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  • 19:16 il 2 November 2009 Permalink | Rispondi
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    Dwayne Wade fa 10 mila 

    La scorsa notte, nel match vinto da Miami 95-87 sui Chicago Bulls, Dwayne Wade ha raggiunto il traguardo dei 10.000 punti segnati.

    La partita è stata caratterizzata da un sostanziale equilibrio e Miami ha avuto la meglio solamente nei minuti finali.

    A 3 minuti dal termine proprio Wade ha firmato il sorpasso (84-83) di Miami che ha chiuso con un parziale di 11-4 per il 95-87 finale.

    Per gli Heat 25p Wade, 19p + 12r Huslem, 12p Arroyo. Male Beasley 3/12 al tiro. Per Chicago bene Deng 26p, Salmons 17p e Noah 10. Imprecisi gli altri (4/15 Rose, 4/10 Miller, 3/11 Hinrich).

     
  • 19:43 il 1 November 2009 Permalink | Rispondi
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    Rientra West, si ferma di nuovo Harris 

    Buone notizie per i Cleveland Cavs arrivano da Delonte West. Il giocatore, riattivato dopo i problemi personali e legali, ha infatti esordito la scorsa notte nella partita vinta dai Cavs 90 a 79 su Charlotte. Per la guardia ottima partita: 24 minuti, 13 punti (5/7 al tiro), 2 rimbalzi e 2 assist.

    Brutte notizie invece per i Nets. Devin Harris infatti è di nuovo fermo ai box per infortunio (dolori all’inguine), ricaduta di un problema già presentatosi in preaseason. Harris ha dichiarato che lo stop sarà di 7-10 giorni e che rientrerà solamente quando non sentirà più alcun fastidio o dolore. In queste condizioni non gli è possibile infatti effettuare dribbling, fulcro del gioco offensivo che lo caratterizza. Nonostante sia stato sostituito egregiamente da Alston (20 punti 8/11 al tiro, 8 assist) – è evidente che i due si pestino i piedi -, i Nets sono stati surclassati da Washington 123 a 104. I Wizard dimostrano di essere in discrete condizioni (vittoria all’esordio a Dallas) tirando con il 61% dal campo! (32 Arenas, 30 Blatche, 17 Foye, 10 Stevenson e Haywood, 9 Miller con 11 rimbalzi). Per i Nets bene Alston, il solito Lopez (13p) e Douglas-Roberts 25p. Male l’altalenante Jianlian ed il rookie Terrence Williams. Come sempre negli ultimi anni i Nets di Lawrence Frank concedono troppo all’avversario difendendo blandamente e coprendo male il campo. Squadra molle, come il coach che li dovrebbe guidare dalla panchina.  Coach che d’altro canto vanta un sostanzioso contratto… Misteri del basket.

     
  • 17:39 il 31 October 2009 Permalink | Rispondi
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    Dallas batte i Lakers 

    Dopo sei sconfitte consecutive finalmente Dallas batte i Lakers. Vittoria di carattere, frutto di una dura difesa e di una maggiore aggressività nel pitturato, quella ottenuta dai Mavericks. Sempre avanti nel match (24-21 al termine del primo quarto, +9 a 3 minuti dalla fine del 2° quarto) Dallas mette a segno il break decisivo nel terzo quarto (+19 a 4minuti dalla fine del parziale (chiuso 78-60) lasciando spazio nell’ultimo quarto solo per il garbage time. 94-80 il risultato finale.

    La vittoria di Dallas non deve far illudere, troppo brutti i Lakers visti in campo per essere quelli veri. La squadra di coach Jackson, orfana di Gasol sempre fermo ai box, ha patito le opache prestazioni dei suoi big (Bryant 20 punti ma 6/19 al tiro; Artest 3 punti e 5 falli;) e delle guardie (Fisher 2/9 al tiro per 5 punti; Farmar 5 punti 2/8 al tiro). Si salvano Odom (10punti,6 rimbalzi e 7 assist) e Bynum (14 punti e 10 rimbalzi).

    Per quel che concerne Dallas, buona prestazione di squadra con tutti i giocatori in positivo: Marion (18p e 6r), Nowitzky (21p+10r), Kidd (11 assist), Terry (16p). Male solamente Gooden (0/4 in 13 minuti) rimpiazzato alla grande da Humphries che ha chiuso con 8 punti e 7 rimbalzi in 20 minuti di gioco. La squadra texana resterà a Los Angeles per giocare in serata con i Clippers, reduci dalla sconfitta di Salt Lake City.

     
    • jasonkidd 00:58 il 3 novembre 2009 Permalink | Rispondi

      Back to back vincente per Dallas che allo Staples Center batte anche i Clippers.

      Come contro i Lakers, la vittoria dei Mavs è frutto di una difesa solida (che lascia segnare ai padroni di casa solamente 84 punt)i e di una buona dose di aggressività. Nel primo quarto partono meglio i Clippers che chiudono 27-23 ma nel secondo quarto Dallas riduce via via lo svantaggio con vari cambi di leading fino al pareggio con cui si va negli spogliatoi per il riposo: 55-55. Nel terzo quarto la situazione di equilibrio viene spezzata da un break degli ospiti che chiudono la frazione 80-71. I Clippers rimontano nell'ultimo periodo pareggiando sull'82-82 a 7 minuti dalla fine ma esaurendo al contempo le energie. Dallas infatti difende forte e riallunga lasciando ai padroni di casa 2 soli punti: 93-84 il risultato finale.

      L'aggressività di Dallas è evidenziata dalle 11 palle recuperate (19 perse totali per i Clippers), dalle 8 stoppate e dai 2 rimbalzi in più catturati, mentre al tiro c'è ancora da lavorare: 41.7% con 21% da 3 punti è troppo poco per aspirare al titolo. Pesano sicuramente le assenze di Howard e Thomas ma l'1/6 di Kidd, l'1/4 di Ross sono sintomo di tiri forzati).

      Bene dunque i giocatori di Dallas: Marion (16p, 11r), Nowitzky (24 p, 9r), Terry (16p, 6 a), Kidd (10a, 6 r), bene anche Dampier (12p, 10r) e Humphries (9p, 6 r) che ha ormai scalzato Gooden (non entrato) come lungo polivante (ala grande/centro) di riserva.

      I Clippers si confermano squadra allo sbando, anarcoide dove ognuno gioca per le statistiche. Con il debutto di Griffin le cose potranno migliorare visto che il giovane andrà sicuramente ad occupare in quintetto base il posto di Marcus Camby (il cui contratto è, per fortuna dei Clippers in scadenza). Con lo spazio salariale che ha a disposizione (oltre 30 milioni) la squadra sarà sicuramente rafforzata la prossima stagione. Bene Kaman 27p e 11r, Gordon 16p e Telfair 12p.

  • 14:05 il 30 October 2009 Permalink | Rispondi
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    I team attivano le opzioni di 3° e 4° anno sui propri giovani 

    In attesa di negoziare sostanziosi contratti, le squadre stanno provvedendo ad esercitare le opzioni sui propri “giovani” trattenendoli così per un ulteriore anno a cifre bassissime (chi con l’opzione 3° anno, chi con l’opzione 4° anno). Tra le franchigie maggiormente coinvolte troviamo i Chicago Bulls che esercitano l’opzione su Rose e Noah (26 ottobre), Toronto che rinnova Marco Belinelli, San Antonio che trattiene George Hill, i Nets che prloungano il forte centro Lopez (2.4 milioni, strapperà poi un contratto da oltre 10 milioni a stagione), Jinlian (4 milioni) e Lee (1.34) rinunciando a Sean Williams (avrebbe preso 2.5 milioni) che è comunque ai margini della rotazione di coach Frank.

    Per questi giocatori l’appuntamento con sostanziosi contratti è per l’estate 2011.

    La NBA intanto ha prorogato il termine per mettere sotto contratto giocatori con opzioni da 4 anni (i rookie del 2006 per intenderci) spostando la data di scadenza dal 31 ottobre al 2 novembre. Tra i giocatori coinvolti Rajon Rondo, Thyrus Thomas, Rudy Gay e Randy Foye.

     
  • 22:10 il 28 October 2009 Permalink | Rispondi
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    Parte male il campionato di Dallas 

    Comincia male la stagione di Dallas, sconfitta nettamente in casa per 102 a 91 dai Washington Wizards. Una pessima difesa (soprattutto nel secondo quarto che ha visto Washington segnare ben 35 punti), basse percentuali al tiro da 3 (22%, 1 su 6 Terry, 0 su 3 Kidd) e discutibili scelte di Carlisle le cause della sconfitta.

    Eppure Dallas era partita bene. Dopo 7 minuti di gioco era avanti 15-9 (con 6 punti di Marion e 3 assist di Kidd) poi però Washington pareggia sul 15-15 (a 3 minuti e mezzo dalla fine del primo quarto) fino al 21-21 finale. Ad inizio secondo quarto Washington prende in mano le redini della gara, Dallas riesce a riportarsi sul 40-41 (con 6 minuti da giocare) prima di mollare: il secondo quarto termina 56-50. Il terzo quarto è più equilibrato e Dallas solo sul finire di tempo riesce a ridurre lo svantaggio, seppur di poco: 77-74. Ad inizio del quarto quarto sembra che Dallas possa riagguantare la partita: assist di Kidd per Marion, 77-76. Ma il minuto seguente Washington riallunga: tripla di Blatche e 2 liberi per Butler firmano il + 5 Washington. Dopo 2 minuti di gioco, il break decisivo di Foye che segna l’83-77. Nei minuti successivi non segna più nessuno fino ai 4 punti firmati da Oberto e Arenas per l’87-77 a 6 minuti e 20 secondi dal termine della gara. Dallas è in ginocchio e non riesce a colmare il gap. La partita si conclude infatti con la vittoria di Washington per 102 a 91.

    Parte dunque male Dallas che rivede lo spettro dello scorso campionato: 2-7 iniziale il record delle prime 9 partite. Del resto Washington ha prevalso ai rimbalzi (46 a 42) e negli assist (19 a 16), chiudendo con il 46% al tiro. Dallas si è invece ostinata, come sempre le accade, nei tiri da 3 punti chiudendo con un misero 4/18, 22% e forzando troppe conlusioni anche da 2 punti. Si salvano Marion (16 punti, 7 rimbalzi, 3 stoppate), Nowitzky (34 punti(10/25 al tiro), 9 rimbalzi) e Barea (13 punti, 6 rimbalzi e 4 assist). Male un impreciso Terry (12 punti con 4/15 al tiro), un timido Kidd (4 punti (1/6 al tiro) 6 rimbalzi e 6 assist. 0 palle perse sono sintomo di poca creatività, di poca creazione di gioco) e Gooden (2 punti con 1/6 al tiro). Assurda poi la decisione di Carlisle di far giocare solamente 4 minuti ad Humphries dopo le sue eccellenti prestazioni in preseason. L’assenza di Howard non può giustificare una sconfitta simile, con scarsa intensità difensiva e pessimi tiri.  E la prossima gara, contro i Lakers, sarà un’altra probabile sconfitta.

    Washington invece parte bene e l’obiettivo playoffs dichiarato da coach Saunders non è affatto utopistico. Se Arenas (29 punti e 9 assit), Butler (16 punti e 8 rimbalzi), Foye (19 punti), Blatche (20 punti e 7 rimbalzi) rimarranno intatti fisicamente, con il rientro di Jamison, la crescita di Miller e Stevenson Washington non dovrebbe faticare più di tanto a guadagnarsi un posto ai playoffs. Unica pecca è il centro, Haywood chiude con 7 punti e 10 rimbalzi ma 3/10 al tiro, forse Blatche titolare potrebbe dare vantaggi alla squadra.

     
  • 12:30 il 23 October 2009 Permalink | Rispondi
    Tag: , Jake Voskuhl   

    Dallas riduce il roster a 15 giocatori 

    Dopo la cessione di Nathan Jawai ai Minnesota Timberwolves in cambio di una futura seconda scelta, ecco l’ultimo taglio al roster dei Dallas Mavericks in vista dell’inizio di stagione: Jake Voskuhl.

    Jawai era arrivato a Dallas in estate nella trade Marion, mentre Voskuhl era stato aggregato per la preseason. Nessuno dei due ha convinto coach Carlisle che, del resto, ha trovato un Kris Humphries da 10 e lode.

    Ecco il roster con il quale i Mavs si affacciano alla nuova stagione Nba:

    Jason Kidd
    Jose Barea
    Jason Terry
    Rodrigue Beaubois
    Quinton Ross
    Matt Carroll
    Josh Howard
    Shawn Marion
    James Singleton
    Tim Thomas
    Shawne Williams
    Kris Humphries
    Drew Gooden
    Dirk Nowitzki
    Erick Dampier

    Ce la faranno a raggiungere il tanto agognato anello?

     
  • 13:32 il 15 October 2009 Permalink | Rispondi
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    Hall of fame, classe 2009 

    L’ 11 settembre 2009 è stata la data della cerimonia di inserimento nella “Naismhit memorial basketball Hall of Fame” di Springfield della rinomatissima classe 2009.

    Michael Jordan (ex Bulls e Wizards), John Stockton (ex Jazz), David Robinson (ex Spurs), Jerry Sloan (attuale coach di Utah in carica da 22 anni ed ex allenatore proprio di Stockton) e Vivian Stringer (dal 1995 coach della Rutger University, squadra del college femminile) si sono aggiunti agli altri 228 grandi dell’ arca della gloria.

    MICHAEL JORDAN Se c’è stato un proplema per gli altri quattro glorificati è stato proprio lui, è dura passare alla storia quando lo fa anche MJ, che ha rubato il palcoscenico a tutti, da vera e propria punta di diamante di questa classe e da giocatore più grande di sempre. Protagonista assoluto della settimana coronata con la premiazione, che per lui è quasi una formalità visto che la sua arca della gloria personale se l’era costruita centrando sempre le partite decisive, mandando dentro i tiri fondamentali e portando alla causa sei anelli, sceglie l’idolo di sempre David Thompson per incoronarlo a re assoluto.

    Passerà alla storia il suo discorso, chiuso con le lacrime sul palco, in cui c’è tutto Michael Jeffery Jordan. Un discorso che emoziona, che parte dal ringraziamento ai propri genitori e continua con quello simbolico a tutti coloro ne mettevano in dubbio le capacità, stimolandolo sempre di più a dare il massimo, parole, le sue, che riassumono una carriera forse irripetibile, o almeno secondo lui, che a chi gli chiede di un nuovo air lui risponde semplicemente di non aspettarlo, perche non arriverà mai.

    JOHN STOCKTON L’ ex point guard degli Utah Jazz viene così inserito anche a Springfield, poco dopo il ritiro della maglia numero 12 da parte della franchigia. Consacrato anche fuori dal campo dunque uno dei playmaker più forti di sempre, oltre che uno dei bianchi più rinomati nella storia dell’ NBA, leader di sempre per assist, 17645 complessivi in carriera, palle rubate, 3603 e percentuale al tiro per una guardia, 51,1%. in diciannove anni di carrira con gli Utah Jazz, John raggiunge per due volte la finale, nel ’97 e nel ’98, dando vita a una delle più grandi coppie della storia della lega assieme a Karl Malone. Per il suo inserimento a Springfield sceglie Isiah Thomas, come lui una delle più grandi point guard della storia del basket. Non male per uno che quando si era iscritto al draft credeva di essere solo di passaggio in NBA.

    DAVID ROBINSON Anche l’ammiraglio entra di diritto tra i grandi del basket mondiale, dopo una carriera vissuta nei San Antonio Spurs, con cui vanta la vittoria di un titolo, oltre che quella del premio di matricola dell’ anno, di difensore dell’ anno, e di MVP della lega. Robinson rimane nella memoria come uno dei migliori centri che abbia calcato un parquet NBA e sorridente fa il suo ingresso nella leggenda.

    JERRY SLOAN coach che passa alla storia, per i suoi 22 anni consecutivi, che continuano ancora oggi senza un apparente fine, alla guida degli Utah Jazz, che vanno dallo Stockton to Malone a Deron Williams, senza alcun titolo, ma con due finali raggiunte, il record di essere l’ unico allenatore ad aver vinto più di mille partite alla guida della stessa squadra, ad aver allenato per più tempo lo stesso team e la consapevolezza di aver fatto sempre un ottimo lavoro che lo premia tra i più grandi coach della storia.

    Ad essere immessa nella hall of fame c’ era anche una delle più grandi allenatrici di college femminile di sempre, Vivian Stringer.

    Questi i grandi nomi di quest’ anno, ci vediamo l’ anno prossimo, ancora a Springfield.

     
  • 00:03 il 12 October 2009 Permalink | Rispondi  

    Game Recap: 10 ott 2009 

    OKC. THUNDER vs N.O. HORNETS 79-88

    Prima vittoria in preseason per gli Hornets che con un’incontenibile C. Paul 23 pt. 8 ast. stendono i Thunder che nel loro momento migliore arrivati anche sul -2 a circa 4 min dalla fine vengono ricacciati indietro da CP3 e da d.Brown unico altro hornets in doppia cifra 13 pt. per lui. Per i Tuoni dell’ Oklaoma non un’ottima gara in cui si fanno notare almeno le prestazioni di J.Green doppia-doppia sfiorata 15 pt. – 9 rb. e del serbo N.Krstic 14 pt. K.Durant incappa in una sefara storta con molte difficoltà al tiro 2-11 portando comunque a casa 11 pt. da lui ci si aspetta sempre di più

    CLE. CAVALIERS vs CHA. BOBCATS 102-96

    Partita bella e tirata decisa strano ma vero non da LeBron James, per lui il solito cammeo di 17 min con 11 pt. 5 ast., ma da J.J. Hickson che sul 97-94 con 2:15 sul cronometro prima blocca il layup di Graham poi va ha subire fallo nell’altra metà campo mette a segno i 2 liberi e l’azione seguente con un movimento alla LBJ appoggia comodo al tabellone è fa scorrere i titoli di coda sulla gara per lui 15 pt. e 7 rb. Centellinata e buona anche la prova di Shaq che mette a referto 12 pt. 4 rb. in 18 min di gioco da segnalare anche i 14 pt. di Gibson e la buona gara di Mo Williams 6 ast. per lui e 12 pt. Ai padroni di casa (in verità si è giocato sul parquet dell’università della North Carolina) non è bastata la buona prova di G.Wallace 18 pt. 5 rb. e della sorpresa francese Alexis Ajinca per lui 15 pt 7 rb. in 18 min di gioco, spento invece D.J. Augustin.

    CHI. BULLS vs MIL. BUCKS 86-98

    Nonostante un’altra buona prova del rookie J.Johnson 14 pt. 7 rb. 3 ast. e delle due PG Hinrich e Pargo 13 pt. ciascuno i Bulls cadono a Milwaukee. La squadra di casa riesce ad imporsi anche con uno spento Redd 5 pt. ( ha giocato solo 12 min però ) grazie ad H. Warrick 13 pt 8 rb. e ad i lunghi Delfino e Bogut 12 pt. a testa.

    G.S. WARRIORS vs PHX SUNS 104-101

    Sull’onda dell’entusiasmo dopo la vittoria ad L.A. i Warriors battono i Suns tra le mura (senza tetto si giocava all’aperto e la cosa faceva un pò strano) amiche con una strabordante prova di A. Morrow 30 pt. e un ottimo S.Curry 18 pt. 7 ast. e 7 rb. Nei Suns buona la prova del sempre giovane G.Hill 16 pt. 6 rb. 4 ast. e del neo acquisto C.Frye 19 pt. 8 rb. Nash un pò giù di tono e Stoudmire ne mette 15 mostrando una buona condizione per la stagione che stà per cominciare.

     
  • 18:20 il 9 October 2009 Permalink | Rispondi
    Tag: Regular Season   

    Regular season, Coming soon… 

    Ormai è finito il tempo di scherzare, la squadre sono pronte, i giocatori sono caldi, gli staff hanno svolto il loro lavoro e le squadre hanno già ripreso ad allenarsi. Adesso tutti sognano, tutti sono splendidi e tutti fanno pubblicità all’ NBA, prima di trovarsi di fronte alle difficoltà di una stagione vissuta sul campo e di emozionare i tifosi, ogni squadra ha modellato il proprio roster prima di arrivare a trovarsi di fronte all’ estate di fuoco (o almeno così sembra) 2010, dando vita importanti scenari di mercato che possono cambiare l’ equilibrio della lega, e dunque come cambierà questa lega, e cosa ci aspettano i prossimi sette mesi di basket vissuto, lo andiamo a vedere; coming soon, stagione 2009/10, in uscita in tutta america, disponibile dal 27 ottobre…..

    REGULAR SEASON Come ormai ci siamo abituati a vedere, la regular season dovrebbe offrire le scintille più luminose nei duelli tra le squadre che cercano un posto ai playoffs, che saranno di natura diversa, squadre giovani e futuribili come i Thunder o i T’Wolwes farebbero volentieri l’ esperienza della post season ma si accontenterebbero di restarne fuori dignitosamente, mentre sarebbe uno sgarro rimanere escluse per squadre come Pistons, Rockets o Bulls che dovranno lottare con le unghie e con i denti per rientrare nelle magnifiche 16.

    Teoicamente Cavs, Celtics e Lakers dovrebbero essere le squadre da battere, anche se oltre a loro sono almeno sei o sette le squadre con il posto prenotato o quasi, dunqe sembra di andare incontro a una stagione regolare che sarà fatta di sfide a distanza, che sfoceranno in qualcosa di concreto da maggio in poi.

    PLAYOFFS Se negli occhi abbiamo ancora ben in vista le immagini dell’ esaltante post-season appena terminata ci aspetta un lungo cammino che ci separa dalle sfide 2010. Concesso che per almeno due terzi la griglia è già facilmente prevedibile, in molti sanno già a cosa si va incontro.

    Il primo turno dovrebbe essere di quelli tradizionali, con epilogo scontato per quasi tutte le serie, tranne quelle due o tre con protagoniste squadre dalle teste di serie simili che daranno spettacolo (Bulls-Celtics come esempio basta e avanza…). Dunque, gia del secondo turno dovrebbero essere già stati fatti fuori i nomi delle squadre che a quei playoffs ci saranno arrivate senza troppe pretese, da lì in poi si vedranno le sfide equilibrate e già a modo loro decisive. In seguito saranno solo quattro le squadre rimaste, e qui non ci saranno più equivoci, ci arriverà solo chi avra le carte giuste, e in seguito in una finale, che speriamo più avvincente di quella dello scorso giugno, vedremo chi delle trenta squadre che ammiriamo oggi, si farà un “bagnetto” nello champagne.

    STELLE Arriviamo a perlare a livello di singoli, questa dovrebbe essere la stagione del ricambio generazionale previsto già da qualche anno, in quanto ultima della prima decade del nuovo millennio. Quindi giocatori come Shaquille O’ Neil, Iverson, Nash, Duncan… escono definitivamente dal giro delle vere e proprie stelle lasciando spazzio a talenti come Brandon Roy, Kevin Durant, Rudy Gay e Derrick Rose.

    La nuova annata dovrebbe anche essere quelle della maturazione definitiva di giocatori che, seppur stelle, non erano mai state in lotta sino all’ ultimo istante per il premio di MVP, com Carmelo Hantony, Dwight Howard o Deron Williams, oltre alle solite mine vaganti Paul, Nowitzki, Garnett. Arriviamo ai tre protagonisti di questa stagione: Kobe Bryant, che sembra non invecchiare mai; Lebron James, vera e propria stella della lega; ma soprattutto Dwyane Wade, che dopo essere stato MVP delle finals 2006 ha subito un brutto infortunio, è tornato, e nell’ oro olimpico di Pechino e stato il migliore dei suoi vivendo una stagione magnifica; quest’ anno arriva in perfetta forma al training camp e potrebbe non essercene per nesuno alle sue spalle.

    ROOKIE Nonostante sia stato ripetuto più volte che la classe 2009 del draft fosse povera di talento, i giocatori che calcherranno per la prima volta un parquet nba tra meno di tre settimane danno comunque addito a scenari interessanti.

    Per quanto riguarda il riconoscimento di matricola dell’ anno, la prima scelta assuluta più annuncita della storia, Blake Griffin sembra già aver messo le mani sul premio, e potrà da subito alzare notevolmente il rendimento dei suoi clippers (anche se è impresa ardua far vincere una squadra con questo nome). Alle sue spalle giocatori che potranno impressionare anche grazie alla fiducia che sembrano intenzionte a dargli le rispettive squadre come James Harden, Tyereke Evans, Jhonny Flynn, Sthepen Curry, Demar de Rozan, Tayler Hansbroug,.. tutti giocatori dal grande fascino. Rimandato tra due anni l’ esame per Ricky Rubio, gli occhi sono puntati su Brandon Jennings a Milwuakee, primo giocatore della storia a provare l’ esperienza europea doppo l’ high school, per guadagnare soldi e carica agonistica (anche se i suoi due anni a Roma con poco più di cinque punti di media sono passati nell’ anonimato).

    Occhio a giocatori con scelte molto alte come Dejuan Blair (San Antonio), DeJuan Summers (Detroit) e Chase Budinger (Houston), vogliosi di dimostrarsi da subito “steal of the draft”.

    SORPRESE In quest’ ottica si parla anche di premio MIP, e con orgoglio possiamo dire di inserire in lizza due italiani, senza nazionalismi, ma parlando obbiettivamente, il Gallo sano ha già cominciato ad esaltare, mentre Beli si trova nella situazione adatta a Toronto, dopo il trasferimento. Oltre a loro, Gli insistenti candidati sono due: Greg Oden, che dopo la prima scelta assoluta ha ritardato la carriera NBA di un anno per infortunio, ha lavorato molto e ha i numeri per stupire; discorso analogo per Michael Besley, salvo l’ infortunio, che dopo una seconda scelta ha deluso nella stagione da rookie, ha passato un estate da incubo e adesso deve mostrare il suo talento. Tra i veterani che potrebbero stupire ci sono Mike Dunleavy, che tornerà dall’ infortunio e Jason Williams, che ha cambiato aria, solo per dirne qualcuno.

    Per quanto rigurda le sorprese dei collettivi Toronto e Washington miglioreranno il loro record dopo i cambi estivi, mentre squadre che già erano arrivate con il fattore campo ai playoff nalla passata stagione, Portland e Atlanta, possono fare il definitivo salto di qualità.

    DUNQUE Adesso che tutti non vediamo l’ ora di lanciarci a capofitto in mesi e mesi di basket, non mi rimane che sperare di aver indovinato le mie previsioni (anche se il bello spesso sta proprio nello sbagliarli i pronostici per potersi sorprendere) e augurare una buona regular season a tutti.

     
  • 15:57 il 5 October 2009 Permalink | Rispondi
    Tag: , Joey Graham, ,   

    Robinson, Lee e Felton rinnovano, Graham va a Denver 

    Nate Robinson e David Lee restano a New York. I Knicks hanno confermato questi giocatori ancora per un anno. Erano infatti free agent con restrizioni e allora i due hanno preferito firmare un contratto rispettivamente di 4 e 7 milioni per una sola stagione, in modo da valutare l’offerta migliore nell’off-season del 2010, dove il team della grande mela potrebbe riuscire a ingaggiare una o più stelle.

    L’utilizzo di Robinson dovrebbe essere simile a quello dell’anno scorso. Si spera però in ulteriori miglioramenti di Crypto-Nate, non tanto dal punto di vista tecnico ma per quanto riguarda la gestione del campo: il numero 4 dei Knicks, infatti, ha il vizio di prendere molte conclusioni forzate e di passare poco la palla. Le conseguenze di questi suoi difetti sono le percentuali dal campo non molto alte e i pochi assist. Se riuscisse a migliorare su questi aspetti, Nate potrebbe veramente fare il salto di qualità perchè quando è in forma è inarrestabile e lo ha dimostrato soprattutto nelle partite dopo l’all star game, dove le sue prestazioni sono state eccellenti.

    Lee invece, a differenza del compagno, è un cestista molto costante. I suoi pregi principali sono il rimbalzo (terzo nella NBA in questa specialità e primo per doppie-doppie complessive), i movimenti post-basso e il tiro dalla media distanza. A causa del roster limitato questo giocatore occupa la posizione di centro sebbene sia alto “solo” 2.03 ma, ciò nonostante, non sfigura contro avversari più alti e fisici di lui.

    Raymond Felton resta a Charlotte. Si è trovato nella stessa situazione dei colleghi di New York. Il suo contratto scadeva questa estate ma, essendo un free agent con restrizioni, non poteva firmare liberamente con qualsiasi altra squadra. Ha quindi deciso di restare ancora a Charlotte per un anno, guadagnando 5.5 milioni di dollari. Così anche lui nell’off season del 2010 potrà valutare tutte le offerte senza nessun vincolo.Raymond nel 2008-2009 ha segnato 14.2 punti, con il 40% dal campo e l’80% dai liberi, ed ha distribuito 6.7 assist a incontro. Charlotte ha deciso di rinnovarlo, sia perché questi numeri fanno ben sperare per il futuro, sia perché Felton è l’unico della sua squadra in grado di ricoprire il ruolo di playmaker.

    Joey Graham va a Denver. I Nuggets avevano bisogno di un’ala piccola di riserva perchè Kleiza è andato in Europa, all’Olimpiakos, dove avrà certamente più spazio. Per colmare il vuoto lasciato dal lituano le “pepite d’oro” hanno ingaggiato Graham, che non è stato più confermato a Toronto a causa degli arrivi di Turkoglu e Derozan. Joey è dotato di ottimo atletismo ma ha ancora problemi con il tiro e il controllo della palla. Con i Raptors nell’ultima stagione è stato utilizzato come 3 di riserva e, nei momenti in cui è stato chiamato in campo, ha dato un buon contributo al proprio team. Quando ha dovuto sostituire Moon, ed è dunque partito in quintetto, ha anche segnato 22 punti.Di sicuro Graham non è un fuoriclasse ma è un ottimo gregario che potrà dare il suo contributo partendo dalla panchina.

     
    • LM10 23:23 il 9 ottobre 2009 Permalink | Rispondi

      Condivido quello che hai detto, anche se penso che a Charlotte Felton partirà alle spalle di DJ Augustine

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