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Miami al completo: la missione titolo avrà successo?



Dopo l’ultimo acquisto Eddie House Miami ha finito il supporting cast da affiancare alle tre stelle della squadra James, Bosh e Wade. Dopo aver detto che Miami ha speso un sacco di soldi per firmare le tre grandi stelle trascurando un po’ il resto della squadra esaminiamo attentamente i restanti giocatori dando loro un giuudizio e una sistemazione appropriata nella rotazione e nel loro ruolo interno alla squadra.

Cominciamo subito da uno di quelli che a Miami c’erano e che sono già conosciuti e stimati, chi più chi meno, dal pubblico della American Airlines Arena.

Mario Chalmers: di sicuro sarà l’unico (forse con Haslem) di quelli che già c’erano la scorsa stagione a giocare dall’inizio. Uno che può far bene sia da starter sia dalla panchina, è uno di quelli del supporting cast di qui non si discute. Giocherà parecchi minuti e se riesce a coabitare con i tre fenomeni potrà avere il suo anno migliore.

Udonis Haslem: anche per lui vale il discorso fatto in precedenza per Chalmers. Giocherà di sicuro ma il porblema è se giocherà da sesto uomo, ruolo che si giocherà con Mike Miller e con Ilgauskas, o dall’inizio.

Jamaal Magloire & Joel Anthony: adesso il discorso cambia radicalemnte, a dirla tutta non so neanche perchè  gli Heat abbiano fatto questa mossa: rifirmare tutti e due non è stata una furbata anche perchè tutti e due avranno uno spazio minimo in rotazione e andranno a collidere con i minuti l’uno dell’altro. Insomma, bastava confermarne uno oppure confermarli tutti e due e non firmare Ilgauskas.

Carlos Arroyo: anche questa mossa mi convince molto poco; sarà che non stimo particolarmente questo giocatore ma Arroyo l’avrei volentieri lasciato ad un’altra squadra e avrei preso un giocatore che poteva coprire minuti meglio di lui. Giocherà dietro a Chalmers nella rotazione e andrà a coprire circa una ventina di minuti. Mi pare una cosa un pò esagerata per un giocatore del genere.

Ora passiamo ai nuovi, faremo un’analisi certamente più accurata e dettagliata di questi giocatori rispetto a quelli che ovviamente i tifosi conoscevano già.

Mike Miller: eccezione salariale buttata al vento con l’acquisto di questo giocatore con uno stipendio di 5.58 milioni. Si poteva benissimo prendere un Free agent molto più forte e molto più completo di Miller che sa solo tirare. L’unico lato positivo è che ci prende abbastanza e ha una percentuale al tiro da tre elevata. Ha giocato a Washington nell’ultima stagione dove tuttavia ha ricoperto molto bene il ruolo che gli era stato assegnato. Personalmente avrei puntato più su gente come Tracy McGrady che nonostante nelle ultime 2 stagioni è stato tartassato dagli infortuni io stimo particolarmente; certo, sarebbe stato più difficile convincerlo a stare dietro a Wade ma magari la voglia di titolo l’avrebbe stuzzicato.

Zydrunas Ilgauskas: di lui non posso che parlare bene: il grande big Z arriva a vestire la maglia di Miami dove prenderà il posto da titolare e se non lo prenderà andrà a fare il sesto o settimo uomo. Un centro di quelli che possono sempre tornare utili e che può coprire un numero abbastanza elevato di minuti. Insieme ad Haslem e Chalmers è di sicuro una nota positiva per gli Heat.

Kenny Hasbrouck: un Rookie che si prepara a giocare nella squadra dei tre fenomeni; sarà il primo giocatore di Siena a giocare nella NBA. L’anno scorso ha giocato nei Rio Grande Vipers, non vi so dire molto su di lui, era elegibile nel draft del 2009 ma non è stato scelto e di sicuro avrà un minutaggio molto risicato.

Eddie House: anche per lui vale il discorso fatto per Ilgauskas, secondo me House è un buon giocatore, di sicuro non è la PG che ti aspetti ma è un tiratore discreto e in situazioni difficili è utile. Ha giocato in tante squadre anche negli Heat stessi che lo scelsero al draft, l’anno scorso giocò nei Celtics, dove ebbe un’esperienza molto positiva in precedenza, e nei Knicks. E’ uno che ti copre pochi minuti e che difende il minimo ma che in situazioni chiuse può essere letale.

Juwan Howard: è il caso di dirlo: cosa non si fa per un titolo? Chiedetelo a lui che a 37 anni ricomincia da zero ripartendo da una squadra in cui ci sarà lo spazio minimo per lui, appena cinque o sei minuti. Ad ogni modo ora è lì e Miami lo dovrà usare a debito; ha un’esperienza notevole e ha giocato in tante squadre, può fare comodo agli Heat.

Eccoli qua sono loro i nomi che porteranno a Miami grandi emozioni nella prossima stagione e che nel bene o nel male resteranno nella storia della lega perchè accompagnati dai tre fenomeni Wade, Bosh & James.

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