se tu ricevessi un’offerta per giocare in Europa?

    No, per ora non penso a giocare in Europa, nemmeno se ricevessi un’offerta. Giocare in Nba, non lo cambierei per nessuna cosa, anche se chissà in un futuro lontano, nei miei ultimi anni di carriera potrei giocare in Europa, ma per ora sicuramente no.

    Andrea chi pensi sia il favorito per l’anello?

    I Lakers sono i vincitori della scorsa stagione e sono i candidati per eccellenza alla conquista dell’anello anche questa stagione.

    È il pubblico canadese più caldo o più freddo delle altre squadre nordamericane?

    Il pubblico di Toronto è molto più caldo di altre squadre. E penso sia tra i più caldi insieme a quello di Los Angeles, New York e Dallas.

    Questa stagione stai giocando molto bene con i Raptors e hai cifre molto alte ai punti, pensi di poter entrare all’All Star?

    Non lo so, mi piacerebbe anche se è molto difficile partecipare all’All Star. Riconosco che è il mio sogno, e tutti i giorni lavoro per raggiungerlo. È davvero molto difficile entrare all’All Star, e ci sono molti buoni giocatori.

    Chi è il tuo miglior amico in squadra?

    Marco Belinelli, è italiano e questo conta perché posso parlare con lui nella mia lingua. E andiamo molto d’accordo.

     
  • 13:38 il 1 December 2009 Permalink | Rispondi
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    Infortuni per Thunder e Bulls 

    Gli Oklahoma City Thunder comunicano che il veterano Kevin Ollie è stato operato con successo per un intervento di pulizia al tendine rotuleo del ginocchio destro. Ollie ha fin qui disputato 14 gare facendo registrare 2.6 punti (44% al tiro), 1.2 rimbalzi e 1.1. assist in 14.8 minuti di gioco a partita.

    Sempre i Thunder comunicano di aver sottoposto ad intervento chirurgico alla spalla sinistra la guardia sophomore Kyle Weaver. Il giocatore dovrà restare lontano dai campi di gioco per almeno 4 mesi. Nelle sole 3 partite fin qui disputate ha fatto registrare le seguenti medie: 6 punti (67% al tiro), 1.7 assist e 1 rimbalzo a partita in 10 minuti di gioco.

    Il centro Krstic è poi fermo per un’infiammazione al tendine d’achille della caviglia sinistra ma il suo infortunio è di minore entità e viene valutato di giorno in giorno. Ha per ora saltato solamente una partita domenica scorsa. Per lui in 16 partite giocate (23.6 minuti) 8.3 punti (47% al tiro) e 4.9 rimbalzi di media.

    L’ala grande Nick Collison è invece fermo per una distorsione al ginocchio. Per lui 4.1 punti (61% al tiro), 3.7 rimbalzi in 13 partite giocate (17.8 minuti).

    La guardia Shaun Livingston ha fin qui giocato solamente 2 partite (10 minuti di impiego medio con 1 punto – 25% al tiro – e 1.5 rimbalzi) prima di essere operato in artroscopia al ginocchio. Il giocatore ha già ripreso ad allenarsi con i compagni ed il suo rientro è ormai prossimo.

    Passiamo ai Bulls.

    La guardia Kirk Hinrich dovrà infatti restare fermo 1-2 settimane per un infortunio rimediato in allenamento al pollice della mano sinistra. Lo scorso anno per un infortunio (frattura) al pollice della mano destra aveva saltato 31 partite. Kirk ha fin qui giocato 13 partite facendo registare le seguenti medie: 8.9 punti (37% al tiro), 4.3 assist e 2.9 rimbalzi a partita in 28.5 minuti di gioco.

     
  • 13:01 il 1 December 2009 Permalink | Rispondi
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    Dallas di un soffio sui 76ers 

    Vittoria thriller, 104-102, di Dallas sui Philadelphia 76ers all’American Airlines Center.

    Dallas ripropone in quintetto Dampier dopo l’assenza di 5 gare per un malessere ignoto, mentre Eddie Jordan lascia in panchina Brand dando fiducia a Young nel ruolo di ala forte e a Dalembert come centro; il rookie Holiday in quintetto per l’infortunato Lou Williams (in attesa di conoscere la decisione di Allen Iverson).

    La partita ha visto le squadre dividersi i tempi (dominio Mavs nel primo tempo, recupero dei 76ers nel secondo) e le zone di dominio in campo: Dallas meglio in attacco (nonostante un non eccellentissimo 46% al tiro ma con 10/21 da 3 punti) con 31 assist, 10 recuperate e sole 9 palle perse, ma fiacca in difesa (soli 37 rimbalzi); Philadelphia sprecona ed imprecisa in attacco (40% al tiro, 17 palle perse) ma dominatrice a rimbalzo: 60 rimbalzi (24 offensivi)! Da menzionare infine il clamoroso e assurdo gesto di Dalembert che priva Iguodala della possibilità di realizzare una tripla a fil di sirena intercettando il tiro e spedendo il pallone contro il tabellone! La parabola sembrava buona e Dalembert se proprio voleva intervenire avrebbe dovuto almeno realizzare un alley-up. Dallas ringrazia e porta a casa la 13° vittoria.

    Il primo quarto inizia in equilibrio con le squadre che giocano punto a punto. A 2.53 da fine periodo Philadelphia riesce anche a mettere la testa avanti (23-22) ma Dallas replica con un parziale di 6-0 che fissa il punteggio del primo quarto sul 28-23.

    Nel secondo quarto Dallas allunga portando e mantenendo il distacco sempre sopra la doppia cifra (massimo vantaggio sul +17, 53-36 a 1.02 da fine periodo): 57-43 è il punteggio con il quale le squadre vanno al riposo.

    Nel terzo quarto Philadelphia rimonta (come già fatto la sera precedente a San Antonio) sfruttando il rilassamento che sempre colpisce i Mavs quando raggiungono la doppia cifra di vantaggio. I 76ers rosicchiano punti su punti (raggiungendo anche il -5 sul 75-70) chiudendo il periodo con soli 6 punti di scarto: 76-70.

    Nell’ultimo quarto la rimonta degli ospiti si concretizza insperata, ma i Mavs con la classe e con la fortuna riescono a portare a casa la partita. Eppure a metà dell’ultimo quarto sembrava ormai impossibile una rimonta di Phila allorchè una tripla di Kidd con 6.24 da giocare fissava il punteggio sul +11 Dallas (92-81). A 2.30 da giocare poi, Nowitzki teneva sul + 9 i Mavs ma a quel punto i padroni di casa vanno in letargo concedendo  l’ennesima rimonta agli avversari, rimonta che si concretizza a 5.9 secondi dal termine con la tripla di Iguodala (102-102). A 1 secondo e 4 decimi dalla fine Terry inventa il canestro del +2 ma è Dalembert (forse) a regalare la vittoria a Dallas. Iguodala infatti tira da 3, la parabola sembra eccellente e destinata a centrare il canestro ma ecco che sbuca big Sam a scagliare il pallone contro il tabellone! Finisce 104 a 102 per Dallas.

    Dallas dunque mostra ancora una volta temibili cali di concetrazione sui quali deve assolutamente lavorare. Se con Milwaukee, Minnesota, 76ers e altre squadre minori è possibile riuscire comunque a vincere grazie alle invenzioni del singolo giocatore, con squadre di rango superiore queste amnesie portano inevitabilmente alle sconfitte. Peraltro simili atteggiamenti mentali hanno portato a perdere l’opening game con Washington in casa e la gara casalinga con i Warriors. Il modello da seguire è quello di Phoenix.

    Per quel che concerne le prestazioni dei singoli bene Kidd (22 punti con 8/16 al tiro, 11 assist, 6 rimbalzi, 4 recuperate, 3 stoppate e 2 perse), Marion (14p. 6/10 al tiro) e Gooden (15p. con 5/10 e 10 rimbalzi). Imprecisi Nowitzki (28p con 11/26 al tiro), Terry (7p. con 3/7) e Barea (11p. con 4/10). Corpo estraneo Dampier: una schiacciata su assist di Kidd (3 punti con 1/2 al tiro), 1 misero rimbalzo, 3 falli e una palla persa in 16 minuti di gioco. Beato lui che guadagna 10 milioni e mezzo di dollari (13 il prossimo!).

    Philadelphia ha visto una discreta prova dei lunghi: Brand dalla panchina segna 21 punti (8/12) e cattura 10 rimbalzi, mentre il confusionario Dalembert chiude con 6 punti (2/6 al tiro), ma 19 rimbalzi, 3 stoppate e 3 recuperate. Bene anche la guardia Green: 23 punti (8/16) e 8 rimbalzi per lui. Ancora una volta imprecisi Iguodala 19p. (ma 6/17 al tiro), 4 r, 4a e Young (21p. 8/18 e 7 rimbalzi). In attesa della risposta di Iverson la squadra ha dimostrato di avere comunque un discreto potenziale per raggiungere l’ottavo posto ad est, soprattutto se si considerano le assenze di Lou Williams e soprattutto di Speights. Con un Iguodala in ombra, la presenza di Iverson potrebbe sicuramente giovare alla squadra visto che Allen attirerebbe su di sè l’attenzione delle difese togliendo pressione a Iguodala.

    I Mavs invece, qualora mostrassero amnesie identiche a quelle mostrate con Phila, potrebbero anche regalare una clamorosa vittoria, la prima, ai Nets. Il 2 dicembre infatti all’Izod Center i Nets dovranno vincere per evitare di stabilire il record di sconfitte consecutive (18). Lo scorso anno vinsero nettamente i Nets…

     
    • Penny 18:57 il 1 dicembre 2009 Permalink | Rispondi

      Ma Dalembert è pazzo? Quel tiro di Iguodala mi sa proprio che andava dentro… Peccato che su SKY non abbiano fatto rivedere il replay!

    • jasonkidd 20:45 il 1 dicembre 2009 Permalink | Rispondi

      Se nn entrava ci sarebbe andato vicinissimo. Dalembert ha toccato 1 millesimo prima che entrasse/prebndesse il ferro. Guarda la faccia di Iguodala! ahah "ma che ca..o ha fatto" sembra dire. Ivey invece è saltato dalla panchina (per gioire) poi dopo il gesto folle di Sam si è messo le mani nei capelli!. Tra poco voglio vedere cosa dicono al riguardo Bagatta e Peterson…

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