Sloan, mille volte felice
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Che Jerry Sloan fosse uno dei coach più incredibili della storia NBA lo si sapeva, ma che riuscisse ad allenare per più di vent’anni la stessa squadra senza aver mai vinto un titolo è stata ed è una cosa incredibile. Soprattutto essere arrivato a quota 1000 vittorie in carriera su una panchina NBA.
Geral Eugene Sloan, per tutti Jerry, nacque a McLeansboro, vicino Chicago, nel lontano 1942, subito si appassiona al basket ed è una stella nella high school locale. Finita la scuola superiore decide di andare all’università di Evansville sempre vicino Chicago, squadra militante nella Division II di NCAA. Jerry vince due titoli e si dichiara per il draft NBA. Viene scelto dai Baltimore Bullets con la quarta scelta assoluta nel 1965. L’avventura nei Bullets però durò una sola stagione, al termine della quale venne scelto dai neonati Chicago Bulls nell’expansion draft. La squadra della sua città. Nei primi due anni a Chicago Sloan giocò sotto coach Red Kerr, poi arrivò sulla panchina Dick Motta che gestì la squadra nelle sucessive otto stagioni e divenne il suo mentore. Chicago inanellò 5 stagioni vincenti consecutive e raggiunse due finali di conference nel 1974 e nel 1975 perdendole tutte e due.
Nella stagione 1975-76 Sloan si infortunò gravemente al ginocchio e fu costretto al ritiro. Senza la sua difesa tenace e la sua leadership la squadra crollò e terminò la stagione 24-58. Jerry Sloan vide chiudersi così una carriera che gli aveva dato poche soddisfazioni, ma giocando come un leone.
Chiusa la carriera da giocatore i Bulls gli offrirono prima un posto da scout e, nella stagione 1977-78, la carica di vice-allenatore, per promuoverlo poi capo allenatore nel 1979. Sono i Bulls di Reggie Theus e Artis Gilmore, sicuramente una squadra dal grande potenziale. Una stagione mediocre all’esordio fa da prologo ad una buona annata nel 1980-81. La squadra ottiene un record di 45-37 ma, al secondo turno dei play-off, si trova di fronte Larry Bird e i futuri campioni dei Boston Celtics. È troppo per questi Bulls, che finiscono travolti per 4-0. L’anno seguente Sloan non termina la stagione: viene rimpiazzato dopo 51 partite da Rod Thorn. Nel 1984 diventa vice ai Jazz e nel 1988 viene promosso capo allenatore. Da lì inizia la sua carriera di successi e amare delusioni come coach di Utah. Larry Miller gli dà la piena fiducia e costruendo una squadra attorno ai pupilli Malone e Stockton riesce a portarla in breve tempo da una squadra mediocre ad una vera e propria pretendente per il titolo. Nel 1996 sente il campanello squillare, sa che è la volta buona, dopo anni di tentativi falliti, sa che quello è l’anno giusto. Con Ostertag, Malone, Russell, Hornacek e Stockton in quintetto riesce a raggiungere le prime finali nella storia della franchigia e le prime in carriera. Quando vince il titolo di conference è l’uomo più felice del mondo perchè può coronare il sogno di mettersi quell’anello al dito. Ma Jordan e i Bulls sono troppo più forti ed esperti e fanno fuori i Jazz che comunque lottano e si guadagnano il rispetto di tutti. Sloan negli spogliatoi a fine serie guarda i suoi negli occhi e spiega che l’anno prossimo ci avrebbero riprovato, che bisognava reagire e batterli questi Bulls. I suoi lo guardarono e sorrisero. La stima che avevano leader come Malone e Stockton nei suoi confronti è pari a quella che un figlio ha per il padre. Un mentore,un uomo che ha insegnato al più grande passatore di tutti i tempi come si difendeva e che ha portato il veri pick’n'roll nella lega. Nel 1997-98 ci riprova, guida i suoi ad un’altra finale, ancora contro i Bulls dell’ultimo, anzi penultimo Jordan. Ma il finale è lo stesso, col canestro di gara 6 che regala il titolo ai Bulls e un’altra delusione ai Jazz che stavolta sanno che non ci saranno altre opportunità…
Negli spogliatoi si guardano, ma questa volta sono facce tristi perchè quel titolo poteva benissimo arrivare, bastava solo un pizzico di fortuna in più. Quella fortuna per Sloan non era mai arrivata, la carriera NBA spezzata dopo solo 10 anni, i 10 anni che ci ha messo per raggiungere una finale NBA come coach dei Jazz. Un allenatore simbolo che non ha mai vinto il titolo di allenatore dell’anno, un obrobrio per uno come lui, una privazione ridicola che l’NBA dovrà dargli prima o poi. Quel 1998, dieci anni fa, un numero ricorrente nella carriera di Jerry, il suo numero 4 ora è appeso al soffitto dello United Center, quel palazzetto dove ha visto cadere i suoi Jazz per ben due volte, contro quella squadra che lo aveva rappresentato per ben 10 anni, per tutta una vita, la squadra della sua città lo aveva privato di un titolo NBA e punito ad una sofferenza che nemmeno lui sa cosa vuol dire. La morte della moglie qualche anno fa lo ha sconvolto profondamente pensando anche di abbandonare la panchina, ma fu Larry Miller a convincerlo. Jerry ora ha un sogno quello di vincere un titolo NBA, a 66 anni speriamo che lo realizzi al più presto perchè un coach come lui non esiste. Hanno detto che ce l’ha con i rookie e i giocatori stranieri ,ma ha smentito tutti facendo giocare Okur e Kirilenko, assoldando giovani come Millsap, Miles, Almond e Brewer. E’ sempre pronto a sorprenderti, nonostante tutte le cose che lo hanno avvilito nella sua vita, lui ha sempre reagito, lottando come negli ultimi 21 anni, come le 1000 vittorie che questo articolo va a dedicargli, sperando che Jerry prima o poi il suo sogno lo realizzi, vedersi felice con un anello al dito.
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Commenti all'articolo (3)
Stavolta ti correggo io, perché nel 1996 in finale contro i Bulls ci sono andati i Sonics…e che diamine, già ci hanno cancellato dalla faccia della terra, lasciateci almeno quel titolo di campioni dell'Ovest!!!! Grande allenatore Sloan, se in quella gara-6 avessero fischiato qualche fallo all'impunito e impunibile in maglia 23 magari l'anello ce l'avrebbe già avuto al dito.
ho detto 96 perchè la stagione era la 96-97…non intendevo giugno 96….intendevo l'inizio della stagione mi sn espresso male
Ah ok, siccome hai scritto "sa che quello è l'anno giusto", pensavo ti riferissi al momento clou dell'annata NBA e cioè giugno. Non cambia molto, sempre due finali Utah le ha raggiunte e chissà che il vecchio Jerry non ci torni presto….