Fenomenologia di Greg Oden, la nuova pepita della Lega
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Quando David Stern ha ufficializzato l’approdo di Greg Oden nella franchigia un tempo patria infelice di Drazen Petrovic, l’allenatore dei Blazers Nate McMilllan si è lasciato andare ad esultanze eufemisticamente esagerate: come se non si sapesse che l’esito del recente draft tale sarebbe stato. Questo offre però il grande circo della Lega, e su Greg Oden le aspettative saranno inevitabilmente altissime nella prossima stagione: i paragoni con Bill Russell e Wilt Chamberlain di cui vaticinano i media americani lo testimoniano ampiamente. Ma sarà vera gloria per il 19 enne ormai ex-centro di Ohio State?
Greg Oden è nella bocca di tutti gli addetti ai lavori americani da un paio di anni. Centro dotato di un fisico imponente (2 metri e 13 cm per 117 kg), autentico dominatore della stagione NCAA in area pitturata, Oden ha però mancato l’appuntamento col titolo universitario. Nella finalissima infatti Ohio State si è arresa al magnifico giocattolo dell’Università della Florida, i cui tre alfieri sono stati scelti tra i primi posti al recentissimo draft. Oden anche in quella sede ha però fatto valere la sua imponenza: 25 punti, 12 rimbalzi e 4 stoppate che non sono stati sufficienti a piegare l’incredibile collettivo dei Gators, ma che hanno confermato le strepitose doti del ragazzo di Ohio State: prestanza atletica, intelligenza cestistica fuori dal comune, tiro discreto e migliorabile e soprattutto una difesa asfissiante e imponente.
La classe, la naturalezza e l’ampiezza delle sue armi difensive hanno fatto affiorare paragoni con un altro centro dotato di talento cristallino: David Robinson. Ricordate la famosa stoppata che l’Ammiraglio stampò in faccia al Principe del Baltico Arvydas Sabonis nella storica semifinale USA-URSS alle Olimpiadi di Seul ? Oden presenta una simile capacità di dominare l’area. Tentacolare nell’acchiappare i rimbalzi, eccellente nello sporcare le conclusioni degli avversari con un incredibile lavoro di braccia, il nuovo centro dei Portland Trail Blazers è poi dotato di una intelligenza non comune che gli permette di selezionare quasi sempre l’intervento più giusto col minimo sforzo in termini di rischio di commettere falli. Notoriamente, la difesa nella NBA è l’arma fondamentale, e troppi lunghi difettano in questo prezioso fondamentale, non assicurando una presenza decisiva e lasciando spesso a desiderare nella combinazione di movimenti orizzontali e verticali. Questo spiega in parte l’estasi di tanti addetti ai lavori per Oden.
A livello offensivo, Greg non è ancora a un livello monstre, anche se i suoi felici piazzamenti in post basso garantiscono sempre una bocca offensiva interessante, grazie alla notevole agilità e all’ottimo uso del piede perno. McMillan dovrà far lavorare parecchio il suo pupillo, specialmente quando sarà raddoppiato e dovrà decidere celermente quali soluzioni offensive elaborare: le difese della Lega non gli concederanno certamente spazio e Oden dovrà evitare una certa macchinosità, soprattutto se spalle a canestro. Semplicemente immarcabile è pero quando viene servito in profondità per schiacciare. I prossimi mesi ci diranno come si evolverà una storia di successo che sembra già scritta.
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