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Regular season, Coming soon…


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Ormai è finito il tempo di scherzare, la squadre sono pronte, i giocatori sono caldi, gli staff hanno svolto il loro lavoro e le squadre hanno già ripreso ad allenarsi. Adesso tutti sognano, tutti sono splendidi e tutti fanno pubblicità all’ NBA, prima di trovarsi di fronte alle difficoltà di una stagione vissuta sul campo e di emozionare i tifosi, ogni squadra ha modellato il proprio roster prima di arrivare a trovarsi di fronte all’ estate di fuoco (o almeno così sembra) 2010, dando vita importanti scenari di mercato che possono cambiare l’ equilibrio della lega, e dunque come cambierà questa lega, e cosa ci aspettano i prossimi sette mesi di basket vissuto, lo andiamo a vedere; coming soon, stagione 2009/10, in uscita in tutta america, disponibile dal 27 ottobre…..

REGULAR SEASON Come ormai ci siamo abituati a vedere, la regular season dovrebbe offrire le scintille più luminose nei duelli tra le squadre che cercano un posto ai playoffs, che saranno di natura diversa, squadre giovani e futuribili come i Thunder o i T’Wolwes farebbero volentieri l’ esperienza della post season ma si accontenterebbero di restarne fuori dignitosamente, mentre sarebbe uno sgarro rimanere escluse per squadre come Pistons, Rockets o Bulls che dovranno lottare con le unghie e con i denti per rientrare nelle magnifiche 16.

Teoicamente Cavs, Celtics e Lakers dovrebbero essere le squadre da battere, anche se oltre a loro sono almeno sei o sette le squadre con il posto prenotato o quasi, dunqe sembra di andare incontro a una stagione regolare che sarà fatta di sfide a distanza, che sfoceranno in qualcosa di concreto da maggio in poi.

PLAYOFFS Se negli occhi abbiamo ancora ben in vista le immagini dell’ esaltante post-season appena terminata ci aspetta un lungo cammino che ci separa dalle sfide 2010. Concesso che per almeno due terzi la griglia è già facilmente prevedibile, in molti sanno già a cosa si va incontro.

Il primo turno dovrebbe essere di quelli tradizionali, con epilogo scontato per quasi tutte le serie, tranne quelle due o tre con protagoniste squadre dalle teste di serie simili che daranno spettacolo (Bulls-Celtics come esempio basta e avanza…). Dunque, gia del secondo turno dovrebbero essere già stati fatti fuori i nomi delle squadre che a quei playoffs ci saranno arrivate senza troppe pretese, da lì in poi si vedranno le sfide equilibrate e già a modo loro decisive. In seguito saranno solo quattro le squadre rimaste, e qui non ci saranno più equivoci, ci arriverà solo chi avra le carte giuste, e in seguito in una finale, che speriamo più avvincente di quella dello scorso giugno, vedremo chi delle trenta squadre che ammiriamo oggi, si farà un “bagnetto” nello champagne.

STELLE Arriviamo a perlare a livello di singoli, questa dovrebbe essere la stagione del ricambio generazionale previsto già da qualche anno, in quanto ultima della prima decade del nuovo millennio. Quindi giocatori come Shaquille O’ Neil, Iverson, Nash, Duncan… escono definitivamente dal giro delle vere e proprie stelle lasciando spazzio a talenti come Brandon Roy, Kevin Durant, Rudy Gay e Derrick Rose.

La nuova annata dovrebbe anche essere quelle della maturazione definitiva di giocatori che, seppur stelle, non erano mai state in lotta sino all’ ultimo istante per il premio di MVP, com Carmelo Hantony, Dwight Howard o Deron Williams, oltre alle solite mine vaganti Paul, Nowitzki, Garnett. Arriviamo ai tre protagonisti di questa stagione: Kobe Bryant, che sembra non invecchiare mai; Lebron James, vera e propria stella della lega; ma soprattutto Dwyane Wade, che dopo essere stato MVP delle finals 2006 ha subito un brutto infortunio, è tornato, e nell’ oro olimpico di Pechino e stato il migliore dei suoi vivendo una stagione magnifica; quest’ anno arriva in perfetta forma al training camp e potrebbe non essercene per nesuno alle sue spalle.

ROOKIE Nonostante sia stato ripetuto più volte che la classe 2009 del draft fosse povera di talento, i giocatori che calcherranno per la prima volta un parquet nba tra meno di tre settimane danno comunque addito a scenari interessanti.

Per quanto riguarda il riconoscimento di matricola dell’ anno, la prima scelta assuluta più annuncita della storia, Blake Griffin sembra già aver messo le mani sul premio, e potrà da subito alzare notevolmente il rendimento dei suoi clippers (anche se è impresa ardua far vincere una squadra con questo nome). Alle sue spalle giocatori che potranno impressionare anche grazie alla fiducia che sembrano intenzionte a dargli le rispettive squadre come James Harden, Tyereke Evans, Jhonny Flynn, Sthepen Curry, Demar de Rozan, Tayler Hansbroug,.. tutti giocatori dal grande fascino. Rimandato tra due anni l’ esame per Ricky Rubio, gli occhi sono puntati su Brandon Jennings a Milwuakee, primo giocatore della storia a provare l’ esperienza europea doppo l’ high school, per guadagnare soldi e carica agonistica (anche se i suoi due anni a Roma con poco più di cinque punti di media sono passati nell’ anonimato).

Occhio a giocatori con scelte molto alte come Dejuan Blair (San Antonio), DeJuan Summers (Detroit) e Chase Budinger (Houston), vogliosi di dimostrarsi da subito “steal of the draft”.

SORPRESE In quest’ ottica si parla anche di premio MIP, e con orgoglio possiamo dire di inserire in lizza due italiani, senza nazionalismi, ma parlando obbiettivamente, il Gallo sano ha già cominciato ad esaltare, mentre Beli si trova nella situazione adatta a Toronto, dopo il trasferimento. Oltre a loro, Gli insistenti candidati sono due: Greg Oden, che dopo la prima scelta assoluta ha ritardato la carriera NBA di un anno per infortunio, ha lavorato molto e ha i numeri per stupire; discorso analogo per Michael Besley, salvo l’ infortunio, che dopo una seconda scelta ha deluso nella stagione da rookie, ha passato un estate da incubo e adesso deve mostrare il suo talento. Tra i veterani che potrebbero stupire ci sono Mike Dunleavy, che tornerà dall’ infortunio e Jason Williams, che ha cambiato aria, solo per dirne qualcuno.

Per quanto rigurda le sorprese dei collettivi Toronto e Washington miglioreranno il loro record dopo i cambi estivi, mentre squadre che già erano arrivate con il fattore campo ai playoff nalla passata stagione, Portland e Atlanta, possono fare il definitivo salto di qualità.

DUNQUE Adesso che tutti non vediamo l’ ora di lanciarci a capofitto in mesi e mesi di basket, non mi rimane che sperare di aver indovinato le mie previsioni (anche se il bello spesso sta proprio nello sbagliarli i pronostici per potersi sorprendere) e augurare una buona regular season a tutti.

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