Ha del clamoroso, è solo la quarta volta che succede una cosa simile, ma quando succede rimane impresso nella storia come una cicatrice di guerra, non sto parlando dell’eliminazione dei San Antonio Spurs dai Playoff, quello può succedere, è successo anche l’anno passato, sto parlando del modo con cui è avvenuta, ovvero l’eliminazione di una testa di serie numero 1 da parte di una numero 8, prima del 2011 si era verificato un fatto del genere, come avrete capito, già tre volte nell’intera storia della lega, nel 1994 con i Nuggets che liquidarono i Sonics, nel 1999 con i Knicks che si sbarazzarono degli Heat e uno dei più vicini a noi: nel 2007 Golden State che batte Dallas, quell’anno tra l’altro fu proprio San Antonio a vincere il titolo, stavolta invece, dopo le fatice della stagione regolare, finita con 61 vittorie, sono stati proprio gli Spurs ad essere eliminati, in sei gare dai meno quotati Memphis Grizzlies che, prima di quest’anno, non avevano ancora vinto una partita di Playoff nella loro storia, invece stavolta l’hanno fatta grossa, anzi monumentale, è appurato che ad Ovest tutte e otto le squadre che vanno ai Playoff sono grandi squadre, ma di solito è sempre la squadra con i mezzi migliori a passare il turno e mai la sorpresa, questa volta invece Memphis ha sovvertito i pronostivi mettendo, con tutta probabilià, la parola “Fine” al ciclo Spurs.
Parlando del ciclo Spurs, era incominciato con la vittoria del primo titolo, ve lo ricorderete, ma se così non fosse, vi rinfrescherò la memoria con una piccola parentesi di storia prima di andare a vedere come è maturato il 4-2 con il quale i Grizzlies hanno sbattuto fuori gli Spurs. Il primo titolo San Antonio lo vince in finale contro i New York Knicks nel 1999 con un netto 4-1, era una squadra diversa, non c’era la star di oggi Manu Ginobili, ma c’era un certo signore di nome David Robinson, e anche un altro interessante personaggio che decise la serie Avery Johnson, attualmente allenatore dei New Jersey Nets, fu una vittoria facile e netta per gli Spurs, ma anche molto fortuanta, perché Patrick Ewing, centro titolare, capitano. leader, stella; insomma chi più ne ha più ne metta, dei Knicks fu costretto a saltare l’intera serie, e anche l’apporto di Larry Johnson, infortunatosi contro i Pacers, fu molto limitato nel corso della serie. Il secondo titolo del ciclo Spurs arriva nel 2003 contro i New Jersey Nets, finale facile, quasi al livello di quella giocata coi Knicks, ma vinta con una gara in più, infatti gli Spurs vinsero la finale in sei partite, con grandi protagonisti i giocatori che oggi conosciamo: Duncan, Parker e Ginobili, di sicuro la più difficile delle finali giocate, e vinte, dagli Spurs fu quella del 2005 contro i Detroit Pistons, vincitori del titolo l’anno precedente, considerati una delle squadre migliori dell’intera lega, San Antonio faticò molto per venire a capo degli avversari, ma alla fine vinse comunque la serie per 4-3, nelle tre finali che abbiamo riportato alla memoria, fu sempre Tim Duncan, il giocatore più rappresentativo degli Spurs a quel tempo, l’MVP delle finali. Nell’ultima finale vinta gli Spurs sbaragliarono i Cleveland Cavaliers di Lebron James e Zydrunas Ilgauskas con un secco 4-0, in una finale dominata dagli speroni, che avevano avuto una grande fortuna nel trovare gli avversari nei precedenti turni dei Playoff, vedi Golden State che elimina Dallas e Utah che elimina Houston, l’unico ostacolo vero furono i Suns che vennero battuti in sei partite, l’MVP delle finale fu Tony Parker che in quella serie diventò il giocatore devastante che oggi conosciamo. Adesso vediamo come i Grizzlies sono riusciti a mandare a casa San Antonio e a sengare la storia, della squadra e della lega, con questa clamorosa e inaspettata vittoria.
Gara-1: una partita veramente bella gara-1 un capolavoro dei Grizzlies nel vincerla, se non avessero vinto quella partita, a mio avviso, non avrebbero nemmeno vinto la serie, una serie di avvenimenti bellissimi negli ultimi due minuti hanno segnato il match: con Memphis sopra 90-94 Matt Bonner mette una tripla per mandare gli Spurs a meno uno, Allen subisce fallo e sbaglia due liberi, sul ribaltamento di fronte Parker sbaglia il tiro ma a rimbalzo Duncan batte i giocatori di Memphis e serve Bonner per una nuova tripla che porta gli Spurs sopra di due, ma alla fine a spuntarla sono i Grizzlies che restituiscono il favore grazie a Shane Battier che infila, sul 96-98, la tripla del più uno, Richard Jefferson sbaglia l’ultimo tiro dalla posizione che aveva portato tanta fortuna a Bonner e Memphis ottiene un’insperata vittoria per 101-98, nonstante questi emozionanti ultimi minuti i Grizzlies hanno meritato la vittoria molto più di San Antonio che è rimasto aggrappata alla partita quasi fortunosamente, spiccano in questa gara i 24 punti con 9/10 dal campo di Marc Gasol asoluto protagonista della serie.
Gara-2: Protagonista assoluto di quella partita fu il grande assente di Gara-1 Manu Ginobli che ha dato la spinta giusta agli Spurs per vincere la partita 87-93, con la serie in parità San Antonio ha pensato, male, che Memphis potesse accontentarsi di fare la storia della franchigia, ma ai Grizzlies questo non è bastato, ad ogni modo i migliori di gara-2 li abbiamo in tutte e due le squadre, Memphis che porta ben cinque giocatori in doppia cifra e San Antonio che ne porta sempre cinque, ma fa di meglio madandone tre sopra i 16 punti.
Gara-3: per la prima partita in quel di Memphis, i Grizzlies non vogliono dare una delusione al pubblico di casa, dominano la partita per tutto il primo tempo, nel terzo e nel quarto periodo, però gli Spurs, lanciano una strepitosa rimonta che li porta al pareggio a cinque minuti dalla fine, ma Memphis si riporta in vantaggio andando sopra di due ad un minuto dalla fine, vantaggio che viene portato a più cinque a 41.6 secondi dalla fine da una tripla di Zach Randolph che in sostanza chiude il match, Randolph autore, tra l’altro di 25 punti il migliore della partita. Risultato finale 91-88 con Ginobili che nel finale non riesce nemmeno a prendere il tiro per provare a pareggiare i conti.
Gara-4: non c’è più storia nella serie e lo si capisce in questa partita, dominata in lungo e in largo da Memphis, a parte qualche spunto di Ginobili, lodevole il suo doppio over the back nel secondo quarto, i grizzlies nel terzo quarto vanno addirittura sopra di dieci, ma il capolavoro avviene nel quarto periodo, che conclude con cinque giocatori in doppia cifra, tre con 9 punti e uno con 8, che aviene la disfatta dei Texani che arrivano addirittura a meno venti, la spallata finale, se vogliamo individuarne una, l’ha data, nuovamente, Shane Battier con una tripla dall’angolino, Memphis vince 104-86 e si porta nell’incredulità generale sul 3-1 nella serie.
Gara-5: gara-5 è una partita strana, il protagonista non è un giocatore ma è il quarto periodo, Tiago Splitter e Manu Ginobili disegnano lo scenario del pareggio, Ginobili passa a Splitter che segna con fallo, sul libero Splitter manda corto, ma il rimbalzo è per San Antonio con Jefferson che salva, passa nelle mani di Ginobili che scarica nuovamente su Splitter che pareggia i conti a 78, a 13.8 secondi dalla fine Randolph si inventa il tiro del più tre che, apparentemente, consegna la serie ai Grizzlies, ma non è finita perché Ginobili accorcia a 93-92 grazie all’assist Duncan, ma alla linea dei liberi Randolph fa 2/2 e restituisce il vantaggio a Memphis, su una palla apparentemente persa gli Spurs costruiscono affannosamente e apparentemente lo scenario del pari: Ginobili perde il controllo del pallone, sulla palla vacante si avventa Antonio McDyess che restituisce a Ginobili che è però chiuso da Gasol e Tony Allen ma che in qualche modo trova lo spazio impossibile e pareggia i conti con 2.2 secondi da giocare, ma gli arbitri cambiano il verdetto, con l’instant replay, infatti si nota che Ginobili aveva un piede sulla linea e che il tiro era a tutti gli effetti un tiro da due punti, Randolph fa di nuovo 2/2 dalla lunetta ma Gary Neal il rookie mette il buzzer beater che manda la partita all’overtime, in overtime Mike Conley sbaglia la tripla del pareggio a 13.2 secondi dalla fine e lascia la vittoria agli Spurs, ma la storia era distante ancora una partita e i Grizzlies volevano scriverla in casa loro.
Gara-6: la chiamano gara-6 ma la leggono tutti storia, la gara in cui i Grizzlies testa di serie numero 8 eliminano gli Spurs testa di serie numero 1 e non solo per questo, ma anche perché la partita ha di fatto chiuso il ciclo Spurs un ciclo leggendario che ha portato nelle casse della società texana dal 1998 ad oggi 4 titoli NBA, 4 titoli di Conference, 8 titoli di Division, 2 titoli di MVP di stagione regolare per Tim Duncan, un titolo di sesto uomo dell’anno di Manu Ginobili, 2 Sportmanship Awards per David Robinson e Steve Smith, 16 nomination per team all-NBA; 8 volte per il primo con Tim Duncan, che ne ha guadagnate anche 3 per il secondo e una per il terzo, altre 4 per il terzo; 2 volte con Robinson e una rispettivamente con Ginobili e Parker, 3 nomination per un all-Rookie team con Parker nel primo, Ginobili e Blair nel secondo e ben 19 per un quintetto all-Defensive con 8 nel primo per Tim Duncan e, sempre nel primo, 5 per Bruce Bowen, 4 nel secondo team per Duncan e 2 per Bowen.
Un ciclo pieno di successi e soddisfazioni che però si conclude nella maniera peggiore, un’eliminazione al primo turno ad opera della testa di serie più bassa, quest’anno scade il contratto di Parker, e non si sa mai che voglia provare una nuova esperienza, e di Duncan, che di sicuro, come sta gia facendo McDyess, penserà all’ieda del ritiro, quindi un ciclo è chiuso ma con giovani come Splitter, Neal, Hill, Blair e quel vecchio volpone di Ginobili gli Spurs resteranno in linea di galleggiamento.