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  • 00:46 il 20 October 2010 Permalink | Rispondi  

    Griffin, Oden, Nets, 76ers: sarà riscatto? 

    Questo oltre all’anno dei Miami Heat stellari, dei vecchi Celtics, dei soliti Lakers, dovrà necessariamente essere l’anno del riscatto di alcuni giocatori che per un motivo o per l’altro l’anno scorso hanno avuto una stagione sotto tono. Esaminiamo i casi più eclatanti:

    Blake Griffin: di sicuro è uno dei casi più seguiti dagli appassionati; il predestinato che l’anno scorso ha saltato tutta la stagione per un brutto infortunio che lo ha forzatamente tenuto fuori dai giochi, lui deve ancora dimostrare tutto il suo potenziale che è assolutamente straordinario battaglierà con John Wall per tutta la stagione alla cerca del Rookie of the year che l’anno scorso sarebbe quasi sicuramente stato suo. Il vero problema che Griffin avrà sarà quello di convivere tutti i giorni con l’idea di un nuovo infortunio come successo all’uomo che andremo ad esaminare ora.

    Greg Oden: l’ex stella di Ohio State ha saltato 2 stagioni su 3 per infortunio cosa che di sicuro lo ha parecchio debilitato; il primo avvenuto appena dopo la selezione gli ha fatto saltare un anno per poi tornare non certo con statistiche da capogiro (appena 8.9 punti e 7 rimbalzi a partita), il secondo calvario lo vive la stagione seguente dopo appena 21 partite giocate mentre stava tenendo medie buone 11.1 punti e 8.5 rimbalzi con una caduta che gli disintegra una costola. Per lui sarà una stagione difficile e il riscatto che dovrà trovare dovrà essere quello definitivo perchè se, facendo gli scongiuri, gli dovesse capitare di nuovo Portland non gli darà una nuova chance.

    Gilbert Arenas: un altro che cercherà riscatto sarà lui, l’ex Agent 0 infatti l’anno scorso è stato sugli scudi più per le vicende di cronaca nera che per le prestazioni in campo con la storia delle armi da fuoco che gli è costata una sacrosanta sospensione e non è che questa stagione, cominciata subito alla “grande”, con l’infortunio inventato sia stato uno stinco di santo; la sensazione è che Arenas abbia perso quella semplicità e quell’umiltà che lo aveva fin’ora contraddistinto e che sia diventato un poco di buono e un ragazzo cattivo. Il suo riscatto oltre che in campo deve arrivare sugli schermi televisivi e davanti ai microfoni.

    Chris Paul: più che Paul avrei dovuto mettere la squadra in generale ma è stato a mio parere lui il più deludente tra gli Hornets insieme a Okafor che è stato un flop vero e proprio, gli Hornets infatti hanno avuto una stagione decente solo grazie ai Rookies Collison e Thornton che hanno salvato la squadra nei momenti difficili cosa che Paul demotivato e aggiungerei giustamente dalla sua squadra è stato anche infortunato per un periodo lo stesso in cui Collison è esploso; insomma questa stagione dovrà necessariamente essere, per lui che ha chiesto la cessione e per la sua squadra, positiva altrimenti la vedo brutta nella Luisiana senza Paul che invece andando altrove potrebbe trovare gli stimoli giusti per vincere.

    Tracy McGrady: anche lui è uno di quelli che dovrà rivoluzionare tutto rispetto agli ultimi due anni in cui di sicuro non è stato il giocatore che abbiamo imparato a conoscere e apprezzare. Dovrà tornare presto quel giocatore per se stesso e per i Pistons che hanno puntato su di lui dandogli un’occasione importante che dovrà sfruttare al 100%.

    Yao Ming: lui non dovrà andare in cerca di riscatto ma dovrà andare alla ricerca di una nuova, l’ennesima, giovinezza. Non ho dubbi su di lui è un giocatore e soprattutto un atleta assolutamente straordinario e come Griffin avrà un anno strepitoso e porterà di nuovo Houston che anche senza di lui l’hanno scorso se l’è cavata discretamente ai Play-off dove saranno duri da battere per tutti basti pensare alla serie contro i Lakers di due anni fa.

    Andris Biedrins: ha bisogno di una stagione positiva, bisogno assoluto dopo la stagione scorsa saltata per buona parte (solo 33 le partite giocate), dovrà evitare di infortunarsi di nuovo e dovrà aiutare David Lee che da due anni prende i rimbalzi da solo e gioca da lungo da solo.

    I New Jersey Nets: era scontata l’aggiunta a questo gruppo dei Nets disastrosi e disastrati l’anno scorso quest’anno dovranno necessariamente riscattarsi dopo l’acquisizione di un giocatore come Favors che è un lungo molto capace e molto forte fisicamente e se si sveglia un giocatore come Harris che però è demotivatissimo dai risultati della squadra che viene come già detto da una stagione da appena 12 vittorie uno dei peggiori record della storia.

    I Philadelphia 76ers: anche loro dopo la scorsa stagione dovranno prendere la situazione in mano e questa sarà la cosa difficile per via dell’assenza di un Play vero e proprio. Ci sarebbe Holiday ma è ancora troppo acerbo e Williams ma non sono qui per scherzare ad ogni modo credo che la stagione passata sia stata abbastanza di transizione e che quest’anno con la fortunatissima lottery che ha assegnato la seconda scelta alla squadra della Pennsylvania preso Turner quest’anno non ci sono scusanti o meglio ci sono ma sarebbe meglio non trovarli e fare di questa stagione una stagione da protagonisti.

     
  • 01:04 il 19 October 2010 Permalink | Rispondi  

    Southwest Division: derby texano per la vetta 

    Spostiamoci a Sud Ovest e andiamo ad analizzare la Division che anche quest’anno dovrebbe essere una questione tra Mavericks e Spurs. New Orleans è a caccia del riscatto dopo una stagione di transizione. Memphis dovrà migliorare ancora. Houston deve ritrovare lo smalto giusto e far crescere i proprio giovani. Sarà quindi un’annata molto interessante.

    Dallas Mavericks

    Nuovi arrivi: Alexis Ajinça e Tyson Chandler (da Charlotte), Dee Brown (da Avellino), Brian Cardinal (da Minnesota), Dominique Jones (da South Florida University), Ian Mahinmi (da San Antonio), Steve Novak (dai Clippers)

    Partenze: Solomon Alabi (a Toronto), Erick Dampier, Matt Carroll e Eduardo Najera (a Charlotte), Tim Thomas (free agent)

    Non c’era bisogno di grandi cambiamenti in casa Mavericks. L’unico movimento di mercato rilevante è stato quello che ha portato Tyson Chandler dal North Carolina al Texas. Se l’ex Bobcats saprà inserirsi come si deve la macchina guidata da Rick Carlisle potrebbe girare a meraviglia. Nowitzki sarà come sempre l’asse portante e per aiutarlo nell’impresa di riportare Dallas ad una finale NBA avrà come aiutanti nomi del calibro di: Shawn Marion, Jason Kidd, Caron Butler e Brendan Haywood, oltre al nuovo arrivato. L’unico tarlo è quello di una panchina poco profonda ed inesperta. A parte il centro che partirà dal pino (non si sa ancora bene chi) ci sono Mahinmi (poca esperienza a livello di NBA, ma grandi doti), DeShawn Stevenson (buon giocatore, ma come primo cambio di Butler o Marion lascia un pò a desiderare), José Barea (grandi qualità, ma molti gli preferiscono il francese Beaubois) e i giovani Ajinça (terzo francese in squadra), Beaubois e Jones. L’unico cambio di valore sembra il solito Jason Terry che una quindicina di punti a sera potrebbe garantirli. C’è da sfatare pure il destino di giocatori come: Novak, Cardinal e Dee Brown. Forse rimarrà solo uno dei tre e si è più propensi a fare il nome di Steve Novak, ma chiunque dovesse rimanere non risolverebbe di certo i problemi di una panchina poco ricca di esperienza che nei Playoff potrebbe far saltare i ponti. A Dalla si augurano che non sia così e i presupposti per pensare ad una stagione trionfale ci sono. Vedremo.

    Houston Rockets

    Nuovi arrivi: Antonio Anderson (da Oklahoma City), Brad Miller (da Chicago), Alexander Johnson (da Sioux Falls), Courtney Lee (da New Jersey), Patrick Patterson (da Kentucky University), Ishmael Smith (da Wake Forest University)

    Partenze: Brian Cook (ai Clippers), Hilton Armstrong (a Washington)

    Tutto dipenderà dal ritorno di Yao Ming. Il centro cinese è stato, difatti, fuori per un anno e ora dovrebbe rientrare con piena regolarità. La pre-season in corso sta lasciando ottimi segnali e c’è ottimismo nei dintorni del Toyota Center. Se Yao tornerà quello di un tempo, allora per i Rockets si aprono parecchie porte. Luis Scola sarà chiamato a dare l’apporto necessario con il suo contratto fresco di rinnovo (47 Milioni in 5 anni) è pronto a dare il massimo. Nel ruolo di ala piccola partirà il sempre verde Shane Battier che avrà il solito ruolo di mastino difensivo. In attacco ci penseranno, invece, Kevin Martin e Aaron Brooks che se confermeranno un’ottima intesa, Houston potrebbe avere trovato la sua gallina dalle uova d’oro. Sul talento dei due non si discute, ma dalla panchina sono pronti a partire Kyle Lowry (in crescita nelle ultime annate) e Courtney Lee (chiamato per essere lo specchio di Martin). Squadra molto profonda, quindi, i Rockets che potranno contare pure su Chase Budinger che con il suo tiro da tre micidiale e la sua inaspettata esplosività potrebbe creare parecchi grattacapi alle difese avversarie. Brad Miller è stato chiamato per essere il primo cambio di Yao, mentre il rookie Patrick Patterson sarà una scommessa che coach Rick Adelman lancerà più che volentieri. Le premesse per fare bene ci sono e i Playoff non sembrano così impossibili.

    Memphis Grizzlies

    Nuovi arrivi: Tony Allen (da Boston), Josh Davis (da Congrejeros de Santurce), Xavier Henry (da Kansas University), Acie Law (da Chicago), Greivis Vasquez (da Maryland University), Damien Wilkins (da Minnesota)

    Partenze: Dominique Jones (a Dallas), Lester Hudson (Free Agent), Ronnie Brewer (a Chicago)

    Stesso allenatore, stesso quintetto base e stesse motivazioni dello scorso anno. Dare fastidio. I giovani Grizzlies non sono una cozzaglia di gente messa insieme per caso, ma hanno un obiettivo. Quello di stupire. Fare di più dello scorso anno sarà veramente dura, ma ci si può provare. Il trio Mayo-Gay-Gasol è ormai rodato e pronto per il salto di qualità, ma Randolph (All-Star lo scorso anno) e Conley non ci pensano proprio a fare le comparse e daranno l’anima per poter raggiungere i Playoff. La panchina è giovane (come il resto del roster d’altronde), ma sembra solida e ci si aspetterà molto da Sam Young, Tony Allen, Darrell Arthur e dal ritrovato Hasheem Thabeet a cui Hollins darà un’altra chance e che insieme a Gasol e al terzo centro, Haddadi forma il reparto centri più alto della lega. I rookie Henry e Vasquez avranno qualche possibilità di farsi notare in un progetto che comprende una linea verde che non sembra voler finire. Se poi ci si mette anche l’ottimo lavoro del coach, allora la strada per il successo è spianata.

    New Orleans Hornets

    Nuovi arrivi: Joe Alexander (da Chicago), Trevor Ariza (da Houston), Marco Belinelli (da Toronto), Willie Green (da Phila), Aaron Gray (da Chicago), DJ Mbenga (dai Lakers), Pops Mensah-Bonsu (da CSKA Mosca), Quincy Pondexter (da Washington University), Mustafa Shakur (da Oklahoma City), Jason Smith (da Phila), D.J. Strawberry (da Reno), Darryl Watkins (da free agent), Jannero Pargo (da Chicago)

    Partenze: Morris Peterson (a Oklahoma City), Darren Collison e James Posey (ad Indiana), Julian Wright (a Toronto), Craig Brackins e Darius Songaila (a Phila)

    E’ passato un’altro doloroso uragano in quel di New Orleans, ma non stiamo parlando del fenomeno naturale che qualche anno distrusse gran parte della città e provocò parecchie vittime. Le uniche vittime qui saranno i tifosi che dovranno sopportare un’altra stagione di transizione con un massimo di 30-40 vittorie. La qualità c’è, ma di sostanza poca. E’ stato fatto partire Darren Collison (miglior assist-man tra i rookie la scorsa stagione) per mantenere Chris Paul sotto i riflettori, ma CP3 ha fatto più volte capire che l’aria che tira in Louisiana non gli garba più. Attendendo risposte dall’indiziato, gli Hornets che si presenteranno al via della nuova stagione sono nuovi di zecca, a partire dalla panchina. Infatti Monty Williams è al suo primo incarico come Head Coach e non intende fallire nell’intento di migliorare un organico che nelle ultime due stagioni ha subito parecchi sussulti. Thornton, Ariza, West e Okafor dovrebbero essere gli altri quattro del quintetto, mentre dalla panchina partiranno elementi di tutto rispetto come Belinelli, Pargo (tornato alla base), Stojakovic, Green e Joe Alexander. Sarà interessante vedere anche quello che riuscirà a fare Pops Mensah-Bonsu che in pre-season si sta comportando abbastanza bene. Ripeto: la qualità c’è, ma manca la sostanza e vedremo se col tempo arriverà.

    San Antonio Spurs

    Nuovi arrivi: James Anderson (Oklahoma State University), Alonzo Gee (da Washington), James Gist (da Lokomotiv Kuban), Curtis Jerrells (da Austin Toros), Gary Neal (da Benetton Treviso), Bobby Simmons (da New Jersey), Tiago Splitter (dal Tau Vitoria)

    Partenze: Ian Mahinmi (a Dallas), Roger Mason Jr. (a New York), Keith Bogans (a Chicago)

    Quando sembra invecchiare troppo ecco che il solito genio di R.C. Buford estrae dal cilindro dei colpi che poi tanto colpi non sembrano. Se si guardano bene i nomi dei nuovi arrivati si potrà riconoscere solo il nome di Simmons che è stato chiamato per sostituire il partente Roger Mason, ma gli altri chi li ha mai sentiti?  Nonostante tutto però quel genio di Buford li ha presi e quindi qualcosa di speciale l’avranno. Il mixaggio tra esperienza e gioventù sembra essere l’unica soluzione per poter puntare ancora in alto e per evitare le critiche di aver lasciato passare troppo tempo prima di operare alcune modifiche. Il declino degli Spurs però non sembra volersi manifestare e ogni anno rimangono sempre i favoriti per la vittoria finale o comunque per dare fastidio a squadre più quotate. La vittoria contro Miami nella pre-season non significa nulla, ma potrebbe anche essere un forte segnale che Duncan & Co ci sono ancora e non sono morti.

     
  • 00:43 il 18 October 2010 Permalink | Rispondi  

    Arenas e il finto infortunio 

    Gilbert Arenas, playmaker e uomo franchigia dei Washington Wizards, martedì non è sceso in campo durante la partita di Preseason contro gli Hawks ufficialmente per un dolore al ginocchio sinistro. Fino a qui non sembra esserci nulla di strano ma alla fine del match (vinto da Washington) Agent 0 ha amesso ai giornalisti sportivi americani che in realtà aveva finto tutto per far partire in quintetto un suo talentuoso compagno, Nick Young.

    Sicuramente questo è stato un bel gesto ma probabilmente Arenas durante lo svolgimento del suo ‘piano’ non ha pensato alle conseguenze che questo avrebbe portato soprattutto se consideriano che il giocatore l’anno scorso si era messo a duellare con delle pistole con un altro compagno di squadra nello spogliatoio Wizards.

    Infatti l’Ex Golden State Warriors ha poi dichiarato: “Voglio solo chiedere scusa. Non ho pensato che questo sarebbe potuto essere un altro ‘scandalo’ per i media. E’ come se tutto quello che faccio si gonfiasse a dismisura“.

     
  • 01:34 il 14 October 2010 Permalink | Rispondi  

    Regular Season alle porte: i Warriors sono pronti a esplodere 

    L’off season NBA ha portato alla ribalta una squadra, oltre a Miami e a Chicago, questa sqaudra è Golden State infatti i Warriors hanno riportato entusiasmo tra i tifosi della baia entusiasti del nuovo team. Il successo che la squadra ha avuto è dovuto in parte anche ai nuovi proprietari tra i quali spicca Petr Guber ma anche Joe Lacob che hanno pagato la bellezza di 335 milioni di dollari per la franchigia il cui budget a disposizione ammonta a 112 milioni di dollari: cifre da capogiro con una promessa da parte di Guber ovvero che la squadra sarà competitiva ai massimi livelli fin da subito (e vorrei vedere con la cifra che hanno speso) in più ha promesso un big da affiancare a Lee, sono sorti molti nomi il più rilevante quello di Carmelo Anthony superstar dei Denver Nuggets che verrebbe scambiato con Ellis e alcune scelte o altri giocatori.

    L’ossatura della squadra è veramente ben costruita con una coppia di lunghi fenomenali: Biedrins che se sta bene può essere devastante e Lee che se viene regolarmente aiutato in zona rimbalzo è uno dei migliori della lega anche in zona d’attacco dove l’anno scorso ha fatto meno di quello che è nelle sue possibilità offensive con New York.

    Ci sono poi Monta Ellis che però al momento è abbastanza snobbato dal nuovo allenatore Keith Smart e dalla società che lo considera un rincalzo dell’altra guardia Stephen Curry arrivato terzo nella classifica del rookie of the year dell’anno scorso, poi c’è il rookie Ekpe Udoh prestante fisicamente ed atleticamente e i panchinari che probabilmente saranno Gadzuric, Reggie Williams, Radmanovic e i due Wright, Brendan e Dorrel, poi Admuson autore di una buona stagione coi Suns.

    Con questi uomini nella baia di sicuro ai tifosi tornerà un sorriso a trentadue denti stampato sulla faccia ma lo staff tecnico è una soddisfazione da sfogliare dato che Don Nelson non è più l’allenatore dopo tante stagioni di fallimenti e poche di soddisfazioni. Il nuovo allenatore Smart è molto competente e promettente e il nuovo GM Larry Riley è molto competente.

    Vedremo se queste promesse saranno fiaschi, oppure saranno fischi e i Warriors si rifaranno con gli interessi da subito.

    A Oakland in ogni caso c’è entusiasmo ed è ampiamente giustificato.

     
  • 01:52 il 12 October 2010 Permalink | Rispondi  

    Comincia la stagione… dei videogiochi! 

    Da pochi giorni sarebbero dovuti uscire i due giochi di Basket più amati al mondo ovvero NBA 2k11 e NBA elite 11 purtroppo per un ritardo NBA Elite 11 arriverà solo nel 2011, un vero peccato perchè senza vederlo nella sua completezza dovrò comunque fare un confronto. Iniziamo col dire che entrambi i giochi sono peggiori di quelli dell’edizione precedente: di poco NBA 2k e invece tra NBA live 10 e il nuovo e rivoluzionario NBA elite c’è veramente una differenza abissale.

    NBA2k11 quest’anno è peggiore in grafica e giocabilità anche se i comandi sono rimasti pressochè gli stessi ma ha peggiorato un qualcosa nel Gameplay e ha volto soprattutto a migliorare la modalità My player veramente realistica e spettacolare con la sostanziale differenza che il vostro giocatore potrà essere scelto al draft NBA però con scarse prospettive immediate. Peggiorate le valutazioni dei giocatori che adesso hanno un livello medio del 70 mentre prma arrivavano ad 80, la vera carta vincente che ha giocato 2k però è la sfida Jordan con la quale il giocatore può vestire i panni del giocatore più forte di sempre e ricreare le sue serate storiche come quelle contro i Lakers oppure quelle contro Drexler e Portland e contro Utah e Seattle, insomma chi più ne ha più ne metta e sarà forse proprio la presenza di MJ il punto a favore decisivo per 2k che in conclusione presenta come l’anno scorso l’associazione la stagione la strada e tutto il resto.

    L’analisi per NBA elite è sostanzialmente differente, è cambiato in pratica tutto nel gameplay anche lo stile di tiro più simiel a quello di NHL11 (non so se mi sono spiegato) e molto differente dai gochi precedenti anche la visuale predefinita è difersa infatti riprende non più dall’alto ma bensì da dietro il canestro; molto completo su Elite che ha anche cambiato nome giustificando completamente il passaggio alla nuova “era” sarà il My player che quest’anno sarà pressochè al livello di quello di 2k e dove probabilmente il giocatore inizierà con più punti rispetto ai soli 40 (il massimo) con i quale 2k fa cominciare.

    Ad ogni modo i due giochi anche se pegggiorati non dovrebbero deludere, quindi auguro a tutti un buon divertimento con NBA Elite 11 e NBA 2k11.

     
  • 23:59 il 7 October 2010 Permalink | Rispondi  

    Northwest Division: Thunder a caccia di conferme 

    Dopo aver viaggiato all’Est nelle ultime tre settimane, passiamo ora dalla parte Ovest e iniziamo dalla Northwest Division. Lo scorso anno vinsero i Nuggets superando all’ultimo i Jazz. I Thunder divennero la mina vagante e i Blazers provarono a fare il terzo incomodo. Sarà anche quest’anno una delle Division più combattute della lega?

    Denver Nuggets

    Nuovi arrivi: Shelden Williams (da Boston), Al Harrington (da New York), Eric Boateng (da Arizona State), Shane Edwards (da Arkansas-Little Rock), Gary Forbes (Ironi Ramat Gan)

    Partenze: Johan Petro (a New Jersey)

    Estate abbastanza calma quella dei Nuggets. Pochi arrivi ed una sola partenza. Arrivato l’autunno però ci ha pensato Melo a scaldare le acque. I suoi “mal di pancia” come li chiamerebbero in Italia stanno facendo impazzire tutto lo staff dei Nugs e inquietare i tifosi che nel caso dovesse partire potrebbero avere delle ambizioni molto diverse. Sembra quindi vicino il medioevo per la squadra di George Karl che oltre ad Anthony rischia di perdere Martin, Afflalo, Nenè e J.R. Smith che saranno in scadenza nel 2011. Il quintetto sarà lo stesso dello scorso anno, mentre dalla panchina l’innesto di Al Harrington potrebbe portare molta qualità e soprattutto punti. Si mira al terzo successo consecutivo nella Division e a fare più strada possibile nei Playoff. Poi si vedrà.

    Minnesota Timberwolves

    Nuovi arrivi: Martell Webster (da Portland), Lazar Hayward (da Marquette University), Michael Beasley (da Miami), Maurice Ager (da Maine Red Clows), Wesley Johnson (da Syracuse University), Kosta Koufos (da Utah), Nikola Pekovic (da Panathinaikos), Luke Ridnour (da Milwaukee), Sebastian Telfair (da Cleveland), Anthony Tolliver (da Golden State), Jason Hart (da New Orleans)

    Partenze: Ryan Gomes e Luke Babbitt (a Portland), Hamady N’Diaye e Trevor Booker (a Washington), Al Jefferson (a Utah), Ramon Sessions e Ryan Hollins (a Cleveland)

    Quelli che si presentano ai nastri di partenza della stagione 2010-2011 sono dei Minnesota Timberwolves completamente rinnovati. Tanti giovani e tanti volti nuovi che vogliono rifarsi dopo un inizio di carriera non facile. Attenzion al rookie Wes Johnson che vorrà subito mettersi in mostra ed infatti partirà subito titolare al fianco di Johnny Flynn così da formare un back court tutto firmato Syracuse. La voglia di rifarsi di Michael Beasley lo ha premiato con un posto in quintetto base che se dimostrerà di meritarselo potrebbe essere suo per il resto della stagione. Il neo campione del mondo Kevin Love proverà a marchiare la sua stagione a suon di doppie-doppie ed è forse anche per questo che il GM Kahn lo ha preferito ad Al Jefferson spedito nello Utah. Ad affiancarlo ci sarà Milicic, ma alcune indiscrezioni parlano addirittura di Nikola Pekovic. Dalla panchina partiranno ottimi elementi a caccia del riscatto come Ridnour e Webster, un vero e proprio jumper come Brewer e due buoni uomini d’area come Pekovic (vedere sopra) e Tolliver. Attenzione però anche ad Hayward, Ellington e Koufos che potrebbero essere chiamati da coach Kurt Rambis ad avere un ruolo importante. I Playoff sembrano un miraggio, ma un netto miglioramento del record potrebbe già essere sufficiente, magari prendendo d’esempio i Thunder 2009-2010.

    Oklahoma City Thunder

    Nuovi arrivi: Cole Aldrich (da Kansas University), Tweety Carter (da Baylor University), Daequan Cook (da Miami), Royal Ivey (da Phila), Morris Peterson (da New Orleans)

    Partenze: Kevin Ollie (fine carriera), Etan Thomas (ad Atlanta)

    Ripetersi? Nulla di impossibile. I Thunder sembrano essere la squadra che nei prossimi dieci anni potrebbe rendere la vita impossibile a tutti. Il filone di quest’anno sarà ancora basato sul trio Westbrook-Durant- Green con le apparizioni non per nulla sporadiche di gente come Harden e Krstic. La panchina sarà un ottimo mix di esperienza e gioventù e con l’innesto di Peterson e Cook si sono assicurati tanti tiri e tanti canestri. Maynor e Ivey dovranno invece coprire il ruolo di play di riserva del campione del mondo Russell Westbrook che quest’anno punta addirittura all’All-Star Game, ma quello della Domenica. La debolezza dei Thunder sembra quindi sotto canestro, in cui i soli Krstic (finché regge) e Green avranno serie difficoltà nel proseguo della stagione. Ibaka e Mullens non sono delle certezze e si attende un intervento sul mercato se si vorrà puntare in alto. In attesa di questo, coach Brook dovrà arrangiarsi e cercare di mantenere il gruppo unito in vista di una regular season assai lunga e difficile.

    Portland Trail Blazers

    Nuovi arrivi: Luke Babbitt (da Nevada University), Armon Johnson (da Nevada University), Wesley Matthews (da Utah), Elliott Williams (da Memphis University)

    Partenze: Jerome Jordan (a Golden State), Ryan Gomes (ai Clippers), Martell Webster (a Minnesota)

    Anche quest’anno i Blazers sono attesi ad una grande stagione. Se Roy e Oden staranno bene potremmo realmente vederne delle belle. In estate non è arrivato molto appunto per non guastare un gruppo rodato e molto efficace negli ultimi anni. Matthews dovrà dare quella carica in più dalla panchina. Potrà giocare in due ruoli, ma sarà preferibile quello di guardia visto che come sostituto di Miller c’è già l’ottimo Bayless. Batum dovrebbe essere l’ala piccola titolare sperando che anche lui non venga frenato troppo dagli infortuni. Aldridge e Oden saranno rispettivamente ala grande e centro di un quintetto che promette bene, ma che presenta poche alternative in panchina. A parte Camby, Przybilla, Fernandez e i sovra citati la squadra è molto giovane. Per questo i Blazers non sembrano ancora pronti a puntare al titolo. Il momento arriverà, ma intanto bisognerà mettere a posto alcune cose e coach Nate McMillan lo sa bene.

    Utah Jazz

    Nuovi arrivi: Raja Bell (da Golden State), Al Jefferson (da Minnesota), Francisco Elson (da Phila), Jeremy Evans (da Western Kentucky University), Othyus Jeffers (da Robert Morris University), Earl Watson (da Indiana)

    Partenze: Carlos Boozer (a Chicago), Kyle Korver (a Chicago), Wesley Matthews (a Portland), Kosta Koufos (a Minnesota)

    La perdita di giocatori come Korver e Boozer ha invaso la Città del Lago Salato di interrogativi. Si riparte quindi dal leader indiscusso Deron Williams che ormai privo del suo compagno inseparabile (Boozer per l’appunto) dovrà adattare al gioco di Jerry Sloan uno come Al Jefferson che negli ultimi due anni ha avuto seri guai fisici che ne hanno addirittura messo in dubbio la carriera. Non sembra quindi essere stato poi tanto un affare quello della dirigenza. Per di più ci sarà da sbrogliare l’infortunio che lega Okur da ormai troppo tempo. Proprio per questo è stato preso Elson. Le note liete arrivano forse da Kirilenko e Miles che sembrano molto motivati e abbastanza ambiziosi per la stagione che verrà. Gli inserimenti di Bell e Watson garantiscono esperienza e lucidità in fase offensiva e non solo. Ma basterà la carica di alcuni giocatori per riuscire a colmare il gap con le squadre della Eastern e soprattutto i Los Angeles Lakers? Staremo a vedere.

     
  • 19:25 il 30 September 2010 Permalink | Rispondi  

    Southeast Division: Heat mai così caldi 

    Si chiude con la Southeast Division il nostro viaggio all’Est. Sarà una battaglia uno contro tutti quella che vedrà di fronte i nuovi Big Three (Wade, Bosh e James) e le altre 29 squadre della lega. Partendo dalla dal sudest non possiamo non segnalare Magic e Hawks che proveranno a mettere i bastoni fra le ruote a Miami, subito dietro Bobcats e Wizards che invece partono come temibili outsiders.

    Atlanta Hawks

    Nuovi arrivi: Evan Brock (da Alabama University), Jordan Crawford (da Xavier University), Richard Delk (da Troy University), Ricardo Marsh (da Old Dominion), Josh Powell (dai Lakers), Pape Sy (dal Le Havre), Etan Thomas (da Oklahoma City)

    Partenze: Damion Jones (a New Jersey), Tibor Pleiss (a Oklahoma City), Josh Childress (a Phoenix)

    Nuovo coach (Larry Drew), ma stessa mentalità di sempre. Gli Hawks che si affacciano alla stagione 2010-2011 sono una squadra che prova a mixare gioventù ed esperienza, senza aver aggiunto nulla di che. Gran parte dello spazio salariale disponibile se lo è mangiato Joe Johnson con il suo rinnovo di contratto prolungato di sei anni. Ciò non ha permesso alla dirigenza di mettere a segno colpi significativi per rinforzare notevolmente il roster, già ottimo di suo. Mike Bibby e appunto Johnson formeranno il duo di piccoli che supporterà Marvin Williams, Josh Smith e Al Horford che andranno a prendersi le altre tre posizioni del quintetto. Dalla panchina partirà il sesto uomo dell’anno, Jamal Crawford che sarà chiamato anche quest’anno ad un ottima stagione. Attenzione anche alla presenza sul pino di gente come Evans e Pachulia che possono benissimo dare il loro importante contributo alla causa. I neo arrivati Josh Powell ed Etan Thomas portano esperienza e fisico in area, mentre il resto del roster è abbastanza giovane ed inesperto e sarà veramente dura ripetere il terzo posto all’est dello scorso anno, ma le qualità per fare bene ci sono, anche se le ambizioni di titolo sono molto lontane dal concretizzarsi.

    Charlotte Bobcats

    Nuovi arrivi: Kwame Brown (da Detroit), Shaun Livingston (da Washington), Matt Carroll (da Dallas), Sherron Collins (da Kansas),Javaris Crittenton (da Washington),Dominic McGuire (da Washington), Eduardo Najera (da Dallas)

    Partenze: Tyson Chandler e Alexis Ajinça (a Dallas), Raymond Felton (a New York), Theo Ratliff (ai Lakers)

    Non sembra potersi ripetere la favolosa scorsa stagione, culminata con il settimo posto all’est per i Bobcats di coach Larry Brown. Non tanto per le perdite che l’estate ha riservato, ma per l’alta competizione che si è creata ad Est. Sembra quindi non esserci spazio per una squadra che finalmente metterà in risalto le qualità di uno come D.J. Augustin che partirà titolare. Stephen Jackson e Gerald Wallace proveranno a dire la loro, ma il lavoro sporco toccherà al fresco di rinnovo, Tyrus Thomas. L’ex Bulls è atteso alla trepidante esplosione. Forse non potrà mai diventare un All-Star, ma le qualità per mettersi in mostra con costanza le ha. Nel ruolo di centro c’è abbastanza bagarre. Dopo le partenze di Theo Ratliff e Tyson Chandler e l’immediata cessione di Dampier hanno un pò messo in difficoltà Brown che ora dovrà scegliere tra Diop, Kwame Brown e Nazr Mohammed. La panchina presenta comunque ottime presenze. Najera, Carroll (tornato alla base), Crittenton, Livingston e McGuire potrebbero essere molto di aiuto per sperare nella conquista di uno dei primo otto posti disponibili per approdare ai Playoff. Sognare non costa nulla, in fondo.

    Miami Heat

    Nuovi arrivi: Patrick Beverley (da Olympyacos Pireo), Chris Bosh (da Toronto), Da’Sean Butler (da West Verginia University), Kenny Hasbrouck (da Siena), Eddie House (da New York), Juwan Howard (da Portland), Zydrunas Ilgauskas e LeBron James (da Cleveland),Anthony Mason Jr. (da St.John’s University), Mike Miller (da Washington), Dexter Pittman (da Texas University)

    Partenze: Daequan Cook e Eric Bledsoe (a Oklahoma City), Michael Beasley (a Minnesota), Jermaine O’Neal (a Boston), Dorell Wright (a Golden State), Quentin Richardson (ad Orlando)

    Come Danny Aigne rivoluzionò i Celtics nel 2007 per portare a casa il titolo 2008, anche Pat Riley ha provato a fare la stessa mossa portando a casa per ora Chris Bosh e LeBron James su tutti. L’idea è quella di vincere il titolo subito, senza molti fronzoli. Ma la ciurma capitanata da Erik Spoelstra sarà capace di farcela? Questo interrogativo attanaglia i tifosi da ormai due mesi e per questo l’attesa per la stagione che verrà sta facendo scalpitare i tifosi e non solo. Saranno di sicuro la squadra da battere e quella più temuta, ma rimangono i dubbi che si concentrano sul ruolo di play e quello di centro. Ilga e Howard sembrano troppo vecchi per tenere da soli un ruolo fondamentale. Magloire è un buon comprimario, ma niente di più e Joel Anthony non può reggere la responsabilità lasciata negli ultimi anni dai due O’Neal, finiti a Boston. Mario Chalmers ha continui problemi fisici ed è stato accusato di essere troppo molle per essere un titolare. Arroyo non è una sicurezza e ormai i soldi da spendere sono finiti. Tutto ricadrà quindi sulle spalle dei nuovi Big Three. Non resta che sperare in quel di South Beach, ma con questi tre tutto è possibile.

    Orlando Magic

    Nuovi arrivi: Malik Allen (da Denver), Chris Duhon (da New York), Daniel Orton (da Kentucky University), Quentin Richardson (da Miami), Stanley Robinson (da Connecticut University)

    Partenze: Matt Barnes (ai Lakers)

    I Magic ci riprovano. Dopo la delusione della finale di conference persa contro i Celtics la scorsa post season, Howard e compagni proveranno a portare a casa quel titolo tanto agognato dai tifosi sin dai tempi di Shaq. Privi solo del neo losangelino Barnes, Orlando sembra l’unica squadra, insieme ai Celtics, di impensierire gli Heat ad Est. L’arrivo di Duhon garantisce una buona copertura a Jameer Nelson che sarà il sicuro partente. Nel caso Vince Carter non dovesse reggere ci sono pronti: il neo arrivo Quentin Richardson, Mickael Pietrus e JJ Redick così da formare uno dei backup più invidiati della lega. Nel caso il francese dovesse partire in quintetto, Lewis si sposterebbe al classico ruolo di ala grande con Howard centro, ma l’opzione di inserire Brandon Bass rimane comunque salda. Gortat e Malik Allen proveranno a dare peso alla front line, rendendo così la squadra di Stan Van Gundy, una delle più complete in assoluto. Ripeto: si punta alla vittoria finale, ma c’è da abbattere il muro Heat e non sarà facile.

    Washington Wizards

    Nuovi arrivi: Hilton Armstrong (da Houston), Trevor Booker (da Clemson University), Mardy Collins (dai Clippers), Kirk Hinrich (da Chicago), Sean Marks (da New Orleans), Adam Morrison (dai Lakers), Hamady N’Diaye (da Rutgers University), Kevin Seraphin (da Cholet), John Wall (da Kentucky University), Yi Jianlian (da New Jersey)

    Partenze: Lazar Hayward e Nemanja Bjelica (a Minnesota), Quinton Ross (a New Jersey), Shaun Livingston e Dominic McGuire (a Charlotte), Randy Foye (ai Clippers), Mike Miller (a Miami)

    La stagione 2010-2011 dei Washington Wizards sarà un tabù. L’obiettivo è quello di migliorare il record dello scorso anno e magari puntare a rosicchiare qualcosa di più. I playoff sembrano un miraggio, per una squadra giovane e talentuosa. Innanzitutto ci sarà da inserire il rookie, nonché prima scelta assoluta, John Wall. L’ex giocatore di Kenutcky può giocare in due ruoli, ma quello di playmaker gli si addice di più. Nel giro di poco tempo sarà destinato ad arrivare ai livelli di altri giovani già affermati come Westbrook, Rondo, Rose e Paul. A fare coppia con lui ci dovrebbe essere Gilbert Arenas che risolti (almeno si spera) i problemi con la legge rientrerà in campo più motivato che mai con tanto di nuovo numero, il 9. L’ormai ex Agent Zero sarà chiamato a prendersi meno responsabilità in cabina di regia e quindi a segnare di più. A coadiuvare i due c’è il neo acquisto Kirk Hinrich in grado di poter dare un grosso contributo partendo dalla panca. Il ruolo di ala piccola dovrebbe essere preso dall’ottimo Al Thornton su cui peserà però l’esperienza di Josh Howard, sempre se l’ex Mavs starà bene a livello fisico. La front line sarà composta dal cinese Yi Jianlian che dovrà finalmente esplodere, e da uno dei giocatori più attesi in questa stagione, Andray Blatche. Ci sarà comunque posto anche per JaVale McGee e Nick Young che partendo dalla panchina potranno dire la loro. Se gli infortuni lasceranno in pace la squadra di Flip Saunders, potremmo vederne delle belle.

     
    • t mac num 3 15:45 il 7 ottobre 2010 Permalink | Rispondi

      Ma il forum non c'è più?

  • 17:03 il 24 September 2010 Permalink | Rispondi  

    Carmelo Anthony da Denver a… in cambio di… ?! 

    Se l’estate 2010 è stata quella di Lebron James, fino a qualche mese fa si pensava che quella del 2011, lockout permettendo, sarebbe stata l’estate di Carmelo Anthony.
    Da qualche settimana a questa parte, però, la situazione sta cambiando. Dopo il rifiuto di Anthony di firmare un’estensione contrattuale da 65 milioni di $ i Nuggets stanno attentamente valutando le varie offerte che stanno ricevendo in queste settimane.

    Un radicale cambiamento, quello della franchigia del Colorado, dettato dalla volontà di non “fare la stessa fine” di Cleveland e Toronto che, nonostante abbiano ricevuto spazio salariale e scelte da Miami, in pratica hanno perso James e Bosh a zero.
    Partendo dalla considerazione che Denver in cambio di Anthony vorrebbe una superstar oppure due ottimi giocatori, ma si accontenterebbe anche di un contrattone in scadenza 2011 e/o giovani promesse con l’aggiunta di scelte, analizziamo cosa possono offrire ai Nuggets le varie squadre.
    Ricordiamo inoltre che le due destinazioni che Anthony ha fatto capire di gradire maggiormente sono senz’altro le grandi sconfitte nella corsa a Lebron, New York, sua città natale, e Chicago, che potrebbero fare di ‘Melo una specie di premio di consolazione per il mancato arrivo di James.
    New York è forse la metà più gradita da Anthony. ‘Melo farebbe carte false pur di giocare nella sua città, ma ad oggi è difficile immaginare che i Knicks siano in grado di offrire un pacchetto gradito ai Nuggets. New York potrebbe proporre a Denver il contrattone in scadenza 2011 di Eddy Curry, che risulterebbe utile per creare un ampio spazio salariale per la firma di futuri free agent, a cui bisognerebbe aggiungere un paio di interessanti prospetti a scelta fra Danilo Gallinari, Wilson Chandler e Toney Douglas, più scelte future. Realisticamente è difficile immaginare un futuro di ‘Melo in maglia Knicks perché nel frattempo New York è sempre alla ricerca di Chris Paul. Ciò significa che, se arrivasse il play di New Orleans, i Knicks avrebbero ancora meno contropartite da offrire. Quasi scontato sottolineare che una firma nell’estate 2011 sarebbe molto più conveniente per i Knicks.

    Chi invece si è già pubblicamente dichiarata interessata ad acquisire i servigi di Anthony è New Jersey. Anche qui, come per i “cugini”, non vi è però molto da offrire. Escludendo gli ultimi arrivati, che non sono cedibili per legge, più Lopez, i Nets potrebbero proporre a Denver la figura di Devin Harris, talento cristallino ma demotivato e per questo deludente nelle ultime due stagioni. In aggiunta anche il rookie Derrick Favors e l’all around Terrene Williams dovrebbero essere sacrificati (ma si tratterebbe di una buona causa) e scambiati assieme al contratto in scadenza di Kris Humphries. Anche qui, come nel caso dei Knicks, sarebbe più semplice firmare il giocatore nell’estate 2011.

    Un’altra squadra che si è dichiarata interessata ad Anthony è Philadelphia, a tal punto che i 76ers avrebbero proposto a Denver, ricevendo subito un secco no, uno scambio fra ‘Melo e Andre Igoudala, l’unica stella della squadra, talento atletico ma non tecnico come Anthony. Anche qui, come per New York e New Jersey, non vi sono contropartite interessanti da valutare, a parte il futuribilissimo Jrue Holiday, cui naturalmente Phila non sarebbe disposta a rinunciare.

    Chicago è probabilmente la seconda meta più gradita da Anthony ma, a differenza di New York, i Bulls avrebbero sicuramente un “materiale” più allettante. Su tutti Joakim Noah, il cui talento difensivo sotto canestro, unito ad aggressività ed intensità in tutte le fasi del gioco, sta trovando sempre maggiori estimatori. Ovviamente i Bulls che sognano una frontline Noah-Boozer-Anthony hanno già fatto sapere di non essere disposti a prendere in considerazione trattative comprendente il francese. Piuttosto Chicago cederebbe volentieri Luol Deng, talentuoso ma discontinuo oltre che sempre alle prese con infortuni di varia natura e presenza ingombrante nel salary. In aggiunta all’ala di passaporto inglese, i Bulls sarebbero poi costretti a sacrificare alcune scelte più due talenti sicuramente futuribili quali Taj Gibson e James Johnson, elementi che potrebbero senz’altro fare comodo ai Nuggets per una ricostruzione a lungo termine.

    Un’altra squadra che avrebbe contropartite interessanti da proporre a Denver è Houston. I Rockets da un lato dispongono di due giocatori di notevole valore ma estremamente sottovalutati quali Luis Scola ed Aaron Brooks, di un talento offensivo come Kevin Martin e di uno difensivo quale Shane Battier, senza scordare che potrebbero addirittura proporre Yao Ming, fra l’altro scambiabile alla pari con ‘Melo, che se fosse in salute sarebbe una contropartita di lusso. Battier e Ming inoltre hanno contratti in scadenza a giugno. Dall’altro lato è da sottolineare che Houston dispone di numerosi giocatori di ruolo quali Kyle Lowry, Chuck Hayes e Jared Jeffries, questi ultimi due free agent a giugno, e giovani allettanti come Chase Budinger, Jordan Hill ed il rookie Patrick Patterson. Senza dimenticare che il gm Daryl Morey quando si è trovato costretto a sacrificare giocatori importanti e futuribili per concludere una trattativa non ha esitato a farlo, ad esempio con la rinuncia a Carl Landry pur di arrivare a Kevin Martin. Un dettaglio non di poco conto.

    Sulle tracce di Anthony ci sarebbero anche i Golden State Warriors. La nuova coppia di proprietari composta da Joe Lacob e Peter Guber vorrebbe portare una stella sulla Baia per riaccendere l’entusiasmo dei tifosi e compiere il primo concreto passo verso il dichiarato obiettivo di costruire una squadra da titolo sull’asse Carmelo Anthony, David Lee e Stephen Curry. Lacob e Guber non ritengono tale Monta Ellis, considerato non un playmaker e visto come doppione di Stephen Curry ed un macigno salariale (44 milioni di $ complessivi fino al 2014). Ecco spiegato perché la nuova dirigenza dei Warriors in questi giorni ha fatto sapere pubblicamente di voler cedere il giocatore. Ai Nuggetts sarebbe dunque stato offerto Ellis, che se impiegato nel ruolo di guardia potrebbe tornare ad essere un fattore, più altri giocatori a scelta in un pacchetto giovani comprendente Brendan Wright, il rookie Ekpe Udoh e Reggie Williams, rivelazione delle ultime settimane della scorsa regular season.

    Non bisogna poi scordarsi che quanto si tratta di imbastire trade abbastanza sorprendenti una delle squadre più attive è Dallas. L’eccentrico owner Mark Cuban ha fatto capire che al ‘Melo party potrebbe partecipare anche lui, magari offrendo un giocatore di immediato impatto quale Caron Butler, che fra l’altro va in scadenza a giugno 2011, un elemento di grandi prospettive come Rodrigue Beaubois più altri contratti in scadenza come quelli di Deshawn Stevenson e JJ Barea.

    Forse è una mossa pubblicitaria, proprio come avvenuto con Lebron James, ma i Los Angeles Clippers hanno dichiarato di possedere contropartite allettanti da offrire a Denver. Potrebbe anche essere vero: ai Nuggets gente uno come Chris Kaman potrebbe fare comodo fin da subito, senza scordare che i Clippers dispongono di alcuni giovani molto interessanti quali Eric Gordon e la prima scelta Al-Farouq Aminu.

    Chi non si è ancora pubblicamente esposto, forse per non scoprirsi o forse perché non interessato, è Orlando. Attenzione, se i Magic volessero avrebbero contropartite tecniche per stuzzicare Denver: eccone due. La prima uno scambio alla pari con Vince Carter, il cui anno di contratto 2011/2012 è un’opzione in favore della squadra, dunque non esercitatile, che potrebbe trasformarsi in un ampio spazio salariale. La seconda potrebbe anche considerare l’inserimento di una pedina quale Mickael Pietrus da impiegare con maggiori minuti, rispetto a quello di cui gode ad Orlando, come specialista difensivo e tiratore perimetrale. Una soluzione che però costringerebbe Denver a spedire in Florida un altro giocatore con stipendio di 4-5 milioni.

    In ultima analisi c’è da prendere in considerazione l’eventualità che Denver, con lo scopo di creare uno spazio salariale il più ampio possibile, decida di svendere Anthony in cambio di uno o più contrattoni scadenti a giugno 2011. Oltre ai già citati Eddy Curry di New York e Yao Ming di Houston, potrebbero essere quelli di: Mike Dunleavy di Indiana assieme a TJ Ford oppure al contratto di Jamaal Tinsley, ancora a libro paga per i Pacers; Michael Redd di Milwaukee; Predrag Stojakovic e Darius Songaila di New Orleans. Un’eventualità realisticamente improbabile, ma comunque da considerare per presentare un’analisi il più dettagliata possibile.

    In conclusione non bisogna però omettere un dettaglio importante: se Anthony dovesse veramente partire, oggi oppure a febbraio 2011, ed in cambio arrivassero alcuni giovani sopra menzionati più contratti in scadenza, ecco allora che la ricostruzione di Denver potrebbe diventare totale e coinvolgere anche gente come Kenyon Martin e Jr Smith. Ma questo aprirebbe scenari molto più ampi, che attualmente non sarebbe corretto trattare perché legati ad un fatto, la cessione di Anthony, che al momento è ancora pura teoria. Nonostante ciò, però, coach Gorge Karl è ancora convinto che Denver sia la soluzione migliore per il prosieguo della carriera di Carmelo Anthony. Avrà ragione?

     
    • Lebron 23 14:13 il 10 ottobre 2010 Permalink | Rispondi

      se fossi io il gm dei magic non ci penserei due volte a offrire carter in cambio di Melo

  • 17:19 il 23 September 2010 Permalink | Rispondi  

    Central Division: i Bulls sognano, i Cavs ricostruiscono 

    Continuiamo il nostro viaggio verso la regular season analizzando un’altra division della Eastern Conference, quella centrale per la precisione. Dopo la partenza di LeBron, Shaq ed Ilga i Cavs sembrano intenzionati a ricostruire, i Bulls guardano tutti dall’alto, mentre i Bucks vorranno ripetere l’ottima stagione scorsa. Pacers e Pistons non staranno di certo a guardare e partendo da outsiders proveranno a creare non pochi grattacapi alle grandi.

    Chicago Bulls

    Nuovi arrivi: Carlos Boozer (da Utah), Kyle Korver (da Utah), Ronnie Brewer (da Memphis), C.J. Watson (da Golden State), Kurt Thomas (da Milwaukee), Omer Asik (dal Fenerbache), Keith Bogans (da San Antonio)

    Partenze: Rob Kurz (a Granada), Chris Richard (Free Agent), Hakim Warrick (a Phoenix), Brad Miller (a Houston), Jannero Pargo (Free Agent), Acie Law (a Memphis), Kirk Hinrich (a Washington), Kevin Seraphin (a Washington)

    Non è arrivato Wade e non è arrivato nemmeno LeBron, ma a Chicago sono comunque felici per come è andata la campagna acquisti 2010. Dopo un titolo NBA ed una finale come assistente allenatore dei Celtics, Tom Thibodeau ha finalmente trovato un posto da Head Coach in una squadra che tutto sommato potrà puntare in alto. Aiuterà la difesa a crescere come ha fatto a Boston e gli elementi per farlo li ha eccome. Rose sarà il playmaker titolare, ma è ancora in dubbio il giocatore che lo affiancherà in quintetto. Gli addetti ai lavori sono più propensi a fare quello di Bogans che per esperienza è superiore a Korver e Brewer, ma che come talento lascia un pò a desiderare. Nel ruolo di ala piccola partirà Luol Deng che sarà chiamato ad una grande stagione e a migliorare a livello difensivo. Come ala grande ci sarà il neo arrivato Carlos Boozer, pronto per il riscatto e per guidare i Bulls il più lontano possibile. Accanto a lui ci sarà Joakim Noah che è pronto a crescere ulteriormente e a diventare un all-star in assoluta scioltezza. Sarà da valutare anche l’apporto del turco Asik che dopo un buon mondiale potrà dire la sua. Insomma, i Tori sono tornati a vedere rosso.

    Cleveland Cavaliers

    Nuovi arrivi: Ramon Sessions e Ryan Hollins (da Minnesota), Joey Graham (da Denver), Samardo Samuels (da Louisville University)

    Partenze: LeBron James e Zydrunas Ilgauskas (a Miami), Shaquille O’Neal (a Boston), Delonte West (a Boston), Sebastian Telfair (a Minnesota)

    Si riparte. Orfani di LeBron i Cleveland Cavs hanno dato il via alla rivoluzione che nel giro di poco tempo ha portato lontano dalla città dell’Ohio Ilgauskas, O’Neal e Delonte West che nell’ultima stagione erano stati fondamentali per raggiungere il miglior record della lega. Via anche coach Mike Brown dopo la disfatta contro i Celtics in semifinale di conference ed ecco approdare il due volte finalista (nel 2002 e nel 2003) Byron Scott. Il compito del nuovo coach sarà quello di amalgamare un gruppo privo del suo cardine, LeBron James, e non sarà di certo facile. Nemmeno Jamison e Williams sembrano essere certi del loro futuro a Cleveland, ma intanto saranno chiamati ad avere un ruolo rilevante in questa prima ricostruzione. I vari Ramon Sessions, Ryan Hollins, Anthony Parker, Anderson Varejao e Jamario Moon dovranno dare una grossa mano. Non sarà una stagione facile e soprattutto non sarà facile dimenticare le gesta dell’ex numero 23 che ha incantato i tifosi per ben sette anni. I Playoff sembrano un miraggio, ma se coach Scott saprà lavorare bene, allora nulla sarà impossibile.

    Detroit Pistons

    Nuovi arrivi: Tracy McGrady (da New York), Greg Monroe (da Georgetown University), Terrico White (da Mississippi University)

    Partenze: Kwame Brown (a Charlotte)

    Di solito si dice “Squadra che vince non si cambia”, ma a Detroit il detto è stato invertito. Dopo il record di 27-55 nella stagione passata, i Pistons si affacciano alla Regular Season 2010-11 con lo stesso volto con cui li avevamo lasciati. Non c’è più Kwame Brown ed ecco che dal draft spunta Greg Monroe da Georgetown, settima scelta al draft. Un ottimo giocatore da affiancare in quintetto a Charlie Villanueva e coach Kuester sembra volersi prendere questo rischio. Dai Knicks è arrivato l’ormai veterano Tracy McGrady, unico vero acquisto dell’estate. T-Mac non sarà chiamato a ricoprire un ruolo di primadonna e forse per la prima volta in carriera dovrà eclissarsi a quello di mentore per i giovani o comunque a quello di guida per giocatore già affermati come Ben Gordon e Richard Hamilton. Il play titolare sarà Rodney Stuckey che sembra verrà affiancato da Hamilton, lasciando così Gordon al ruolo di sesto uomo. Prince coprirà quello di ala piccola con la minaccia di Austin Daye sul groppone. Villanueva e Monroe andranno quindi a formare la coppia di lunghi. La panchina è molto lunga e miscela esperienza e gioventù. Bynum, Gordon, McGrady, Jerebko e Wilcox verranno chiamati spesso a fare la loro parte e ad aiutare i Pistons a raggiungere i tanto agognati playoff.

    Indiana Pacers

    Nuovi arrivi: Magnum Rolle (da Louisiana Tech University), Darren Collison e James Posey (da New Orleans), Lance Stephenson (da Cincinnati University), Paul George (da Fresno State University)

    Partenze: Ryan Reid (ad Oklahoma City), Troy Murphy (a New Jersey)

    Ancora Medioevo in quel di Indianapolis. I Pacers continuano con la linea verde e anche per quest’anno sacrificheranno i Playoff per vedere crescere un gruppo che nell’immediato futuro potrebbe fare faville. Granger e Ford però non sembrano molto convinti di questo progetto e la dirigenza sta facendo di tutto per trattenerli. Intanto si è corso ai ripari acquisendo un ottimo prospetto come Darren Collison (miglior assist man fra i rookie lo scorso anno) che New Orleans ha liberato fin troppo presto per concedere totale spazio a Chris Paul. L”ex UCLA potrebbe addirittura partire titolare con Lance Stephenson a coprire il ruolo di guardia tiratrice. Il prodotto di Cincinnati è stato la quarantesima scelta allo scorso draft, ma coach Jim O’Brien sembra convinto a dargli una chance. In alternativa ci sarà il sempre ottimo Dahntay Jones oppure Brandon Rush che però dovrà scontare una piccola sospensione. Come ala piccola ci sarà Danny Granger (sempre che non decida di cambiare aria) che sarà la stella assoluta nonché leader della squadra. Anche nella coppia di lunghi si punta tutto sulla gioventù, Mentre Hansbrough sarà chiamato a crescere, Hibbert dovrà confermare le aspettative su di lui entrando nell’elite dei migliori centri della lega. Il lavoro estivo a cui si è sottoposto dovrebbe pagare, ma c’è chi rimane ancora scettico sulle sue vere qualità. Dalla panchina partirà l’esperienza di James Posey che coadiuvato da ottimi comprimari quali Dunleavy, Ford, Foster e i due Jones potrebbe divenire fondamentale a lungo andare. Non c’è motivo di sperare di arrivare fino a Maggio, ma i primi tasselli per il futuro sono stati messi, ora bisognerà solo avere pazienza.

    Milwaukee Bucks

    Nuovi arrivi: Corey Maggette (da Golden State), Jon Brockman (da Sacramento), Drew Gooden (dai Clippers), Chris Douglas-Roberts (da New Jersey), Keyon Dooling (da New Jersey), Earl Boykins (da Washington), Tiny Gallon (da Oklahoma University), Darrington Hobson (da New Mexico University), Larry Sanders (da Virginia Commonwealth)

    Partenze: Charlie Bell e Dan Gadzuric (a Golden State), Jerome Jordan (a New York), Darnell Jackson (a Sacramento), Luke Ridnour (a Minnesota), Royal Ivey (ad Oklahoma City), Kurt Thomas (a Chicago)

    A Milwaukee ancora vedono il miracolo combinato la scorsa stagione dai ragazzi di coach Skiles. Atlanta Hawks portati a gara-7 dopo essere addirittura stati in vantaggio per 3-2 nella serie con ben due match ball sprecati. Forse il rimpianto di non averci creduto fino in fondo è ancora vivido nelle memorie dei tifosi, ma i Bucks sono potuti uscire a testa alta. Senza nessuna stella, guidata da giocatori ripescati dalle leghe europee come Ilyasova e Delfino, senza Bogut e Redd infortunati e con un rookie come Brandon Jennings in cabina di regia. Beh, se non si tratta di miracolo poco ci manca. Ora però sarà difficile ripetersi e le aspettative di tutti sono salite vertiginosamente. I recuperi di Redd e Bogut saranno fondamentali. Jennings dovrà ripetere, se non migliorare, la stupenda stagione da rookie, mentre Ilyasova sarà chiamato a dare un importante contributo sotto canestro, ma anche con il suo micidiale tiro da fuori. Resta da vedere quali saranno le condizioni dei rientranti, ma anche di Maggette che ha avuto parecchi problemi fisici negli ultimi due anni trascorsi ad Oakland. Se starà bene, potrà regalare esplosività e dinamismo in fase offensiva oltre che fisicità in difesa. La panchina sembra ben costruita. Delfino, Salmons, Dooling, Boykins e Douglas-Roberts completano un reparto piccoli da fare invidia a qualunque squadra. L’unica pecca sembra un reparto lunghi abbastanza carente e di poca esperienza. Gooden e Mbah a Moute sembrano le uniche certezze, mentre Gallon, Brockman e Hobson sembrano troppo piccoli per poter ricoprire gli ultimi due ruoli e le perdite di Kurt Thomas e Gadzuric potrebbero farsi sentire con il tempo.

     
  • 23:47 il 19 September 2010 Permalink | Rispondi  

    Offseason 2010: continuano gli inviti al training camp 

    In questi ultimi giorni le uniche notizie di mercato provenienti dagli States riguardano esclusivamente i giocatori senza contratto invitati da alcune franchigie a partecipare al training camp. In quasi tutti i casi viene firmato un contratto annuale non garantito, che nel caso di un rookie può trasformarsi al massimo in un biennale. Vediamo nel dettaglio quali giocatori sono stati invitati.

    L’ala/centro 32enne Malik Allen ha ricevuto giovedì 16 la chiamata degli Orlando Magic. Allen (2009/2010 a Denver – 51 gare – 8,9 min: 2,1 pt e 1,6 rim), veterano con 9 anni di esperienza, se supererà il taglio, potrà fornire ai Magic le sue doti di lottatore anche se, vista la profondità del settore lunghi, il suo utilizzo sarà sicuramente molto limitato.

    L’ala piccola 29enne Ronald Dupree è stato invitato giovedì 16 al training camp dei Toronto Raptors. Dupree, veterano con 5 anni di carriera alle spalle, che disputato l’ultima stagione in Germania a Bonn, ha calcato per l’ultima volta i parquet NBA nella stagione 2007/2008 a Seattle. Se riuscirà a fare la squadra, Dupree potrà fornire ai Raptors un po’ di difesa.

    D.J. Strawberry e Darryl Watkins parteciperanno al camp dei New Orleans Hornets, che hanno firmato entrambi venerdì 17. Strawberry, 25enne guardia/ala dotata di grande atletismo, ha disputato la sua unica stagione NBA nel 2007/2008 a Phoenix. Watkins, 26enne centro di non elevata statura ma notevole tonnellaggio, ha pure lui una sola stagione di esperienza NBA alle spalle, quella del 2007/2008 con la maglia di Sacramento.

    Gli Atlanta Hawks, invece, mercoledì 15 hanno messo sotto contratto la loro seconda scelta dello scorso giugno, il francese Pape Sy selezionato al numero 53. Guardia/ala 21enne di grande atletismo è ritenuto dalla dirigenza un prospetto interessante, in particolare per la possibilità di ricoprire almeno due ruoli.

     
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