gen11

Vita da rookie: Mario Chalmers


Warning: getimagesize(http://www.mondonba.com/images/mario-chalmers.jpg) [function.getimagesize]: failed to open stream: HTTP request failed! HTTP/1.1 404 Not Found in /var/www/web1/html/mondonba.info/wp-content/themes/nba/single.php on line 39


Il basket non è esattamente lo sport nazionale nello stato dell’Alaska eppure è proprio lì che inizia la storia di Mario Chalmers. Dall’Alaska alla Nba il salto è netto e spaventoso, ma com’è stato possibile realizzarlo?

Occorre lavorare duramente e poi non si deve far altro che andare ai camp e far vedere le proprie capacità. Farsi un nome ai camp è già un bel passo avanti“.

A dire il vero, Chalmers non è l’unico giocatore proveniente dall’Alaska a saggiare i parquet che contano. Sia Trajan Langdon che Carlos Boozer sono approdati nella Lega, con il secondo che sta avendo una carriera di tutto rispetto in quel di Salt Lake City. “Siamo gli unici tre che ce l’hanno fatta” ha dichiarato Chalmers “Conosco Boozer, ci siamo parlati a lungo quando abbiamo giocato contro Utah e conosco molto bene Langdon, è uno dei miei amici“. Mentre Langdon è dall’altra parte dell’oceano però, Chalmers sta cercando di farsi spazio, con buoni risultati, nella Nba.

Scelto al secondo giro dello scorso draft, Chalmers sta maturando rapidamente tanto che Chauncey Billups ha trovato delle somiglianze tra lui e il rookie degli Heat, come la capacità di segnare tiri decisivi nel finale delle partite. Il play dei Nuggets ha dichiarato che “è un giocatore solido, non va mai fuori controllo. Conosce il gioco ed è in grado di segnare tiri importanti come quello che mise a segno nella finale NCAA. Mi piace molto, credo che abbia delle buone possibilità di diventare un ottimo giocatore“.

Nonostante le buone cose fatte vedere fin’ora da Chalmers, resta comunque difficile per un rookie passare dal college alle partite della Lega professionistica, specialmente se si è un playmaker, con tutte le responsabilità che il ruolo implica.

Giocando da playmaker ha grosse responsabilità” ammette infatti il suo coach Eric Spoelstrama ci sta dando minuti di buona qualità difensiva e nella maggior parte delle partite ha limitato gli errori e ha fatto un buon lavoro all’interno dei nostri schemi offensivi“.

Giocare da play porta ad avere delle responsabilità” aggiunge Chalmers “ma in questa squadra i nostri veterani tolgono molta pressione e responsabilità a noi rookie rendendo il nostro lavoro più semplice. Mi riferisco a D-Wade, Shawn Marion e Udonis Haslem, con loro a fianco è molto più semplice concentrarsi sui propri compiti“.

Detto questo, Chalmers si sta ancora adattando al suo nuovo ruolo di gregario, esattamente l’opposto di quello che era alla University of Kansas ovvero il go-to-guy della situazione. “In D-Wade abbiamo già chi è in grado di prendersi i tiri decisivi, non ho alcun problema a fare un passo indietro e concentrarmi sui compiti del mio ruolo“.

Se c’è una parola per descrivere Chalmers si potrebbe utilizzare il termine calma: nonostante si ancora giovane, parla con la calma e la sicurezza di un veterano e fin’ora sembra avere tutto ciò che occorre per essere a tutti gli effetti uno dei “furti del draft”.

Approfondimenti che non puoi perdere:

  1. The Flop #7: Super Mario

Non ci sono commenti

Non ci sono commenti per questo articolo

Lascia un commento

Registrati a Mondo NBA - Basket NBA news lasciare commenti, ascrivere articoli e guadagnare da subito con il paid to write con un unico nickname e avatar. Inoltre potrai segnalare notizie, scrivere articoli e mantenere lo storico nella tua pagina personale.

Se sei già registrato effettua il Login

Ricorda i miei dati per la prossima volta
Inviami una e-mail quando ci sono altri commenti