apr21

Le 14 escluse


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Come lo scorso hanno di questi tempi, è arrivato il momento di tirare le somme per le quattordici squadre escluse dalla post season. Ci sono le deluse, le amareggiate e le soddisfatte di avere comunque fatto e dato tanto al di sopra delle proprie possibilità. Iniziamo quindi ad analizzarle partendo dalla squadra con il peggior record a quella con il miglior record, ovviamente rimanendo sempre nelle non partecipanti ai Playoff:

1.New Jersey Nets: la peggior squadra della lega e forse la più delusa per come è andata questa stagione. I mezzi tecnici li avevano tutti per puntare alla zona Playoff, peccato che è mancata la giusta convinzione che ha portato ad un tracollo ormai annunciato da anni. Licenziato Lawrence Frank, ora si vocifera sul possibile ritorno di Byron Scott (due volte finalista nel 2002 e nel 2003) che potrebbe ridare la vena giusta alla squadra. In attesa del trasferimento a Brooklyn che ormai viene rimandato di anno in anno, Kiki Vanderweghe ha già in mente un paio di colpi in estate che potrebbero anche stravolgere l’NBA, ma bisognerà vedere se le stelle che saranno free agent tra qualche mese, saranno interessate al progetto. Se non sarà così si ripartirà dalle cose positive di quest’anno, cioè i giovani. Brook Lopez e Devin Harris sono ormai i pilastri della squadra, Douglas-Roberts e Terrence Williams potrebbero essere le spalle ideali attendendo la prima scelta del draft che ormai sembra loro visto il record di 12-70 che risulta essere il secondo peggiore nella storia della lega. Attenzione però! Le scelte di mercato dei Nets saranno imprevedibili e potrebbe anche scapparci la rinuncia ad una first pick per poter puntare su una stella già affermata. Staremo a vedere. Giudizio:pessimi.

2.Minnesota Timberwolves: dopo le scelte sbagliate del nuovo GM Kahn che nello scorso draft scelse due point guard come Rubio (poi spedito in Spagna indispettito) e Flynn nel giro di due chiamate vicine. Così mandò via Telfair e Foye per lanciare Flynn in quintetto, ma puntualmente il rookie ha deluso le aspettative forse troppo sortite su di lui, lasciando in braghe di tela la dirigenza e la squadra stessa che per tutta la stagione non ha avuto una point guard all’altezza. Così accade il macello. Al Jefferson minaccia di andarsene perchè stufo delle false promesse sulla crescita della squadra e per la coesistenza difficile con Love. Così ora ci risiamo. Le minacce di ennesima rifondazione sono evidenti e una scelta altra al draft potrebbe portare uno tra John Wall o Evan Turner. La strada dei T-Wolves sembra la linea verde sperando che non si commettano più errori del genere. Giudizio: pessimi.

3. Sacramento Kings: tutto sommato si può dire che la stagione dei Kings è stata positiva. Un motivo fra tutti è stata la scoperta di Tyreke Evans che sarà quasi sicuramente nominato Rookie of the Year e che ha portato alla scelta di mandare via Kevin Martin ormai logoro per il nuovo progetto di squadra. Paul Westphal ha sicuramente contribuito al resto e a Sacramento si aspettano già dal prossimo anno un miglioramento come quello avvenuto a Memphis che ha portato i Grizzlies vicini ai Playoff. Oltre a Tyreke ci sono gli astri nascenti Hawes e Thompson che sono stati rinforzati nel settore dall’arrivo di Landry. Come non parlare poi dell’ottimo Beno Udrih che dall’anno prossimo sarà molto probabilmente il play titolare. Insomma, nel complesso i Kings ci sono e possono davvero fare bene. Giudizio: discreti.

4.Golden State Warriors: le 26 vittorie stagionali di sicuro non hanno cambiato molto rispetto all’anno prima, ma quella che dovrebbe essere l’ultima stagione di Nelson sulla panchina, ha dato anche molti segnali positivi. Innanzitutto l’arrivo di Stephen Curry che dovrà portare la dirigenza a fare una scelta tra lui ed Ellis per quel ruolo. La coesistenza è palesemente impossibile tra i due e per evitare che si pestino i piedi è molto probabile che parta quest’ultimo verso una direzione non ben definita ancora. Quindi cosa si fa? L’idea è quella di ripartire da Curry per costruire intorno una squadra finalmente competitiva. L’incapacità della dirigenza di trattenere, negli ultimi anni, i pezzi da novanta però preoccupa e non poco. Se ci si mettono poi di mezzo anche gli infortuni e quindi la sfortuna allora quello dei Warriors è un tunnel senza uscita, ma l’arrivo di Curry ha risvegliato nel pubblico della baia l’entusiasmo dei tempi in cui arrivò Arenas, sperando che non sia l’ennesima illusione. Giudizio: mediocri.

5.Washington Wizards: non ci si aspettava assolutamente una stagione del genere in quel della capitale. Le premesse erano ottime, con il recupero di Arenas che aggiunto a Butler e Jamison andava a formare uno dei trii più forti della lega. Ma l’avvicendarsi di sfortune e cattivi rapporti ha rovinato tutto quello che di buono ci si aspettava da questa squadra. Così prima la squalifica ad Arenas per possesso di armi in spogliatoio (non autorizzato dalla lega) e poi le cessioni di Butler (ai Mavs) e Jamison (ai Cavs) hanno tolto la speranza ai Wizards di risollevare la propria stagione oltretutto già ampiamente compromessa. Quindi, dopo avere avuto il peggior record della lega nel 2008-09, Washington ha avuto uno dei peggiori anche nella stagione appena terminata rendendo così vano il lavoro estivo per rimettere a posto la situazione. L’estate 2010 cosa potrebbe cambiare? A parte la scelta alta al draft, i Wizards direi che non si proporranno sul mercato sfoderando dei colpi eccezionali. L’idea di disfarsi di Agent Zero è ormai evidente lanciando così Foye in quintetto. L’esplosione di Blatche ha poi messo un paletto davanti a quel ruolo così come la presenza di McGee. Se poi Al Thornton e Nick Young faranno da contorno il sistema potrebbe migliorare e non di poco. Non si sa bene invece cosa succederà con Josh Howard e Mike Miller, ma l’intenzione è quella di tenerli almeno per un altro anno. Giudizio: pessimi.

6.Philadelphia 76ers: non ci sono giustificazioni plausibili. La stagione dei Sixers è stata altamente deludente. Dopo la partenza di Andrè Miller è stato lanciato in quintetto Louis Williams, ma le prestazioni altalenanti di quest’ultimo hanno fatto optare coach Jordan per l’inserimento del rookie Jrue Holiday che la maggior parte delle volte non ha deluso le aspettative. Si doveva ripartire dal trio Igoudala-Young-Brand e dagli ottimi playoff giocati nel 2009 quando i Sixers misero in difficoltà i Magic, ma a quanto pare le buone pretese non sono bastate e le ambizioni della squadra si sono interrotte presto.L’estate non potrà cambiare più di tanto.Arriverà un altra buona scelta dal draft, ma la squadra rimarrà più o meno questa provando a riscattare una stagione davvero da dimenticare. Giudizio: pessimi.

7.Detroit Pistons: non si può di certo fare delle considerazioni positive su questi Pistons. Hanno rischiato la peggior stagione nella storia della franchigia e per la prima volta in nove anni non hanno raggiunto la post season. Tutto questo a cosa è dovuto? Al fatto che la squadra è cambiata troppo in estate e che i soldi spesi per Villanueva e Gordon non hanno portato a nulla. Le cessioni di Hamilton e Prince sono solo questione di tempo e la rifondazione completa da parte di Dumars dovrà avvenire prima dello sfascio completo. Stuckey-Gordon-Daye-Villanueva dovrebbe essere il quartetto di ripartenza dei Pistons, ma dal draft può arrivare finalmente un centro solido per completare l’opera? A disposizione c’è Aldrich, proveniente da Kansas, ma anche Ed Davis di North Carolina o Greg Monroe di Georgetown anche se non sono propriamente dei centri. Bisognerà vedere che scelta avranno. Il sogno sarebbe DeMarcus Cousins, ma le prospettive sono troppo alte per lui. Un altro progetto possibile potrebbe essere quello di arrivare a Lebron o comunque ad una stella di primo livello. Anche Bosh sarebbe nelle mire del club dopo che nel 2003 Dumars lo snobbò al draft preferendogli Milicic. Giudizio:pessimi.

8.Los Angeles Clippers: ormai ci siamo abituati alle stagioni deludenti dei Clippers che nonostante in estate facciano proclami di immediato riscatto e quindi di arrivare ai playoff, rimangono sempre fregati. La cessione di Camby ha confermato la necessità di ripartire dai giovani e dalla coppia Kaman-Jordan che ha fatto molto bene in questa stagione sotto le plance. Da Eric Gordon ci si aspettava qualcosa di più, mentre Baron Davis è già ormai nella fase di declino. Occorre dare una scossa all’ambiente e in modo definitivo. La delusione è poi anche arrivata dallo scorso draft in cui tutti si aspettavano un Blake Griffin devastante per risollevare le sorti di una franchigia notoriamente sfortunata, ma il rookie ex Oklahoma si è subito infortunato lasciando la macchina dei Clippers in panne. Ora la speranza verrà riposta nella prossima stagione e ancor prima nel draft, ma siamo di nuovo punto e a capo di un capitolo che non vuole finire. Giudizio: discreti.

9.New York Knicks: anche per New York stessa storia. Tanti proclami e poi stagione da nemmeno 30 vittorie. Le cose buone però si sono viste. La crescita di Gallinari, l’ormai grado di All-Star di David Lee e i tanti giovani leoni presenti nel roster, ma cosa ci aspetta nella prossima stagione e soprattutto nell’estate della grande mela? Intanto una prima scelta al draft non c’è e quindi la speranza dei tifosi è quella di portare a casa un gioiellino per costruire una squadra da titolo. Lebron? Wade? Bosh? Sono soltanto nomi che in questi giorni e nei mesi avvenire attanaglieranno la mente dei newyorkesi, sperando di non rimanere nuovamente delusi. Giudizio: discreti.

10.Indiana Pacers: tra infortuni vari Indiana ha fatto una stagione elegante e positiva nonostante il vero valore della squadra. Il solito Granger e le cose buone fatte vedere da McRoberts e Hibbert nel finale di stagione fanno ben sperare. Ora si pensa al draft e nello stare dentro le prime dieci scelte così da puntare o su una point guard di alto livello o su un lungo, ma di sicuro Indiana il prossimo anno ai playoff ci potrebbe anche puntare. Giudizio: buoni.

11.New Orleans Hornets: la chiave della stagione degli Hornets è stata l’infortunio di Paul. Il leader dei Calabroni ha saltato un innumerevole numero di partite compromettendo gran parte delle aspirazioni. I giovani: Collison e Thornton hanno provato in tutti i modi a reggere la baracca, ma molto presto lo scoraggiamento e la delusione l’hanno fatta da padrone e la stagione di New Orleans è andata a farsi benedire. Meno male che nella Big Easy sono riusciti ad esultare grazie ai Saints che hanno vinto il Superbowl così che CP3 e compagni sono passati in secondo piano, ma in estate bisognerà pensare a qualcosa, altrimenti si rifonda e non è detto che il play ex Wake Forest rimanga lì dov è, soprattutto se Collison cresce ancora. Giudizio: rimandati.

12.Memphis Grizzlies: ottima stagione dei Grizzlies che con un nucleo altamente giovane e sfrontato è riuscita ad arrivare molto vicina ai playoff assaporandoli anche per un breve periodo. Il 40-42 finale ha anche candidato Lionel Hollins al premio di coach dell’anno che però molto probabilmente non riuscirà a vincere. Le note positive sono state assolutamente tante. La crescita di Rudy Gay come uomo squadra, la completezza sotto canestro di Zach Randolph e i buoni inserimenti di gente come Conley,Mayo e Gasol che sono riusciti a dare un impronta positiva alla squadra. Il difficile, ora, sarà ripetersi e magari migliorarsi, ma seguendo le orme dei Thunder di quest’anno, tutto è possibile anche se magari non hai un Durant in squadra. Giudizio: ottimi.

13.Toronto Raptors: qui direi che l’elemento sfortuna ha agito tantissimo. Gli infortuni che hanno messo KO in più riprese i vari Turkoglu e Bosh, le poche alternative dalla panchina e forse aver peccato troppo di ingenuità in alcune partite che si potevano tranquillamente vincere. L’aver ceduto il passo e la stanchezza dell’ultimo periodo sono soltanto alcune delle attenuanti ad una comunque positiva,se vogliamo, stagione dei Raptors, ma ora non ci potranno essere più scuse anche se la cessione di CB4 sembra sempre più vicina. Staremo a vedere. Giudizio: rimandati.

14.Houston Rockets: la stagione dei Rockets è stata altamente positiva se pensiamo a quello che si diceva su di loro la scorsa estate. Senza T-Mac (infortunato e poi ceduto ai Knicks) e Yao (infortunato) e con la cessione di Artest ai Lakers, gli esperti avevano dato Houston come una possibile candidata al peggior record della lega, ma alla fine non è stato così. Vuoi per gli arrivi di metà stagione (Kevin Martin su tutti) e vuoi per la grinta tirata fuori da gente come Ariza,Brooks e Scola, il sogno Playoff è andato vicino al concretizzarsi. Il rientro di Yao potrebbe quindi riaprire molte porte alla squadra di Adelman che la prossima stagione potrebbe anche puntare più in alto. Qualche innesto sicuramente farebbe bene, ma c’è fiducia nella città del Texas. Giudizio: ottimi.

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Commenti all'articolo (2)

  • di DurAlex
    domenica, 25 aprile, 2010 alle 11:34

    Abbastanza d'accordo sull'articolo. Washington ha rilanciato Livingston, vediamo l'anno prossimo sarà il play, magari con Foye da 2. Milici non è così scarso, a Minnesota gli han finalmente dato fiducia ed ha mostrato di poterci stare, e bene, in nba.

    Memphis… la scelta tabheet pagherà mai?

    Toronto: Bosh è free agent, arrivederci e grazie. Squadra senza strategia difensiva né attacco bilanciato, Turco poco utile in un simile contesto. Io avrei impacchettato cb4 lo scorso anno, il rischio (in assenza di sign&trade) è di perderlo per nulla… bell'affare! Aggiungo una cosa: in 2/3 anni via marion per nulla, o'neal scambiato con hibbert… si poteva far meglio!

  • di super wade
    sabato, 1 maggio, 2010 alle 01:40

    per DurAlex: Thabeet non sarà mai secondo me un buon centro in NBA. 0 tecnica, 0 fisicità, solo 2.21m che da soli in NBA non garantiscono niente.

    Per quanto riguarda l'articolo condivido cosa c'è scritto, però non sono così ottimista con Houston e soprattutto Indiana mentre credo che gli Hornets non possano continuare a giocare con Paul, Collison assieme, dovranno cederne uno dei 2 (e non credo cederano Paul…)

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