Un mese di basket: Novembre
Finalmente, dopo una lunga pausa, possiamo di nuovo assaporare le magie del basket d’ oltre oceano. Un mese è già passato dalla prima palla a due di questa regular season ed è giunto il tempo di trarre i primi bilanci, su ciò che abbiamo visto e su tutto quello che ancora potremmo vedere.
Innanzitutto, sono doverosi i complimenti ai nostri tre connazionali in NBA, Andrea Bargnani, Marco Bellinelli e Danilo Gallinari. Tutti e tre non hanno tradito le più rosee aspettative della vigilia regalandoci sempre del grande basket e conquistandosi la stima di tutti, italiani e non. Avanti così, ragazzi!
In un discorso che riguarda le squadre, ricchi di elogi gli inizi stagionali di Suns, Hawks e Mavericks, squadre che vogliono qualcosa in più di un ruolo di comparsa in post season. Nonostante siano ancora in fase di rodaggio, le “big”, hanno già a larghi tratti dimostrato di avere qualcosa in più degli altri. Rimane comunque troppo presto per valutare Cavaliers, Lakers e Celtics, che hanno il compito di dimostrare il loro valore da Aprile in poi. Chi invece avrà a che fare con una stagione difficile lo si è già ampiamente visto: Knicks e Nets fanno il countdown verso l’ estate 2010, Minnesota e Memphis provano a spronare i giovani, mentre a Golden State sono ancora relegati alle pazzie di don Nelson.
Fatto un quadro generale, via con le premiazioni singole:
Giocatore del mese: Carmelo Anthony
Altri candidati: Kobe Bryant, Steve Nash, Dirk Nowitzki
Assegnare questo premio è davvero molto difficile, si potrebbero fare decine di nomi di giocatori che se lo potrebbero meritare. Ma se va premiata la costanza, la continuità e la concretezza, allora ‘Melo è un gradino sopra gli altri.
Anthony è il miglior realizzatore della lega a quota 30.5 punti, frutto di un bagaglio tecnico di movimenti offensivi decisamente più ampio e pericoloso rispetto alle scorse annate; ciò non implica certo che egli sia egoista, tuttaltro, è la squadra che va da lui. Alle suo straordinarie doti offensive l’ ex Syracuse aggiunge un buon piazzamento a rimbalzo, che lo ha portato a siglare diverse doppie doppie (6.2 carambole di media) e una capacità di portare il suo fatturato anche con degli assist di ottimo livello (3.4 a gara).
A tutto questo si aggiunge un intensità difensiva superiore rispetto a quella di molte altre “stelle” e una grande capacità nel decidere i finali di partite tirate fino all’ ultimo. Se, adesso, i Nuggets sono sempre più nell’ elite della western (quarti con 9 vinte e 4 perse), provate a indovinare di chi è il merito.
Infine menzione d’ onore per un Nash tornato bambino (assist-leader della lega, con 11.8 a sera), Per un Kobe che ha superato Kareem Abdul-Jabbar nella storia dei migliori marcatori gialloviola (e che viaggia sui 30.2 a gara) e per un sublime Nowitzki, guida dei Mavs tornati grandi.
Rookie del mese: Brandon Jennings
Altri candidati: Tyereke Evans, Jhonny Flynn
Ok, qui la scelta non è molto complicata, perchè se è vero che le candidature di Evans e Flynn sono poco credibili, non è per demeriti della quarta e sesta scelta, bensì perchè provare a pareggiare questo Brandon Jennings è stato semplicemente impossibile.
Realistico è pensare, che BJ abbia avuto il miglior primo mese NBA della storia. Il ragazzo era la “cavia” nel vedere se potesse davvero funzionare l’ esperienza europea dopo l’ high school, dopo essere passato alla storia come primo giocatore presentatosi in ritardo al draft, alla storia lo è passato anche sul campo. I 55 punti ralizzati contro i Golden State Warriors (nati tutti in soli tre quarti), sono la seconda miglior prestazione realizzativa di un matricola, nella storia della lega, alle spalle dei soli 58 di Wilt Chamberlain e anche una delle quattro prestazioni al primo anno sopra i 50.
Al di là di quella singola prestazione, non si può non pensare al fatto che i Bucks (8-3), senza il proprio rookie, avrebbero faticato a portare a casa due vittorie. L’ ex lottomatica viaggia ora sui 25.3 punti, 5.5 assist, 4.4 rimbalzi e si avvicina al 50% da tre, il tutto in 34 minuti di utilizzo. Chi di voi ci avrebbe scommesso subito dopo il draft?
Sophomore del mese: Danilo Gallinari
Altri candidati: OJ Mayo, Eric Gordon
Eh, si; niente nazionalismi, è propio il Gallo il più positivo tra i giocatori del secondo anno. Partenza lenta per Derrick Rose, Mayo troppo inutile per le sorti dei suoi Grizzlies, così come Gordon per i Clips.
Ok, non si può certo dire che Danilo (solo 28 gare nella passata stagione) abbia salvato la disastrosa (finora) stagione dei Knicks, ma non ha approfittato del fatto di giocare in una situazione perdente per cercare solo le cifre, è il cervello della squadra, per questo ha la stima di D’ Antoni.
Infine i complimenti che gli sono stati rivolti da Lebron James al termine di New York-Celveland sono la definitiva conferma che il buon Gallinari merita questo riconoscimento.
Sorpresa del mese: Channing Frye
Altri candidati: Danthay Jones, Aaron Afflalo, Ryan Anderson
Anche qua il parco dei pretendenti è piuttosto ampio, Jones ha confermato le belle impressioni del finale di stagione a Denver, Afflalo ha tratto giovamento dal trasferimento estivo così come Ryan Anderson e di altri nomi ce ne sarebbero a bizzeffe.
Nessuno però con il suo cambiamento è stato in grado di fare la differenza per la propria squadra come ha fatto Channing Frye. Dopo l’ infortunio, Frye è arrivato in estate ai Phoenix Suns (è anche nato in Arizona) e non sembrava destinato a cambiare gli equilibri.
Già della prime uscite stagionali ha però mostrato un immarcabile completezza offensiva, ma soprattutto una mano da fuori che neanche gli sguardi più fini avrebbero potuto notare in lui fino ad un mese fa. Channing è così diventato una pedina fondamentale nello scacchiere dei Suns di Gentry, grazie alla sua propensione ad allargare il campo come facevano Marion e Diaw nella gestione D’ Antoni. Non solo, ha anche fornito un uomo in più da innescare a Nash e più spazio in pitturato per Amare.
Anche per lui vale il discorso Jennings, quante partite avrebbero vinto i Suns senza il loro nuovo acquisto? Sicurmente qualcuna in meno.
Sesto uomo del mese: Jamal Crawford
Altri candidati: Jason Terry, Udonis Haslem
Erano in molti a mettere in dubbio l’ impatto che avrebbe avuto Crawford, il classico giocatore che risponde allre definizioni di individualista e perdente, con la nuova maglia deglio Hawks.
Se è vero che il lupo perde il pelo ma non il vizio, Jamal, pur dimostrando di accettare di buon grado il fatto di uscire dalla panchina, ha continuato a tirare tanto. Teoricamente non dovrebbe essere un fatto positivo, ma ciò non ha mai messo in seria difficoltà una squadra ricca di risorse, anzi spesso è stato propio Crawford la migliore delle risorse, perchè uscendo dalla panchina, con il suo contributo offensivo è stato spesso e volentieri determinante.
Ad Atlanta c’è dunque un altro candidato al premio di sesto uomo dell’ anno, premiazione che quest’ anno promette scintille, per il folto numero dei papabili. Terry è ormai un sixth man di professione, Haslem sta iniziando a scoprire le meraviglie del nuovo ruolo per lasciare spazio a Beasley nello starting five, JR Smith dopo aver scontato la squalifica ha ripreso a far salire le sue quotazioni e se Ginobili riesce a stare lontano dagli infortuni la competizione sarà alle stelle.
Allenatore del mese: Paul Westphal
Altri candidati: Alvin Gentry, Mike Woodson
Se i Kings sono la squadra più sorprendente del momento, un roster, che teoricamente, privo di Martin (anche se con Tyreke Evans), dovrebbe essere addirittura inferiore a quello che lo scorso anno fu ultimo nella lega, non può essere la sola spiegazione. Dunque è nel cambio in panchina, che va letta la chiave di questa svolta. Paul ha dato i giusti stimoli a questi giocatori, li ha fatto diventare un gruppo e dall’ entusiasmo con cui giocano in campo lo si vede. Complimenti!
Ottimi anche gli inizi di Gentry, che ha fatto tornare i Suns quelli di qualche anno fa reimpostandone la mentalità di mentalità di gioco veloce, e Woodson, sul quale, nonostante aleggino molti dubbi, non si può non dire stia facendo un fantastico lavoro.
Dirigenza del mese: Oklahoma City Thunder
Altri candidati: Dallas Mavericks, Orlando Magic
Quest’ inizio di stagione è stato anche valido per misurare il lovoro estivo (e non solo) delle dirigenze nel creare i roster per affrontare la nuova stagione.
Nonostante i cambiamenti estivi siano stati minimi, il progetto giovane dei Thunder è sotto gli occhi di tutti. Kevin Durant ha avuto un inizio da stella, Russel Westbrook e Jeff Green sembrano dei veterani per quello che mostrano sul campo, il giovane rookie James Harden ha ghià avuto modo di farsi notare e i gregari come Nenad Kristic e Thabo Sefolosha non mancano. Tempo due anni e questa squadra sarà da titolo.
A mio modesto parere i Magic sono ancora più competitvi dell’ anno scorso per una lunghissima lista di motivi e condivido il lavoro dei dirigenti, come non è un caso se Dallas vada alla grande.

lipponik 20:16 il 22 novembre 2009 Permalink |
Beh mi sembra che manchi un'altra settimana alla fine del mese quindi questo articolo andava leggermente posticipato..ma va beh..se proprio devo fare delle considerazioni..Carmelo nn lo avrei messo come giocatore del mese…il giocatore del mese secondo me è Kobe assolutamente…Giuste le scelte di Jennings e Gallinari,ma anche quella di Frye se vogliamo…Crawford l ho messo la scorsa settimana come delusione..beh a mio avviso rimane tale visto che nn è ancora in grado di cambiare le sorti dell'incontro uscendo dalla panca..tira male,nn sa difendere e perde molte volte la testa…forse è giusto metterlo per le sue statistiche che se viste con un occhio di riguardo sono anche troppo gonfiate rispetto a quello che sta dando realmente…come coach,Paul Westphal mi sembra un pò troppo azzardato..io avrei menzionato anche Rick Carlisle dei Mavs,ma il premio lo avrei dato a Mike Woodson…
LM10 21:04 il 22 novembre 2009 Permalink |
Innanzitutto ti spiego subito perchè ho anticipato l' articolo, durante la settimana il mio tempo per scrivere è limitato e non volendo scriverlo a "pezzetti" giorno per giorno ho anticipato un po'. comunque martedì sarà un mese preciso e due giorni di anticipo non mi sembrano un gran problema.
Si Kobe ampiamente condivisibile, ma ho messo 'Melo, perchè secondo me, per quello che hanno dato per la squadre singolarmente Anthony ha fatto di più. Cmq Bryant l' ho menzionato…
Su Crawford penso che nonostante abbia sbagliato molto non abbia mai influenzato un risultato in negativo, l' ha fatto invece in positivo ed ha dimostrato di essere il giocatore che serviva ad Atlanta (anche se tengo conto del fatto che le sue statistiche siano superiori al reale contributo.
Woodson lo volevo mettere, ma considerando gli organici di Kings e Hawks ho preferito Westphal.
Sui Mavs ho preferito parlare del buon lavoro estivo della dirigenza piuttosto che di un Carlise che sta comunque facendo benissimo.
lipponik 00:53 il 23 novembre 2009 Permalink |
La stagione nn è iniziata il 24,cmq va bene lo stesso…