ago23

Team USA si vendica dell’Argentina: è in finale


Warning: getimagesize(http://www.mondonba.com/images/usa-win.jpg) [function.getimagesize]: failed to open stream: HTTP request failed! HTTP/1.1 404 Not Found in /var/www/web1/html/mondonba.info/wp-content/themes/nba/single.php on line 39


Negli anni “bui” di Team USA (dal 2002 al 2006) un elemento quasi sempre costante nelle sconfitte dell’ex-Dream Team era l’Argentina. Il club sud-americano infatti aveva battuto gli Stati Uniti nel 2002 ad Indianapolis (prima volta che la squadra a Stelle e Strisce formata da giocatori NBA non riusciva a salire sul podio) per poi ripetersi nella stessa impresa due anni dopo ad Atene. In quest’ultima occasione, come nel 2006, la sconfitta per Team USA arrivò alle porte della finale costringendo così gli americani a “ripiegare” sul bronzo.

Oggi, provenienti da un record pari a 6-0, gli Stati Uniti hanno di nuovo incrociato la via degli Argentini in semi-finali e questa volta (dopo 8 anni di critiche, formazioni “sbagliate” ed umiliazioni) sono riusciti a vendicarsi accedendo alla fase finale del torneo di Pechino 2008 grazie ad un trionfo di 101-81, +20.

Nel primo quarto le cose si mettono subito male per i giocatori in maglia Bianco-Celeste che oltre a trovarsi sotto di 10 punti devono dire addio al loro “faro guida” Manu Ginobili, miglior realizzatore del torneo con 20 di media a partita, il quale, trascorsi cinque minuti dalla palla a due, si accascia al suolo e si toglie la scarpa tenendosi la caviglia fra le mani. Manu abbandona il campo e per i successivi 35 minuti fa da spettatore. Al momento non si conoscono ancora le ragioni che hanno riacceso i dolori nell’articolazione del giocatore degli Spurs (già nelle finali di Conference, contro i Lakers, fu praticamente nullo per lo stesso infortunio). L’Argentina vive 5 minuti di pura “agonia” finendo la prima frazione di gioco sotto di 19: 30-11.

La reazioni dei campioni olimpici in carica, pero’, è dietro l’angolo: Luis Scola decide di mettersi le squadra sulle spalle e dalla sua “non altezza” (appena superiore ai 2 metri) domina il verniciato in attacco come in difesa e l’Argentina diventa la prima squadra a concludere un quarto in positivo contro Team USA (29 punti contro 19). All’intervallo gli uomini di Coach K ricaricano le batterie ma il loro pensiero inevitabilmente vola al tabellone luminoso: 40-49, +9 USA e partita tutt’altro che chiusa.

Scola, complessivamente autore di 28 punti (13/21) 11 rimbalzi, 2 stoppate e 2 recuperi, continua a tirare la carretta Bianco-Azzurra e con il supporto dell’ex-Raptors/Pistons Carlos Delfino (secondo miglior realizzatore con 17 punti, 8 rimbalzi) riesce a tenere il passo degli Americani innescati dagli assists di Kidd (7 in tutto) e dai punti del duo Anthony-Bryant. Il terzo quarto si conclude ancora con uno scarto minimo: 78-64, +12 Team USA.

Gli Statunitensi, pero’, vogliono vendicarsi e allo stesso tempo reclamano quel posto sul podio che ormai , come più volte detto, manca da 8 anni e quindi ecco che nel momento del bisogno, nonostante un match finora “appannato” (appena 2 punti nel primo tempo), LeBron James risponde con due triple filate per battere le difesa a zona ed il tabellone, a metà quarto periodo circa, indica 84-66, +18 Stati Uniti e “punto di non ritorno” raggiunto per i campioni in carica.

Dunque l’Argentina esce a testa alta da queste Olimpiadi di Pechino 2008, finora lo scarto di 20 punti è il più basso del torneo fatto registrare contro Team USA, e grazie ad uno Scola immenso i sud americani potranno ancora aspirare ad una medaglia (il bronzo) se saranno in grado di battere la Lituania (sconfitta 91-86 nell’altra semifinale). Le condizioni di Ginobili restano incerte. Gli Stati Uniti d’America invece dimostrano ancora la capacità di aumentare il ritmo nel momento del bisogno e sono distanti appena 40 minuti dal loro obiettivo: la medaglia d’oro.

Per Team USA concludono in doppia cifra: James (15 punti, 5 rimbalzi, 2 assists), Anthony (21 punti, 4 rimbalzi), Howard (10 punti, 9 rimbalzi), Bryant (12 punti, 2 rimbalzi, 2 recuperi), Wade (12 punti, 4 rimbalzi), Chris Paul (12 punti, 3 rimbalzi) e Chris Bosh (11 punti, 10 rimbalzi). La fase finale del torneo sarà disputata fra Stati Uniti e Spagna domenica mattina alle 08.30 del mattino ora Italiana.

Non ci sono approfondimenti correlati.


Commenti all'articolo (3)

  • di Junio C. Murgia
    sabato, 23 agosto, 2008 alle 13:48

    Grande orgoglio argentino. Se non si fosse fatto male Ginobili, chissà come sarebbe andata a finire. Da notare come nei momenti chiave dell'incontro gli arbitri abbiano confezionato tante belle chiamate per Papà Stern preoccupato in tribuna. Vergognoso il fallo fischiato a Anthony sul + 6 per gli americani, in evidente debito di ossigeno. Era una stoppata pulitissima, ma gli americani hanno potuto andare al riposo sul + 9, psicologicamente importantissimo. Scola autore di giocate divine, ha ripetutamente umiliato quel pagliaccio di Bosh.

  • di joeiverson
    sabato, 23 agosto, 2008 alle 15:55

    Personalmente non penso che andare a riposo sul +6 o +9 possa cambiare le sorti dell'incontro (un conto sarebbe +6 e +16, ma 3 punti e ancora 20 minuti da giocare non sono cosi' determinanti).

    Scola e' stato immenso e ha messo in crisi tutti i lunghi Americani (Bosh ma anche Howard), davvero fenomenale! Team USA, pero', ha mostrato tutta la propria potenza andando a vincere meritatamente come dimostra lo scarto di 20 punti.

    Per quanto riguarda Ginobili non saprei. Se a Atene 2004 ci fossero stati tutti i giocatori visti agli Americani 2003, oggi Team USA non avrebbe nulla da dimostrare.

  • di Junio C. Murgia
    sabato, 23 agosto, 2008 alle 17:24

    Penso che nessuno metta in dubbio che il team USA sia più forte, e lo hanno ampiamente dimostrato non solo ieri. Ma una squadra così pompata dai media, che per molti è persino paragonabile al dream team 92, deve anche tener fede alla propria grandeur sul campo senza il soccorso delle balie col fischietto alla prima difficoltà e proprio per questo sono ancora più stridenti certe chiamate arbitrali. E non parlo solo del fallo fantasma su Anthony a fine secondo quarto ( una chiamata vergognosa, se fosse stata fischiata agli Spurs in una partita di playoff sarebbe successo un putiferio) ma anche la manata di Anthony a Scola nella ripresa e la gestione dei falli anti sportivi con cui sembrava di vedere le finals 2006 con Carmelo al posto di Wade in lunetta. Il discorso delle assenze è ovviamente legato alla contingenza della singola partita: si sa che gli americani non portano mai a prescindere la migliore squadra ( Anthony per Pierce è un insulto al basket), ma gli argentini hanno ieri ampiamente dimostrato che il titolo del 2004 era strameritato.

Lascia un commento

Registrati a Mondo NBA - Basket NBA news lasciare commenti, ascrivere articoli e guadagnare da subito con il paid to write con un unico nickname e avatar. Inoltre potrai segnalare notizie, scrivere articoli e mantenere lo storico nella tua pagina personale.

Se sei già registrato effettua il Login

Ricorda i miei dati per la prossima volta
Inviami una e-mail quando ci sono altri commenti