I Los Angeles Lakers erano una delle squadre che aveva giocato maggiormante in casa e avevo un invidiabile record di 37 vinte e 9 perse. Si apprestava a partire per un bel tour in trasferta che l’avrebbe portata nell’arco di 10 giorni ad affrontare Memphis Grizzlies, New York Knicks, Toronto Raptors e infine Boston Celtics e Cleveland Cavaliers. Una tournee che definire impegnativa è un eufemismo.
Partendo dall’ Internatiol Airport of Los Angeles con il loro jet privato come ogni buona squadra NBA che si rispetti deve fare, arrivano per il primo match il 31 gennaio nella città che ha dato i natali al vero King, Elvis Aron Presley.
Al FedEx Forum, ad aspettarli oltre ai Grizzlies c’è una terribile sorpresa, dopo 5 minuti, nello stesso posto, nello stesso periodo, lo stesso infortunio occorre a Andrei Bynum che è costretto ad uscire dal campo dopo 5 miseri minuti di giioco in cui il bambinone aveva raggranellato già 7 punti.
La gara prosegue in un atmosfera surreale e i Lakers portano a casa una vittoria agevole per 115 a 98 con un Kobe “Mamba” Bryant da 25 punti e 7 assist e un plus/minus di + 11 e un Pau Gasol da 24 punti conditi da 8 rimbalzi per un ottimo plus/minus di +19.
E’ la prima vittoria per i Los Angeles Lakers.
Ma la mente dei giocatori e del coaching staff è indirizzata verso Drew che si sottopone alle visite mediche di rito che riscontrano una distrazione dei legamenti del ginocchio destro che lo terrà fuori dal parquet fino all’inizio dei playoff.
Inizia nel peggiore dei modi perciò la lunga trasferta dei losangelini a Est, privati di una delle loro torri in attacco che stava viaggiando a cifre ottime e d’impatto.
Serve subito una risposta e il giocatore con la canotta numero 24 la serve su un piatto d’argento.
Location ideale: Madison Square Garden.
Un grande regista tra il pubblico che ti tifa contro, Spike Lee.
Un attore da Academy Awards: Kobe “Bistecca” Bryant.
A fine partita per lui saranno 61! Punti, nuovo record di segnature per un avversario dei Knicks al Garden, contornati da 3 assist e un plus/minus di +19.
A coaudivarlo nell’impresa la spagnolo Gasol che mette sul gabellino 31 punti con 14 rimbalzi di cui 10 nella propria metà campo.
Seconda vittoria per i Los Angeles Lakers.
Lasciata la grande mela i ragazzi dell’owner Jerry Buss volano a Toronto per far visita ai Raptors di Bosh, chissà per quanto, e Bargnani.
All’Air Canada Center i giallo-viola vincono per 115 a 107. Ancora un Kobe Bryant sopra le righe che prima di allacciarsi le scarpe decide di mettere a referto oltre trenta punti e lo fa senza troppi problemi contro i derelitti Raptors; 36 punti, 9 rimbalzi e 5 assist.
Accanto a lui un’immenso Pau Gasol da 15 rimbalzi e 31 punti.
Il terzo violino, Lamarvellous Odom inizia a dare segnali di esistenza scrivendo 13 punti e 6 rimbalzi.
Terza vittoria per i Los Angeles Lakers.
Arriva adesso il grande giorno, 5 febbario, Td Banknorth Garden, Boston, Massachussets, l’ultima volta che la squadra di coach Jackson è venuta da questa parti ne è uscita come i persiani di Serse contro i 300 di Leonida: con le ossa rotte.
E’ il re-match della partita di Natale, gli occhi di tutto il mondo sono puntati addosso ai Big three Celtici dall’altro lato Pau Gasol, Kobe Bryant e una graditissima sorpresa: Lamar Odom.
La partita è tiratissima, degna della storica rivalità, sembra di essere ai playoff, nessuno vuole perdere, i Celtics per vendicare la sconfitta di Natale che interruppe la striscia vincente, i Lakers per dimostrare che si può vincere anche al Garden.
La sorpresa più gradita come detto è un Lamar Odom sopra le righe, aggressivo e voglioso, costringe un paio di volte al fallo Kevin “The Big Ticket” Garnett, cosa che lo porterà, a quattro minuti dalla fine dopo un fallo su Fisher ad abbandonare il campo per limite dei 6 falli raggiunto.
I Lakers sembrano inarrestabili, Kobe sbaglia due o tre letture e invece di affidarsi alle sue due torri Gasol e Odom dalla mano caldissima si mette in proprio trascinando la partita ll’overtime.
Ancora un sontuoso Odom e un inarrestabile Gasol, Gasoft a chi???, danno il via all’allungo definitivo. Vincono i Lakers, 110 a 109. Decisivi gli ultimi due liberi di Odom e la difesa di Kobe sull’ultimo tiro di Ray “He got Game” Allen.
Stavolta i veri big three sono losangelini: Kobe Bryant chiude con 26 punti, 10 rimbalzi e 5 assist per una fantastica doppia doppia, Pau Gasol lo affianca mettendo a referto 24 punti, 14 rimbalzi e 3 assist, doppia doppia anche per lui e poi il man of the match, el Hombre del partido come dicono in Spagna , Lamar Joseph Odom con 20 punti, 6 rimbalzi e 3 assist ma un overtime fantastico.
Quarta vittoria per i Los Angeles Lakers.
Manca l’ultima partita, sarebbe la ciliegina sulla torta concludere il tour in trasferta imbattutti espugnando l’unico campo rimasto inviolato in tutta la NBA: la Quicken Loans Arena di Cleveland in Ohio dove gioca il prescelto, the chosen one.
8 febbraio, tutti si aspettano il duello Kobe/Lebron, il 24 gialloviola contro il 23 in maglia Cavs, ma indovina chi viene a cena? Rispunta lui, Lamar Odom. MVP della partita.
Kobe, influenzato e dopo aver appena rimesso di stomaco scende in campo a mezzo servizio. Segnerà 19 punti alla fine mentre Lebron mette a referto 12 assist ma è molto limitato dall’ottimo Ariza nelle marcature, solo 16 punti per lui.
Mentre le due super star deludono chi per un motivo chi per un altro sale in cattedra un meraviglioso Lamar. Segna, difende, attacca ferro, canestro, difensori, fa segnare e poi arriva il terzo quarto. Ah il terzo quarto di Odom da far vedere nelle scuole di basket, per i puristi del gioco le sue pennellate mancine e segna anche di destro, nel solo terzo periodo prende 10 rimbalzi e segna 15 punti in tutte le maniere immaginabili. Saranno 28 alla fine con 17 rimbalzi di cui sette offensivi, un invidiabile 13 su 19 dal campo e il dominio totale del controllo del match. Dicono che il povero J.J. Hickson abbia avuto parecchi incubi l’altra notte e tutti avevano il volto del numero 7 gialloviola.
101 a 91 il risultato finale della, per una sera, squadra di Odom che gioca da vero leader aiutato dai 18 punti e 12 rimbalzi di Gasol.
Quinta vittoria per i Los Angeles Lakers.
E’ l’apoteosi. Filotto in trasferta. Messaggio alla nazione e alla lega.
Per il titolo si passa da LA e lì l’anello lo vogliono fortissimamente.
E se è questo Lamar i giochi sembrano finiti.
Celtics, Cavs e Spurs avvisati.
In molti ora diranno Gasoft chi?
E quel 7 in gialloviola? Sembrava Magic l’altra sera.
E poi loro hanno sempre il Mamba.
davvero divertente questo modo di raccontare la partita. se dovessi dare un voto 10 e lode