Le prime 8 eliminate
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Dopo aver analizzato le 14 squadre rimaste fuori dai Playoff ora tocca alle 8 eliminate al primo turno. I criteri saranno ovviamente diversi e non si guarderà solo se la stagione è stata positiva oppure no, ma se sono state centrate le aspettative oppure si è addirittura superato l’obiettivo prefissato a fine stagione. Iniziamo quindi partendo per ordine di eliminazione:
1.Charlotte Bobcats: dopo l’amarezza del nono posto della stagione precedente, i Bobcats targati Larry Brown hanno raggiunto i Playoff con la settima posizione. Guidati da un Gerald Wallace pazzesco per tutta la durata della Regular Season (ha addirittura partecipato alla gara delle stelle) e da una buona organizzazione di squadra (hanno avuto la migliore difesa della lega) hanno centrato il loro obiettivo primario. Rimane un po’ di delusione su come è stato affrontato il primo turno contro i Magic, ma il rapporto di fine stagione rimane comunque positivo e il prossimo anno sono chiamati a fare lo stesso se non a migliorare. L’estate potrebbe essere magra per quanto riguarda una possibile stella in arrivo, ma va assolutamente migliorata la panchina e la consistenza sotto canestro che sono stati solo alcuni dei problemi rilevati nella post-season. Giudizio: ottimi.
2.Miami Heat: aldilà del quinto posto all’Est in stagione regolare è chiaro e palese che così non si può andare avanti. L’ombra della partenza di Wade incombe sempre di più nella soleggiata Miami e il rischio di tornare nel baratro dopo anni più o meno gloriosi che hanno addirittura portato il titolo del 2006 è molto vicino. La delusione per aver perso una serie in modo così arrendevole (tutti tranne Wade ovviamente) è davvero tanta e la sensazione è quella che sia finito un ciclo. Dwyane ha espresso parole e critiche pesanti nei confronti della dirigenza senza ovviamente fare nomi e ha anche lanciato una frecciatina a due dei più grandi indiziati di questo “fallimento”: Jermaine O’Neal e Michael Beasley, completamente abulici nelle cinque partite giocate contro i Celtics. Non si poteva di certo pretendere il passaggio del turno, ma sarebbe stata preferibile una lotta un po’ più concreta almeno per allungare la serie. L’Estate imminente sarà chiarificatrice, staremo a vedere. Giudizio: appena sufficienti.
3.Chicago Bulls: altra buona stagione coronata dall’approdo ai Playoff per i Bulls di Del Negro. Era forse da migliorare il settimo posto dell’anno prima, ma le perdite di Gordon, Salmons e Thomas si sono fatte sentire parecchio. La decisione di ricostruire senza sfaldare nulla ha dato i suoi frutti anche se forse il raggiungimento di questo obiettivo è merito della scarsa concentrazione dei Raptors nel finale di stagione più che per meriti propri, ma un pregio dei Bulls è stato sicuramente quello di averci creduto sempre. Stagione quindi positiva, nonostante l’eliminazione in cinque gare da parte dei Cavs. Positiva per l’esplosione di Noah e per la nuova stella del firmamento che prende il nome di Derrick Rose. Manca però ancora qualcosa e il posto libero lasciato prima da Gordon e poi da Salmons deve ancora vedere il suo sostituto. Un nome ce l’avrei: Wade? Non ditemi che il signor Paxson non ci ha pensato.Giudizio: ottimi.
4.Dallas Mavericks: stagione strana quella dei Mavs. Sottotono nella prima parte, ma grandissimi nella seconda, stranamente dopo l’arrivo di Butler e Haywood. Forse saranno state le forze fresche, ma per un attimo a Dallas hanno sperato di arrivare fino a Giugno per giocarsi la seconda finale della loro storia. Quando hanno inanellato la striscia di 13 vittorie consecutive già si parlava di anti-Lakers e di Nowitzki come candidato al titolo di MVP, ma ben presto le voci sono state smentite dall’ennesima delusione subita dagli uomini di Cuban. Eliminazione al primo turno per mano degli arcirivali texani degli spurs. Un dominio assoluto quello dei nero argento che hanno fatto ricredere un po’ tutti e messo nei guai la dirigenza dei Mavs che ora deve prendere alcune decisioni che scottano. Kidd ormai è prossimo al ritiro, Dirk ha più volte chiesto di essere ceduto e cosa fare con Butler e Haywood? Non si sa se è già la fine di un ciclo, ma non sono momenti felici quelli che stanno passando a Dallas.Giudizio: rimandati.
5.Portland Trail Blazers: si poteva fare ben poco senza Roy e senza Oden che contro Amar’e poteva essere davvero d’aiuto. Camby ha fatto quello che poteva e anche Aldridge non era al meglio delle condizioni. Andre Miller si è acesso e spento come una lampadina e nemmeno la difesa perimetrale contro i bombardieri dei Suns è riuscita a fare molto. Se poi ci si mette un Richardson in grado di fare tutto quello che vuole, la spiegazione dell’eliminazione è ben presto data. Ma come ne escono i Blazers da questa stagione tormentata e travagliata? Ne escono abbastanza soddisfatti sotto parecchi aspetti: intanto di aver confermato lo status di squadra temibile soprattutto in casa e poi quello di aver raggiunto i Playoff per il secondo anno di fila, anche se l’amarezza per essere stati eliminati nuovamente al primo turno è abbastanza evidente. Si ripartirà da qui per costruire i Blazers del futuro, con la speranza che siano più fortunati e che Roy riesca finalmente a diventare una stella di prima grandezza.Giudizio: buoni.
6.Oklahoma City Thunder: come si fa a passare da 23 vittorie stagionali a 50 nel giro di una sola stagione? Il metodo ve lo saprebbero spiegare i Thunder che guidati da un superlativo Durant (miglior marcatore della lega) e da un allenatore emergente come Scott Brooks (coach of the year), è stata l’assoluta rivelazione di questa stagione. Sarà pure arrivato l’ottavo posto e saranno pure arrivati i Lakers al primo turno, ma questa squadra non ha avuto paura di nulla e ha messo in seria difficoltà i campioni del mondo, cedendo solo alla sesta partita e rischiando addirittura di arrivare alla settima. L’organico è giovanissimo e le aspettative per il futuro sono rosee, per non dire floride nella maniera più assoluta. Alcuni esperti hanno affermato che nel giro di tre anni questi qui saranno da titolo e non si può fare altro che avallare questa mozione pensando a quello che potrà diventare uno come Durant. Giudizio: eccellenti.
7.Denver Nuggets: come si fa a passare, invece, dalla finale di conference all’eliminazione al primo turno? Basta chiedere a Melo & Co che dopo aver tenuto a bada i Jazz per la conquista della division si sono fatti superare per 4 gare a 2 dagli stessi Jazz. Una stagione caratterizzata però da parecchi infortuni e sfortune interne (vedi il caso Karl) che hanno annichilito lo stato fisico di una squadra assolutamente impreparata, forse anche a livello mentale, per affrontare la post-season. Appena verrà assorbita la delusione si dovrà intervenire per allungare una panchina che si è resa in molti frangenti inadeguata ad una squadra che punta al titolo. Anche l’inserimento di un uomo specializzato difensivamente non sarebbe male ed è stata questa la più grande mancanza dei Nugs nella serie contro Utah. Giudizio: rimandati.
8.Milwaukee Bucks: e chiudiamo con i sorprendenti Bucks che sono stati l’unica squadra ad andare a gara-7 insieme agli Hawks. Nonostante la mancanza di uomini quali Bogut e Redd, hanno saputo raggiungere il sesto posto all’Est e affrontare Atlanta con una tenacia ed una forza davvero invidiabile. Jennings ha fatto vedere i sorci verdi a Bibby e anche Delfino e Ilyasova hanno disputato una grande serie tenendo a bada due mostri come Smith e Johnson per buone parti della serie. Purtroppo appena la difesa di Atlanta ha preso per bene le misure ha fatto sfracelli e nelle ultime due partite (vinte dagli Hawks) i Bucks sono stati tenuti a punteggi bassissimi e quando hanno perso l’attacco hanno perso la serie. Peccato, ma il lavoro di Skiles con una squadra priva di stelle e con giocatori dati fino a poco tempo fa per finiti è davvero da ammirare e forse avrebbe meritato lui il premio di coach dell’anno. Giudizio: ottimi
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