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  • 20:34 il 15 January 2009 Permalink | Rispondi
    Tag: Andrea Bargnani, , , ,   

    Bargnani super ma non basta, i Lakers si fermano a San Antonio 

    Partite interessanti nella notte, soprattutto in chiave Playoff.

    I Pacers vincono in casa contro i Pistons in una battaglia all’ultimo sangue, ovviamente in senso metaforico, che porta Detroit alla terza sconfitta di fila. Primo tempo in favore dei Pacers, ma poi Stuckey e compagni si svegliano e trovano i supplementari, anche se è Granger a mettere il canestro del 93-93. Nell’overtime è Granger a guidare i suoi alla vittoria e con 24 punti e 10 rimbalzi è il migliore in campo. Alla fine è 110-106 Pacers che interrompono una striscia di tre sconfitte consecutive. Per i Pistons un favoloso Stuckey con 30 punti e 23 di Iverson con 7 assist. I Sixers continuano il loro magico periodo di forma con la quinta vittoria di fila ai danni dei Blazers che non sonon mai in partita. Igoudala segna 29 punti e Phila mette la migliore prestazione stagionale a livello di tiri da tre con 11 realizzati. Senza Fernandez e con un Blake utilizzato per metà (si è infortunato alla spalla nel primo tempo) i Blazers subiscono una delle peggiori sconfitte stagionali, nonostante i 27 punti di Roy con 6 assist. Nella gara di Toronto tra Raptors e Bulls, Bargnani supera il suo record di punti mettendone 31, è il top scorer di serata, ma non basta per la vittoria dei suoi che subiscono una sconfitta casalinga che pesa. Rose e compagni sembrano più in partita e ne approfittano 102-98, rimontando nell’ultimo quarto grazie ad un Rose da 25 punti e 10 assist. Per Andrea 31 punti, 10 rimbalzi, 1 assist, 3 palle perse, 1 rubata in 40 minuti con 8/10 da due, 2/4 da tre e 9/10 ai liberi. Bosh ne mette 25 ma non è di aiuto alla causa dei Raptors. Terza sconfitta consecutiva per i canadesi.

    I Celtics vincono la terza consecutiva contro i Nets per 118-86 consolidando lo stato di squadra che sta tornando in forma e soprattuto sta riprendendo ritmo difensivo. Carter è molto limitato con soli 4 punti, 3 falli e 4 perse è alla peggiore prestazione stagionale. Ci pensa Harris, ma anche lui non si esprime al meglio. 17 punti con 3 assist e si capisce subito che non è serata per i Nets, completamente asfaltati. Pierce ne mette 22, Garnett 20 con 9 rimbalzi ed è tutto facile per Boston. I Knicks vincono la seconda di fila, dopo aver battuto gli Hornets in quel di New Orleans, vincono in casa contro i Wizards in una gara ad alto punteggio. Le difese non esistono e tutte due le squadre chiudono abbondantemente sopra il 50% al tiro. Alla fine la spuntano i Knicks 128 a 122 con 3 uomini sopra i 20 punti (Lee 30, Harrington 27 e Richardson 26) e anche i Wizards (33 di Young, 25 Butler e 20 James) che però non bastano. Manca poco al ritorno di Danilo Gallinari che si sta allenando e potrebbe rientrare entro la fine del mese. Sperando che giochi sul serio sta volta.

    Gli Heat vanno a vincere a Milwaukee contro i Bucks, in una gara mozzafiato. La spuntano 102-99 Wade e compagni. Questa volta sono Cook e Beasley a fare la differenza. Wade perfeziona solo il parziale che porta gli Heat in vantaggio, ma poi si concentra solo in difesa e nel passare i palloni importanti. Cook ne mette 24,il rookie 21 e per Miami è fatta e consiste nella seconda vittoria di fila, ora sempre più vicini ai Pistons che continuano a perdere. Per i Bucks 25 di Ridnour e si è visto anche un ottimo Alexander che parteciperà alla gara delle schiacciate con 13 punti e 5 assist. La sorpresa della notte direi che la mettono i Thunder. Al Ford Center la squadra di Brooks ci crede e infligge ai Jazz una pesante sconfitta che fino alla vigilia sembrava impossibile. Il neo acquisto Krstic è fondamentale con 14 punti e 11 rimbalzi, ma è il solito trio Durant-Green-Westbrook a fare la differenza. In ordine ne mettono 21-23-22 e la vittoria per OKC diventa realtà. E’ la settima stagionale e la prima vera importante contro una squadra di vertice come i Jazz. Per i blu, 25 punti di Williams con 6 assist, limitato molto bene Okur che non arriva nemmeno in doppia cifra per punti, alla fine i Thunder vincono 114-93. Gli Hornets si rifanno della sconfitta contro i Knicks ed espugnano Dallas e dei Mavs sempre più in crisi di risultati. Questa volta Nowitzki ne mette 20 con 13 rimbalzi ed è controllato a vista da Chandler e West. L’intesa tra quest ultimo e Paul è disarmante e alla fine CP3 chiuderà con una tripla doppia da 33 punti, 10 rimbalzi e 11 assist sfiorando anche la quadrupla con 7 rubate. Alla fine è 104-97 Hornets, mentre per Dallas è la quarta sconfitta di fila. Nel big match di giornata gli Spurs vincono di un punto 112-111 dopo una magata di Mason che riceve palla, salta Fisher, ma al momento del tiro Derek gli va contro e commette fallo e intanto la palla entra nella retina per il 111-111. Il tiro libero dell’ex Wizards entra e il tentativo di vittoria finisce nelle mani di Ariza che perde il controllo del corpo e commette passi regalando così la vittoria agli Spurs, evitando lo stesso finale della sera precedente della partita tra Rockets e Lakers con la tripla di Bryant a risolvere tutto. Per LA si tratta della settima sconfitta stagionale e non bastano i 29 di Bryant con 10 assist e 7 rimbalzi e i 21 di Gasol. Per gli Spurs ci sono i 27 di Ginobili e i 20 di Duncan con 10 rimbalzi e 8 assist, molto vicino alla tripla doppia. Nella gara infinita tra Warriors e Kings la spuntano i Kings alla fine per 135 a 133 dopo 3 overtime. Senza Belinelli (infortunato alla caviglia destra e resterà fermo per un paio di settimane) i Warriors si affidano a Watson che li ricambia con 26 punti e 6 assist, ma la partita è roccambolesca. Alla fine è John Salmons a regalare la vittoria a Sacramento nel derby della California. 35 punti di Crawford non bastano, per i Kings ci sono i 30 di Miller, i 25 di Salmons e i 23 di Martin che aveva messo il canestro del pareggio alla fine dei regolamentari.

    Infine gli Hawks ritrovano la vittoria contro i disastrati Clippers alla dodicesima sconfitta consecutiva. Sono 3-16 nelle gare casalinghe e non riescono assolutamente a trovare una dimensione. All’inizio sembra la partita degli errori-orrori con tanti sbagli banali e solo 6 punti in due in 5 minuti di gioco. Poi però si svegliano Smith e Johnson per gli Hawks e la gara è tutta in discesa per gli uomini di Woodson. Alla fine è 97-80 Atlanta con 26 di Smith e 8 rimbalzi, 21 di Johnson con 7 assist, mentre per i Clippers c’è il solo Thornton con 25 punti. Stanotte solo tre partite che vedranno di fronte: Nets-Blazers, Bulls-Cavs e Nuggets-Suns.

     
  • Penny 03:56 il 8 January 2009 Permalink | Rispondi
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    Il Texas nel futuro di Bargnani? 

    I Toronto Raptors sono alla ricerca di un’ala piccola e secondo il sito HoopsWorld l’avrebbero individuata in Josh Howard, giocatore che i Dallas Mavericks stanno tentando in tutti i modi di cedere. La trade che si sta discutendo in queste ore porterebbe in Texas il nostro Andrea Bargnani ed Antonhy Parker mentre in Canada approderebbero Diop ed Antoine Wright, oltre al già citato Howard.

    Josh Howard ha disputato ottime stagioni con Dallas arrivando anche a giocare l’All Star Game due anni fa ma i problemi avuti con la droga e la giustizia fuori dal parquet e la difficoltà a trovare intesa con il gioco offensivo di Kidd ha portato i Mavericks a metterlo senza mezzi termini sul mercato.

    Durante la stagione da All Star, Howard viaggiava a 20 punti e 7 rimbalzi a partita ed in accoppiata con Dirk Nowitzki e Devin Harris ha fatto la fortuna dei Mavericks di Avery Johnson, poi battuti da Miami nelle Finals. Con l’arrivo di Kidd e del nuovo coach Carlisle, a Josh è stato chiesto un cambio di mentalità nel modo di giocare e numeri alla mano l’ala dei Mavs ha abbassato quasi tutte le sue medie tirando con la peggior percentuale della sua carriera, 43%. Detto questo, sembrerebbe proprio che ad Howard occorra un altro sistema di gioco per tornare sui suoi precendenti livelli.

    I Raptors, oltre a rinforzarsi nel ruolo di ala piccola, acquisterebbero peso sotto canestro con l’arrivo di Diop, poco utilizzato a Dallas a causa della buon inizio di stagione di Dampier; l’approdo del centro senegalese sarebbe un toccasana per i Raptors, privi di Jermaine O’Neal infortunato.

    Come per Howard, anche Bargnani sembra aver bisogno di un altro sistema di gioco per poter valorizzare tutto il suo potenziale, anche se, nelle ultime quattro uscite il Mago ha tenuto una media di 21 punti e 6.25 rimbalzi a partita con 12/21 da oltre l’arco. La voce sull’eventuale trade è fondata ma per ora resta solo una voce, a Dallas ci sperano perchè, Bargnani a parte, avere un Anthony Parker in più sui due lati del campo farebbe la differenza nella giungla della Western.

     
    • gio41 17:52 il 8 gennaio 2009 Permalink | Rispondi

      ragazzi è quasi certa questa trade… i Raptors puntano su Howard… e onestamente Bosh, Calderon, O'Neal e Howard se girano bene insieme non sarebbero niente male!!!

      Dall'altra parte noi prenderemmo un 4 clone di Dirk e la cosa è un sogno, in più c'è Parker che difendicchia mica male!

      quintetto: Bargnani, Nowitzki, Dampier, Kidd e Parker mentre dalla panchina escono i soliti JET, Bass, Barea, George, Green, Williams e Singleton (che ha convinto tutti che può benissimo supplire al Diop!)

    • ala2310 19:35 il 8 gennaio 2009 Permalink | Rispondi

      Inizialmente questa possibile trade non mi piaceva…poi pensandoci bene può essere un fattore positivo per il nostro Andrea..

      Kidd pur essendo in parabola discendente sa come far giocare una squadra, e poi Bargnani poterbbe sfruttare i raddoppi portati nei confronti del tedesco (cosa da tenere in considerazione in quanto maggior terminale della squadra texana)

      e poi uno dei due tra il tedesco e l'italiano porterebbe fuori il pivot avversario in quanto entrambi egregi tiratori dall'arco..

      pensandoci bene potrebbe andare..

      comunque Toronto non ha bisogno di o'neil poteva farne a meno e prendere nell'estate l'ala piccola che cerca adesso (ps. senza o'neil 21 di media per il mago e 6,5 rimb…)

    • Jolly Joker 19:39 il 8 gennaio 2009 Permalink | Rispondi

      Non ho niente contro Bargnani, anzi, spero possa trovare la sua dimensione all'interno di una squadra che valorizzi tutto il suo potenziale ma, questa trade se va in porto e' una fesseria bella e buona, la madre di tutte le cagate. L'unica cosa di positivo che mi verrebbe da dire e' che giocando nella stessa squadra di Dirk, potrebbe ricevere lezioni a gratis dal teutonico, tutti i trucchi e segreti riposti nel suo cilindro, imparare a costruirsi un ruolo da 4 moderno, alla Dirk insomma, visto i timidi paragoni fatti tra i due. Ma proprio questi paragoni potrebbero col tempo rivoltarsi maledettamente contro al Mago, che vivrebbe questo status di apprendista nel peggiore dei modi, diventando l'ombra di se stesso, anzi un ombra in tutti i sensi. Boh, magari saro' esagerato, anche se spesso ci azzecco quando seguo il mio fiuto. Una trade che non mi spiego per niente, da parte dei Mavericks…

    • gio41 16:04 il 9 gennaio 2009 Permalink | Rispondi

      Guarda, la vera questione è Josh Howard (non incide positivamente nella squadra e delle sue porcherie fuori dal campo ne abbiamo piene le ….), ha le valigie pronte da diverso tempo, Donn Nelson sta valutando le proposte che arrivano e questa è una che a loro piace (onestamente anche a me!), un'altra è Kaman dei Clips o Wallace dei Bobcats, si tratta solo di vedere che altre proposte avanzeranno, tempo ce n'è!

      ps. Fateci caso, come mai Wright adesso parte in quintetto con buoni numeri? penso che la chiave della trade sia proprio lui, ora devono convincere i Raptors che sia un buon giocatore.

    • Jolly Joker 17:03 il 9 gennaio 2009 Permalink | Rispondi

      Non lo so Gio', non so che aria tira a Dallas, pero' eventualmente se prendi Bargnani e lo inserisci come e giusto che sia in quintetto, visto che ti privi di Howard, dovresti farlo giocare da 3, e' non mi sembra proprio l'idea migliore. Potrebbe giocare in alcuni frangenti da 5 tattico accanto a Dirk, ma la vedo sempre sprecata come opzione. Io se proprio dovrei privarmi di Josh, busserei alla porta dei Jazz per avere Kirilenko. Una trade che coinvolga Howard e Stockhouse per il Russo, ci puo' stare per entrambi, anche se non farebbe sprizzare di gioia Sloan!

      Five Mavs: Dampier-Nowitzky-Kirilenko-Terry-Kidd

      Five Jazz: Okur-Bozer-Howard-Brewer/Korver-Williams

  • 12:14 il 8 December 2008 Permalink | Rispondi
    Tag: Andrea Bargnani, , Ettore Messina   

    Messina, il pioniere della panchina 

    Se chiedete a qualcuno chi sia il miglior allenatore in Europa provabilmente vi farà il nome di Ettore Messina, e se gli chiedete se potrebbe, un giorno o l’altro, allenare in America, altrettanto probabilmente vi dirà di si. Dello stesso avviso sono anche Brian Colangelo e Maurizio Gherardini, che lo hanno opzionato (è questo il termine più giusto) per allenare i Toronto Raptors a partire dalla stagione 2009/2010. La notizia non è affatto inaspettata, infatti l’ex coach Sam Mitchell non ha mai goduto a pieno della stima della dirigenza e da tempo si sapeva che il divorzio tra i Raptors e Mitchell era destinato a compiersi, tanto da associare il nome della franchigia canadese ad allenatori illustri come Jordan, D’Antoni (in estate) ed appunto Messina. Ettore, che secondo indiscrezioni avrebbe già tra le mani un triennale, potrebbe essere il primo allenatore NBA a non essersi formato in America. Sulla sua bravura non ci sono dubbi, ma due domande sorgono spontanee:

    1) I futuri Raptors giocheranno all’europea o giocheranno come hanno sempre fatto?

    2) Che impatto avrà Messina sul Mago, che ritroverà il suo mentore?

    Alla prima domanda è quasi impossibile rispondere perché i giocatori americani e quelli europei (Parker fa parte di questi ultimi) sono più o meno lo stesso numero e sicuramente il roster cambierà e non poco, rendendo vano ogni pronostico. Per quanto riguarda Bargnani, Andrea non potrà che trarre giovamento da un coach che lo conosce bene e che parla la sua stessa lingua.

    Messina ha le capacità giuste per aprire le frontiere anche per quanto riguarda gli allenatori, e sono sicuro che i Raptors non si pentiranno di averlo voluto.

     
    • el Blaza 18:48 il 9 dicembre 2008 Permalink | Rispondi

      Non lo so, non e' una notizia nuova e da tempo che se ne parla, questo matrimonio si potrebbe anche fare. Ettore e' un ottimo allenatore, conosce il gioco, anche quello nba, segue spesso i Cavs e Mike Brown e' un suo accanito Fans, si reca molte volte a veder giocare gli uomini di Messina. Se un giorno si fara', i Raptors sono in Pole Position.

    • SiMoPaNke 22:46 il 9 dicembre 2008 Permalink | Rispondi

      sono d'accordo..penso però che quando deciderà dovrà prima fare almeno un anno come assistente perchè l'nba è tutt'altro mondo rispetto all'europa..

    • el Blaza 23:07 il 9 dicembre 2008 Permalink | Rispondi

      Su, non scherziamo. Ettore non andrebbe mai a fare il ciabattino in qualche panchina Nba. E' un allenatore formato, con le sue idee ben precise, puo insegnare pallacanestro ad almeno 20 tecnici d'oltreoceano, credi che uno con la sua posizione andrebbe a ricorpire un ruolo simile?

    • SiMoPaNke 02:00 il 10 dicembre 2008 Permalink | Rispondi

      ti spiego..non lo manderei a fare il second perchè ha bisogno di imparare perchè come dici tu insegnerebbe a molti coach d'oltroceano però è una questione di mondi,di modi di vedere il basket..per quanto messina possa andare la e fare un gioco suo ha bisogno,prima,di capire i complicati meccanismi nba..poi mettiti nei panni di un GM,già li non si fidano molto degli europei giocatore, figurati se uno assume un allenatore senza esperienza nel mondo nba?

      capisco che possa non essere giusto però loro ragionano così a mio modo di vedere..

    • Junio C. Murgia 22:52 il 11 dicembre 2008 Permalink | Rispondi

      Io spero che torni ad allenare la Nazionale perché abbiamo toccato il fondo, che vada nella NBA sinceramente mi frega poco.

  • 17:47 il 28 November 2008 Permalink | Rispondi
    Tag: Andrea Bargnani, , , Jamario Moon, , , ,   

    Belinelli: fuga da Alcatraz 

    In quasi un anno e mezzo il nostro caro connazionale Marco Belinelli ha per lo più scaldato la panchina della Oracle arena, tenuto a sedere da quel Don Nelson che aveva la fama di amante dei giocatori “made in europe” e che invece si è dimostrato più volte avverso alla guardia azzurra. Per Marco le panchine della NBA sono diventate una prigione e, nonostante lo neghi, il Beli ha bisogno di andarsene dalla baia per realizzarsi professionalmente e per sostituire le troppe promesse non mantenute (dal coach in primis) con i fatti, l’unica cosa che conta veramente in ogni sport.

    Nel caso che l’italiano venga messo sul mercato le franchigie interessate a lui sarebbero in sostanza tre: i New Jersey Nets, gli Charlotte Bobcats ed i Toronto Raptors dell’amico Andrea Bargnani. Sin da adesso, però, posso dirvi che se Marco si muoverà da Oakland con tutta provabilità lo farà alla volta dell’Ontario. Il motivo è semplice: i Nets hanno già rifiutato le condizioni poste dai Warriors, mentre i Bobcats non hanno contropartite adeguate da offrire in una eventuale trade.

    L’unica ipotesi plausibile rimane quindi Toronto, che sarebbe disposta a cedere uno (o entrambi?) tra Jamario Moon e Kris Humphries. Con i Raptors gli spazi a disposizione del bolognese sarebbero maggiori (gli spetterebbe il ruolo di vice-Parker), avrebbe più tiri a disposizione e potrebbe contare su un amico come “il Mago”, in grado di aiutarlo e, perché no, di farlo sentire più a suo agio nello spogliatoio. Brian Colangelo, GM di Toronto, ha sempre detto di stimare Belinelli, ma i problemi ci sono, primo di tutti il contratto che lega Marco ai Warriors per ancora due anni. Marco in California si trova bene, ma ha il dovere di cercare di esprimere il suo potenziale, e noi gli auguriamo buona fortuna.

     
    • AIRRoby 21:49 il 28 novembre 2008 Permalink | Rispondi

      Davvero sfortunato, peccato. La colpa è di Don Nelson che lo ha illuso in continuazione promettendogli minuti che non sono mai arrivati. Il vero problema secondo me non è il talento del Beli quanto più il fatto che di giocatori della sua altezza c'è ne sono troppi ed uno più forte dell'altro, basti pensare che sono partiti J-Rich, il Barone e l'infortunio di Ellis eppure è rimasto sempre in panchina.

      Quindi penso sia questa la causa di tutto. In un'altra franchigia sono convinto che farebbe bene.

      Basta dargli un pò di fiducia tutto quì.

      Capito Nelson???

    • SiMoPaNke 16:22 il 29 novembre 2008 Permalink | Rispondi

      dire sfortuna è sbagliato secondo me però…è finito nelle peggior squadra per lui perchè piena di guardie di talento però se non riesce a ritagliarsi uno spazio suo vuol dire che non da sicurezza al coach..speriamo finisca a toronto che secondo me è l'unica franchigia che può puntare su di lui..

    • AIRRoby 21:00 il 29 novembre 2008 Permalink | Rispondi

      Certo Toronto è l'unica franchigia che dà ottime possibilità ai giocatori europei anche se non credo molto in questa opzione malgrado i Raps abbiano già una guardia di tutto rispetto, finirebbe nella stessa condizione dei Warriors. Io lo vedrei in una franchiagia che non abbia grosse ambizioni, solo così sfonderebbe. Una tipo Okc Thunder o i Bobcats.

    • Penny 15:11 il 30 novembre 2008 Permalink | Rispondi

      E' ufficiale, Don Nelson è un pazzo…

      Avete visto come ha gestito Belinelli stanotte contro i Knicks?? Da non credere…

    • Brooklyn78 15:26 il 1 dicembre 2008 Permalink | Rispondi

      Certo che c'e' da ridere, questo non e' basket, sono peggio della vecchia versione Nuggets..

      E' davvero un peccato che sulla Baia si ragiona cosi, avevano l'ennesimo buon progetto per le mani ma buttato completamente nel cesso per le solite visioni runtmciniane..

      Alle prossime olimpiadi i Warriors ci delizieranno con l'introduzione di una nuova disciplina, palla avvelenata.

    • Semu 02:02 il 19 dicembre 2008 Permalink | Rispondi

      Nelson non è certo un coach che punta su eventuali rookie o che si affidi a giocatori ancora da lanciare!poi secondo me è uno che di basket ne capisce e pure tanto (soprattutto offensivamente parlando), ma che sia uno a cui non bisogna dire cosa fare e un testardo che se la mena pure un po' su questo non ci piove!!!…Avete ragione!Dovrebbe avere la botta di c… e finire a Toronto!

    • bullo93 23:29 il 2 gennaio 2009 Permalink | Rispondi

      secondo me bellinelli adesso sta mostrando le sue capacità a Nelson, ogni volta ke entra in campo fa 23 punti. Secondo me bellinelli alla prossima finestra di mercato dovrebbe cambiare aria, il miglior team x lui è New Jersey Nets. Cmq hai AIRRoby, ke Toronto è un'ottima franchigia x i giocatori europei. tanti slauti

  • 02:43 il 26 November 2008 Permalink | Rispondi
    Tag: Andrea Bargnani, , Maurizio Gherardini, ,   

    Raptors: ci sarà luce in fondo al tunnel? 

    Nel primo mese di regular season i Toronto Raptors sono stati croce e delizia dei loro tifosi, alternando splendide partite a prestazioni molto sotto tono su entrambi i lati del campo. I dati parlano chiaro: i canadesi sono scivolati in quel sottile limbo che avvolge tutte quelle squadre (particolarmente numerose ad Est) con un record di vittorie leggermente inferiore al 50%. Per ora non c’è molto da allarmarsi, siamo ancora ad inizio stagione, ma nelle ultime partite sono arrivati tanti piccoli allarmi che sommati assieme indicano che qualche cosa non va e di conseguenza Sam Mitchell dovrà lavorare per ricompattare il gruppo e limare i difetti emersi da inizio stagione. E’ vero: il roster di Toronto ha qualche difetto strutturale dovuto alla panchina corta, sulla quale si siedono solo 2 elementi (Kapono e Moon) in grado di contribuire alla vittoria, ma nulla d’insormontabile.

    L’inserimento di Bargnani in quintetto come ala piccola ha dato alla squadra maggior solidità ed un maggior numero di opzioni offensive, senza però risolvere il problema della difesa, che attornia i Raptors da più di due anni. L’unico difensore di livello presente nel roster canadese è infatti Anthony Parker, ma tale carenza può essere compensata da un buon lavoro di squadra e da aiuti reciproci che però adesso non si vedono.

    Il secondo problema, come già accennato, è chi si siede in panchina (non solo i giocatori). Infatti i seppur bravi Kapono e Moon non sono giocatori decisivi, mentre Humpries, Solomon, Ukic e Graham sono buoni solo per fare rifiatare i titolari o per coprirne eventuali giornate-no. Questo è un problema facilmente risolvibile con qualche piccola trade, e credo che l’asse Gherardini-Colangelo stia già lavorando su questo fronte.

    Ogni volta che i Raptors perdono sento dire che la sconfitta è dovuta a Chris Bosh che viene descritto some “egoista” e come “cancro” della squadra. E’ troppo facile dire così, è troppo facile dare la colpa del fallimento collettivo ad una unica persona perché non riesce a fare vincere una squadra completamente da solo. Questo è un grosso problema, perché anche i giocatori leggono i giornali e sentono le notizie, e questo ambiente creato dai giornalisti non può che far male.

    La conclusione è questa: i problemi ci sono e non possono essere più nascosti, ma se essi dovessero essere risolti allora i Raptors risorgerebbero più forti che mai; viceversa, se il gruppo non riuscisse a superare la crisi, i play-off diventerebbero solo un lontano ricordo per i tifosi dell’Ontario.

     
    • Dennis 18:52 il 26 novembre 2008 Permalink | Rispondi

      Non sono d'accordo, in Usa Bosh è considerato una superstar, purtroppo direi.

      Siamo solo noi italiani che riconosciamo le enormi lacune di Chris, e son sicuro che del nostro parere non gliene frega proprio niente nè a lui nè alla squadra !!

    • jigen 92 20:42 il 26 novembre 2008 Permalink | Rispondi

      anchch' io credevo così, ma poi ho visto alcuni articoi sul Toronto Sun e mi sono ricreduto

    • w.b 21:16 il 26 novembre 2008 Permalink | Rispondi

      Bosh pero' e' l'unico che anche quando perdono segna sempre una caterva di punti.Direi che anche il nostro bargnani dovrebbe "finalemtne" trovare continuita'.Non puo' fare due partite molto bene e 5 scarse.

      Che poi il genio in panca ci metta del suo e' inengabile!

    • red devils 00:01 il 28 novembre 2008 Permalink | Rispondi

      io aggiungerei alla tua perfetta analisi ke il reparto esterni nn funziona a dovere e dove nn esiste uno schema per il migliore tiratore da tre della lega (kapono)

    • piv 15:42 il 29 novembre 2008 Permalink | Rispondi

      Mi sembra ovvio che bosh segni sempre una caterva di punti d'altronde è la star di toronto, e si prende almeno 20 – 30 tiri.

      Se gli arbitri fischiassero meno falli a Bargnani egli riuscirebbe a fare almeno 15 – 20 punti a partita, tranquillamente.

    • Cannellu 22:52 il 30 novembre 2008 Permalink | Rispondi

      Il miglior tiratore della lega è morrow, Bosh fa 40 punti a partita ma tira 800 volte..difendono da far pena e come se non bastasse la circolazione di palla è da minibasket, cioè nulla.

      Purtroppo in America credono che difendere sia stoppare, poi si sorprendono quando Denver senza Camby difende meglio di prima…

      Quello che dice Piv è verissimo, ho visto falli inesistenti fischiati a Bargnani a ripetizione..

      L'unica speranza comunque è che Bargnani trovi continuità prima che cambino Mitchell che anche se è una pippa ha grande stima di Andrea e gli dà minuti anche quando non se li merita.

      Bargnani con la velocità di esecuzione che ha e la rapidità di primo passo che a volte mostra potrebbe essere devastante, se Toronto giocasse con più ribaltamenti,farebbe 30 punti a partita.

    • Junio C. Murgia 18:34 il 1 dicembre 2008 Permalink | Rispondi

      Ma infatti Bosh è per il momento un giocatore forte coi deboli e debole coi forti. Le ultime due partite di fronte a Celtics e Lakers sono state impietose in tal senso.Poi ovvio che con le varie Charlotte riesca a fare il Karl Malone della situazione.

  • 05:43 il 24 November 2008 Permalink | Rispondi
    Tag: Andrea Bargnani, , , ,   

    La legge di Boston oscura Toronto 

    Cosa separa un outsider da una vera contender? Sam Mitchell, foderato nei consueti completi Versace da diecimila dollari, lo ha capito domenica pomeriggio, prendendosi una sonora ripassata sul proprio parquet dai Boston Celtics (118-103). Cosa separa un presunto candidato all’MVP da chi autentico fuoriclasse lo è per davvero? Chris Bosh lo ha capito domenica pomeriggio, vedendo le proprie treccine ancora una volta imbrigliate da un Kevin Garnett in stato di grazia.

    Boston ottiene dunque la tredicesima vittoria ( in quindici gare) nella sua prima stagione da defending champion da tempo immemore. Una vittoria mai in discussione: parziale di 10-0 appena iniziate le ostilità, tanto per gradire. Tutto sotto il segno di Rajon Rondo: il pirotecnico, e spesso sottovalutato, play non solo ha stracciato Calderon nel confronto diretto, ma ha messo il turbo alla manovra offensiva dei Celtics, scintillante e capace di sfiorare i 120 punti in trasferta. Ray Allen ha distillato la sua classe facendosi trovare sempre pronto per punire i Raptors con le sue vellutate conclusioni da oltre l’arco, e permettendosi pure il lusso di guardare l’intero quarto periodo dalla panchina: un ottimo modo per risparmiare le energie in una stagione che si annuncia estenuante. Kevin Garnett conferma da par suo la metamorfosi di queste settimane: ricordate la sua intervista subito dopo la fine della epocale gara-6 contro i Lakers a giugno? Big Ticket disse: ” mi sento come il ragazzino che per anni è stato picchiato dai bulli della classe e che adesso si è vendicato“. Altri tempi, adesso l’ex Minnesota si diverte lui a fare il bullo, indugia nel trash talking e nella provocazione degli avversari, forte di un anello che lo ha completamente liberato da quelle paure che troppe volte ne avevano limitato l’estro. Niente di male del resto, finché la qualità del suo gioco rimane quella vista in Canada, alle legioni celtiche va benissimo così. Ottima serata dunque per Boston, forte anche di un supporting cast come sempre all’altezza. La sensazione è la solita: soltanto Cleveland può impedire a Boston di tornare alle Finals.

    Serataccia invece per i Raptors, a cominciare da Jermaine O’ Neal: l’ex uomo simbolo dei Pacers ha dovuto infatti arrendersi a uno dei suoi innumerevoli acciacchi. Per il rest, la solita impressione: squadra che si basa su un giocatore-franchigia ancora non all’altezza del suo ruolo, e preda di mille equivoci tattici, insolubili dal proprio mediocre allenatore. In mezzo agli stenti targati Bosh-Calderon, la prestazione di Andrea Bargnani come va valutata? Queste le cifre del romano: 14 punti (1/5 da due, 2/4 da tre, 6/6 tl), 7 rimbalzi, 3 assist. Inevitabile il passo indietro realizzativo dopo le mirabilie viste contro Miami e New Jersey dato l’avversario, ma permangono parecchie perplessità a livello difensivo. Andrea non ha ancora imparato a prendere le misure ai lunghi avversari: sia che si chiamino Kevin Garnett, o più modestamente KendrickPerkins, e i falli puerili spesi lo dimostrano ampiamente.  I 7 rimbalzi testimoniano però di una grinta inedita, sperando poss essere un buon viatico per il futuro.

     
    • lipponik 17:56 il 24 novembre 2008 Permalink | Rispondi

      Questi Celtics impauriscono pure me nonostante sia un loro tifoso….Le finali di conference saranno Celtics-Cavs,a meno che nn si incontrano prima e Lakers-Suns…Finale ancora Celtics-Lakers….credo andrà proprio così..cmq la partita di ieri è stata fenomenale…Raptors mai in partita..Celtics con una difesa tremenda e una panchina sempre più fenomenale…

  • 19:43 il 22 November 2008 Permalink | Rispondi
    Tag: Andrea Bargnani, , , ,   

    Vince “Speranza” Carter affonda Toronto 

    Meravigliosa notte allo Air Canada Center di Toronto che ha ospitato la partita più bella di questa stagione.

    Il match è cominciato in maniera favorevole per i padroni di casa, portandosi grazie ad un ispirato Chris Bosh ad un più 13. Ottima partita anche per il nostro connazionale Andrea Bargnani che ha concluso la partita con 29 punti e 10 rimbalzi. Vince Carter ha segnato 39 punti alla sua ex-squadra, Devin Harris ne ha aggiunti 30 e i New Jersey Nets hanno rimontato uno svantaggio di 18 punti nel terzo quarto.
    Carter ha mandato la partita all’overtime infilando una tripla a 0.8 secondi dalla fine dei regolamentari, chiudendo un parziale che lo aveva visto segnare 12 punti consecutivi per i Nets.

    Anthony Parker con un tiro da tre, a 2.9 secondi dalla fine dell’overtime, pareggia la partita, 127 a 127. Carter però non aveva ancora finito, aveva dentro il suo cilindro l’ennesima magia, l’ennesima prova che lui e i Nets sono la stessa cosa, e ha fatto vincere la partita con una schiacciata rovesciata propiziata da una rimessa di Bobby Simmons a 2.1 secondi dal termine.

    I Raptors hanno perso l’ala Jermaine O’Neal per uno stiramento al ginocchio sinistro causato da un fallo antisportivo da parte di Sean Williams all’inizio del quarto periodo di gioco.

    Ottima partita anche per Jose Calderon che ha finito la partita con 26 punti e 15 assist.

    Brook Lopez e Jarvis Hayes hanno entrambi segnato 14 punti per New Jersey.

    I New Jersey adesso sono a 5 vittorie e 6 sconfitte su 11 partite mentre Toronto 6 vittorie e 6 sconfitte su 12 match.

    Ecco gli highlights della partita:

     
    • jigen 92 01:31 il 23 novembre 2008 Permalink | Rispondi

      T_T PERCHE' VINCE, PERCHE', ALLA TUA TORONTO… T_T

    • SiMoPaNke 20:00 il 23 novembre 2008 Permalink | Rispondi

      vince all'air canada è implacabile..non è la prima volta che ne combina di queste:)nonostante non sia più quello di una volta riesce a fare straordinarie partite, ha un cuore enorme!!grandissimo!!così imparano i canadesi a criticarlo al momento del suo trasferimento e a darli del perdente!!diteglielo ora:)

  • Penny 17:24 il 6 October 2008 Permalink | Rispondi
    Tag: Andrea Bargnani,   

    E’ partita la preseason, bene Belinelli 

    Nella notte si sono giocate le prime due sfide della Preseason 2008-09. Nella prima partita i rinnovati Miami Heat di coach Spoelstra sono stati sconfitti 95-91 dai Detroit Pistons nonostante un’ottima prova di Beasley: la seconda scelta assoluta dell’ultimo draft ha messo a referto 16 punti e 6 rimbalzi in soli 20 minuti di gioco. Il match si è risolto solo dopo un overtime grazie alle giocate di Maxiell (13 punti alla fine per lui), ma il top scorer dell’incontro è stato uno Stuckey in autentico spolvero: 23 punti conditi da 4 rimbalzi e 5 assists.

    Nella seconda gara della notte gli Hornets hanno avuto la meglio sui Warriors per 106-103. New Orleans ha scavato il solco decisivo nel terzo quarto ed ha mostrato un duo Paul-West già piuttosto in forma (32 punti in due in poco più di 20 minuti). Ottime notizie dal nostro Belinelli che nelle file dei Warriors è stato il miglior realizzatore con 14 punti; l’ex fortitudino, partito dalla panchina, ha chiuso con un buon 50% dal campo e con un 2/2 da 3. Anche i 2 rimbalzi e i 2 assist rappresentano un buon segnale. Per la nuova punta di diamante di Golden State, Corey Maggette, 13 punti e 5 rimbalzi.

    Ciò che più conforta è l’utilizzo di Belinelli per 22 minuti, sintomo che l’italiano ha finalmente trovato un posto nelle rotazioni di coach Nelson. Marco dovrà sfruttare queste occasioni per dare certezze al suo allenatore che, ricordiamoci, non può ancora utilizzare Monta Ellis per via del suo infortunio.

    Restando in tema “Italia”, voci da Ottawa, sede del ritiro dei Raptors, danno un Andrea Bargnani in gran forma e molto più consapevole dei propri mezzi. Lo confermano una sua gran giocata nell’ultima partitella di allenamento aperta al pubblico (schiacciata poderosa in testa a Bosh, per maggiori info leggete il Canadian Press) e le parole di coach Mitchell: “Andrea ha fatto molte cose, ha segnato in diversi modi e ha difeso bene. C’è con la testa, si batte, prende rimbalzi e ha dato anche un paio di stoppate. E’ più maturo, ha più fiducia e ha capito che ha qualcosa da dimostrare a sè stesso più che agli altri“. Attendiamo anche il Mago alla prima uscita di Preseason, domani a Cleveland.

     
    • Jolly Joker 23:03 il 6 ottobre 2008 Permalink | Rispondi

      Per capire quanto conti la Preseason basta dare un occhiata alle rotazioni di Don Nelson..

      Comunque non dubitavo a fatto sulla buona uscita del Beli, del resto siamo abituati alle sue sfuriate pre stagionali, ha bisogno di fiducia ed essere considerato nell'ambiente, a patto che lui ci metta il suo!

      La dichiarazione di Beasley sull'mvp sopravvive ancora un giorno in piu' :-) , grazie ad una ventina di minuti giocati abbastanza bene.

      Mentre e' da tenere d'occhio questo R.Stuckey, che a dirla tutta aveva gia' dimostrato qualcosa sul finire della scorsa stagione.

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