Miami Heat: work in progress
L’ultimo lustro è stato indubbiamente il più intenso nella ventennale storia dei Miami Heat. Una franchigia prima balzata agli onori della cronaca soltanto per le leggendarie sfide, condite da cazzotti e pathos senza fine, contro i Knicks sul finire della passata decade. E’ del 2004 la trade che, portando Shaquille O’Neal nel Biscayne Boulevard, ha spezzato il circolo dominante dei Lakers, preludio al miracoloso anello sfilato nel 2006 agli increduli Dallas Mavericks. Da allora un calo altrettanto fragoroso, sancito dal declino atletico del Diesel e dai guai fisici di Dwayne Wade. Fino alla farsa degli ultimi mesi della scorsa regular season, con Pat Riley nei panni del mitico Borlotti della Longobarda al grido di “Perdere, e perderemo”, in modo da trovarsi in pole position al draft 2008. La dea bendata ha in parte fatto il suo, anche se Riley si è dovuto accontentare della seconda piazza, che ha portato in dote agli Heat l’ala Micheal Beasley e non quel Derrick Rose, il regista atteso come un messia, che aveva animato i sogni bagnati dell’impomatato Pat. Con Wade finalmente integro e con Shawn Marion catapultato in Florida nell’ambito della trade O’Neal, ecco la trimurti di lusso con cui Miami si è presentata ai nastri di partenza della nuova stagione.
Stagione al momento altalenante, come per ogni ricostruzione che si rispetti: 8 vittorie e 9 sconfitte, ma play-off ampiamente alla portata del nuovo condottiero Erik Spoelstra, nonostante una Eastern Conference più affilata rispetto agli ultimi anni. Esemplare è del resto il tabellino delle ultime tre gare degli Heat, impegnati nel loro primo road trip nell’altra costa. A Portland una imbarazzante Caporetto (-38 punti), non certo giustificabile con l’assenza di Marion. Quindi travolgente cavalcata nella Phoenix del Grande Ex, e poi nuova sconfitta, stavolta di misura, sul parquet dei derelitti Clippers, con Wade che ha sbagliato a fil di sirena la conclusione per vincere dopo aver come di consueto retto la baracca.
“Flash” è chiaramente la pietra d’angolo di Miami. Dopo aver letteralmente salvato la patria a Pechino, l’MVP delle finali 2006 sta mantenendo una forma olimpica, condita da una leadership indiscussa e da un miglioramento in fase difensiva significativo. Prestazioni monstre come quella di Phoenix (43 punti) ne fanno per molti un’alternativa quantomeno credibile al più annunciato award degli ultimi anni, quello che quasi certamente andrà a LeBron James quale MVP. Il ruolo di play è notoriamente il tallone d’Achille di Miami, e anche i sassi di Matera sanno quanto Riley volesse pescare Rose al draft. Se col senno di poi OJ Mayo sarebbe andato benissimo, per adesso il delfino Spoestra deve accontentarsi dell’incerta regia di Marcus Banks, mentre la scommessa Shaun Livingston non ha nemmeno messo piede in campo l’altro giorno allo Staples Center. In una serata in cui a smazzare gli assist ci ha pensato il factotum Wade (ben 11 a referto), il che la dice lunga.
In chiaroscuro è fino ad ora anche il cammino di Michael Beasley: il prodotto di Kansas State ha alternato prestazioni offensive ficcanti a figuracce come quella con Toronto, quando Andrea Bargnani ha rinfrancato il nostro appannato orgoglio portando letteralmente a scuola Michael per poi farlo accomodare in panchina. Panchina in cui Beasley ha iniziato la recente sfida coi Suns, dato che Spoestra ha mandato in campo per la palla a due Joel Anthony quale centro, spostando Udonis Haslem in ala grande. Un apprendistato complesso per un giocatore che si sente forse “seconda scelta” in tutti i sensi nella città in cui tutti sognavano Rose, e la cui giovane età non consente ancora di dare quella fisicità sotto canestro che i vari Haslem e Blount non garantiscono affatto. Ma Beasley è certamente il futuro di Miami. Non altrettanto si può dire di Shawn Marion: il grande egoista, il separato in casa nello spogliatoio di Phoenix, sta in questo primo scorcio di stagione confermando pregi e difetti di una carriera bizzarra. Questi ultimi, a cominciare dai consueti black out rivisti da poco allo Staples, sono alla lunga insostenibili per una squadra che deve logicamente aggrapparsi a chi vanta la sua esperienza. Ecco perché da più parti si ipotizza che Marion possa essere oggetto di una trade che possa portare in riva all’Atlantico l’agognato regista (nonché un po’ di fosforo, giacché Shawn è notoriamente tra i giocatori meno intelligenti cestisticamente sulla piazza). Riley lo sa, e ha tutto il tempo e le opportunità per far tornare il sole a splendere su Miami. Ed è anche consapevole di come al ballo dei free agent nel 2010 potrà partecipare anche un certo Dwayne Wade, dunque il vecchio Pat si darà certamente da fare.
SiMoPaNke 23:48 il 1 dicembre 2008 Permalink |
bell'articolo che sottolinea bene l'attuale situazione degli heat..tralasciando il discorso su wade che insieme a lebron è al momento il giocatore più forte della lega..
marion è assolutamente da cedere x 2 motivi: 1)come detto dall'autore non ha assolutamente intelligenza cestistica e non si può puntare su di lui 2) è in scadenza e bisogna trarre il maggior beneficio dal suo contratto..
Beasley mi sta molto deludendo e spiego il perchè:partendo dal presupposto che ha un talento enorme e che diventerà sicuramente un all-star..il suo problema è un problema di approccio al basket..è uno dei tanti giocatori che pensa solamente alla fase offensiva del gioco e per di più è troppo esaltato dal suo talento..dovrebbe essere più umile,lavorare innanzitutto sulla difesa 1vs1 (difende con le gambe dritte sull'uomo) e poi sulla difesa di squadra..
se riley e spoestra riusciranno a farli cambiare mentalità è un giocatore su cui puntare x il futuro..
se questo non dovesse succedere io lo sacfrificherei insieme a marion x arrivare ad un buon centro e ad un buon play..comunque sono sicuro che riley queste cose le ha viste prima di me e che si muoverà nel modo giusto da qui a febbraio..comunque sia: LET'S GO HEAT!!!
el Blaza 19:55 il 2 dicembre 2008 Permalink |
Si pero' Rose a Miami non sarebbe stato la soluzione di tutti i mali, in quanto il suo stile di gioco somiglia molto a quello di Wade, insomma due doppioni nella stessa squadra non so fino a che punto conveniva agli Heat. Giusto invece aver preso Beasley, che anche se non vive un rapporto armonioso con Riley rimane un talento di soli 19 anni che non sai cosa possa diventare un giorno, ed inoltre visto la tenere eta'e che Miami non sia una Contender ma sta ricostruendo, rappresenta il futuro in quel ruolo. Basta lasciar via il contrattone di Marion e cercare di mettere qualche toppa nel settore lunghi, al momento continuerei cosi.
SiMoPaNke 22:57 il 2 dicembre 2008 Permalink |
sono d'accordo su rose..e poi tutte queste combo guard di adesso non mi convincono per niente..mi ricordano tutte iverson che non ho mai apprezzato..grandissima capacità di realizzare caterbe di punti ma niente di più..il play deve fare girare la squadra..tipo calderon..
comunque il buco più grosso degli heat è nei lunghi..la cosa migliore sarebbe riuscire ad arrivare a kaman o biedrins tramite marion..
Junio C. Murgia 05:02 il 3 dicembre 2008 Permalink |
Un play capace di fare girare la squadra è oro colato: guardate Billups come sta rivoluzionando Denver. Se Miami riesce a dar via Marion per prendere un play di quel tipo ( alla Calderon)e magari a prendere un altro lungo, fa un affare. Fermo restando che con Wade e Beasley hanno delle solide basi per il futuro.
SiMoPaNke 14:09 il 3 dicembre 2008 Permalink |
e vero..la trade che ha portato billups ai nuggets e la prova che un play che faccia girare bene la squadra e fondamentale..
purtroppo dando via il solo marion e difficile fare arrivare a miami sia un buon play che un buon centrone…
Junio C. Murgia 16:53 il 3 dicembre 2008 Permalink |
Beh, indubbiamente un centro di vaglia difficilmente potrà arrivare assieme a un buon play. Ma un lungo con esperienza e muscoli ( alla PJ Brown, per dirne una)penso si possa trovare, per dare un po' di fisicità a un reparto carente in quell'aspetto.
seborrea 17:13 il 3 dicembre 2008 Permalink |
bell'articolo, che comunque secondo me tralascia 2 fattori importanti in casa Heat. Il primo è l'assenza di un lungo, perchè Haslem è undersize come 4, figuriamoci come pivot, Anthony è imbarazzante in fase offensiva, Blount è imbarazzante e basta e Magloire è desaparecidos! Infatti contro Howard, Yao,…soffriamo il triplo di una squadra normale.
In secondo luogo io tutta questa necessità di un play non la vedo: Chalmers stà dimostrando di meritare la chance da titolare, difende egregiamente sia sull'uomo sia sulle linee di passaggio, ha un buon senso di costruzione di gioco, unica pecca un ondivago tiro da 3; Quinn è un buon buck-up con un ottimo tiro da 3 e un rapporto assist-palle perse invidiabile. Sperando poi che Livingston si riprenda dall'infortunio.
Inoltre mancano ancora J.Jones e Wright, 2 ottime riserve che potrebbero portare difesa e punti prezionsi dalla panchina.
Insomma a Miami serve un centro (Kaman, Biedrins,…) liberandosi di Marion (il suo contratto fà gola a molti) e aspettando i rientri degli infortunati.
Un quintetto Chalmers-Wade-Beasley-Haslem-Kaman non sarebbe affatto male!
Jolly Joker 18:09 il 3 dicembre 2008 Permalink |
Sul play gira voce che Marbury presto o tardi si accasera' a South Beach, anche se questo toglierebbe spazio ad uno tra Quinn e Chalmers. Peccato che Livingston abbia avuto quell'infortunio perche' in prima linea sarebbero stati abbastanza coperti. Comunque credo che se lo scambio si fara' gli Heat riceveranno qualcos'altro dalla Trade, in modo che torni utile nel settore lunghi.
Junio C. Murgia 19:01 il 3 dicembre 2008 Permalink |
Ma Marbury non doveva venire a giocare in Italia? O era uno degli imperdibili scoop della Gazzetta, tipo Jordan alla Armani Jeans??
SiMoPaNke 20:07 il 3 dicembre 2008 Permalink |
marbury?se c'è un play che non fà girare la squadra è proprio lui!!non lo vorrei proprio agli heat!!però sarebbe interessante david lee…
livingstone sarebbe dovuto essere il "nuovo penny" al suo ingresso in nba..magari si riprendesse….!!!
Gioele 00:07 il 4 dicembre 2008 Permalink |
ma mi spiegate cs c fa livingston…si è spaccato il ginocchio l'anno scorso(e ormai rimaneva senza una gamba) e nn penso potrà mai tornare ai buoni livelli dei clips!