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  • 23:00 il 1 March 2010 Permalink | Rispondi
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    Shaq O’Neal out 6-8 settimane 

    Brutta tegola per la squadra con il miglior record della lega: i Cleveland Cavaliers. Shaq O’Neal dovrà infatti rimanere fuori per almeno 6 settimane (fino a un massimo 2 mesi) dopo l’operazione – perfettamente riuscita – al pollice della mano destra di questa mattina.
    O’Neal si era procurato l’infortunio nella partita con i Celtics di giovedì scorso. Cleveland resta così con il solo Varejao come centro di ruolo con Hickson, Powe e Jamison pronti a dare una mano . La firma di Illgauskas è imminenta ma il giocatore sarà in ogni caso disponibile solamente per le ultime partite di regular season. Vedremo come si muoveranno i Cavs sul mercato per sopperire alle assenze.
    O’Neal, 38 anni il prossimo 6 marzo, ha giocato 53 partite. Per lui 12 punti (57% al tiro), 6.7 rimbalzi, 1.5 assist e 1.2 stoppate in soli 23.4 minuti di gioco.

    Notizie di mercato giungono invece da San Antonio e Indiana.
    Gli Spurs rescindono il contratto di Michael Finley per una cifra intorno al milione e mezzo di dollari (dei 2.5 previsti), consentendogli di firmare per tempo per un’altra squadra da playoffs.
    Finley, ala di 201cm classe 1973, ha giocato solamente 25 partite. Per lui 3.7 punti (38% al tiro), e 1.5 rimbalzi in poco meno di 16 minuti di gioco.
    Indiana rescinde invece il contratto di Travis Diener per una cifra di poco superiore al milione di dollari. Il giocatore dovrebbe accasarsi a Portland.
    Classe 1985, Diener è una guardia di 185cm. In questa stagione ha giocato solamente 4 partita per via di una frattura al pollice del piede sinistro. Per lui: 1 assist, 0.8 punti (17% al tiro), 0.8 recuperi e 0.5 rimbalzi in 6.3 minuti di impiego.

     
    • jasonkidd 11:24 il 2 marzo 2010 Permalink | Rispondi

      Washington rilascia Mike James.

      Minnesota rilascia Marc Blount.

    • Lebron 23 00:42 il 3 marzo 2010 Permalink | Rispondi

      Siiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii

      1 mese e mezzo senza il ciccione!!!!!!!!!!!!!!

  • 10:00 il 1 March 2010 Permalink | Rispondi  

    One on one con Derrick Rose 

    La stella di Chicago dice la sua sulla situazione Del Negro, l’estate dei free agents, e le sue personali esperienze nella sua seconda stagione in Nba su uno show alla Espn.

    Si apre con la questione Del Negro, Rose, infatti, dice ”Io sono molto felice se lui rimane, ma non dipende da me, e tutto in mani al front office” e continua ” Lui sta facendo un buon lavoro con noi, e cosi tutto il coaching staff. Mi lascia generalmente giocare molto e mi fa fare i miei errori peggiori. Non importa quello che faccio, lui mi dice sempre che sto facendo un buon lavoro, e sempre mi fa vedere nei video”. Conclude Rose dicendo ”Non ho nulla da rimproverargli”.

    La guarda di Chicago quindi con il pollice alto verso il suo coach, e crede che c’è una buona chance che i Bulls riescano a portare una grande stella questa estate a Chicago.

    Rose, nella sua seconda stagione è stato il primo giocatore dei Bulls a partecipare in un All-Star Game da Michael Jordan nel 1998, e il giocatore assicura che è stato un evento molto importante per la sua maturità, dove ha imparato molto. Ha anche avuto la chance di parlare ad alcuni dei top free agents di questa estate, che include Lebron James, Dwayne Wade e Chris Bosh.” Gli ho detto che Chicago è un posto grandioso, e se loro vogliono venire, noi saremmo più che felici di averli in squadra.” Rose con un sorriso continua ” Sarebbe fantastico se uno di loro arrivasse qui, sia Lebron, Wade o Bosh. Noi li prenderemmo tutti, ma possiamo prendere solo uno. Perciò speriamo che uno di loro venga. Noi abbiamo sicuramente una buona chance di arrivare a loro. Chicago è un luogo molto ambito, e io non credo che nessuno rinuncerà a venire a Chicago se hanno una possibilità di venirci”. E anche su questa discussione si concede una battuta per chiudere ”Datemi soltanto un giocatore di quel livello, e lasciate il roster com’è, ed io sarei felicissimo”.

    Poi Rose confessa l’aspetto del suo gioco in cui è stato incitato a migliorare di più, dicendo ” È stato dura, l’Nba è dura. Loro mi hanno spronato ad entrare nel vivo del gioco e dire cosa fare agli altri. È dura”. E soffermandosi sugli aspetti in cui deve migliorare, aggiunge ” Debbo continuare a migliorare su questo aspetto del leader vocale. Devo sentirmi più tranquillo, anche se già adesso mi sento molto a mio agio. Le persone dicono che la partita scivola giù per te, ma ancora non è cosi per me.” E infine sull’aspetto del suo gioco che è molto migliorato ” Il mio jump shot sta diventato più consistente, e spero che il prossimo anno riuscirò a segnare molte più triple”.

     
  • 18:30 il 27 February 2010 Permalink | Rispondi
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    Hasheem Thabeet: Dalle stelle alle stalle 

    Hasheem Thabeet,  seconda scelta al draft dello scorso anno, è stato retrocesso in D-League.

    I Memphis Grizzlies, infatti, hanno assegnato il centro ai Dakota Wizards. Un brutto risveglio dopo un bellissimo sogno per Thabeet, che in realtà da quando è in Nba non ha mai veramente brillato come le sue modeste medie dimostrano (2.5 punti, 2.9 rimbalzi e 1.1 stoppate in 50 partite), a parte qualche raro flash come le cinque stoppate realizzate il 13 dicembre. Ma a parte questo Thabeet non ha mai dimostrato di essere all’altezza delle aspettative, tanto che, la sua migliore prestazione risale al 2 gennaio contro Phoenix, dove ha realizzato soltanto 10 punti.

    Il 23enne Thabeet è diventato da giovedì la più alta scelta del draft a giocare in una lega minore dell’Nba. Prima di lui l’infelice record spettava a Martell Webster, la sesta scelta al draft del 2005, che aveva giocato un totale di otto partite con i Fort Worth Flyers.

    Per l’ex centro di Connecticut il passaggio alla D-League è dovuto al gioco ancora troppo grezzo per l’Nba.Aspetto del giocatore sottovalutato al momento della scelta al Draft, dal G.M. dei Grizzlies e anche dai molti talent scout, forse colpiti in maniera esagerata dalla incredibile combinazione di taglia (2.21 m per un perso di 121 kg) e atleticismo. Giudizio errato che lo ha reso una pick più alta di giocatori almeno per ora molto più interessanti come Tyreke Evans (tra l’altro prodotto dell’università di Memphis), Stephen Curry, Brendon Jennings o James Harden.

    I Grizzlies recentemente hanno usato il sophomore Iraniano Hamed Haddadi come backup al centro titolare Marc Gasol.

     
    • jasonkidd 22:51 il 27 febbraio 2010 Permalink | Rispondi

      Grezzo. Hai usato l'espressione giusta. Ruvido e privo d'intelligenza cestistica… al 90% di questi giocatori "verticalisti" farebbe bene giocare in Europa, magari per soli sei mesi. 221cm non garantiscono nulla in NBA… Speriamo per lui sappia capire che la dirigenza sta cercando di aiutarlo e non di punirlo. Vedremo…

      Meglio di lui avrebbe fatto sicuramente DeJuan Blair.

    • jigen 92 00:10 il 28 febbraio 2010 Permalink | Rispondi

      A tempo lo dissi; era sopravvalutato. Sono d'accordo con Jason, gli farebbe bene un po' di Europa. Comunque i Grizzlies lo sapevano al momento della scelta ed hanno voluto rischiare. Vedremo tra 2 anni…

    • SergioAlbanese 03:23 il 28 febbraio 2010 Permalink | Rispondi

      Jason hai pienamente ragione riguardo all'Europa, perchè non credo che la D-League faccia miracoli in questo senso, considerando poi la brevissima apparizione di Thabeet. ''La gita'', infatti, dovrebbe durare solo 10 giorni. E sono d'accordissimo anche su Blair, che scelto al 37esimo posto, merita per me il titolo di ''Steal of the Draft''.

      Sono anche d'accordo con Jigen perchè tra due anni è vero si vedrà se la regola del draft (''if you have to make a mistake make it big'') ha mietito un'altra vittima (pensando recentemente a Kwame Brown o Milicic) oppure no. Secondo me, però, i Grizzlies non se lo aspettavano un giocatore cosi acerbo. Nel frattempo da fonti vicine al giocatore, sembra che la retrocessione sia stata ben digerita da Thabeet, che sembra deciso a rimettersi in gioco nelle sei partite che dovrà disputare in D-League.

    • lipponik 16:12 il 28 febbraio 2010 Permalink | Rispondi

      Io Thabeet all'Olimpia Milano lo prenderei subito…

  • 15:01 il 24 February 2010 Permalink | Rispondi
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    Stagione finita per Josh Howard 

    Ennesimo infortunio per Josh Howard. L’ala 29enne appena passata ai Wizards come contropartita nella trade Butler/Haywood ha infatti avuto il tempo di giocare solamente quattro partite con la sua nuova squadra prima di subire un serio infortunio ai legamenti crociati anteriori del ginocchio sinistro. Per lui stagione finita.
    Reduce da un’operazione alla caviglia, Howard in questa stagione ha giocato 35 partite. Queste le sue medie: 12.7 punti (40% al tiro), 3.6 rimbalzi e 1.3 assist in 26.2 minuti di impiego medio.
    La prossima estate dovrà accontentarsi di un contratto a cifre bassissime. Sempre che riesca a trovare una squadra disposta a scommettere ancora su di lui, giocatore dalla psicologia “complessa” e dal fisico non integro.
    Washington rimane così con soli 10 giocatori attivi nel roster, viste le procedure di buy-out richieste da Illgauskas e da James e le squalifiche di Arenas e Crittenton. Vedremo in che modo la società deciderà di intervenire sul mercato.

    Dopo Brian Cardinal, subito rilasciato dai Knicks e Matt Harpring rilasciato dai Thunder, è la volta di Larry Houges ad essere tagliato. Il giocatore, giunto a Sacramento nella trade McGrady, è peraltro infortunato per via di una frattura all’anulare della mano sinistra (stop di quattro settimane per lui).  Vedremo se riuscirà a trovare una nuova squadra la prossima estate. In 31 partite ha fatto registrare le seguenti medie: 9.6 punti (36% al tiro), 3.5 rimbalzi, 3.5 assist e 1.3 recuperate in 26.5 minuti di impiego medio.

     
  • 21:01 il 23 February 2010 Permalink | Rispondi  

    Mock Draft 2010 

    Stiamo per entrare nel mese di marzo, che, alle orecchie di chi segue il college basketball, significa prevalentemente due cose: March Maddness e Mock Draft. Proprio a marzo infatti vengono stilate dai più importanti siti sportivi americani (ESPN e DraftExpress) le previsioni sul draft NBA. E noi, da buon sito specializzato, vi presentiamo il nostro mock draft, basato sulle idee lasciate trapelare da alcuni addetti ai lavori e da alcuni scout.
    Detto che ancora nessuno sa l’ordine di scelta delle trenta squadre NBA, questo si annuncia come un Draft piuttosto profondo e ricco di giocatori in grado di cambiare più di un equilibrio all’interno della lega. Ma ora guardiamo nel dettaglio le future matricole, dando a queste un nome ed un cognome, una faccia ed una storia.

    1) John Wall 1,95m   19 anni     PM
    17punti   6.5assist   4.2rimbalzi   2recuperi   0,7stoppate

    John Wall. Solo il nome dovrebbe metterci i brividi. Il freshman da Kentucky è un ragazzo con una storia difficile e singolare alle spalle (orfano sin dalla tenera età), proprio come singolare ed unico è il suo stile di gioco.
    Wall è forte fisicamente, è un gran verticalista ed un ottimo difensore, è un eccellente orchestratore di gioco ed ha dimostrato in più di un’occasione di rasentare il divino quando sceglie di mettersi in proprio per la conclusione. Queste però sono solo parole, e vi assicuro che non bastano a descrivere un talento come quello di John, un ragazzo molto maturo e giudizioso dentro e fuori dal campo. Come detto, quindi, i meri aggettivi non bastano, perché vi posso assicurare sarebbe come racchiudere il sapere umano dentro la pagina di un diario. Molti oltreoceano lo paragonano a Derek Rose, ma c’è una nicchia (della quale chi scrive fa parte) che in Wall rivede quello che fu ed in parte è ancora il grande Jason Kidd. Chi non abbia mai visto una partita di Kentucky se lo immagini quindi come un Kidd dotato di maggior atletismo e di un tiro perimetrale leggermente migliore, compensato forse da una visione di gioco in qualche misura più miope (ma comunque davvero ottima). I più maliziosi avranno sicuramente notato che Wall mette a referto “solo” 6 assist di media, ma bisogna sempre ricordarsi che l’NCAA è un mondo diverso da quello NBA. Il campo è più piccolo, i tiratori meno affidabili e le iniziative personali maggiori, quindi un bottino come il suo è tutt’altro che limitante in ottica NBA.
    Sarà sicuramente la prima scelta assoluta.
    Mi ricorda: Jason Kidd con maggiore atletismo

    2) DeMarcus Cousins   2.10m   19anni    C/AG
    16punti   1assist   10rimbalzi   1recupero   1,7stoppate in 22 minuti d’impirgo.

    No, non sono un tifoso degli Wildcats, ma non sono riuscito a restare immune al talento di questo giovane centro. Fisicamente non teme già il confronto con i primi della classe al piano superiore, ma anche il suo arsenale offensivo non ha nulla da invidiare ai grandi del mastiere. Ad una fisicità strabordante si aggiungono buone mani ed un discreto tiro dalla media distanza, il che lo rende una spada di Damocle appesa sulla difesa avversaria. Cousins sembra il tipico “Make it or break it” del draft. Potrebbe diventare uno dei migliori lunghi nella NBA già dall’anno d’esordio come potrebbe sprofondare in un buio anonimato con cotal velocità. Nel draft vige però una sola regola: “if you have to make a mistake, make it big” (se devi fare uno sbaglio, fallo grosso) e, assieme alle capacità stellari del giovane, questo mi fa credere che sarà lui il secondo a stringere la mano di David Stern. Se la scelta dipendesse da me, forse lo drafterei anche alla 1.
    Mi ricorda: Amar’e Stoudamire

    3) Evan Turner   2.01m   21anni  G/AP
    19.5punti   5.8assist   9.3rimbalzi   2recuperi   0.8stoppate

    È forse il candidato al draft con le statistiche migliori, e tra gli scout avere punti nelle mani uniti ad assist e rimbalzi è un’imprescindibile credenziale. Turner è un ottimo swingman in grado di fare praticamente tutto sui parquet universitari, e difficilmente verrà tagliato fuori dalle prime cinque scelte del Garden. Già adesso in NBA sarebbe uno da 10+4+3 a partita, e se riuscirà a scoprirsi un’anima perimetrale (aspetto del suo gioco che per adesso latita) potrebbe diventare un All-Star o addirittura un uomo-franchigia. Draftarlo con il terzo gettone non sarebbe poi una scelta così azzardata, anche perché in grado di giocare sia da solista in una squadra mediocre che da semplice elemento in un basket di sistema
    Mi ricorda: Brandon Roy

    4) Al Farouq Aminu   2.04m   19anni     AP/AG
    17punti   1.4assist   11rimbalzi   1.5recuperi   1.6stoppate

    Wake Forest è famosa per aver fornito alle leghe professionistiche ottimi giocatori, e vi posso assicurare che Aminu continuerà la tradizione. Quest’ala piccola ha stupito tutto e tutti per un atletismo davvero fuori dal comune, che legato ad un ottima capacità di palleggio e ad una buona attitudine difensiva lo renderanno uno dei giocatori più desiderati del prossimo draft. Oltre ad essere già un gran giocatore, Aminu promette una crescita esponenziale a livello tecnico e mentale che stuzzica i più ed accende i cuori di tifosi e presidenti. Se,come provabile, dovesse riuscire a migliorare il tiro da fuori e la gestione della palla, ci troveremmo davanti un giocatore completo in grado di rinverdire i fasti anche della franchigia più assopita. Chi lo sceglierà avrà poco di cui pentirsi.
    Mi ricorda: il primo George Hill, con meno tiro ma nettamente più atletico.

    5) Derrick Favoirs   2.09m   19anni     AG
    11.5punti   1assist   8.5rimbalzi   1.5stoppate

    Un ottimo lungo quello di Georgia Tech, non c’è che dire. Le statistiche sono ottime, specie per un freshman, e gli garantiscono sin da oggi un minimo di rispetto tra i pro. Tutti i siti specializzati lo mettono come top five sicuro, e chi vi scrive non se la sente di dissentire, ma non nancondo qualche perplessità su una eventuale scelta altissima legata al suo nome. Intendiamoci, Favoirs è un 4 più che valido, ma a mio avviso non è un giocatore così unico da giustificare lo status assegnatogli da molti mock. In soldoni un giocatore più che interessante, con un futuro assicurato in The League, ma l’impressione è che di giocatori come lui ne siano già passati per le arene NBA, e  ne rivedremo anche altri. Comunque per talento e per tonnellaggio una chiamata in lotteria non si può mettere in discussione, e secondo voci insistenti potrebbe essere il “premio di consolazione” per chi non riuscisse ad arrivare a Cousins (Utah Jazz in primis) .
    Mi ricorda: l’odierno Antonio McDyess

    6) Wesley Johnson   2.01    22anni    AP
    16punti   2.3assist   8.7rimbalzi   1.6recuperi   1.8stoppate

    Un altro giocatore che merita l’attenzione dei lettori. Johnson sarà per questo draft quello che Harden è stato per il precedente: un giocatore già pronto a far parte di un sistema NBA, pur avendo discrete prospettive di crescita. A differenza di Aminu il suo corpo non è albergo di un atletismo sovrumano (che comunque c’è), ma la sua tecnica, la sua difesa ed il suo tiro (55% dal campo e 40.5%da 3) la dicono lunga su quello che potrà fare questo ragazzo. A Syracuse ricopre entrambi gli spot di ala, ma non c’è dubbio che in ottica NBA Johnson possa mantenere solo una dimensione, cioè quella da “Nº3″. Detto questo non mi stupirei se nell’anno da rookie dovesse partire in quintetto per una squadra da playoff.
    Mi ricorda: Richard Jefferson

    7) Donatas Motiejunas 2.11m   19anni    AG/C
    9.3punti   0.5assist   4.3 rimbalzi   1.6 recuperi   0.1stoppate   in 20minuti d’impiego

    Eccoci arrivati al giocatore che il pubblico italiano conosce meglio. Il lungo della Benetton Treviso è la vera e propria mina vagante del prossimo draft per una serie di ragioni. Infatti al solito dubbio che accompagna il passo oltreoceano di tutti i giovani europei si aggiunge anche una valutazione erronea fatta dagli osservatori USA sul 4.5 lituano. Gli addetti ai lavori statunitensi si immaginavano Motiejunas come un giocatore sul modello di Bargnani o Frye, ma chi lo ha visto giocare in Italia sa che il ragazzo di Repesa è un giocatore totalmente diverso. Donatas infatti è un giocatore meno atipico rispetto ad un Bargnani, con rapidità inferiore ed un range di tiro più corto di almeno due metri, al quale sopperisce con una maggior presenza in area. Proprio per questo dare una collocazione a Motiejunas sia in campo (per me è un’ala forte pura quante altre mai) che al draft è molto difficile. Nel mio mock lo listo come settimo perché un 7 piedi con quella mobilità e quelle mani ha sempre il suo fascino. Un progetto molto interessante, a metà strada tra Bargnani e Milicic (gli auguriamo il primo)
    Mi ricorda: un moderno Sabonis

    8) Xavier Henry   1.98m    18anni     G
    13.5punti   1.7assist   4.2rimbalzi   1.5recuperi    0.4stoppate

    Un ragazzo giovane, molto giovane, ma con ottime basi e doti fisiche che non dovrebbero togliergli il sonno il giorno prima dell’esordio nella massima serie. Doveva essere un One And Done e così sarà, grazie al talento che madre natura gli ha donato ed il suo cervello ha gestito. In un draft pieno zeppo di lunghi con ambizioni da stelle Henry potrebbe essere un insolito vento da nord, accolto come manna dal cielo dalle squadre che i lunghi competitivi già ce li hanno e cercano un numero 2 in grado di segnare e di migliorare per le stagioni future. Già, perché chi sceglierà Henry non si può aspettare un giocatore pronto fino in fondo ai ritmi e alle attitudini NBA, ma questo freshman (che già possiede un ottimo tiro perimetrale ed un entrata decisa e tempestiva) potrebbe diventare un più che ottimo giocatore. La sua storia potrebbe essere simile a quella di Monta Ellis, ma non stupitevi troppo se non doveste più sentir parlare di lui. Make it or break it.
    Mi ricorda: Monta Ellis

    9) Cole Aldrich   2.10m   21anni    C
    11.5punti   1assist   10.3rimbalzi   0.7recuperi    3.8stoppate

    È questo ragazzo l’anima di Kansas. Tipico ragazzone bianco con ottima attitudine a rimbalzo che ogni tanto l’NCAA sforna per la Association. Aldrich avrà sicuramente un futuro, anche se il suo destino da professionista sembra segnato. Il ragazzo infatti dovrà lavorare sul fisico e sul tiro, per poi diventare uno specialista difensivo con un fatturato offensivo legato indissolubilmente ai rimbalzi in attacco e a qualche isolamento dettato dalle rotazioni difensive della difesa avversaria. Non serve infatti la chiromanzia per capire che Aldrich sarà un giocatore solido anche tra i pro, in grado di fatturare anche 10punti + 8rimbalzi.
    Mi ricorda: Kevin Love

    10) Patrick Patterson   2.05   21anni   AG
    15punti   1assist    7.5rimbalzi   0.8recuperi   1stoppata

    Che bel giocatore il signor Patterson. Un’ala grande leggermente undersized con un ottimo tonnellaggio ed un arsenale offensivo, tra post basso e soluzioni in mischia, davvero ben nutrito per un junior. Eccellente difensore e giovane maestro del pick ‘n roll, si mostra sempre maturo ed imprevedibile a rimbalzo in attacco. Doveva fare parte della class of 2009, ma ha scelto giudiziosamente di aspettare il proprio turno, migliorando nel frattempo il tiro frontale e la velocità laterale. Se non fosse per quei 3/4 centimetri di mismatch costante…
    Mi ricorda: Carl Landry

    11) Ed Davis   2.07m   21anni    AG

    12) Jan Vesely   2.11m   20anni    AG

    13 )Greg Monroe   2.12   19anni    C

    14) Elliot Williams  1.90   20anni   G

    15) Dexter Pittman   2.09  21anni   C

    Mi dispiace per i fan del made in italy, ma anche quest’anno non avremo un rappresentante con possibilità di essere scelto. Il nostro Pietro Aradori, infatti, non gode di grande considerazione tra gli scout NBA e verosimilmente non verrà scelto. Il che è un peccato perchè,  per talento, meriterebbe quanto meno una chiamata alla fine del primo giro.

    Questo il mio mock draft, ricordandoci che, come dicono gli esperti, il draft è la scienza più inesatta che ci sia.

    John Wall, play degli Wildcats e futura prima scelta NBA

    John Wall, play degli Wildcats e futura prima scelta NBA

     
    • lipponik 18:27 il 24 febbraio 2010 Permalink | Rispondi

      Ora nn so bene quale sarà l'ordine di scelta,ma se i Nets avranno la numero 1 secondo me scarteranno l'ipotesi Wall per prendere Cousins che affiancato a Lopez potrebbe essere devastante…se poi dal mercato arriverà un Wade o un Lebron allora i Nets sn a cavallo per i prossimi anni..staremo a vedere…

    • jigen 92 20:09 il 24 febbraio 2010 Permalink | Rispondi

      lippolink fidati, la prima scelta sarà sicuramente Wall, è troppo superiore agli altri, anche se Cousins è un progetto intrigante

    • SergioAlbanese 18:41 il 25 febbraio 2010 Permalink | Rispondi

      Una classifica molto interessante, davvero un buon lavoro, complimenti. Anche se vedo Turner favorito alla seconda chiamata, e poi non sono molto certo dalla 11 in poi. Secondo me Davis verrà chiamato sicuramente nella top 10, come anche (questo più dubbio a dire il vero) Monroe. Comunque nel complesso davvero un gran bel lavoro, e certamente Wall difficilmente non sarà chiamato alla prima. Questo ragazzo è un portento, una probabile futura star in Nba. Per molti il clone perfetto di Rose, ma secondo me questo giocatore fra qualche anno sarà il clone di se stesso, e forse chissà Rose diventerà il clone di Wall, anche se questo per ora accadrà solo in un ''la la land'' come si dice da certe parti.

    • Lebron 23 19:14 il 1 marzo 2010 Permalink | Rispondi

      Sono pienamente d'accordo con lipponik xk in fondo Wall è una guardia e si troverebbe davanti Harris quindi se avranno la 1st scelta rinunceranno a wall e prenderanno Cousins

    • jigen 92 23:12 il 1 marzo 2010 Permalink | Rispondi

      ma non dite sul serio…. Wall è già adesso piu forte di Harris. succederebbe sicuramente quello che è successo quest'anno tra Griffin e Randolph

    • Andrea Imputato 12:38 il 5 aprile 2010 Permalink | Rispondi

      Ragazzi scusate,ma non leggo tanti nomi di giocatori che in questo torneo hanno lasciato il segno:

      parlo di Scheyer & Singler di Duke (ma anche di Nolan Smith sempre dei Bluedevils),di Lucas e di Summers di Michigan St.(che se non fosse stato infortunato avrebbe portato gli Spartans almeno in finale),di Haywort,Howard e Mack di Butler che stanno facendo tvolare la Cinderella dell'anno,di De'Sean Butler dei Volunteers di WV,di Chism e Prince di Tennessee e dei vari Morris,Dunn,Carter e tutti quei giocatori che anche se non sono andati lontano nel torneo rappresentano sicuramente dei buoni prospetti? ? ?

    • jigen 92 00:12 il 13 aprile 2010 Permalink | Rispondi

      dunque andrea: scheyer è un giocatore relativamente normale, con un futuro forse in europa

      singler avrà un futuro in nba, ma a causa del rapporto cm/velocità resta al bivio tra un 3 lentino ed un 4 tattico undersized. comunque piace anche a me, è un vincente

      lucas e summers sono ragazzi che difficilmente andranno stabilmente in nba. senza tom izzo perdono di mordente

      hayward è un giocatore interessante. da una parte potrebbe essere un giocatore alla turkoglu. tuttavia…………. mi ricorda datome

    • stefano 01:09 il 23 aprile 2010 Permalink | Rispondi

      ragazzi io sn rimasto colpito da jerome dyson play di uconn … sicuramente sarà scelto a metà secondo giro pero potrebbe essere un ottimo giocatore ( specialmente per i lakers )

  • 15:15 il 22 February 2010 Permalink | Rispondi
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    Colangelo did it again 

    Colangelo did it again“. Colangelo l’ha fatto di nuovo, recita il Toronto Sun, che pone un giusto apostrofo, un primo giudizio sull’operato estivo del presidente e GM dei raptors. Non c’è alcun dubbio che quella canadese sia stata una delle franchigie più attive e, a quanto ci è concesso ammirare fino ad ora, anche una delle più migliorate in sede estiva. Ma analizziamo in dettaglio le operazioni che hanno reso possibile il profondo mutamento tecnico e psicologico di Toronto.
    Tutto è iniziato quando ad inizio estate Colangelo ha rinnovato per i prossimi 6 anni il contratto di colui che è e sempre più sarà la pietra angolare del progetto tecnico: quell’Andea Bargnani che fu la sua prima scelta assoluta al draft del 2006.

    Subito dopo è arrivato l’acquisto a sorpresa di Hedo Turkoglu, strappato ai Blazers grazie ad un contratto faraonico da 12 milioni di dollari annui. A completare il tutto sono arrivati Antoine Wright, il cavallo di ritorno Nesterovic, Reggie Evans ed il play Jack, oltre alla matricola da USC Demar DeRozan.
    A fine agosto però si sentiva la forte mancanza nel roster di una guardia di livello, così, dopo un primo contatto con Carlos Delfino, si è deciso di virare su Marco Belinelli e di scambiare Ukic (palesemente inefficace come cambio del play) e i diritti sullo stesso Delfino con i Bucks in cambio di Amir Johnson e Sonny Weems.

    Grazie a queste mosse di mercato Colangelo è riuscito ad inserire ottimi elementi in quintetto e ad allungare sensibilmente la panchina, vero tallone d’Achille dei canadesi formato 2008/2009. Un altra mossa di cristallino ingegno del GM dei raptors è stata la scelta di Mark Iavaroni come vice allenatore. Questi infatti, reduce da una disastrosa parentesi da headcoach coi Memphis Grizzlies, è stato stipendiato per inculcare alla squadra un minimo di mentalità difensiva, essenziale per un team il cui atletismo non rappresenta certo una medaglia al valore (ed il nostro Cuzzolin non può certo fare miracoli).
    Al momento i Raptors occupano saldamente la quinta posizione ad est non senza qualche cambiamento rispetto ai piani di inizio stagione. I dati più importanti in negativo sono però due: il rendimento di Turkoglu e la retrocessione di Calderon a sesto/settimo uomo. Su questi due aspetti si può discutere, ma, guardando il tutto con logica, si comprende che questi non derivano dalla bocciatura dello spagnolo e del turco, ma sono figli delle esigenze di coach Triano.

    Per quanto riguarda Turkoglu è vero che il rendimento è leggermente sotto il previsto, ma dobbiamo ricordarci che il pallone è uno e che una terza opzione offensiva che segna 14 punti e smista 5 assist a partita non è da disprezzare. Esiste anche una legge non scritta nell’NBA la quale dice che quando hai i soldi li devi spendere, perché non sai quando ne riavrai l’occasione (Portland docet con l’operazione Miller). Per quanto riguarda Calderon, invece, il dicorso è meramente fisico. Jose, a causa delle caratteristiche muscolari, non è in grado di sostenere una partita a ritmi alti per più di 30 minuti, ed in caso di sovraminutaggio la sua difesa, già di per se non megistrale, ne risente. Ed è qui che si vede l’importanza di avere una panchina folta e ricca di elementi come Jack, che all’occorrenza si possono riciclare in ottimi titolari.

    La franchigia dell’Ontario resta comunque una squadra bipolare, capace di grandi alti, ma anche di grandi bassi, resta una squadra con due anime contrapposte, quella europea e quella afroamericana. Proprio per questo la posizione acquisita con litri di sangue e sudore non deve essere disprezzata, senza però scordarsi che questo deve essere un inizio, un limbo (come lo definisce Tranquillo), e non la meta del Progetto-Raptors.

     
  • 04:16 il 21 February 2010 Permalink | Rispondi
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    Talento e maturità da primi della classe 

    Andrea Bargnani rappresenta senza alcun dubbio il titolo di questo articolo. Il primo a proposito dopo una lunga pausa senza scrivere. Perciò buon basket a tutti ed eccomi ora riprendere ad esprimere pareri e pensieri sullo sport che più amo, e reiniziare a farlo con il giocatore per cui nutro personalmente un affetto e una stima particolare, è davvero una bella sensazione.

    Il nostro Andrea si sta comportando davvero bene in questa stagione. Non ha soltanto confermato il livello pienamente da Nba, ma ha mostrato al mondo, che spesso non apprezza e capisce a pieno i geni e i talenti, che lui può e deve essere considerato un nastro nascente della pallacanestro mondiale. Nascente ormai non troppo, visto la stagione davvero formidabile che sta trascorrendo. Oltre le mie parole a testimoniarlo ci sono una serie di numeri che dimostrano le sue straordinarie potenzialità. Con le sue medie di 17.5 punti, 6.3 rimbalzi e 1.4 stoppate a partita Bargnani dimostra di essere un centro davvero forte in attacco e solido in difesa. Insomma molto più che un semplice giocatore di Nba. La prima scelta del Draft ’06 vive poi un bel periodo con medie di 19.8 punti e 6.7 rimbalzi e 2.0 stoppate realizzate in queste sei partite di febbraio. E sembra essere ritornato ora completamente in forma dopo diversi piccoli infortuni tra dolori alla gamba destra e alla schiena. A testimoniarlo anche le stoppate piazzate (almeno una) consecutivamente da 13 partite, un altro colpo ormai diventato celebre nel repertorio del giocatore romano se si considera che il centro di Toronto è 17ettesimo in questa specialità in Nba, e primo nella squadra canadese. Non unica fra le specialità per cui detiene il recordo a Toronto, considerando che è anche primo per triple tentate e fatte.

    Ma a parte questi flash molto luminosi, la notizia davvero nuova è la maturità con cui Andrea affronta tutte le partite. Una maturità da veterano, che unita all’infinito talento del giocatore sono sicuro potrà farlo raggiungere traguardi inpensabili per un giovane cestita italiano considerando i soli tre anni e mezzo di esperienza in Nba.

     
    • jasonkidd 14:35 il 21 febbraio 2010 Permalink | Rispondi

      IMHO gli manca ancora qualcosa per fare il vero salto di qualità. In troppe partite è ancora molle.

    • SergioAlbanese 18:55 il 23 febbraio 2010 Permalink | Rispondi

      Non condivido ciò che dici ma morirei perchè tu possa dirlo, in sintesi il mio pensiero riguardo al tuo commento. Penso che sia positivo discutere le proprie idee, perciò ti ringrazio. Detto questo dico che non sono pienamente daccordo con quello che dici, perchè Andrea è un giocatore molto regolare secondo me da un anno a questa parte. Anche se l'altra sera con Washington ha dimostrato che tu in parte hai ragione nel senso che ci sono momenti in cui si perde dopo un inizio

      di partita con i fuochi d'artificio senza sbagliare un tiro, e poi di colpo i tiri non entrano. Ma questo penso sia normale

      per chiunque. E una volta Bargnani nella stessa situazione sarebbe stato relegato alla panchina. Mentre ora come puoi notare Bargnani è

      insostituibile per Toronto (tant'è che spesso gioca più dello stesso Bosh) perchè quando il tiro non va può contare come con i Wizards su una difesa più che sufficiente, con tre stoppate decisive all'ultimo quarto. Tanto da essere paragonato a Bill Russel da giornalisti made in Nba. Secondo me ancora una blasfemia, però è sicuramente diventato un giocatore più completo e regolare da un anno a questa parte.

    • SergioAlbanese 19:07 il 23 febbraio 2010 Permalink | Rispondi

      Chiedo scusa per la lettura un pò sfasata dovuta a un mio errore durante la pubblicazione.

    • Penny 20:17 il 23 febbraio 2010 Permalink | Rispondi

      Che sia diventato un buon giocatore non c'è alcun dubbio. Per diventare una vera stella però gli manca un pò di continuità, che acquisirà pian piano col tempo. Mi viene in mente il percorso di Nowitzki a Dallas, se nei prossimi anni a Toronto i pezzi del puzzle si comporranno nella giusta maniera, Andrea continuerà a crescere e, perchè no, potrà diventare l'uomo franchigia.

    • SergioAlbanese 17:10 il 25 febbraio 2010 Permalink | Rispondi

      D'accordissimo con il profeta Penny.

  • 23:44 il 18 February 2010 Permalink | Rispondi
    Tag: Carl Landry, , , Dominique McGuire, Francisco Elson, Hakim Warrick, , Jared Jeffries, Jodie Meeks, Joe Alexander, , John Salmons, , Larry Huges, , , , Primoz Brezec, , Royal Ivey, , , Sergio Rodriguez, Theo Ratliff, , ,   

    Rien ne va plus: ecco gli ultimi movimenti di mercato 

    Finisce alle 20 (ore italiane) la telenovela McGrady: T-Mac vestirà la maglia dei Knicks a seguito di una trade che ha coinvolto tre squadre. I Knicks prendono McGrady da Houston e Sergio Rodriguez da Sacramento; i Rockets prendono Kevin Martin e Hilton Armstrong da Sacramento, due prime scelte (draft 2011 e 2012), Jared JeffriesJordan Hill da New York. I Kings prendono Larry Huges da New York e Joey Dorsey e soprattutto Carl Landry da Houston.

    ACQUISTI                                                                        CESSIONI

    NEW YORK: McGrady/Rodriguez                   Huges/Jeffries/Hill/1° scelta 2011/1° 2012

    HOUSTON: Martin/Armstrong/Jeffries/Hill/1° scelta 2011 e 2012         McGrady/Dorsey/Landry

    SACRAMENTO: Huges/Dorsey/Landry                    Martin/Rodriguez/Armstrong

    Tracy McGrady, ala di 203cm classe 1979, in questa stagione ha giocato solamente sei partite per i postumi dell’operazione subita in estate e per aver rotto subito dopo il rientro con la dirigenza dei Rockets. Per lui 3.2 punti (37% al tiro), e 1 assist di media in 7.7 minuti di impiego medio. Il suo contratto in scadenza vale 23.2 milioni.
    Sergio Rodriguez, guardia spagnola di 191 cm classe 1986, ha giocato 39 partite facendo registrare le seguenti medie: 6 punti (46% al tiro), 3.1 assist e 1.3 rimbalzi in 13.3 minuti. Il suo contratto prevede 1.9M con la possibilità (nulla) di essere prolungato dai Knicks per un altro anno a 2.8 milioni. D’Antoni potrebbe concedergli diversi minuti come play.
    Kevin Martin, guardia/ala di 201cm classe 1983, appena rientrato dall’infortunio, ha giocato 22 partite. Per lui: 19.8 punti (35.2 minuti), 4.3 rimbalzi, 2.6 assist e 1 recuperata in 35.2 minuti di impiego. Houston ha scommesso su di lui come sostituto di McGrady:  il suo contratto prevede infatti 46.3 milioni di dollari fino al 2013.
    Hilton Armstrong, centro di 211cm classe 1984, era giunto a Sacramento da soli 10 giorni. In questa stagione tra New Orleans e Sacramento ha giocato 24 partite facendo registrare le seguenti medie: 2.5 punti (37% al tiro) e 3.1 rimbalzi in 12.3 minuti di impiego. Il suo contratto prevede 2.8 milioni di dollari con la possibilità (remota) per i Rockets di trattenerlo fino al 2011 per 3.8 milioni.
    Jared Jeffries, ala grande di 211cm classe 1981, ha giocato 52 partite. Per lui: 5.5 punti (44% al tiro), 4.3 rimbalzi, 1.6 assist, 1.1 recuperi in 28 minut di gioco. Per liberarsi del suo contratto (biennale da 13.5milioni) i Knicks hanno sacrificato le prime scelte ai draft 2011 e 2012.
    Jordan Hill, ala grande di 208 cm classe 1987, deludente rookie, ha giocato 24 partite facendo registrare le seguenti medie: 4 punti (44% al tiro) e 2.5 rimbalzi in 10.5 minuti di impiego. Come prima scelta al draft (dei Knicks) ha un biennale garantito da 5 milioni.
    Larry Huges, guardia di 196cm classe 1979, ha giocato 31 partite. Per lui 9.6 punti (37% al tiro), 3.5 rimbalzi, 3.5 assist e 1.3 recuperi in 26.5 minuti di impiego medio. Il suo contrattone in scadenza vale la bellezza di 13.6 milioni di dollari. Una liberazione per tutti i newyorkesi la sua partenza.
    Carl Landry, ala grande di 206cm classe 1983, ha fin qui giocato un magnifico campionato. Per lui 16.1 punti (54% al tiro) e5.5 rimbalzi in 27.2 minuti di gioco. Il suo contratto in scadenza vale 3 milioni di dollari.
    Joey Dorsey, ala di 203 cm classe 1983, sempre ai margini della rotazione, ha giocato 7 partite: 3.6 rimbalzi e 1.6 punti (45% al tiro) in 7.7 minuti le sue cifre. Il suo contratto in scadenza vale 881mila dollari.

    I Milwaukee Bucks e i Chicago Bulls hanno raggiunto l’accordo per lo scambio di tre giocatori: John Salmons va ai Bucks in cambio di Joe Alexander e di Hakim Warrick. Milwaukee ottiene anche i diritti sulle seconde scelte dei Bulls ai draft del 2011 e del 2012 e la possibilità di scambiare la propria scelta al draft del 2010 con quella dei Bulls (garantita tra l’11° e la 30°).
    John Salmons, guardia di 198cm classe 1979,  ha giocato 51 partite. Per lui 12.7 punti (42% al tiro), 3.4 rimbalzi, 2.5 assist e 1.3 recuperate in 33.2 minuti di impiego medio. Il suo contratto prevede un importo di 5.4M per questa stagione e 5.8 per la prossima (con possibilità di rescissione).
    Joe Alexander, ala di 203 cm classe 1986, non ha mai giocato in NBA per via degli infortuni (scelta n°8 del draft 2008). Il suo contratto in scadenza è da 2.6 milioni di dollari.
    Hakim Warrick, ala grande di 206cm classe 1982, ha giocato 48 partite facendo registrare le seguenti medie: 10.2 punti (48% al tiro) e 4.4 rimbalzi di media a partita. Il suo contratto in scadenza è da 3 milioni.

    Sempre Milwaukee spedisce ai Sixers Jodie Meeks e Francisco Elson per Primoz Brezec, Royal Ivey e una seconda scelta al draft 2011.
    Jodie Meeks, guardia di 193cm classe 1987, ha giocato 41 partite. Per lui 4.1 punti (36% al tiro) e 1.8 assist in 12 minuti di gioco. Come prima scelta ha un triennale da 2.3 milioni (scadenza 2012).
    Francisco Elson, centro di 213cm classe 1976, fermo per infortunio fino a metà marzo, ha gocato 11 partite. Per lui 1.2 rimbalzi e 0.9 punti in 5.6 minuti di impiego medio. Il suo contratto in scadenza vale 1 milione e 700 mila dollari.
    Primoz Brezec, centro di 216cm classe 1976, dopo la fallimentare esperienza romana ha dimostrato di essere un ex-giocatore. Per lui solamente 7 apparizioni: 1.7 rimbalzi, 0.7 punti (15% al tiro) di media in 5.1 minuti di gioco. 1 milione e 100mila è il valore del suo contratto in scadenza.
    Royal Ivey, guardia di 193cm classe 1981, ha giocato 26 partite facendo registrare le seguenti medie: 2.7 punti (47% al tiro) e1 rimbalzo in 9.1 minuti di gioco. Il suo contratto vale 1 milione di dollari.

    I Sacramento Kings acuistano anche Dominic McGuire da Washington in cambio di una seconda scelta al draft 2011 e di soldi.
    Dominique McGuire, ala grande di 206cm classe 1985, sempre ai margini della rotazione, ha giocato 41 partite. Per lui 1.5 rimbalzi e 0.7 punti (37% al tiro) in 5.9 minuti di impiego medio. Il suo contratto in scadenza vale 825mila dollari.

    Gli Utah Jazz cedono Ronnie Brewer ai Memphis Grizzlies in cambio di una prima scelta al draft 2011. Utah non dovrà così pagare la luxury tax  liberandosi giusto prima della chiusura del mercato dei 2.7 milioni di dollari privisti dal contratto di Brewer che diventerà free agent con restrizioni la prossima estate.
    Ronnie Brewer, guardia/ala di 201cm classe1985, ha giocato 53 partite mettendo a segno le seguenti medie: 9.5 punti (49% al tiro), 3.4 rimbalzi, 2.8 assist e 1.6 recuperi in 31.4 minuti di gioco. Memphis punta decisamente ai playoffs e questo acquisto ne è la riprova.

    I San Antonio Spurs cedono ai Charlotte Bobcats Theo Ratliff. Il giocatore, centro di 208cm classe 1973, ha giocato 21 partite: 1.9 rimbalzi e 1.6 punti (44% al tiro) in 8.7 minuti le sue medie. 1 milione e 300mila dollari vale il suo contratto in scadenza.

    N.D.R: articolo chiuso alle 22.30.

     
    • jasonkidd 15:11 il 19 febbraio 2010 Permalink | Rispondi

      Tyrus Thomas da Chicago ai Bobcats per Flip Murray, Acie Law e 1° scelta.

      Nate Robinson e Marcus Landry a Boston per Eddie House, J.R.Giddens e Billa Walker.

  • 13:00 il 18 February 2010 Permalink | Rispondi
    Tag: , Antawn Jamison, , Darko Milicic, Emir Preldzic, , , , Sebastian Telfair   

    Trade deadline senza fuochi d’artificio 

    A dieci ore dalla chiusura del mercato (tre e mezza nel momento in cui scriviamo) Cleveland rompe gli indugi e si muove sul mercato prendendo Antawn Jamison dai Washington Wizards e Sebastian Telfair dai Clippers. Al contempo spedisce Illgauskas, una prima scelta al prossimo draft e i diritti di Emir Preldzic a Washington. I Wizards a loro volta prendono Al Thornton e spediscono Gooden ai Clippers.
    Cleveland acquista così un giocatore con punti nelle mani e dal grande atletismo come Jamison e una guardia di riserva come Telfair da affiancare a Gibson e a West. Washington completa lo smantellamento della squadra per ricostruire dalla prossima estate. I Clippers si liberano di giocatori “scomodi”. In ogni caso non hanno velleità di classifica.
    Antawn Jamison, ala grande di 206cm classe 1976, ha fin qui giocato 41 partite. Per lui 20.5 punti (45% al tiro), 8.8 rimbalzi, 1.3 assist e 1 recupero di media in 38.9 minuti di impiego. Il giocatore ha un triennale da 40 milioni di dollari (scadenza 2012).
    Sebastian Telfair, guardia di 183cm classe 1985, ha giocato 39 partito facendo registrare le seguenti medie: 4.3 punti (40% al tiro), 2.9 assist e 1.1 rimbalzi in soli 14.9 minuti d’impiego. Resterà fuori fino ai primi di marzo per problemi agli adduttori. Il suo contratto prevede 2.5M per questa stagione e un’opzione per il prossimo da 2.7M.
    Zydrunas Illgauskas, centro di 221cm classe 1975, ha giocato 53 partite. Per lui 7.5 punti (45%) e 5.3 rimbalzi di media a partita. Il suo agente sembra stia trattando da subito una buona uscita con i Wizards che gli permetterà, dopo i 30 giorni di attesa previsti dalla NBA, di rifirmare per un altro team, Cleveland compresa. Il suo ingaggio è di 11,5milioni di dollari.
    Emir Preldzic è un’ala grande slovena di 206cm classe 1987, attualmente in forza al Fenerbahce.
    Al Thornton, ala di 203cm classe 1983, ha giocato 51 partite. Per lui: 10.7 punti (48% al tiro), 3.8 rimbalzi e 1.2 assist in 27.5 minuti di impiego medio. Il giocatore ha un biennale (scadenza 2011) da 4.7 milioni con la possibilità per il team di trattenerlo un ulteriore anno per 3.9M.
    Drew Gooden, 208 cm classe 1981, ha fin qui giocato una buona stagione: 8.9 punti (47% al tiro), 6.9 rimbalzi, 1.1 stoppate a partita in 22.4 minuti di impiego medio.

    Trade di valenza nulla quella che ha visto protagoniste New York e Minnesota che si sono scambiate giocatori in scadenza di contratto. A New York va Brian Cardinal, a Minneapolis Darko Milicic e 750 mila dollari.
    Brian Cardinal, ala di 203cm classe 1977, ha giocato 27 partite. Per lui: 1.7 punti (39% al tiro) in 9 minuti di impiego medio. Il suo contratto da 6M e 750 mila dollari è in scadenza.
    Darko Milicic, centro di 213cm classe 1985, stella che non ha mai brillato, ha giocato 8 partite con 2.3 rimbalzi e 2 punti (47% al tiro), in 8.9 minuti di impiego medio. Il suo contratto in scadenza è di 7.5 milioni di dollari.

     
    • lipponik 16:12 il 18 febbraio 2010 Permalink | Rispondi

      Certo che se i Cavs nn erano da titolo già prima lo sn di certo adesso..grande colpo Jamison…ora giocherebbero così:

      West-Williams-James-Jamison-O'Neal

      dalla panchina poi partirebbero:

      Hickson,Gibson,Verejao,Moon e Parker

      Che squadra!!

  • 13:39 il 17 February 2010 Permalink | Rispondi
    Tag: , , , Ricky Davis, Steve Blake,   

    Marcus Camby a Portland 

    A poco più di ventiquattro ore dalla trade deadline ecco un altro colpo di mercato. I Portland Trail Blazers si assicurano infatti i servigi del centro veterano Marcus Camby. Ai Clippers vanno in cambio Steve Blake e Travis Outlaw, entrambi in scadenza di contratto.
    Con la trade Portland ottiene così un centro con cui sostituire almeno fino al termine della stagione gli infortunati Oden e Przybilla, risparmiando 1 milione di dollari sul monte stipendi già basso di suo, e riservandosi la possibilità di rifirmare a fine anno Camby  e di affiancarlo al giovane Oden nella prossima stagione. Non è poi escluso che con il mercato dei free-agent della prossima estate Outlaw non ritorni a Portland. E Portland ne avrà quasi 30 di milioni di dollari da poter investire!!!
    I Clippers, con poco da chiedere al campionato e con un’ottima batteria di lunghi (Kaman, Jordan e Griffin) non perdono nulla, anzi, a fine anno potranno tentare di trattenere Outlaw, ala di 206cm classe 1984. Clippers che, per far spazio ai due nuovi arrivi, rescindono il contratto di Ricky Davis.

    Camby, 211cm classe 1974, ha giocato 51 partite viaggiando con le seguenti medie: 12.1 rimbalzi, 7.7 punti (47% al tiro), 3 assist, 2 stoppate e 1.4 recuperate a partita in 31.3 minuti!!! Senza Kaman tra i piedi potrà alzarle ulteriormente. Per lui contratto in scadenza da soli 7M e 650mila dollari. Un vero affare per Portland.
    Steve Blake, guardia di 191 cm classe 1980, ha fin qui giocato 51 partite facendo registrare le seguenti medie: 7.6 punti (40% al tiro), 4 assist e 2.3 rimbalzi in 27.4 minuti di impiego medio. 4M e 930mila dollari il suo ingaggio (in scadenza).
    Travis Outlaw, ala grande di 206 cm classe 1984, resterà fermo ai box fino a metà marzo per una frattura al piede, ha giocato solamente 11 partite. Per lui 9.9 punti (38% al tiro), e 3.5 rimbalzi in 21 minuti di gioco. 4M di dollari l’importo del suo contratto (in scadenza).
    Ricky Davis, guardia/ala di 201cm classe 1979, ha giocato 36 partite. Per lui: 4.4 punti (43% al tiro), 1.6 rimbalzi e 1.1 assist a partita. La sua buona uscita si aggira intorno ai 2 milioni di dollari. Il suo contratto era comunque in scadenza (2.5M).

     
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