Larry Bird, il re della gara da tre punti
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La tradizionale partita delle stelle divenne un momento chiave nelle strategie di marketing della lega negli anni 80. L’ All-Star Game fu arricchito con due avvenimenti-show capaci di catalizzare ulteriormente l’attenzione dei media e accendere la fantasia degli appassionati: la gara delle schiacciate e la gara da tre punti. La prima permetteva di esaltare quelle doti atletiche e spettacolari che gli eredi di Doctor J, Michael Jordan in primis, avrebbero imposto, in una sfida alle leggi della gravità, come marchio di fabbrica del basket NBA. Il three-point shootout enfatizzava invece il cardine del gioco: l’esecuzione a canestro.
La competizione venne introdotta per la prima volta nell’All- Star Game di Dallas, nel 1986. Larry Bird era all’epoca il più forte cestista al mondo, si apprestava a essere incoronato MVP per la terza volta di fila e il suo movimento di polso nel tiro da oltre l’arco era pura poesia. Tale gara sembrava dunque disegnata su misura per lui, senza contare che il meccanismo della gara sposava l’amore di Larry per le sfide, le provocazioni, i duelli rusticani conditi dal suo leggendario “trash talking”. L’edizione del 1986 venne ovviamente vinta a mani basse da Bird. Narra la leggenda che quando il contadino di French Lick arrivò negli spogliatoi a Dallas, fissò uno dopo l’altro tutti i suoi avversari, per poi dire “Mi sto chiedendo chi di voi arriverà secondo”. Bird aveva dunque già vinto prima di entrare in campo, con la sottile arma della provocazione psicologica, al quale aggiungeva poi il tirare per primo nella finale, l’ ammazzare la gara con una grandinata di triple in apertura, e l’indossare la camicetta dei leggendari Celtics per intimorire i suoi avversari. Tutti cecchini doc nelle rispettive franchigie, da Craig Hodges a Trent Tucker, ma ridotti al ruolo di vittime sacrificali nel rito del Dio in maglia 33.
Il tre volte MVP bissò il successo senza troppi problemi a Seattle nel 1987, e l’anno dopo si presentò all’ All- Star Game di Chicago per l’ultimo valzer sulla linea da tre punti. Nello stesso anno, Dominique Wilkins e Michael Jordan si sfidarono nella più elettrizzante gara delle schiacciate di sempre, e Larry il megalomane decise che era tempo di cambiare spartito per restare in prima pagina. Il suo show cominciò nelle semifinali, quando iniziò lentamente per poi prender fuoco e mettere a segno ben 23 punti, 10 di money-ball. Larry festeggiò andando via con passo felpato mentre l’ultimo tiro stava entrando e con un pugnetto sottile, alla Stefan Edberg. Il meglio doveva ancora arrivare.
Il suo rivale in finale fu Dale Ellis, sublime tiratore scelto dei Seattle SuperSonics, il quale a un certo punto pensò di poter detronizzare il re. L’ idolo del Boston Garden infatti iniziò in maniera zoppicante la sua serie finale, mettendo a segno soltanto 7 punti nei primi tre blocchi, con grande gioia di tutti coloro che in quegli anni avevano mangiato la polvere. Mancavano soltanto 25 secondi, Ellis si era issato a quota 15 ma Larry non si scompose. Dopo un altro errore, egli iniziò a infilare una tripla dietro l’altra, agguantando Dale sul 15 pari. Mancava soltanto il money-ball, e quando questo lasciò i polpastrelli di Larry, dopo una fulminea occhiata, egli sollevò l’indice per ribadire chi era il numero 1. Il money-ball andò a canestro, il finale del thriller era già stato scritto. Non a caso, parliamo di un uomo chiamato Leggenda.
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Commenti all'articolo (5)
bird ha un tiro bruttissimo però non sbaglia
Si…è vero…nn aveva un gran tiro anke x colpa d un mignolo rotto al college…cmq anke reggie miller nn aveva un gran tiro…solo dal punto d vista dello stile, però…anke xkè ne ha messe piu d tutti!!!
[...] concordo. Per aiutare i pi
per dire che larry aveva un brutto tiro bisogna proprio guardare con un solo occhio. Aveva il tiro più plastico mai visto, e quella bellissima ricaduta all'indietro era danza. Peccato semmai per l'infortunio dell'89, quello si che lascio il segno, da allora era persino costretto a stendersi a terra per il mal di schiena… ma pur di giocare! Giusto tre pareri autorevoli: il più grande tiratore puro ha detto Dan Peterson, il giocatore più completo di sempre ha detto un certo Magic Johnson, un genio del basket ha detto Jiulius Erving, e potrei continuare ancora…
per me bird e magic sono più grandi di jordan. Jordan perdeva contro bird e magic quando i due erano in forma. Bird e Magic sono i giocatori dminanti degli inni 80. MJ domina gli anni 90, ma non aveva squadre minimamente paragonabili a celtics e lakers con cui battagliare in finale. Certo bird e magic non erano soli, ovvio, ma nemmeno Jordan era solo… Pippen and co. erano una forte squadra… spulciateveli ad uno ad uno con statistiche e vedrete se Jordan era solo